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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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Dato che Frankie Hi-NRG mi sta dando un dispiacere con la decisione di andare a Sanremo (auch!) e preferisco ricordarlo così, mi consolo con quello che è quasi sicuramente il rapper più arrabbiato ed antisistema che io conosca, Paris.

Nel 2003, in piena guerra in Iraq, molti artisti del circuito musicale alternativo scrissero canzoni di impegno contro Bush & His Brunch Companions ed io passai molte serate navigando nei loro siti e scaricandone le canzoni (downloads perfettamente legali ed anzi incoraggiati). Riempii due CD e scoprii gente assolutamente sconosciuta a chi frequenta solo 105 o MTV, come Ani DiFranco, David Rovics e Paris, appunto.

Paris inizia la sua carriera di rapper nei primi anni novanta a San Francisco, ma passa praticamente un decennio senza ottenere il successo che merita. E’ nel 2003 che riesce a sfondare con un album, Sonic Jihad, dalla sorprendente e contestata copertina. Fonda la casa discografica Guerrilla Funk, che pubblica anche Dead Prez e i Public Enemy, autori di un pezzuccio quasi melodico: Son of a Bush.

Anche Paris dedica una canzone a Bush, “Bush Killa”, quella che me l’ha fatto conoscere.

L’hip hop non è solo puttane scosciate e papponi ingioiellati, come vorrebbe farci credere l’industria discografica mainstream ma impegno, coscienza politica e denuncia del perdurante razzismo, alla faccia dei neri delavé alla Obama che forse ben poco potranno cambiare dello status quo.
Nelle pagine di Guerrilla Funk ci sono anche articoli di controinformazione e filmati sulle malefatte dell’impero, con una larga sezione dedicata all’indagine alternativa sull’11 settembre. Insomma c’è da perderci volentieri una serata o più. Per chi non vorrà vedersi Sanremo è l’ideale.

Qui altre canzoni di Paris da vedere e che potrete anche scaricare in mp3 ed ascoltare in anteprima, assieme ad altri interi album, sul sito di Guerrilla Funk:
Break the Grip of Shame
Assata’s Song
The Days of Old


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Cosa c’entra Linda Lovelace con il PD e Uolter Veltroni? Ci arriverò poi. Sono i misteri delle libere associazioni mentali e da stamattina ho questa cosa che mi ruzzola nella testa.

Dunque ieri è stato il gran giorno, Silver Uolter ha parlato ed ha sciorinato ben bene le sue idee per un grande e nuovo partito democratico nel suo discorso di Torino. Grazie a Repubblica, che ha fatto il lavoro sporco di riassumerne i principali concetti, eccone un sunto più che conciso, circonciso. Con, tra parentesi, il mio commento.

“Riunire l’Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi.” (Il grande amplesso. Il problema sarà convincere i leghisti. Ipnosi? Brainwashing? Detto tra noi: vuoi mettere il “Qui si fa l’Italia o si muore?” Il counter dei “basta” segna 1)

“Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo” (Quelle frasi che ti fanno dire: ma come ho fatto a non pensarci prima? Bottarella ai babbi partigiani, che ancora sopravvivono in pochi esemplari.)

“Una follia la guerra in Iraq” (Alla fin fine è sempre colpa di Basaglia. Ah, la guerra in Afghanistan ce la lasciamo sfuggire così?)

“Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale” (Già sentita, non fa ridere. I “basta” sono 2.)

“L’ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav” (Che la TAV gli piacesse l’avevamo già intuito. Qui si comincia a dover inghiottire di brutto.)

“Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati ” (Seconda bottarella ai giovani. Ci parla lui con il sindacato o dobbiamo farlo noi?)

“Pagare meno tasse, pagarle tutti. Basta con gli odii di classe” (Ma si, basta odiare Paris Hilton, povera stella. Avete notato? Ha detto odii, come Berlusconi, non lotta di classe. L’affare si fa sempre più grosso. Il “basta” counter segna 3.)

“La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra” (Difficile qui non farsi scappare un bel “grazie al cazzo”.)

“La democrazia è ascolto, ma alla fine è decisione” (Vedi alla voce TAV.)
“Serve il dialogo fra maggioranza e opposizione” (La serva serve.)

“No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato (Almeno a casa mia, hanno tremato i vetri. Il laicismo esasperato è veramente troppo grosso da mandar giù. Al di là della nostra portata massima. I “basta” salgono a 4.)

“Il Pd deve essere il partito federale e il partito delle donne. Un partito lieve e ambizioso. (Dolce e amaro, attivo e passivo, più che un partito un ossimoro. Con bottarella di prammatica alle donne ma piano, talmente piano che non abbiamo sentito praticamente niente, vero Cloro e Galatea?)

“La politica non è una passeggiata solitaria, è un viaggio collettivo, in allegria. Ma senza la politica ci sono le scorrerie e le corporazioni”. (Abbasso la masturbazione, torniamo alle gite scolastiche e all’Osteria Numero 20, con tanto di assalto alla diligenza. Il PD come rinfanciullimento di ritorno.)

“Incrociare di nuovo la nostra storia con i socialisti e con quelli che hanno abbandonato i Ds.” (Per la serie: famo l’ammucchiata. I socialisti????! Mi dispiace, proprio non va giù.

“Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro.” (Il counter dei basta si ferma a 5. Oltre alla curiosità ci sarebbe anche qualche progettino? Un piano, un pianetto, oltre a questo florilegio di luoghi comuni?)

So di farmi dei nemici, avendo letto recensioni entusiastiche del discorso del Veltroni. E’ necessario dire, dopo aver letto fino qui, che a me questo mucchio di banalità da baci perugina non ha smosso un callo, anzi mi ha lasciata parecchio ingrullita?
Forse gli amici riformisti, per qualche strana mutazione genetica e per gli effetti collaterali della delocalizzazione, avranno sviluppato il clitoride nelle orecchie e saranno capaci di godere al suono di queste frasi memorabili.
So di parlare anche per altri. Noi che quella cosa lì l’abbiamo al solito posto e non siamo neppure iperdotati come Linda “gola profonda” Lovelace nel mandar giù ogni tipo di boccone, siamo delusi.

Però a ripensarci un rinnovamento ieri c’è stato. Non avrei mai pensato nella mia vita di dovermi trovare d’accordo con un titolo di Libero e con Berlusconi. Grazie Walter, anche per questo.


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Cosa c’entra Linda Lovelace con il PD e Uolter Veltroni? Ci arriverò poi. Sono i misteri delle libere associazioni mentali e da stamattina ho questa cosa che mi ruzzola nella testa.

Dunque ieri è stato il gran giorno, Silver Uolter ha parlato ed ha sciorinato ben bene le sue idee per un grande e nuovo partito democratico nel suo discorso di Torino. Grazie a Repubblica, che ha fatto il lavoro sporco di riassumerne i principali concetti, eccone un sunto più che conciso, circonciso. Con, tra parentesi, il mio commento.

“Riunire l’Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi.” (Il grande amplesso. Il problema sarà convincere i leghisti. Ipnosi? Brainwashing? Detto tra noi: vuoi mettere il “Qui si fa l’Italia o si muore?” Il counter dei “basta” segna 1)

“Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo” (Quelle frasi che ti fanno dire: ma come ho fatto a non pensarci prima? Bottarella ai babbi partigiani, che ancora sopravvivono in pochi esemplari.)

“Una follia la guerra in Iraq” (Alla fin fine è sempre colpa di Basaglia. Ah, la guerra in Afghanistan ce la lasciamo sfuggire così?)

“Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale” (Già sentita, non fa ridere. I “basta” sono 2.)

“L’ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav” (Che la TAV gli piacesse l’avevamo già intuito. Qui si comincia a dover inghiottire di brutto.)

“Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati ” (Seconda bottarella ai giovani. Ci parla lui con il sindacato o dobbiamo farlo noi?)

“Pagare meno tasse, pagarle tutti. Basta con gli odii di classe” (Ma si, basta odiare Paris Hilton, povera stella. Avete notato? Ha detto odii, come Berlusconi, non lotta di classe. L’affare si fa sempre più grosso. Il “basta” counter segna 3.)

“La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra” (Difficile qui non farsi scappare un bel “grazie al cazzo”.)

“La democrazia è ascolto, ma alla fine è decisione” (Vedi alla voce TAV.)
“Serve il dialogo fra maggioranza e opposizione” (La serva serve.)

“No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato (Almeno a casa mia, hanno tremato i vetri. Il laicismo esasperato è veramente troppo grosso da mandar giù. Al di là della nostra portata massima. I “basta” salgono a 4.)

“Il Pd deve essere il partito federale e il partito delle donne. Un partito lieve e ambizioso. (Dolce e amaro, attivo e passivo, più che un partito un ossimoro. Con bottarella di prammatica alle donne ma piano, talmente piano che non abbiamo sentito praticamente niente, vero Cloro e Galatea?)

“La politica non è una passeggiata solitaria, è un viaggio collettivo, in allegria. Ma senza la politica ci sono le scorrerie e le corporazioni”. (Abbasso la masturbazione, torniamo alle gite scolastiche e all’Osteria Numero 20, con tanto di assalto alla diligenza. Il PD come rinfanciullimento di ritorno.)

“Incrociare di nuovo la nostra storia con i socialisti e con quelli che hanno abbandonato i Ds.” (Per la serie: famo l’ammucchiata. I socialisti????! Mi dispiace, proprio non va giù.

“Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro.” (Il counter dei basta si ferma a 5. Oltre alla curiosità ci sarebbe anche qualche progettino? Un piano, un pianetto, oltre a questo florilegio di luoghi comuni?)

So di farmi dei nemici, avendo letto recensioni entusiastiche del discorso del Veltroni. E’ necessario dire, dopo aver letto fino qui, che a me questo mucchio di banalità da baci perugina non ha smosso un callo, anzi mi ha lasciata parecchio ingrullita?
Forse gli amici riformisti, per qualche strana mutazione genetica e per gli effetti collaterali della delocalizzazione, avranno sviluppato il clitoride nelle orecchie e saranno capaci di godere al suono di queste frasi memorabili.
So di parlare anche per altri. Noi che quella cosa lì l’abbiamo al solito posto e non siamo neppure iperdotati come Linda “gola profonda” Lovelace nel mandar giù ogni tipo di boccone, siamo delusi.

Però a ripensarci un rinnovamento ieri c’è stato. Non avrei mai pensato nella mia vita di dovermi trovare d’accordo con un titolo di Libero e con Berlusconi. Grazie Walter, anche per questo.


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Paris Hilton torna in carcere. Non c’è verso, vogliono proprio che sconti la galera ‘sti nazi del KKK.
Un noto personaggio italiano che non è slanciatissimo direbbe che è persecuzione giudiziaria e invidia sociale.
Paris potrebbe chiedere la grazia al governatore della California ma temo che Arnold butterebbe via la chiave con mucho gusto e un “Hasta la vista, baby”.
Meglio passare il tempo a trarre monito da questa esperienza. Mantenere la french manicure e le extensions sarà difficile tra un cat-fight e l’altro ma se il clima del carcere è come questo ci potrebbe scappare un nuovo video, perchè no?
Meglio lottare, no?

Immagini tratte da “The Big Doll House” del 1971 con Pam Grier


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Qualche giorno addietro, nel sempre imperdibile blog del mio fratecugino napoletano, si discusse delle dubbie proprietà lassative di questo prodotto, qui presentato in un’inedita e sorprendente versione polacca.

Mi sfugge che bisogno ci sia di qualcosa “che aiuti” quando basta dedicare qualche minuto di concentrazione quotidiana al contenuto dell’informazione radiotelevisiva appena fruita, come faccio io.
Dovendo fare un blob veloce delle notizie e situazioni più evacuative dell’ultimo fine settimana, ed è veramente una gara dura dover scegliere, ecco a voi l’uccisione del capo talebano (quello che assomigliava a Barry dei Bee Gees) che prima siamo sicuri che è lui e poi nell’edizione successiva un po’ meno, domani scopriremo che era uno che passava di lì per sfiga.
Poi il tormentone omertoso e iperglicemico sulle maestrine dalla penna che vibra, il “come si sente adesso”, il prete che non parla degli abusi (e quando mai) e pensa un po’, se invece fosse tutto vero, come devono sentirsi quei genitori, per non parlare dei bambini.

Non ci siamo fatti mancare nulla neanche di domenica: il solito Mastella, Fini che parla di affossamento dei DICO (a proposito, il naso glielo spaccarono i camerati amici del primo marito di sua moglie), la pollastrina che ribatte con la voce da preanestesia che invece si farà il possibile per farli, “su, da bravo, ora dorma che dobbiamo aprirla in due”. Gli italiani che scendono in piazza per avere più fondamentalismo religioso e meno Stato e i turchi esattamente per il contrario e nessuno, tra gli italiani, che si vergogni.

Marini in versione vecchio scarpone tapum-tapum, Casini che insiste a parlare di famiglia senza coprirsi le vergogne, il milionemmezzo sparato alle 13,00 nei titoli del TG2, ridimensionato ad un più ragionevole decinedimigliaia al TG1 di stasera. Non fatevi ingannare, sembra pluralismo informativo ma il fatto è che non si possono nascondere i dati della Questura in eterno.
La famiglia su, la famiglia giù, la sacra famiglia unita, la parte migliore del paese, Pezzotta, i baciapile con addosso le Duracell, per durare di più degli altri a stracciarci i maroni con le mazze ferrate.

Passando al trash, il nome della figlia der pupone, Chanel (‘a France’, eccheccazz, sembra un canale di Sky, Totti Chanel!)
Per la serie collezione primavera-estate di Vatican Sin City, Bagnasco in una mise che ricordava, per uno strano gioco di luci, più il rosa shocking delle Pink Ladies che la porpora.
Ratzinho do Brasil (a proposito che fine ha fatto Padre Georg?), tutto luccicante di ori e ricami come una Madonna Pellegrina che poteva cogliere l’occasione per parlare dei meninos da rua che muoiono abbandonati per strada sfatti di colla sniffata e massacrati dagli squadroni della morte e invece teme che i giovani brasiliani trombino prima del matrimonio.

Infine le notizie serie: Paris Hilton che ha paura del carcere, (ma come, una come lei rotta a tutte le esperienze!), le polemiche a distanza, il centrodestra che attacca, il ritorno del cavaliere pallido Bondi, il rubizzo Calderoli e Rutelli, la RAI che va in sfacelo nell’indifferenza del governo, e …
Basta, comincia già a fare effetto. Informazione radiotelevisiva, la tua naturale regolarità.


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