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La riprova che non siamo un paese normale ma un feudo medievale in ostaggio dell’uccello del suo Signore è che ci sono 1.100 poveri disgraziati morti a Sumatra ma questa è una notizia di secondo piano rialzato. La vera tragedia è che “Berlusconi è indignato.”
Non fosse bastato il tradizionale sollievo della scoperta che tra i 1.100 non vi sono i soliti turisti italiani che valgono ognuno 500 punti-indigeno in termini di valore di risonanza mediatica, dobbiamo dedicare tutta la nostra attenzione alla tragedia dell’Uomo Smascherato dalla escort Patrizia, la quale stasera andrà finalmente in video sulla RAI dopo i mesi di oscuramento minzoliniano.

Mentre giurano e spergiurano che le televisioni non contano per il successo politico, servi della gleba, valvassori e valvassini si danno da fare per ripulire tutte le magagne lasciate in giro dall’incontinente Cavaliere Smascherato. Censurano, tagliano, dicono e non dicono, ma soprattutto omettono.
E’ perchè il 69,3% degli elettori, alle ultime elezioni, ha scelto chi votare (e lo sappiamo chi ha votato) traendo informazione dai servizi dei telegiornali, che si ha paura di dare le notizie e le si addomestica a tutti i costi?

Il prode Cicchitto, indossato cappuccio e grembiulino d’ordinanza ed incaricato di impersonare lo Scajola di turno, ha elencato tutte le trasmissioni maledette che causano intolleranza al suo Signore:

“L’Infedele (ma non va in onda su La7???, nda), Ballarò, Parla con me, Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h – tutti orientati politicamente a sinistra”.

Ah, ecco, chi non è con noi è contro di noi. Ma l’affermazione più stupefacente, proprio da delirio lisergico, è quella che “Porta a Porta” è “fondamentalmente neutrale“. Mah…
E poi:

“Il fatto che ben due trasmissioni dell’azienda, Annozero e In 1/2h, si siano contese la presenza della D’Addario con la vittoria della prima, è indice non solo dell’esplosione di una faziosità politica mai prima verificatasi, ma anche di un autentico e profondo degrado”.

La D’Addario, già. L’unica che ha ammesso di fare un certo mestiere, in una folla di “sono-solo-una-ragazza-immagine-non-faccio-la-escort”. Patrizia diventa l’unica prostituta mai passata in tv, trattata da mignotta da tutti i papiminkia con il sangue in ebollizione per la paura che venga fuori non che Berlusconi è un cliente, chissenefrega, ce ne sono a migliaia, fatti suoi, ma perchè ha insinuato che Berlusconi è uno che non mantiene le promesse, uno che ha mentito ad una ragazza che gli aveva chiesto un favore, dopo essersi abbondantemente servito. E’ questo il punto.

Nel paese dove il premier si vanta “ho fatto questo, ho fatto quello” “farò questo e quel’altro” e nessuno si premura di andare a controllare se è vero; nell’Italia il cui governo va avanti a forza di autocertificazioni di efficienza, è tollerabile che si scopra che, perfino in questioni intime, più che un premier rischiamo di avere a che fare con un marinaio?
Così si rovescia il problema, come fa Libero: “Gran Bordello RAI: D’Addario da Santoro“. Sta vedere che ora l’utilizzatore finale, il puttaniere, è diventato Santoro.

Ma adesso, clap-clap, su, svegliatevi. E’ il 1° ottobre 2009, ci sono 1.100 morti a Sumatra e noi siamo il solito paese di emme.

Un anno fa su questo blog: “Coming out e falli da tergo”
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“Marco Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza.” (Claudio Scajola, 2002)
Nel giorno in cui la MadonnaSilvio è improvvisamente apparsa al Papa in aeroporto, riuscendo a molestarlo per ben due minuti interi quasi in Paolini mode, “Ehi, Santità? Santitaaaaà, senta, ehi, iuhuuu!”, praticamente placcandolo al check-in, Minzolini è riuscito a far diventare questo patetico tentativo di farsi riaccreditare presso la Santa Sede dopo l’Escortgate, come un grande momento nella grande giornata del nostro grande pornoduce. Così si parlerà di lui e non del Papa che parte per un viaggio pastorale a Praga. Che menti, che strateghi, che creativi!
Si sa, quello non è più un telegiornale, è un Telegiornale Duce con tanto di aquilotto ma è come Silvio e i suoi volonterosi scherani vorrebbero che fosse l’informazione in Italia: un unico inno alla grandezza del piccoletto.

Così, quando sento il direttore generale della RAI dire questa enormità che andrebbe scolpita sulla lapide posta sulla tomba della pluralità di informazione: “

“Occorre una riflessione sul servizio pubblico, che deve essere plurale. Ma nella mia carriera che mi ha portato a girare molti paesi del mondo non ho mai visto programmi anti-politici. Non ho mai visto all’estero reti di servizio pubblico che facciano programmi apoditticamente contro”.

mi tocca ribadire che non possiamo fare a meno di Santoro, nonostante faccia trasmissioni francamente pallose ed abbia perso lo smalto di “Samarcanda”.
Non esiste proprio che qualcuno debba decidere cosa io posso o non posso guardare.
Non vi piace “Annozero”, vi sta sul culo Travaglio, strangolereste Santoro con una calza di seta? E allora? Guardatevi Chuck Norris, leggetevi un manga, gettatevi da una rupe ma non rompete con la storia del Servizio Pubblico. Anche un telegiornale come il TG1 non dovrebbe comparire sul Servizio Pubblico perchè è insopportabilmente e odiosamente fazioso in senso ceauseschiano. Io non guardo “Annozero” perchè non mi va di sorbirmi i dibattiti con obbligo di Facci, Belpietro e Ghedini, ma se una sera putacaso mi andasse di guardarne una puntata, per i cento euro che verso a Masi ogni anno, esigo di vederlo. Anzi, dirò di più. Esigo di vederlo senza la presenza degli insopportabili parcondicisti che, mentre si tenta di fare un ragionamento, urlano “Mavalà, mavalà, mavalà, mavalà!” coprendosi le orecchie.

Parlando di programmi antipolitici (un eufemismo che significa antiBerlusconi, perchè se fossero antiDiPietro sarebbero benedetti e vincerebbero i telegatti), non so quali paesi abbia visitato Masi ma negli Stati Uniti, ad esempio, ci sono due conduttori di talk show, Jay Leno e David Letterman, che persino durante la guerra in Iraq hanno continuato a dirne da forca e da galera su G. W. Bush.
Gli sembrerà strano ma sono ancora lì a collezionare ascolti da paura, ed il fatto che ci sia Obama alla Casa Bianca non impedisce loro di continuare a fare satira sul potere.
Ah, ovviamente, nonostante gli dessero del cretino praticamente ogni sera, con il pubblico che si sganasciava dalle risate, Bush non si è mai sognato di accusarli di fare un uso criminoso della televisione perchè di lì a poco avrebbe visto arrivare l’ambulanza e gli infermieri a portarlo via.
Quando Clinton fu messo alla gogna per il caso Lewinsky nessuno si sognò di pretendere di oscurare pudicamente l’inchiesta e di definirlo gossip. I vestitini blu con le macchie di DNA presidenziale finirono su tutti i media e il presidente rischiò la cadrega.
Se Masi si riferisce alla Russia di Putin invece, mi sento quasi di dargli ragione. Là i giornalisti scomodi e che fanno domande vengono addirittura liquidati fisicamente.

Gli zelanti che se la fanno addosso dal terrore di dispiacere al duce si occupano ormai in pianta stabile del lavoro sporco di additare e condannare chi osa dare del nano al nano.
Ormai lui infatti gli editti bulgari non si scomoda più ad emanarli. Ci sono gli appositi araldi e le sue numerose badanti, per questo.
Il nano-ministro-curie Scajola, quello del rompicoglioni a Marco Biagi, non sopporta che cinque milioni di telespettatori abbiano finalmente conosciuto la signora D’Addario, della quale i telegiornali avevano accuratamente nascosto l’esistenza finora, mentre chi frequenta Internet ne conosce anche la taglia di reggiseno.
Così vuole un’inchiesta non su ciò che ha rivelato la escort ma su chi ha osato intervistarla.

L’unica cosa che dovrebbe interessare gli italiani è se questa signora dice la verità o mente (ed in questo caso perchè) e se dietro al conclamato frullo di passere a pagamento nelle residenze del premier non vi fosse dell’altro. Droga, per esempio, visto che i pappa indagati sono anche indagati per spaccio.
La magistratura indaga ma la stampa ha il diritto di informare il popolo di ciò che accade nelle stanze del potere. Comprese quelle ovali e da letto.

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