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Con Matteo e Giorgio in versione slash, come Harry e Draco nei manga yaoi.
Quanti processi ha in corso Mario Monti? Nessuno. Quanto tempo si perderà in Parlamento, mentre la paziente Italia si aggrava, per cercare di far evitare al Premier i processi e la galera? Nemmeno un minuto. Questo è già un motivo per rallegrarsi del cambio di governo, anche se i troppo depressi italiani, dolenti per la dipartita del nanerottolo bunga bunga, non riescono a consolarsene in alcun modo.

§ Intermezzo §  – I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:
“OSCENO mettere un banchiere ministro dello sviluppo!!! Conflitto di interessi mostruoso! Silvio guarda cosa fanno questi!!!! Ritorna tu a governarci con braccio mite e giusto! Tu sei l’eletto del popolo non questa gente di bassa lega e moralità discutibile! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio!”

Tra lauree, attestati, master, onorificenze, medaglie, coccarde e premi, dieci piani di curricula e dottorati, il nuovo esecutivo sembra la società dei capoccioni, il governo dei Secchioni. Senza Pupe, ovviamente.
Nel governo Monti, il più borghese degli ultimi 150 anni ed anche il meno italiano, non potevano che esserci manager, banchieri, professoroni coi controcazzi accademici, avvocati femmina, perfino un ammiraglio. Che, per questo Titanic in procinto di affondare, è una scelta quasi scontata ed un poco ironica. Non capisco lo sconcerto per “l’ammiraglio della NATO!” al governo. Noi siamo nella NATO, volenti o nolenti. I padani non so. Si trovi un DeGaulle in grado di farcene uscire, magari.
§ Intermezzo §  – I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:
“E cominciata la stagione dei ricchioni dei deputati trans, dei viados delle lesbiche e dei salami e mortadelle varie.BUON APPETITO”.

Si piagnucolava nei giorni scorsi che non vi sarebbero stati rappresentati né i ggiovani né le donne. Le donne ci sono, solo tre ma in ministeri importanti come Interni, Giustizia e Welfare. Sembrano belle toste, con carriere da estiqazzi, un piglio da valkiria “Hojotoho, Hojotoho, Heiaha!” e un look finto dimesso da tempi di crisi perfetto per le circostanze. 
Non sono certo le bamboline che fanno si, si, si, del B.  Quelle si mettevano bocconi ad uno schioccar di frusta del boss. Queste Bocconiane al titanio con la mutanda contenitiva in latex invece, secondo me, menano pure di brutto e dalla parte del manico.  
Il ministro più giovane ha 56 anni ma l’Italia, non dimentichiamolo, è il paese del vecchio che dice al giovane: “Per ora non aver fretta, avrai tempo di farti le tue esperienze”. In fondo prevalgono i cinquanta-sessantenni, accontentiamoci.

§ Intermezzo §  – I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:
“Non ce n’è uno/a bello…non può essere un governo vincente!” 

Poi, è chiaro ed è inutile illudersi. (re minore) Questo governo di pezzi da novanta della Classe Dirigente Ultraborghese Nordista Milionaria non  farà diventare improvvisamente tutti i ricchi come quello del Vangelo, disposto a togliersi il mantello e il pane di bocca per darli ai poveri. I ricchi non diventano di botto meno egoisti, se c’è la crisi. Non cessano di vedere il mondo diviso in classi superiori ed inferiori. Temo che quello che ci concederanno sarà percepito da loro, sotto sotto, come beneficenza, come gli atti di volontariato della sciura Elsa. E che, ragionando con il loro portafoglio e il gulliver della zia ricca, riterranno che, mentre loro guadagnano milioni, noi dovremo accontentarci del nostro migliaio scarso al mese, che per noi è già tanto e deve bastarci. Spero di sbagliarmi e che invece si siano accorti, con un semplice calcolo dell’entità delle forze in campo, che i poveri sono milioni di milioni e che, se aumenta la gravità della crisi ed il loro numero, occorrerà tenerseli buoni o costruire fortezze inespugnabili dove rifugiarsi mentre noi ci pappiamo tutto.

Altro punto critico, che spicca non solo per l’altezza del personaggio.  Passera è un po’ come quei pastiglioni di antibiotico ruvidissimi che ti si piazzano di traverso in gola e cerchi di mandar giù disperatamente senza strozzartici. Solo il fatto che abbia avuto a che fare con Poste Italiane e Infostrada mi innervosisce.
Poi ho capito (fa maggiore) che era una terapia necessaria e che era servito per convincere B. a lasciare. Devono avergli detto: “Non ti preoccupare, Silvio, nel prossimo governo ci sarà passera”. Questi banchieri!
A proposito, a parte che il nuovo ministro designato è un altro Profumo, non il banchiere, ci ho azzeccato a definire “Profumo di Passera” il post berlusconismo.  (Volevo intitolare questo post “Profumo d’Intesa” ma poi  ho pensato che sarebbe assomigliato troppo ad un fondo di Sallusti ed ho rinunciato.)

Al di là delle battute, figlioli, eravamo decaduti ad un livello da dove non si poteva che uscire in questo modo. Abbiamo subìto lo sconcio di un tizio che in diciassette anni ha fatto di buono solo due cose: la legge contro il fumo e la patente a punti. Per il resto una quarantina di leggi ad personam e un’opera di sistematica distruzione dello Stato, della Giustizia e della credibilità del paese. Un tizio che, mancatagli la maggioranza in Parlamento e quindi non avendo più i numeri per governare, con il gradimento degli elettori in picchiata, gli sghignazzi dei partner europei e l’algida indifferenza imperiale nei suoi confronti, invece di dimettersi subito si è barricato a palazzo Chigi prendendo in ostaggio un paese intero. Se n’è andato solo quando i suoi managerz e i figli imbufaliti dalla prospettiva di perdere un euro di eredità, gli hanno detto a male parole che stava mandando a rotoli le sue fottute aziende. Password: Dané. Io gli avrei mandato i Navy Seals, quindi gli è andata fin troppo grassa.
Gli italiani che scoprono in articulo mortis di non poterne fare a meno, i kazzengeristi che vedono dietro Monti il lato oscuro della Forza (come se finora fossimo stati un popolo sovrano e non governato per cinquant’anni dalla CIA, dalle logge deviate e dalla Mafia) e quelli che sbraitano di elezioni con il rischio di farlo ritornare più gonfio e maiale di prima, mi dimostrano una cosa sola: che non si è ancora capito con che cosa abbiamo a che fare (* link vivamente consigliato). Che il calcio che doveva svegliarci dal mondo dei sogni non è stato abbastanza forte.
Auguriamoci che questo governo faccia il suo sporco lavoro contro il mostro del Default avendo pietà di noi, destreggiandosi tra le furbizie dei Sorcaverde e dei Bisciondoro, pronti ad altre magie per tornare gattopardescamente alla paralisi precedente.

Ma ora non facciamoci prendere dalle tristezze, vi avevo promesso delle dosi di buon umore e speranza per il futuro. (re maggiore)
Nel nuovo governo non ci sono più quello della SempliFICAzione di Calderoli, quello inutile ed inutilizzato della Gioventù – B. era distratto da altri meloni – e quello di Brunetta.
Ripeto e ripetete con me: non ci sono più Calderoli, Brunetta ma neanche Gelmini, Prestigiacomo, Maroni, Bondi, Angelino, la Santanché, La Russa, Tremonti, SACCONI (!!!). Per non dimenticare.
Non vi sentite già meglio? Come un bel massaggio con il Vicks Vaporub. Pensate anche a chi ha scritto questo:
§ Intermezzo §  – I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:

“mi raccomando la Bindi, quella bionda mezza americana che andava farsi …… in sud africa da Briatore, l’ex direttrice dell’unita’, la lesbica sposatisi in germania, la trans comunista che a montecitiorio gli o le hanno dovuto fare un cesso su misura, la FINOCCHIARO dal quale cognome si deduce di quante lesbiche e ricchioni ci sono da quella parte. I GUSTI, ognuno ha i suoi, ma con tutto rispetto per lei viva la gnocca e se ‘ bellla tanto meglio. Scordavo un’altra deputata della sx abbastanza anzianotta.. spessio in fv. che quando interviene sembra di ascoltare una gallina alla quale stiano tirando il collo.DETTO E FATTO!!!!!!”

Pensate che costui potrebbe di nuovo decidere del vostro futuro. Il gomblottismo vi Passerà del tutto.
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Poveri illusi se avevate creduto per un attimo che i legaioli avrebbero dato il calcio alla sedia del Gran Fallito per farlo ripiombare nella dura realtà della sua colossale disfatta come statista. Macché. Questi sono diventati maestri del tira a campa’, del cambiar tutto perché non cambi nulla, altro che rivoluzionari. Sembrano tardi e con i neuroni annegati nella polenta, e invece imparano alla svelta tutti i trucchi del mestiere del più tipico bizantinismo politico.
Bossi domenica ha bofonchiato per ore le solite solfe sulla Padania, questa espressione geografica di pura fantasia che però ci ritroviamo sulla minchia tutti, dalle Alpi a Lampedusa, per il fatto che il più grande fallito degli ultimi centocinquant’anni, per pararsi il culo dalle pratiche sodomitiche tipiche della galera, ha trascinato al potere con sé e si fa scudo di una formazione eversiva che farnetica da anni di secessione e pratica con solerzia l’alto tradimento attraverso il suo esponente Maroni, Ministro degli Interni italiano che ammette senza vergogna di sognare una Padania libera ed indipendente, quindi la divisione della patria indivisibile. Roba da manicomio, praticamente impossibile da spiegare ad uno straniero.

Oggi su Facebook ho visto una vignetta: Bossi e B. che si tengono reciprocamente per il pannolone. Se molla uno casca per terra anche l’altro. Sono come i gemelli siamesi che non si possono dividere chirurgicamente perché hanno gli organi in comune e in questo caso i due sono uniti per le palle anzi, per i maroni.

Una mostruosità che andava pietosamente soppressa alla nascita. Una teratologia che però ha delle radici programmatiche ed ideologiche ben precise in quel patto scellerato di spartizione dell’Italia tra Nord federalista e secessionista e Sud come enclave di affari mafiosi teorizzato da Gianfranco Miglio, colui al quale si intestano le scuole frequentate dai piccoli padani.
Ecco quindi che il destino dei due mostriciattoli è di essere inseparabili. B. si regge sull’appoggio della Lega, ultimo alleato rimastogli e l’altro B. della coppia B&B sa benissimo che, senza il Bagonghi della Brianza, la Lega ritornerebbe ad essere quel dieci per cento di elettori che conterebbe sicuramente in una coalizione ma non esageratamente come nel governo B. dove, praticamente, spadroneggia senza ritegno. E’ impensabile che in qualunque altro governo la Lega avrebbe modo di fare i capricci secessionisti e similfederali come quelli che sta facendo per avere i Ministeri della Cassoeula e della Polenta Taragna da insediare a Berghem de hura e Berghem de hota.
Se il dirigente legaiolo è svelto nell’imparare l’arte di stare al mondo e soprattutto in politica, il suo elettore tarda a rendersi conto della realtà di essere governato da degli incapaci innamorati delle favole e dei miti assurdi dell’acqua del Po e della Padania che servono solo ad abbindolare la base per ottenere l’altezza del privilegio da boiardi.
Eppure il papiminkia sta lentamente risvegliandosi dal lungo sonno del miracolo italiano e si sta rendendo finalmente conto di essere stato raggirato per diciassette anni da un piazzista da quattro soldi. Il cornutazzo padano, invece, l’ultrapirla con il cervello accessoriato con un set minimo di concetti base e frasi fatte a sfondo razzista, crede ancora nella sincerità di quel pugile suonato del suo leader. 
E’ disposto a prendere per buone le sue tirate biascicate contro Equitalia e il racconto straziante delle vacche deportate e della case dei poveri allevatori rase al suolo dalle SS della Finanza  (“Bene, Umberto, le vacche hanno smesso di muggire?”)  e dimenticare il nepotismo sfacciato, il figlio idiota piazzato in regione a 12 mila euro al mese alla faccia dei pensionati al minimo e le varie parentopoli in giro per la Padania. Senza contare che il federalismo fiscale, ma l’ultrapirla non lo sa, con tutta una serie di nuove gabelle ultrasalate, gli farà pisciare sangue e renella tanto da dover rimpiangere Equitalia, le Fiamme Gialle e gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate.
E’ brutto quando si portano le corna e non ci si accorge di averle.

“Che la corte di cassazione fosse di sinistra non lo scopriamo oggi. Ha fatto un colpo di mano e questo è inaccettabile , ma per fortuna ci siamo noi : CHE NESSUNO VADA A VOTARE, è la nostra arma! Silvio ha già detto come la pensa sulla suprema (?) corte e le riforme istituzionali appena annunciate dovranno impedire che un organismo CHE NESSUNO HA ELETTO vada contro il volere del governo. La sentenza è grave e lesiva dei poteri del governo e fallirà senz’altro – il quorum non verrà mai raggiunto – ma questo non ne sminuisce la carica eversiva. Discorso a parte merita l’informazione : é semplicemente folle che la TV di stato pagata con i nostri soldi faccia informazione sui referendum del manettaro : se vuole farsi propaganda SE LA PAGHI CON I SUOI SOLDI. Nel merito: la gente non può votare su cose che non capisce e che devono essere lasciate agli esperti : non stiamo discutendo di come dipingere la facciata di un condominio, stiamo parlando del nostro futuro sviluppo!” 
(anonimo lettore del “Giornale” di oggi)

Quattro SI il 12-13 giugno. Possiamo dargli il colpo di grazia con l’arma della democrazia, con l’espressione di quel voto popolare di cui tante volte si è riempito abusivamente la bocca. Dobbiamo vincere ancora questa battaglia e forse potremo fare un pensierino sulla guerra. 
Questo anonimo papiminkia in fondo non ha colpa, perché ha appena letto un giornale, non clandestino ma regolarmente venduto in edicola, sul quale è pubblicato un articolo intitolato, senza vergogna, “Colpo di mano della Cassazione – Si al referendum sul nucleare”. L’ignoranza del lettore, per carità, è legittima, quella (condita da un bel po’ di disonestà intellettuale)  di coloro che dovrebbero fare informazione è imperdonabile.

“Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? 
Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.
Il seme che pianteremo nella mente di quell’uomo, diventerà un’idea che lo condizionerà per sempre. Potrebbe cambiarlo… può arrivare a cambiarlo radicalmente.” (Dom Cobb, dal film “Inception”)

La mattina, andando al lavoro, mi capita di passare in mezzo alle bancarelle del mercato e di captare al volo i discorsi di quelli che io chiamo per abitudine ideologica bottegai. Discorsi che generalmente vertono sulle ultime notizie di cronaca, commenti leggeri che rimbalzano da un banco all’altro come palloncini pieni d’aria. Possono essere sfottò tra tifosi per l’ultima partita di calcio o personali del tipo: “Allora, com’è andata ieri sera con la tipa?” Sottinteso: “Te la sei trombata?”

Stamattina, uno di questi bottegai raccontava ad alta voce perché sentissero tutti, eccitato e con la bavetta all’angolo della bocca, le imprese del nano di Hardcore, evidentemente il suo idolo di riferimento.
“Aveva un harem! (Pausa per riprendere fiato dall’emozione) Avete sentito? La Minetti gli faceva annusare la passerina, gli faceva annusare la passerina (lo avrà ripetuto tre o quattro volte) e lei baciava il pistolino.”  Proprio così, con il linguaggio da bambino sporcaccione oramai fuori tempo massimo.
“Bella roba”, ha provato a ribattere una ragazza giovane, visibilmente scandalizzata, dirimpettaia di bancarella e un altra donna più in là, sempre bottegaia, ha commentato con fastidio, rivolgendosi al collega: “Te, adesso, con questa storia ne hai fatto proprio una fissazione.” 
Beh, ho pensato, la corazza di questi elettori, apparentemente inattaccabile dal sospetto di aver votato solo un impunito e maniaco sessuale, sta cedendo, sta mostrando qualche crepa.
L’illusione  però è durata poco. Un altro bancarellaro, il papiminkia del giorno, ha pronunciato la fatidica frase che chiude ogni discussione che riguardi B. e il suo governo: “Comunque, piuttosto che governi la sinistra, guarda….”
Ecco quali danni può compiere l’innesto di un semplicissimo concetto, un pregiudizio, un sentito dire, un’affermazione non vera ma che lo sembra, una piccolissima ma geniale trovata come  “votatemi per evitare che i comunisti prendano il potere”.
Il papiminkia dovrà soffrire ancora molto, dovrà sentire il fiato della Finanza sul collo, degli Enti Locali che gli aumentano le tasse perché con i tagli continui non ce la fanno più, dell’Agenzia delle Entrate che gli fa i controlli ogni tre mesi perché il bilancio dello Stato non ha più soldi e bisogna, d’altra parte, mantenere la casta cialtrona e mafiosa a caviale e champagne, ma dubito che, senza un’operazione che rimuova l’innesto, al limite fisicamente mediante la trapanazione del cranio, la capirà.

Art. 600-bis. Prostituzione minorile.

Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164.

C’è un parametro illogico nella vicenda Ruby e in tutto il troiaio notturno di Arcore. Se non succedeva niente di male e per giunta il nano e le sue numerose biancaneve sono convinti che a Villa San Martino viga l’extraterritorialità, per cui se anche vi si prostituiscono minorenni il fatto non costituisce reato, allora perché quando venne pizzicata per altri motivi la piccola vedette marocchina, il Berlusconi si precipitò a telefonare in Questura per farla uscire? Esponendosi in prima persona?
Per paura che parlasse o la facessero parlare, non vedo altri motivi. Ma parlare di che cosa, se non succedeva niente di male?

E’ veramente difficile credere che uno, che pure ha i soldi da buttare, ti dia sette milioni per niente, solo per avergli portato la fichetta in salotto per fargliene annusare il profumo nell’aria. O addirittura ti dia in usufrutto degli appartamenti, di trentaduemila che lui ne ha, (per non parlare di candidature, posti fissi da 12 mila al mese e ministeri) solo per il tuo bel faccino.
Molto in cambio di niente come vogliono farti credere le scafatissime donzelle che lo frequentano. Sempre attente a dire: “Si c’eravamo ma con lui non abbiamo fatto niente, abbiamo solo cantato le canzoni di Apicella” e attentissime soprattutto a non nominare mai neppure invano la neve. In un paese dove sniffano pure gli impiegati e i garzoni di macellaio e dove le donne vengono ricattate sessualmente per mantenere il posto di cassiera al supermercato.

La situazione è paradossale. Per rigettare l’accusa di rapporti sessuali con la minorenne Ruby, il nostro potrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente l’atroce segreto (di Pulcinella) ed ammettere di non poter battere un chiodo.
“Ma cosa volete che faccia, alla mia età? Le ho provate tutte: le italiane, le marocchine, le russe (quelle me le porta Putin ogni volta che mi viene a trovare), le ucraine, le ministre. Pozioni magiche e riti druidici. Niente. Credetemi, è una tragedia. Se dicono che non me non fanno niente, è vero, povere ragazze. Una ci ha provato per tre giorni ed era sfinita. Niente di niente. Comincio a pensare che quel mio coso lì, si, lui, sia un comunista.”
Certo  deluderebbe in maniera cocente i milioni di anziani papiminkia che lo ammirano e si fanno i film porno mentali con lui come protagonista e pensano “Se Silvio c’ha tutta quell’energia è giusto che si faccia tutte quelle belle gnocche, alla faccia delle racchie e dei comunisti”, però rassicurerebbe le anziane babbione che lo votano e che, non potendolo avere, per raggiunti limiti di età, lo vogliono intento solo a fare il nonno di tanti nipotini biondo-boccoluti.
Però attenzione a non farsi scappare, dopo il coming-out prostatico, che lui guardava solo perchè, secondo il codice penale,  è più grave stare a guardare due ragazze che giochicchiano tra di loro se anche solo una delle due è minorenne.

Art. 600-ter.  – Pornografia minorile.

Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228. (1)

Ma questo Ghedini senz’altro lo sa.
Per rendersi conto di che razza di gente voti Berlusconi e a quale livello di sconcezza giri il loro cervellino, basta andarsi a leggere i commenti che lasciano sui loro giornaletti di riferimento. Ad esempio, ecco un florilegio di oscenità scaturite a commento della notizia dell’indagine milanese sul caso Ruby. Andato via Feltri, al Giornale, sono saltate tutte le valvole che restavano.

“mi spiace tanto per la bruttona che non ha avuto modo di far festa a casa di zio Silvio. Basta con le persecuzioni giudiziarie che provocano lo sperpero di tante risorse, soldi e tempo prezioso per risolvere casi seri. Una perla di ragazza come RUBY fa resuscitare anche i morti figuriamoci i vivi e funzionanti. Mi viene spontaneo gridare a zio Silvio: RESISTI ! RESISTI! RESISTI!”

La bruttona sarebbe la dott.ssa Ilda Boccassini. Il vivo e funzionante immagino essere, nella fervida fantasia da videocassetta porno del commentatore, il duce nano. Secondo il/la papiminkia modello base, far festa a casa di zio Silvio è un onore, riservato ovviamente alle strafighe giovani. Le altre, soprattutto le brutte, si fottano come Marchionne. Nell’Italia di Berlusconi, l’unico metro di valutazione della donna è la sua avvenenza. A proposito, chissà perché lo chiama zio, sarà un’altra ninfetta vogliosa di vedere da vicino la magica pompetta? O un nipotino di Mubarak? Questo commento raggiunge vette di comicità assoluta quando espropria addirittura il motto di Borrelli, ovvero in teoria di uno dei nemici giurati del nano. Anche il perla di ragazza riferito a Ruby non è male, ammettiamolo.
“é evidente per chiunque che Berlusconi é sotto assalto di una certa parte della magistratura (a proposito, qualcuno sa che fine ha fatto l’indagine di Montecarlo ?). Bisogna dire pero che se le va proprio a cercare. Ma vi pare che un uomo della sua eta con 5 figli e non so piu quanti nipotini debba frequentare minorenni di dubbi costumi (e pure clandestina ?), portategli in casa da un tipo come Lele Mora ? Berlusconi é sicuramente libero di frequentare chi gli pare, ma non puo avere la pretesa che frequentazioni di questo tipo appaiano rispettabili. Ma vi pare che il PdC dell’Italia debba mettersi nella condizione di dare adito a inchieste di questo tipo, strombazzate a gran voce in tutto il mondo ? Sono molto molto delusa, anzi furiosa. Forse sarebbe meglio che si mettesse da parte e lasciasse il campo a Tremonti. Troppo é troppo, tanto piu che con tutti i soldi che ha potrebbe almeno scegliersi delle compagnie piu signorili e discrete. Qui siamo proprio a un livello men che basso.”
Questo commento è interessante. Parte con la litania della persecuzione e dà due botte a Fini sul tavolo della cucina di Montecarlo, però  in fondo la signora mia si è turbata all’idea del settantatreenne in groppa alla diciassettenne, oltretutto extracomunitaria, e disapprova. Si dice addirittura furiosa e, birichina, annuncia il prossimo tradimento con il più signorile “povca puttana” Tremonti. Vatti a fidare della casalinga di Voghera.
“mi pare giunto il momento di fare una legge che dia la maggiore età a sedici anni come in altre parti del pianeta. sempre in ritardo da noi e i giudici rossi sguazzano nel torbido. vorrei proprio verificare se una ruby vi si presenta con fare adescatore come vi comportereste? e lei la colpevole ad aver circuito il presidente.”
Oh, mi sembra giusto. Non è lui che è pedofilo, è lei che è minorenne. Povero Silvio, adescato da una diciassettenne che andava per i trentacinque. Che lo ha addirittura “circuito”. Dopo la Monaca, il Circuìto di Monza. La soluzione per chi si scopa le minorenni? Abbassare la maggiore età delle stesse. Rendere la legge malleabile come il pongo, da plasmare a piacere a seconda delle esigenze del sovrano.
Se dichiariamo i neonati maggiorenni appena li si va a registrare all’anagrafe sconfiggeremo pure la piaga della pedofilia. 
“sono sgomenta,infuriata,preoccupata!!!questo non è un paese democratico ma è in mano a questi loschi figuri che si credono padrieterni e che possono cambiare la volontà di milioni di persone che hanno votato democraticamente luridi schifosi devono andare via la smettano di rovinare l’italia con i loro processi assurdi e poi dopo 20 anni la procura e via solferino(corriere della sera) sono sempre collegati come gemelli siamesi..ora basta ribelliamoci!!scusate lo sfogo, augusta”
Uno dice, oh, finalmente, questa è sgomenta all’idea che un presdelcons invece di pensare ai problemi nostri  si lasci traviare da papponi e troiette. Invece no, lei è sgomenta a causa dei giudici, definiti “luridi e schifosi”.
Però alla fine si scusa di aver parlato di ribellione. La rivoluzione non è roba per sciurette.

“Che dire, ad ognuno la propria croce, noi al Sud abbiamo la mafia, voi al Nord avete i magistrati.”

Si commenta da sola.

“Se le BR ne avessero accoppati un po’ di piu non avrebbero mica fatto male…..in fin dei conti magistrato più, magistrato meno, erano solo compagni che sbagliano. Si scherza nè.”

Il tipico umorismo berlusconiano. E se gli facessero notare che è apologia di reato, direbbe subito di essere stato frainteso.
No, questo troiaio di Italia non lo recuperiamo più. Non sarebbe buono nemmeno come compost.
“Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…”

Ma lasciate che parli. E’ come quello che andava a gridare “sporchi negri” di notte in strada ad Harlem. Come dice Travaglio, vuole forse solo essere fermato come certi serial killer oppure, più probabilmente, vuole attirare l’attenzione distraendola dal punto focale che si potrebbe riassumere nel concetto “se scoppiano le famose bombe atomiche”.

Lo so, il suo machismo da trani è insopportabile come un attacco di emorroidi. Intanto però, come apre bocca, scontenta un pezzo del suo elettorato e questa è una novità importante. Oggi gli hanno voltato le spalle gli elettori gay di centrodestra. Ormai ogni giorno perde più voti che capelli.
Sui forum azzurri, solitamente adoranti il dio Nano Pittato, serpeggia il malcontento. Per la prima volta il papiminkia d.o.c. viene colto dal dubbio atroce di aver dato un potere eccessivo ad un cialtrone e tra un “ditemi che non è vero” e un  “non ci posso credere” inizia ad elaborare il lutto della perdita dell’Unto di riferimento. “Presidente ci hai delusi”, mugola il papiminkia sgrassato con il Cillit Bang. E noi che sapevamo da sempre di che pasta era il suo nano adorato, fin dalla discesa in campo, godiamo. Godiamo come ricci ingrifati di brutto.
Si, c’è una sorta di piacere sadico nel vedere piegarsi gli idoli politici di latta sotto le mazzate della storia. E’ il piacere  puramente crudele che prova il bambino che ha infilzato un insetto e lo vede dibattersi rovesciato sulla schiena agitando le zampette.
Non capita spesso di assistere alla fine di un despota, seppure modello bagonghi da avanspettacolo ma, come i passaggi delle comete e le eclissi totali, sono eventi straordinari che vale la pena vivere. Questa volta non ci sarà un Piazzale Loreto, non lo credo, ma qualcosa di simile alle monetine dell’Hotel Raphael non lo escluderei affatto. La folla sa diventare cattiva, specialmente quella delusa di coloro i quali avevano dato fiducia a colui che li ha traditi. Non escluderei che, inseguito dalla folla dei moderati, dovesse correre a rifugiarsi tra le braccia dei comunisti. Sempre che ne trovi ancora qualcuno.
Oramai il nanodittatore, anche se delira di chiudere i giornali che raccontano delle sue puttane e delle sue erezioni amministrative,  è un uomo solo al telecomando con accanto una piccola folla di san pietri che uno dopo l’altro giureranno  sui loro figli di non averlo mai conosciuto. Quando perfino i lacchè a mezzo stampa si permettono delle libertà con il padrone è proprio finita. Prima o poi anche le Mariemaddalene cominceranno a raccontare la verità, quella vera, e si sa che le donne sanno essere perfide con i perdenti e con i pippetti mosci. Si, venivamo con te ma poi correvamo in bagno a vomitare.
A proposito di maddalene, pentite e non e di armi di distrazione di massa. Non mi meraviglierei che quelle adolescenti perverse da fumetto Sukia che ogni tanto tira fuori per cercare di farsi sfiduciare da Fini (che è troppo furbo per cadere nel tranello) con uno scandaletto sessuale e non per reati ben più gravi, fossero telecomandate ed agissero sotto suo mandato. Sembrano troppo furbe, troppo scafate, istruite a dovere. Più che amanti sembrano delle figlie che hanno imparato a perfezione la lezione della menzogna da papi, che l’hanno ereditata con il DNA paterno.
Il nano insomma sventola un po’ di figa per cercare di farci dimenticare la mafia, i Graviano, Spatuzza, la stagione delle stragi e un bel po’ di altre cosette sulle quali c’è sempre il rischio che esca qualcosa di veramente esplosivo.

Non si chiuderebbero normalmente i giornali perchè un premier si riempie la casa di troiette, ma se sono già chiusi quando vengono fuori le vere porcate, quelle in grado di evocare il ricorso a ben altri piazzali ed ai forconi, allora si capisce perchè vuole, oltre ad impedire le intercettazioni e ad esigere l’impunità assoluta, anche il silenzio stampa. Ha una paura fottuta che i suoi elettori, per idioti che siano, aprano gli occhi e si incazzino veramente. Come con Bettino.

Messo alle strette e scaricato un po’ da tutti, non certo perchè è passeradipendente ma per ben altri motivi, primo fra tutti perchè non sarebbe in grado di governare nemmeno un condominio, e perchè tutto ciò che tocca rischia il fallimento, sta cercando di sgamare per la strada dello scandaletto a luci rosse. E’ un gioco pericoloso perchè, zoccola dopo zoccola, l’elettorato cattolico, quello moralista e quello moderato, alla parola “minorenne”, cominciano ad agitarsi sulla sedia ma non può fare altrimenti. Ormai è prigioniero della sua strategia.
I finiani però non ci stanno a farlo cadere sul gossip e lo tengono sulla graticola, obbligandolo ad alzare sempre di più la posta, a spingerlo verso l’angolo. Prego vada avanti lei, ma no, prima lei. Avete notato, tra parentesi, il silenzio assordante di Tremonti in questi giorni?

Finirà questo tormento, sicuramente. Dopo che avrà berciato a dovere, strepitato come il Nano Tremotino, dovrà levarsi di mezzo. Con le buone o con le cattive. Chissà perchè ho questa immagine di lui che, scuro in volto e con il golfino blu sulle spalle sale la scaletta di un aereo destinazione Antigua. Biglietto di sola andata.

Uno dei papiminkia storici di questo blog, nome in codice Davide, sostiene candidamente e senza provare alcuna apparente vergogna, di essere perfettamente a conoscenza del dubbio passato del nano malefico e dell’origine sulfurea dei suoi soldi ma dice di averlo votato lo stesso perchè tanto tutti i politici sono disonesti e quindi…
Un ragionamento che è tutto una piega e che fa intuire con chi abbiamo a che fare in Italia, in quanto ad elettorato. Per la serie, non ho parole. Purtroppo sono in tanti a pensarla così, a far svaccare i neuroni in quel modo.

Una volta usava, tra due mali, scegliere quello minore per limitare il danno. Questo era il gioco dei moderati che si tenevano bene alla larga dagli opposti estremismi e di coloro che, affetti da anticomunismo sclerosante spongiforme, avrebbero votato il Diavolo pur di non favorire la sinistra. Era gente che in maggioranza non avrebbe mai avuto alcun danno da un comunismo all’italiana ma che ne era stata terrorizzata per induzione da chi aveva bisogno della sua dabbenaggine, oggi come ora, per mantenere i propri privilegi di casta.
Moderati e anticomunisti si turavano il naso e votavano dei miti democristiani un po’ incurvati e dei baldi e rampanti socialisti, così moderni e modaioli. Dall’altra parte, bisogna capirli, c’era appunto il vero pericolo comunista, almeno a Mosca. Vivo e vegeto, mica quel cadavere in putrefazione che è oggi la sinistra. Il loro anticomunismo era, per così dire, in parte giustificato.

Solo quando scoppiò Mani Pulite gli italiani seppero che il male minore che avevano votato fino a quel momento era in realtà il peggiore. Che gli insospettabili baciapile tutti casa e famigghia sbaciucchiavano mafiosi con la lingua, che i garofani puzzavano di marcio e che tutti rubavano allegramente. Allora, pensate, soprattutto per il partito. Decisamente altri tempi. Non come i rapaci arraffatori di regalucci personali di oggi.

Gli italiani di allora però avevano un’attenuante alla colpa di votare dei mafiosi. Non c’era la pletora di libri d’inchiesta sulle malefatte del potere, non c’erano i Travaglio e i Genchi e soprattutto non c’era Internet ad informare persino i più restii ignoranti. Nel senso che ignorano.

Gli italiani di oggi non hanno alcuna scusante, anzi meritano la condanna per attentato alla Costituzione ed alla democrazia con l’aggravante della continuazione e l’interdizione perpetua dal voto per indegnità. Sono ignoranti colpevoli.
Se avessero voluto avrebbero potuto sapere benissimo chi era Berlusconi e chi c’era dietro l’esile ombra nel nanetto leggendo una a caso tra le biografie a lui dedicate fin dai primi anni Novanta.
Avrebbero dovuto, i moderati ed anticomunisti, rizzare le antenne quando un uomo certamente di destra ed anticomunista viscerale come Montanelli iniziò a metterli in guardia contro il tuttofaccendiere con la parlata milanese spetasciada ed il mafioso da giardino.
Sapevano o forse intuivano ma hanno deciso che quello era il male minore. Certo, se mi dite che le alternative erano quasi nulle, vi do ragione. C’era pur sempre il Partito dei Pensionati però, se proprio avessero voluto evitare di consegnare l’Italia, chiavi in mano, al malaffare.
Questi analfabeti politici ai quali purtroppo il suffragio universale ha consentito in questi anni di trascinare i propri connazionali non consenzienti nel letamaio del berlusconismo, ormai non ammetteranno più di aver preso la cantonata della vita, neppure se gli dimostrassero che il loro adorato nanerottolo c’entrava perfino con la strategia della tensione degli anni 90.

C’è una speranza, tuttavia. Anche se non lo ammettono , i papiminkia sono delusi dal nanetto ma non hanno il coraggio di scegliere qualcun’altro al suo posto. Non c’è nessuno, del resto, altrettanto disgustoso e loro amano i sapori e gli odori forti. Non c’è nessuno all’orizzonte capace di titillare le loro zone erogene così sensibili alla volgarità e di soddisfare l’istinto necrofilo che gli fa prediligere i vecchi bituminosi con le gorge fissate dal formolo.
Una speranza, dicevo. Pare che in molti si asterranno dal voto. Lo sento dire sempre più insistentemente in giro. Se ne staranno buoni a casa a guardare le stronzate che gli vomita in casa la TV. Non usciranno a far danni. Bene. Spero che quel giorno ci sia un programma da almeno 15 milioni di spettatori di share.

Sono infinitamente grata a tutti coloro che in questi giorni in rete, perchè in TV va in onda solo fantascienza, si sono indaffarati a ricalcolare, una volta per tutte, le capienze delle varie piazze romane da manifestazione. Spero che le cifre pubblicate servano ad evitare che in futuro vengano sparate dagli organizzatori di qualunque manifestazione e dico proprio qualunque e di qualsiasi colore, ci tengo, cifre ai confini della realtà, tipo i 2.500.000 di Veltroni nel 2008 al Circo Massimo o il milione di comparse papiminkia Massimo al Circo di sabato scorso.
Ricordando, a futura memoria, che la capienza di una piazza si calcola sulla base teorica di quattro persone per metro quadro e moltiplicando quindi la superficie totale per quattro, ecco le cifre delle quattro principali piazze romane, in ordine di grandezza. (Grazie al Tafanus che ha ripreso gli articoli da ANSA e Messaggero.)

Circo Massimo: 140.000 mq, capienza max teorica 560.000 persone
Piazza S. Giovanni: 39.100 mq, capienza max teorica 156.000 persone
Piazza del Popolo: 17.100 mq, capienza max teorica 68.400 persone
Piazza Navona: 12.970 mq, capienza max teorica 51.880 persone

Teniamo a mente inoltre che, se da un lato anche le strade antistanti possono contenere folla e contribuire a far numero, è altresì vero che palchi, cordoni di polizia, transenne e camionette varie riducono la capienza complessiva della piazza.

Diamo anche alla Questura ciò che è della Questura ed associamoci alla riprovazione per lo scarso senso dello stato dimostrato dal Chiquito Banana e da Gasparri che hanno provocato un certo malumore tra i poliziotti del COISP. Sono tremendi questi del partito dell’amore. Perfino la polizia diventa comunista quando non si piega ai voleri del nano ingrifato di potere.

In quanto al Cavalier Flop, è ormai ufficiale che la piazza più affollata che riesce ad ottenere è quella che ha in testa.

Che questo governaccio sia profondamente fascista fin dentro agli aminoacidi del DNA, del fascismo leccaricchi dei gerarchi più che di quello di Mussolini, lo dimostra la sua cultura dell’elemosina, del governo che fa e graziosamente concede per lascito, per generosità del Sire, più che per dovere.
Il gerarca coordinatore Denis Verdini, compagno di merende di Balducci, membro onorario della cricca magna-appalti della Bertolaso S.p.A. (Società per Arraffare), nella lettera inviata ai responsabili abruzzesi del partito, incaricati di reclutare terremotati da deportare a Roma per il nanoday, ci offre questi nobili concetti, direttamente estrapolati dalla mentalità neocoloniale del partito del Bauscia Re per il quale, appena usciti da Milano, siamo nel Terzo Mondo dei bisognosi:

“GLI ABBIAMO dato le case, non posso credere che gli abruzzesi beneficiati non vengano in piazza a San Giovanni”.
“Trovo che avete difficoltà a raggiungere l’obiettivo fissato di 50 pullman per l’Abruzzo”.

Sa, marchese, gli abruzzesi avrebbero altro a cui pensare, con un centro storico ancora invaso dalle macerie di un anno fa, con branchi di sciacalli che si sono arricchiti sulle loro disgrazie, con case consegnate si, ma che cadono già a pezzi perchè sono state realizzate dagli amici degli amici.
Non importa. Secondo Verdini la ricetta è “andare nei quartieri ricostruiti dove sono state consegnate le case a 40 mila persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione romana e sollecitando quelle persone a ringraziare Berlusconi venendo in piazza San Giovanni“.
“Non posso credere che quella popolazione beneficiata non riempia cento pullman oltre a quelli già organizzati”.

Come è ovvio, dopo averti fatto l’elemosina, il ricco te la rinfaccia sempre: la casa ricostruita, secondo il Denis, “vale almeno il doppio” di quella che avevi prima, ingrato d’un aquilano.

Questa roba vomitevole mi ha fatto ritornare in mente le usanze del nostro passato fascista, delle quali ho parlato in un post tempo fa:

“Il 19 febbraio 1937 Rodolfo Graziani, per festeggiare la nascita a Napoli dell’erede al trono Vittorio Emanuele, convocò nel suo palazzo di Addis Abeba un bel po’ di notabili locali e qualche centinaio di poveri, ciechi e storpi ai quali annuncia che farà l’elemosina di due talleri d’argento.

Anche adesso come allora il regime non parla a cittadini ma a sudditi e, se questi sono stati tanto sfortunati da subire un terremoto, li considera automaticamente straccioni da aggregare alla massa dickensiana dei bisognosi ignoranti ai quali è convinto di riuscire a strappare un voto in cambio di qualche roboante promessa. La falsa promessa di aumentare le pensioni al minimo, l’elemosina della Social Card, ricordate? I vari bonus che periodicamente questi cialtroni pensano di farci cadere nel piattino perchè stiamo buoni e continuiamo silenziosamente a leccare.
Questo mentre loro pagano la prestazione di una puttana quello che noi guadagnamo in un mese.

Non so cosa abbiano risposto gli aquilani ai megafoni del PdL. Ci voleva un vaffanculo da smuovere i pennini del sismografo.

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