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“Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai…” (Silvio Berlusconi, Sassari, gennaio 2009)

Finalmente scopriamo da cosa era ispirata quella frase, pronunciata in un periodo in cui la propaganda aveva in agenda una bella campagna mediatica intimidatoria a base di stupri etnici e non, ideata per fiaccare la resistenza delle donne italiane e farle tutte cedere alle voglie di ordine e regresso del ducetto brianzolo. La frase risultò insopportabilmente frivola ma ora capiamo, grazie ad un articolo del Manifesto, ripreso dal Tafanus, che lui si riferiva ad esperienze di vita quotidiana.

Nelle foto pubblicate ieri dal Manifesto si vedono appunto soldati di piantone dentro e fuori Villa Certosa.
Ecco quindi che il binomio belle ragazze-militari era ispirato al meraviglioso mondo di Silvio, quello dove i militari italiani in missione di papi, fanno la scorta alle minorenni in viaggio premio a Mirailnanolandia.
Capirete pure che, grazie al dispiegamento in Sardegna di plotoni a guardia di passerine, diventi difficile dislocare truppe sul resto del territorio a difesa delle giovani italiane.
Un mondo meraviglioso, sempre quello di Silvio, in cui le magioni in Sardegna non sono solo luogo di culto per vergini (s)vestali ma anche zone coperte da segreto di stato.

Ripeschiamo una vecchia notizia che parla appunto di un decreto fatto dal precedente governo Berlusconi il 6 maggio 2004, che poneva il segreto di stato su Villa Certosa,allo scopo di preservare la conoscibilità dei luoghi” ma in realtà per impedire che gli occhi dei magistrati che indagavano su presunti abusi edilizi realizzati nella villa, sita in un area sottoposta a vincoli paesaggistici, vi si posassero con impropria curiosità.
E’ così che si fanno le leggi nel Berlusconistan. Se Silvio scivola su una buccia di banana si fa il decreto che proibisce le banane.
La procura di Tempio Pausania che presentò ricorso contro il decreto, definito incostituzionale, scriveva: “Il segreto di Stato non può riguardare luoghi, realizzando così una sorta di extraterritorialità per una parte del territorio nazionale e di impunità per un qualsiasi fatto di rilievo penale che si verificasse al suo interno.”
Interessante, no? Berlusconi allora, per impedire di farsi bacchettare dalla Consulta, il cui parere fu richiesto dai PM, acconsentì alle ispezioni (che non riscontrarono illeciti) ma intanto il segreto di stato rimase su quella e su tutte le residenze del premier. L’incostituzionalità è ancora in vigore.

Verrebbe da fare una considerazione. Se a Villa Certosa vige l’extraterritorialità e il premier è inoltre protetto dal Lodo Alfano contro ogni tipo di reato, perfino il cannibalismo, figuriamoci la congiunzione carnale con underage pussies, perchè tanta solerzia nel voler censurare le foto di “Zuppetta” e denunciare chiunque le pubblichi? Forse perchè non si ha paura del giudizio italiano, fin troppo accondiscendente verso i pruriti senili del nostro, ma di qualcuno che all’estero sta pensando che questo “Bearlusckyonee” si sta allargando un po’ troppo?
Proprio oggi i papiboys si domandano: “E se invece del grandangolo del fotografo vi fosse stato un fucile?”
Non vorrei che Silvio fosse caduto in una specie di sindrome complottistica da Lady D. Silvio costretto a fuggire ed inseguito dai paparazzi nel tunnel dell’Alma.

Per non correre rischi, soldati di guardia a papi ed alle passerine, quindi. Un militare per ogni bella ragazza. Ma i militari chi li paga? Lo Stato, cioè noi? Eh già, si chiama segreto di Stato, non segreto privato. Non sono bodyguards a bustapaga, legionari e contractors ad un tanto al chilo con il motto “Scorta la escort” sullo stemma. Sono proprio militari dell’Esercito. Anche i voli che teletrasportano i geni della mòsica sull’isola, sono di Stato. Per questo è giusto indignarsi giusto un pochino.

Il problema non è cosa fa un premier in casa sua. Il problema è un premier che elegge casa sua a repubblica personale coperta dall’extraterritorialità, (siamo dalle parti del Colonnello Kurtz, ormai) per poter fare i propri porci comodi in barba alla Costituzione. Se non si ha intenzione di commettere reati, perchè farlo? Per il gusto di porsi oltre la legge, perchè lui è lui e gli altri non sono un cazzo? E’ questo che rende perplessi gli stranieri, potenti e no. Altro che paparazzi.


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“Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai…” (Silvio Berlusconi, Sassari, gennaio 2009)

Finalmente scopriamo da cosa era ispirata quella frase, pronunciata in un periodo in cui la propaganda aveva in agenda una bella campagna mediatica intimidatoria a base di stupri etnici e non, ideata per fiaccare la resistenza delle donne italiane e farle tutte cedere alle voglie di ordine e regresso del ducetto brianzolo. La frase risultò insopportabilmente frivola ma ora capiamo, grazie ad un articolo del Manifesto, ripreso dal Tafanus, che lui si riferiva ad esperienze di vita quotidiana.

Nelle foto pubblicate ieri dal Manifesto si vedono appunto soldati di piantone dentro e fuori Villa Certosa.
Ecco quindi che il binomio belle ragazze-militari era ispirato al meraviglioso mondo di Silvio, quello dove i militari italiani in missione di papi, fanno la scorta alle minorenni in viaggio premio a Mirailnanolandia.
Capirete pure che, grazie al dispiegamento in Sardegna di plotoni a guardia di passerine, diventi difficile dislocare truppe sul resto del territorio a difesa delle giovani italiane.
Un mondo meraviglioso, sempre quello di Silvio, in cui le magioni in Sardegna non sono solo luogo di culto per vergini (s)vestali ma anche zone coperte da segreto di stato.

Ripeschiamo una vecchia notizia che parla appunto di un decreto fatto dal precedente governo Berlusconi il 6 maggio 2004, che poneva il segreto di stato su Villa Certosa,allo scopo di preservare la conoscibilità dei luoghi” ma in realtà per impedire che gli occhi dei magistrati che indagavano su presunti abusi edilizi realizzati nella villa, sita in un area sottoposta a vincoli paesaggistici, vi si posassero con impropria curiosità.
E’ così che si fanno le leggi nel Berlusconistan. Se Silvio scivola su una buccia di banana si fa il decreto che proibisce le banane.
La procura di Tempio Pausania che presentò ricorso contro il decreto, definito incostituzionale, scriveva: “Il segreto di Stato non può riguardare luoghi, realizzando così una sorta di extraterritorialità per una parte del territorio nazionale e di impunità per un qualsiasi fatto di rilievo penale che si verificasse al suo interno.”
Interessante, no? Berlusconi allora, per impedire di farsi bacchettare dalla Consulta, il cui parere fu richiesto dai PM, acconsentì alle ispezioni (che non riscontrarono illeciti) ma intanto il segreto di stato rimase su quella e su tutte le residenze del premier. L’incostituzionalità è ancora in vigore.

Verrebbe da fare una considerazione. Se a Villa Certosa vige l’extraterritorialità e il premier è inoltre protetto dal Lodo Alfano contro ogni tipo di reato, perfino il cannibalismo, figuriamoci la congiunzione carnale con underage pussies, perchè tanta solerzia nel voler censurare le foto di “Zuppetta” e denunciare chiunque le pubblichi? Forse perchè non si ha paura del giudizio italiano, fin troppo accondiscendente verso i pruriti senili del nostro, ma di qualcuno che all’estero sta pensando che questo “Bearlusckyonee” si sta allargando un po’ troppo?
Proprio oggi i papiboys si domandano: “E se invece del grandangolo del fotografo vi fosse stato un fucile?”
Non vorrei che Silvio fosse caduto in una specie di sindrome complottistica da Lady D. Silvio costretto a fuggire ed inseguito dai paparazzi nel tunnel dell’Alma.

Per non correre rischi, soldati di guardia a papi ed alle passerine, quindi. Un militare per ogni bella ragazza. Ma i militari chi li paga? Lo Stato, cioè noi? Eh già, si chiama segreto di Stato, non segreto privato. Non sono bodyguards a bustapaga, legionari e contractors ad un tanto al chilo con il motto “Scorta la escort” sullo stemma. Sono proprio militari dell’Esercito. Anche i voli che teletrasportano i geni della mòsica sull’isola, sono di Stato. Per questo è giusto indignarsi giusto un pochino.

Il problema non è cosa fa un premier in casa sua. Il problema è un premier che elegge casa sua a repubblica personale coperta dall’extraterritorialità, (siamo dalle parti del Colonnello Kurtz, ormai) per poter fare i propri porci comodi in barba alla Costituzione. Se non si ha intenzione di commettere reati, perchè farlo? Per il gusto di porsi oltre la legge, perchè lui è lui e gli altri non sono un cazzo? E’ questo che rende perplessi gli stranieri, potenti e no. Altro che paparazzi.


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Finalmente scopriamo da cosa era ispirata quella frase, pronunciata in un periodo in cui la propaganda aveva in agenda una bella campagna mediatica intimidatoria a base di stupri etnici e non, ideata per fiaccare la resistenza delle donne italiane e farle tutte cedere alle voglie di ordine e regresso del ducetto brianzolo. La frase risultò insopportabilmente frivola ma ora capiamo, grazie ad un articolo del Manifesto, ripreso dal Tafanus, che lui si riferiva ad esperienze di vita quotidiana.

Nelle foto pubblicate ieri dal Manifesto si vedono appunto soldati di piantone dentro e fuori Villa Certosa.
Ecco quindi che il binomio belle ragazze-militari era ispirato al meraviglioso mondo di Silvio, quello dove i militari italiani in missione di papi, fanno la scorta alle minorenni in viaggio premio a Mirailnanolandia.
Capirete pure che, grazie al dispiegamento in Sardegna di plotoni a guardia di passerine, diventi difficile dislocare truppe sul resto del territorio a difesa delle giovani italiane.
Un mondo meraviglioso, sempre quello di Silvio, in cui le magioni in Sardegna non sono solo luogo di culto per vergini (s)vestali ma anche zone coperte da segreto di stato.

Ripeschiamo una vecchia notizia che parla appunto di un decreto fatto dal precedente governo Berlusconi il 6 maggio 2004, che poneva il segreto di stato su Villa Certosa,allo scopo di preservare la conoscibilità dei luoghi” ma in realtà per impedire che gli occhi dei magistrati che indagavano su presunti abusi edilizi realizzati nella villa, sita in un area sottoposta a vincoli paesaggistici, vi si posassero con impropria curiosità.
E’ così che si fanno le leggi nel Berlusconistan. Se Silvio scivola su una buccia di banana si fa il decreto che proibisce le banane.
La procura di Tempio Pausania che presentò ricorso contro il decreto, definito incostituzionale, scriveva: “Il segreto di Stato non può riguardare luoghi, realizzando così una sorta di extraterritorialità per una parte del territorio nazionale e di impunità per un qualsiasi fatto di rilievo penale che si verificasse al suo interno.”
Interessante, no? Berlusconi allora, per impedire di farsi bacchettare dalla Consulta, il cui parere fu richiesto dai PM, acconsentì alle ispezioni (che non riscontrarono illeciti) ma intanto il segreto di stato rimase su quella e su tutte le residenze del premier. L’incostituzionalità è ancora in vigore.

Verrebbe da fare una considerazione. Se a Villa Certosa vige l’extraterritorialità e il premier è inoltre protetto dal Lodo Alfano contro ogni tipo di reato, perfino il cannibalismo, figuriamoci la congiunzione carnale con underage pussies, perchè tanta solerzia nel voler censurare le foto di “Zuppetta” e denunciare chiunque le pubblichi? Forse perchè non si ha paura del giudizio italiano, fin troppo accondiscendente verso i pruriti senili del nostro, ma di qualcuno che all’estero sta pensando che questo “Bearlusckyonee” si sta allargando un po’ troppo?
Proprio oggi i papiboys si domandano: “E se invece del grandangolo del fotografo vi fosse stato un fucile?”
Non vorrei che Silvio fosse caduto in una specie di sindrome complottistica da Lady D. Silvio costretto a fuggire ed inseguito dai paparazzi nel tunnel dell’Alma.

Per non correre rischi, soldati di guardia a papi ed alle passerine, quindi. Un militare per ogni bella ragazza. Ma i militari chi li paga? Lo Stato, cioè noi? Eh già, si chiama segreto di Stato, non segreto privato. Non sono bodyguards a bustapaga, legionari e contractors ad un tanto al chilo con il motto “Scorta la escort” sullo stemma. Sono proprio militari dell’Esercito. Anche i voli che teletrasportano i geni della mòsica sull’isola, sono di Stato. Per questo è giusto indignarsi giusto un pochino.

Il problema non è cosa fa un premier in casa sua. Il problema è un premier che elegge casa sua a repubblica personale coperta dall’extraterritorialità, (siamo dalle parti del Colonnello Kurtz, ormai) per poter fare i propri porci comodi in barba alla Costituzione. Se non si ha intenzione di commettere reati, perchè farlo? Per il gusto di porsi oltre la legge, perchè lui è lui e gli altri non sono un cazzo? E’ questo che rende perplessi gli stranieri, potenti e no. Altro che paparazzi.


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