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“L’importante è che abbiano un visino pulito e innocente e a cena indossino un vestitino nero di Armani, possibilmente senza gioielli. L’immagine dell’innocenza scatena la libido.
Ho sempre visto
con quanto disprezzo, anche manifesto e offensivo, tratti le donne in menopausa, tutte quelle carampane eccessivamente truccate e ingioiellate che ti si affollano intorno a migliaia, appiccicose e osannanti, sognanti, adoranti. Anche a loro non hai mai lesinato una barzelletta spinta, anche spintissima, che desse a quelle povere donne sfiorite il frisson della seduzione, dell’avventura col capo”. (Paolo Guzzanti, uno che lo conosce)

“Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile”. (Veronica Lario, che lo conosce ancora meglio.)

Il pornoduce va in onda a notte fonda, come si conviene agli spettacoli osceni. Certe cose non avrebbe il coraggio di dirle alle otto di sera in diretta da Minzolini, visto quante donne ignare del suo odio per la passera over-18 lo votano, così telefona a Leporello-Vespa all’una, come un maniaco qualsiasi. “Aah, aaah, sto venendo”.
Lo scopo è molestare l’unica donna presente, l’on. Rosy Bindi, attirata sapientemente nell’imboscata dall’insetto che ne sa una più del diavolo e del suo collegio difensivo.
Tanto gli uomini (si fa per dire) presenti non oseranno difenderla, visto che non è un modello escort quattro porte superaccessoriata. Difendere dagli insulti di un villano una donna in quanto tale, indipendentemente dall’età e dalla prestanza, è considerato in Italia, dagli omuncoli italiani che fanno tendenza e che parlano in televisione, roba da checche. Così tacciono, oppure al massimo si portano la mano alla fronte, come Pierferdy. ‘Azzo, che virilità!

Un bel “Ma che cazzo stai dicendo, come ti permetti, brutto cafone”, però non sfugge da nessuna delle impavide bocche maschili presenti.

Peccato, c’era da conquistare un bel pezzo di elettorato femminile che avrebbe apprezzato il gesto. Il cavaliere, nel senso di chi è capace di difendere una signora, qualunque signora e non solo un’arrapauccelli in tenuta da combattimento, fa sempre la sua porca figura su donne di qualunque età. Se poi la difende di fronte al drago, è il numero uno.

“Lei è più bella che intelligente. Non mi interessa nulla di ciò che eccepisce”. Quasi schiatta dalla rabbia mentre pronuncia una battuta più vecchia del suo pipino.
Peccato non poterlo vedere in quel momento. Dev’essere sul rosso pompeiano-porpora cardinalizia, con l’adrenalina che pompa stile rave party e il pacemaker che fa gli straordinari, come Stakhanov in miniera con il martello pneumatico.
Poer nano. Credeva di trovare la solita razione di carne fresca e, non trovandola, è andato in bestia. Una crisi d’astinenza in piena regola. Una scimmia che non ti dico. La para dura.

Ingrato, chissà quante signore avanti con l’età, con il cerottone anticaldana menopausica appiccicato sulla chiappa pericolante da cellulite, lo avrannno votato entusiaste. Loro lo amano anche se è vecchio, litiga con l’idraulica ogni sera, è più truccato di una geisha ed ha il brutto carattere del Nano Tremotino.
E pensare che anche la sua figliola grande, poera nana, è più ricca che bella ma noi non siamo così bastardi da ricordarglielo.
In Toscana direbbero, per riassumere: “Bellino, lui.”

Comunque si consoli. Per quanto faccia, dica e urli, anche lui è più ricco che affascinante.

“Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quella persona anziana, che ha portato la televisione commerciale nelle case degli italiani e che fa sempre un sacco di gaffe non intendevo Mike Bongiorno”. (mozart2006, 8 settembre 2009).
Ho trovato interessanti i commenti al post precedente, a parte i soliti papiminkia che non riescono proprio a concepire un mondo senza di Lui e temo credano veramente alla bufala dei 120 anni.
Dal che si evince che, come ha osservato qualcuno, quel giorno fatale che Lui verrà a mancare si suicideranno in massa come le “vedove” di Rodolfo Valentino o i più comuni lemmings.

La mia proposta di un triumvirato Fi – Fra – Ca non convince i lettori soprattutto sul versante Casini. Beh, si, c’è la liaison dangereuse con Caltagirone ma, come ho premesso, non si può sottilizzare troppo sui personaggi da buttare in campo in regime di emergenza. Sinceramente non credo che, raschiando il barile della politica italiana, il peggio si chiami Pierferdinando.
Ma l’UDC è troppo in odore di mafia, mi avete detto. Benedetta ingenuità, come se in Italia si potesse sinceramente fare a meno della mafia. E’ facile scoprire chi, tra politici, magistrati, giudici e gente comune ci ha provato sul serio. Stanno tutti al cimitero.

Questa proposta bisogna prenderla come una specie di versione moderna del governo Badoglio (notate che il post l’ho scritto non a caso l’8 settembre).
In quel caso il generale era perfino un criminale di guerra, responsabile di orrori commessi sulle popolazioni civili durante le campagne d’Africa, a base di gas venefici e massacri perfino di religiosi, eppure gli fu affidata la transizione dal fascismo alla democrazia. Lasciate perdere che qualcuno oltreatlantico avesse interesse a mantenere un certo livello di fascismo attenuato per impedire l’avanzata comunista e a tal scopo certi personaggi sicuramente anticomunisti dovessero essere lasciati nei punti strategici, però non per questo l’Italia non ottenne la democrazia ed il ritorno ad uno status di nazione civile. Se qualcuno allora avesse detto: “No, Badoglio no, ci vuole una persona integerrima”, a quest’ora saremmo ancora con i G.I. in giro.

Qualcuno mi consiglia di lasciar perdere Fi-Fra-Ca e cercare nell’utopia (ohibò) oppure altrove, come se a sinistra, giusto per parlare a caso, ci fosse un’alternativa. A sinistra non c’è nulla, solo Franceschini o uno degli altri galli del pollaio che però non sposterà di una virgola l’asse di un PD più immobile di un blocco di cemento.
Andiamo a pescare allora nella società civile? Chi, Grillo? Oppure riesumiamo i girotondi?
No, davvero, non c’è per ora alcuna alternativa praticabile ad una selezione tra il meno peggio che può offrire la destra.

L’apertura di Fini nei confronti dei diritti degli immigrati e in difesa della laicità mi pare notevolissima, visto che proviene dal medesimo schieramento politico di chi porta i maiali a grufolare sui luoghi dove sorgeranno le moschee. Qualcuno non si rende conto che, se è vero che Fini è stato fascista, ai suoi tempi, oggi in confronto ad un Borghezio, sembra un no global.
Berlusconi giustamente, dal suo punto di vista, ha la schiuma alla bocca. Lo sa benissimo che Fini sarebbe un’alternativa che non incontrerebbe ostacoli all’estero anzi, farebbe tirare un sospiro di sollievo a coloro che ormai vivono come una tortura dover avere a che fare con il joker italiano.
In pieno delirio di onnipotenza, straparla di “migliore leader degli ultimi 150 anni” e di sua insostituibilità. Chissà cosa ne pensano al Dipartimento di Stato.


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Qui il discorso è molto semplice. C’è da ricostruire la reputazione dell’Italia, devastata da un virus di influenza porcina che rischia di rendere inutili tutti i vaccini di cui parlava il povero ed illuso Montanelli. C’è da ridare credibilità all’estero al nostro paese, divenuto un’Osteria numero venti che perfino gli egizi dileggiano con canzonette sconce. C’è da ricomporsi, rivestirsi, rimuovere i cadaveri della dignità nazionale e della carità di patria e pregare che in meno di un quarto di secolo si dimentichino che ci siamo fatti governare dal pornoduce per quanto, un quindicennio?

Certo che se aspettiamo il PD, che di tre candidati rischia di non riuscire a fare un leader, diventiamo tutti pronti per la badante, quindi buttiamoci sull’unica alternativa plausibile all’Innominabile, rappresentata da un bel triumvirato: Fini, Casini, Franceschini.
Su, su, non si può andare troppo per il sottile di questi tempi. In mancanza di pollo e coniglio va bene anche il gatto.
A parte che almeno due su tre sono più a sinistra di Cicciobello, i nostri Fi – Fra – Ca sono tutti e tre emiliani: due bolognesi e un ferrarese. Attenzione, è un’occasione irripetibile. Rischierebbero seriamente di trovarsi d’accordo su come governare l’Italia attorno ad una bella braciolata di costine, salsiccia, castrato e fiorentine.

Il triumvirato della crescentina? Può darsi ma io ci metterei la firma, se questo fosse il volto di un governo di unità nazionale a venire con un centrodestra più che presentabile (Fini e Casini) e un centrosinistra ancora imperfetto ma con qualche virtù in pectore.
Se domani sparisse Berlusconi risucchiato da un universo tangente, inghiottito da un buco nero, rapito dagli alieni o da un’aquila reale, potremmo sperare di ricostruirci una dignità proprio con un’alternativa come questa. Perfino già bell’e pronta, se ci pensiamo. Io ci spero.

Infine due tristi notizie di giornata. E’ morto Mike Bongiorno. L’altra si ricava per inferenza.
(Aiutino: sono sempre i peggiori che rimangono).


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Se invece di fare tanto i superiori e gli intellettuali faceste come faccio io e guardaste “Beautiful” sapreste che la politica italiana ormai segue in parallelo le vicende della famiglia Forrester.

Per riassumere solo le ultime 2000 puntate: Brooke ha sposato Nick (che è fratellastro di Ridge) ma poi l’ha lasciato per mettersi di nuovo con Ridge. Taylor allora (ex moglie di Ridge ed ex defunta, non chiedete com’è possibile) , si mette con Nick e stanno per sposarsi. Anche Ridge e Brooke stanno per sposarsi per la 186a volta. Mentre sono in Australia però, Ridge dà un rullo di botte a Rick, figlio di Brooke (da lei avuto dal padre di Ridge, nonché suocero) perchè vuole zomparsi sua figlia Phoebe (avuta da Taylor).
Brooke lascia Ridge e, tornata a Los Angeles, si fionda da Nick per strapparlo a Taylor. Nick fa come Ulisse con le sirene, si riempie di pizzicotti ma resiste e la rifiuta. Una Brooke scorbacchiata assiste in lacrime alle nozze di Nick e Taylor.
Nel frattempo uno sciroccato molesta Phoebe e una sera minaccia Ridge con una pistola, prima di puntarsela alla tempia. Collutazione e colpo che parte. Lo sciroccato muore e Ridge, non sapendo che fare, prende una custodia da abiti con su scritto “Forrester”, ci mette dentro il cadavere, va al porto, prende la barca di Nick e una volta al largo getta il morto in acqua.
Per farla breve, del delitto viene prima accusato Nick, in seguito scagionato, quindi Ridge confessa ma a quel punto, siccome si era autoaccusato anni prima di aver sparato ad un tizio e invece a sparare era stato Rick, Brooke convince il figlio a dichiarare in aula che a sparare allora fu lui. Il ragazzo non ricorda una cippa ma sta al gioco (quindi dichiara il falso sotto giuramento) e incredibilmente Ridge viene assolto, nonostante l’occultamento di cadavere. Già, ma non sono mica neri.
Sotto a tutti questi avvenimenti c’è la regia occulta di Stephanie Forrester, la madre di Ridge, la LicioGelli delle soap operas, che trama, corrompe e si incazza se il giudice si permette di mettere in galera suo figlio. In fondo è una perfetta mafiosa, che per “la famiglia” sarebbe disposta a qualunque cosa. Don Corleone (Michael, il figlio cattivo, non Marlon) gli fa una pippa.
Nelle ultime puntate i Forrester, come altri personaggi noti, hanno dovuto difendersi da inquirenti prevenuti contro questi ricchi viziosi, giudici che si sono beccati insulti per avere osato arrestato il coccodimamma. “Ma non può andare in prigione!” Insomma, la soap opera perfetta per Canale 5, grazie anche all’aiuto di un doppiaggio, diciamo, adattato alle esigenze italiane.

Detto ciò, che ci azzecca “Beautiful” con la politica italiana? Fate una prova, andate su Repubblica Online e, nella ricerca interna per il sito, digitate “Fini Berlusconi”. Provate a leggere in sequenza i titoli delle notizie che risultano:

“Cdl, Berlusconi rilancia il partito unico ma Casini frena: “Insieme solo nel Ppe(27-10-2007)
Riforme, Fini e Casini si smarcano da Fi “Inutile invocare voto se c’è maggioranza”(10-11-2007)
Santanchè lascia An per la Destra e Berlusconi “battezza” Storace. (10-11-2007)
Fini irato per Storace e Mediaset “Silvio basta, ora la legge elettorale” (16-11-2007)
Fini e Casini: “Cambiamo o aiutiamo Prodi” ma Berlusconi ribatte: “Li ho fatti implodere” (17-11-2007)
“Fini: Cambio di strategia entro gennaio o ognuno andrà per la sua strada” (18-11-2007)
“Contro Silvio non andate da nessuna parte”. Cicchitto fischiato al convegno di An (18-11-2007)
Berlusconi lancia una nuova sfida “Nasce il Partito del popolo delle libertà”(18-11-2007)
L’ira del Cavaliere: “Vado da solo non mi farò oscurare dagli alleati” (19-11-2007)
Fini ribadisce: “No al nuovo partito” Con Silvio lo scontro è sul bipolarismo (19-11-2007)
Berlusconi sempre più lontano da Fini “Mi ha offeso, ora il referente è Veltroni” (20-11-2007)
Fini studia la mossa del cavallo “Andiamo al centro con l’Udc” (22-11-2007)
Nel centrodestra si scatena la rissa Fini e Casini: “Berlusconi populista” (23-11-2007)
Berlusconi: “Cdl ormai era ectoplasma. Gli ex alleati mi hanno fatto perdere” (25-11-2007)
Berlusconi: “Leader scelto con le primarie” L’ira di Fini: “Nessuno ci ha sdoganati” (01-12-2007)
Scontro aperto Fini-FI: “Vassallum truffa. Con Berlusconi siamo alle comiche finali” (09-12-2007)
Fini: “Centrodestra può stare senza Silvio” Dura replica di Forza Italia: “Mistifica la realtà” (16-12-2007)
La sfida di Berlusconi: voglio correre da solo (07-02-2008)
E Fini disse: “Io non cambio idea” Il dietrofront elettorale di Gianfranco (08-02-2008)
Berlusconi e Fini: ‘Pronti alla lista unica’ (08-02-2008)
13:36
Fini: “D’accordo con Berlusconi” Gianfranco Fini dice di condividere “la proposta di Berlusconi di dare al Pdl un’unica voce in Parlamento” e si augura che “anche gli amici dell’Udc vogliano contribuire a scrivere quest’importante pagina della storia politica italiana”.


Non sembra “Beautiful”? Non che gli altri dall’altra parte siano messi meglio ma questi sbandierano ai quattro venti che sono sempre uniti e compatti. I casi sono due: o non è vero che sono uniti e quindi mentono quando lo millantano, oppure fanno finta di litigare ma in realtà sono uniti, e quindi sono bugiardi lo stesso.

Dice, ma perchè guardi quella cagata di Beautiful e ti perdi con le vicende del centrodestra?
Sapete, è come nel famoso sketch di Totò Pasquale maledetto, dove lui stava lì a prendere gli schiaffi “per vedere quello stupido dove voleva arrivare”.


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Se invece di fare tanto i superiori e gli intellettuali faceste come faccio io e guardaste “Beautiful” sapreste che la politica italiana ormai segue in parallelo le vicende della famiglia Forrester.

Per riassumere solo le ultime 2000 puntate: Brooke ha sposato Nick (che è fratellastro di Ridge) ma poi l’ha lasciato per mettersi di nuovo con Ridge. Taylor allora (ex moglie di Ridge ed ex defunta, non chiedete com’è possibile) , si mette con Nick e stanno per sposarsi. Anche Ridge e Brooke stanno per sposarsi per la 186a volta. Mentre sono in Australia però, Ridge dà un rullo di botte a Rick, figlio di Brooke (da lei avuto dal padre di Ridge, nonché suocero) perchè vuole zomparsi sua figlia Phoebe (avuta da Taylor).
Brooke lascia Ridge e, tornata a Los Angeles, si fionda da Nick per strapparlo a Taylor. Nick fa come Ulisse con le sirene, si riempie di pizzicotti ma resiste e la rifiuta. Una Brooke scorbacchiata assiste in lacrime alle nozze di Nick e Taylor.
Nel frattempo uno sciroccato molesta Phoebe e una sera minaccia Ridge con una pistola, prima di puntarsela alla tempia. Collutazione e colpo che parte. Lo sciroccato muore e Ridge, non sapendo che fare, prende una custodia da abiti con su scritto “Forrester”, ci mette dentro il cadavere, va al porto, prende la barca di Nick e una volta al largo getta il morto in acqua.
Per farla breve, del delitto viene prima accusato Nick, in seguito scagionato, quindi Ridge confessa ma a quel punto, siccome si era autoaccusato anni prima di aver sparato ad un tizio e invece a sparare era stato Rick, Brooke convince il figlio a dichiarare in aula che a sparare allora fu lui. Il ragazzo non ricorda una cippa ma sta al gioco (quindi dichiara il falso sotto giuramento) e incredibilmente Ridge viene assolto, nonostante l’occultamento di cadavere. Già, ma non sono mica neri.
Sotto a tutti questi avvenimenti c’è la regia occulta di Stephanie Forrester, la madre di Ridge, la LicioGelli delle soap operas, che trama, corrompe e si incazza se il giudice si permette di mettere in galera suo figlio. In fondo è una perfetta mafiosa, che per “la famiglia” sarebbe disposta a qualunque cosa. Don Corleone (Michael, il figlio cattivo, non Marlon) gli fa una pippa.
Nelle ultime puntate i Forrester, come altri personaggi noti, hanno dovuto difendersi da inquirenti prevenuti contro questi ricchi viziosi, giudici che si sono beccati insulti per avere osato arrestato il coccodimamma. “Ma non può andare in prigione!” Insomma, la soap opera perfetta per Canale 5, grazie anche all’aiuto di un doppiaggio, diciamo, adattato alle esigenze italiane.

Detto ciò, che ci azzecca “Beautiful” con la politica italiana? Fate una prova, andate su Repubblica Online e, nella ricerca interna per il sito, digitate “Fini Berlusconi”. Provate a leggere in sequenza i titoli delle notizie che risultano:

“Cdl, Berlusconi rilancia il partito unico ma Casini frena: “Insieme solo nel Ppe(27-10-2007)
Riforme, Fini e Casini si smarcano da Fi “Inutile invocare voto se c’è maggioranza”(10-11-2007)
Santanchè lascia An per la Destra e Berlusconi “battezza” Storace. (10-11-2007)
Fini irato per Storace e Mediaset “Silvio basta, ora la legge elettorale” (16-11-2007)
Fini e Casini: “Cambiamo o aiutiamo Prodi” ma Berlusconi ribatte: “Li ho fatti implodere” (17-11-2007)
“Fini: Cambio di strategia entro gennaio o ognuno andrà per la sua strada” (18-11-2007)
“Contro Silvio non andate da nessuna parte”. Cicchitto fischiato al convegno di An (18-11-2007)
Berlusconi lancia una nuova sfida “Nasce il Partito del popolo delle libertà”(18-11-2007)
L’ira del Cavaliere: “Vado da solo non mi farò oscurare dagli alleati” (19-11-2007)
Fini ribadisce: “No al nuovo partito” Con Silvio lo scontro è sul bipolarismo (19-11-2007)
Berlusconi sempre più lontano da Fini “Mi ha offeso, ora il referente è Veltroni” (20-11-2007)
Fini studia la mossa del cavallo “Andiamo al centro con l’Udc” (22-11-2007)
Nel centrodestra si scatena la rissa Fini e Casini: “Berlusconi populista” (23-11-2007)
Berlusconi: “Cdl ormai era ectoplasma. Gli ex alleati mi hanno fatto perdere” (25-11-2007)
Berlusconi: “Leader scelto con le primarie” L’ira di Fini: “Nessuno ci ha sdoganati” (01-12-2007)
Scontro aperto Fini-FI: “Vassallum truffa. Con Berlusconi siamo alle comiche finali” (09-12-2007)
Fini: “Centrodestra può stare senza Silvio” Dura replica di Forza Italia: “Mistifica la realtà” (16-12-2007)
La sfida di Berlusconi: voglio correre da solo (07-02-2008)
E Fini disse: “Io non cambio idea” Il dietrofront elettorale di Gianfranco (08-02-2008)
Berlusconi e Fini: ‘Pronti alla lista unica’ (08-02-2008)
13:36
Fini: “D’accordo con Berlusconi” Gianfranco Fini dice di condividere “la proposta di Berlusconi di dare al Pdl un’unica voce in Parlamento” e si augura che “anche gli amici dell’Udc vogliano contribuire a scrivere quest’importante pagina della storia politica italiana”.


Non sembra “Beautiful”? Non che gli altri dall’altra parte siano messi meglio ma questi sbandierano ai quattro venti che sono sempre uniti e compatti. I casi sono due: o non è vero che sono uniti e quindi mentono quando lo millantano, oppure fanno finta di litigare ma in realtà sono uniti, e quindi sono bugiardi lo stesso.

Dice, ma perchè guardi quella cagata di Beautiful e ti perdi con le vicende del centrodestra?
Sapete, è come nel famoso sketch di Totò Pasquale maledetto, dove lui stava lì a prendere gli schiaffi “per vedere quello stupido dove voleva arrivare”.


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Visto che il partito stava invecchiando, Silvio Berlusconi deve aver pensato: dopo essermi fatto liftare il liftabile in faccia, un ritocchino anche lì ci vuole.
Via le maniglie dell’amore di Bondi, le zampe di gallina di Cicchitto e una tiratina dietro alle orecchie di Bonaiuti. Una rinfoltita anche alla chioma di Schifani, una liposuzione alla Bertolini, una ripresa al rosso trota della Brambilla e i segni del tempo spariranno per magia. Per qualche giorno vedremo un partito girare con la bandana per nascondere le cicatrici ma cosa vuoi che sia. Per esser belli bisogna pur soffrire.

Si cambia anche il nome e qui sono contenta perché “Partito del popolo italiano delle libertà” che inevitabilmente dovrà essere accorciato in qualcosa di più tascabile altrimenti come PDPIDL diventerà impronunciabile, è sicuramente meglio di quell’orrendo “Forza Italia” che se scomparirà per sempre sarà solo un bene per l’umanità. E’ vero, potrebbero ancora chiamarlo “Forza Popolo” ma speriamo che questa volta Dell’Utri non dia consigli ai creativi.

L’annuncio del nuovo, si fa per dire, partito l’ha dato lui in persona, dai gazebo della libertà dove sono state raccolte le firme per “mandare a casa Prodi”. Più che una raccolta firme sembrava Telethon, con il contatore che girava forsennatamente, o il miracolo della moltiplicazione dei pani e delle firme. Sette milioni di firme e sette milioni di euro, come minimo, raccolti dalle scarselle dei forzitaliani. Mica male per un fine settimana.
Attendiamo con ansia il coro degli scandalizzati di centrodestra che già si esibirono gridando al furto dalle italiche tasche quando l’Unione raccolse un euro da ogni votante per le primarie.

Non ci illudiamo di sentire da TeleRiotta o TeleMazza sollevare qualche dubbio sulla regolarità della raccolta e il vero numero di firme, come fanno i giornali stamattina e non crediamo che qualcuno farà notare, dagli schermi LCD o dai tubi catodici, come gli italiani siano più di 57 milioni e chi ha firmato sia dopotutto una minoranza. Lui, il grande piazzista illusionista forzista riuscirà a farci credere che 3 o 7 o 10 milioni siano la maggioranza degli italiani. La sua forza è l’abilità con la quale mente e la creatività con la quale scardina le certezze matematiche.

Il restyling della libertà però non ha convinto Gianfranco Fini e lo capisco. Non ha convinto nemmeno Casini e Bossi, per la verità, ma sono dettagli. Fini studia da leader del centrodestra da troppo tempo, e ora che si è fatto una nuova famiglia ed è in vena di novità a tutto campo non può che sentirsi stizzito da questo fastidioso riciclaggio di partito dove la scatola è nuova ma il contenuto sempre lo stesso.
Berlusconi non vuole levarsi di torno, insiste nella sindrome del “faso tuto mi”, fa e disfa come se fosse l’unico padrone del centrodestra, ha ridotto i suoi discorsi ad un disco rotto di propaganda da quattro soldi. Sa benissimo che Fini avrebbe più successo di lui come leader del centrodestra e in fondo cerca di fargli le scarpe, andando ad ammucchiarsi con Storace e compagnia bella. E’ un bel pasticcio, perché Fini potrebbe benissimo fare un partito unico con gli altri moderati di centrodestra, avendo un gran successo, ma con Forza Popolo contro come si fa? Berlusconi è un doganiere che ti sdogana, si ma poi si piazza in casa tua, mangia alla tua tavola, dorme nel tuo letto e ti scopa la moglie. Non te ne liberi più.

Convinto com’è di fare la cosa giusta e condannato a tenersi a galla aggrappandosi al salvagente del potere, Berlusconi torna alle origini e tenta di venderci un nuovo aspirapolvere ma, non contento, riuscirà a far stipulare anche qualche polizza capestro agli alleati. Qualcosa si inventerà per piazzare ancora le sue spazzole rotanti e il levapelucchi in omaggio. Avete dei dubbi?

Visto che il partito stava invecchiando, Silvio Berlusconi deve aver pensato: dopo essermi fatto liftare il liftabile in faccia, un ritocchino anche lì ci vuole.
Via le maniglie dell’amore di Bondi, le zampe di gallina di Cicchitto e una tiratina dietro alle orecchie di Bonaiuti. Una rinfoltita anche alla chioma di Schifani, una liposuzione alla Bertolini, una ripresa al rosso trota della Brambilla e i segni del tempo spariranno per magia. Per qualche giorno vedremo un partito girare con la bandana per nascondere le cicatrici ma cosa vuoi che sia. Per esser belli bisogna pur soffrire.

Si cambia anche il nome e qui sono contenta perché “Partito del popolo italiano delle libertà” che inevitabilmente dovrà essere accorciato in qualcosa di più tascabile altrimenti come PDPIDL diventerà impronunciabile, è sicuramente meglio di quell’orrendo “Forza Italia” che se scomparirà per sempre sarà solo un bene per l’umanità. E’ vero, potrebbero ancora chiamarlo “Forza Popolo” ma speriamo che questa volta Dell’Utri non dia consigli ai creativi.

L’annuncio del nuovo, si fa per dire, partito l’ha dato lui in persona, dai gazebo della libertà dove sono state raccolte le firme per “mandare a casa Prodi”. Più che una raccolta firme sembrava Telethon, con il contatore che girava forsennatamente, o il miracolo della moltiplicazione dei pani e delle firme. Sette milioni di firme e sette milioni di euro, come minimo, raccolti dalle scarselle dei forzitaliani. Mica male per un fine settimana.
Attendiamo con ansia il coro degli scandalizzati di centrodestra che già si esibirono gridando al furto dalle italiche tasche quando l’Unione raccolse un euro da ogni votante per le primarie.

Non ci illudiamo di sentire da TeleRiotta o TeleMazza sollevare qualche dubbio sulla regolarità della raccolta e il vero numero di firme, come fanno i giornali stamattina e non crediamo che qualcuno farà notare, dagli schermi LCD o dai tubi catodici, come gli italiani siano più di 57 milioni e chi ha firmato sia dopotutto una minoranza. Lui, il grande piazzista illusionista forzista riuscirà a farci credere che 3 o 7 o 10 milioni siano la maggioranza degli italiani. La sua forza è l’abilità con la quale mente e la creatività con la quale scardina le certezze matematiche.

Il restyling della libertà però non ha convinto Gianfranco Fini e lo capisco. Non ha convinto nemmeno Casini e Bossi, per la verità, ma sono dettagli. Fini studia da leader del centrodestra da troppo tempo, e ora che si è fatto una nuova famiglia ed è in vena di novità a tutto campo non può che sentirsi stizzito da questo fastidioso riciclaggio di partito dove la scatola è nuova ma il contenuto sempre lo stesso.
Berlusconi non vuole levarsi di torno, insiste nella sindrome del “faso tuto mi”, fa e disfa come se fosse l’unico padrone del centrodestra, ha ridotto i suoi discorsi ad un disco rotto di propaganda da quattro soldi. Sa benissimo che Fini avrebbe più successo di lui come leader del centrodestra e in fondo cerca di fargli le scarpe, andando ad ammucchiarsi con Storace e compagnia bella. E’ un bel pasticcio, perché Fini potrebbe benissimo fare un partito unico con gli altri moderati di centrodestra, avendo un gran successo, ma con Forza Popolo contro come si fa? Berlusconi è un doganiere che ti sdogana, si ma poi si piazza in casa tua, mangia alla tua tavola, dorme nel tuo letto e ti scopa la moglie. Non te ne liberi più.

Convinto com’è di fare la cosa giusta e condannato a tenersi a galla aggrappandosi al salvagente del potere, Berlusconi torna alle origini e tenta di venderci un nuovo aspirapolvere ma, non contento, riuscirà a far stipulare anche qualche polizza capestro agli alleati. Qualcosa si inventerà per piazzare ancora le sue spazzole rotanti e il levapelucchi in omaggio. Avete dei dubbi?


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Nel giorno in cui Mastella annuncia che si immolerà gettandosi eroicamente nell’impastatrice di governo nel prossimo mese di gennaio, è giusto dare il doveroso rilievo ad una pulcherrima iniziativa democratica dell’On. Volontè dell’UDC. In un disegno di legge che sarà proposto domani mattina in Parlamento, il capogruppo del partito di Pierferdinando Casini in Caltagirone propone di introdurre il reato di apologia del comunismo e per far ciò vuole mettere mano alla Costituzione, nientepopodimeno.
Leggiamo da Repubblica il grido di dolore dell’onorevole:

“Siamo un Paese vergogna, è necessaria una operazione verità sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Staneremo uno per uno i fedeli amici di Lenin e dei suoi gulag”.

Lo so che siamo sotto Halloween tra dolcetti e scherzetti ma questo, signori, fa sul serio, è convinto di ciò che afferma.
Ed è anche un genio perchè diciamolo, l’idea di minacciare di essere stanati è sublime. Nemmeno dieci dei migliori creativi di Berlusconi chiusi in un conclave per tre giorni a pane e acqua avrebbero saputo partorire di meglio.

Stanare, che verbo ficcante! E’ noto che i comunisti si rintanano, scavano gallerie, hanno le mani con i palmi girati all’esterno per scavare meglio, come le talpe. Cammini sul prato e ti senti affondare? Ci sarà sicuramente un circolo comunista, una sezione Nilde Iotti là sotto. Se poggi la guancia sull’erba puoi sentire risuonare “Polyushka Polye” ohttp://static.last.fm/webclient/inline/1/inlinePlayer.swf Kalinka. (clicca il triangolino per ascoltare)
A proposito di talpe: ma è vero, infatti mi sembrava di ricordare qualche vecchia lettura, come dimenticarla, la cara talpa che scava nella storia. Volontè è uno colto, ha letto anche Marx. Ma si, facciamoci stanare tutte.

Scommetto che l’onorevole non disdegnerebbe di stanare le due belle malcicche qui a fianco.

Occhio però, anche se appartengono al Partito Bolscevico Nazionale russo e indossano tanto di falce e martello, scavando in profondità – se no che talpe siamo?, abbiamo scoperto che il loro partito è in realtà di estrema destra filonazista. Per la serie “l’apparenza inganna.” Per un attimo c’eravamo cascati anche noi. Del resto le talpe un pò cecate lo sono, anzi parecchio.


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Nel giorno in cui Mastella annuncia che si immolerà gettandosi eroicamente nell’impastatrice di governo nel prossimo mese di gennaio, è giusto dare il doveroso rilievo ad una pulcherrima iniziativa democratica dell’On. Volontè dell’UDC. In un disegno di legge che sarà proposto domani mattina in Parlamento, il capogruppo del partito di Pierferdinando Casini in Caltagirone propone di introdurre il reato di apologia del comunismo e per far ciò vuole mettere mano alla Costituzione, nientepopodimeno.
Leggiamo da Repubblica il grido di dolore dell’onorevole:

“Siamo un Paese vergogna, è necessaria una operazione verità sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Staneremo uno per uno i fedeli amici di Lenin e dei suoi gulag”.

Lo so che siamo sotto Halloween tra dolcetti e scherzetti ma questo, signori, fa sul serio, è convinto di ciò che afferma.
Ed è anche un genio perchè diciamolo, l’idea di minacciare di essere stanati è sublime. Nemmeno dieci dei migliori creativi di Berlusconi chiusi in un conclave per tre giorni a pane e acqua avrebbero saputo partorire di meglio.

Stanare, che verbo ficcante! E’ noto che i comunisti si rintanano, scavano gallerie, hanno le mani con i palmi girati all’esterno per scavare meglio, come le talpe. Cammini sul prato e ti senti affondare? Ci sarà sicuramente un circolo comunista, una sezione Nilde Iotti là sotto. Se poggi la guancia sull’erba puoi sentire risuonare “Polyushka Polye” o Kalinka. (clicca il triangolino per ascoltare)
A proposito di talpe: ma è vero, infatti mi sembrava di ricordare qualche vecchia lettura, come dimenticarla, la cara talpa che scava nella storia. Volontè è uno colto, ha letto anche Marx. Ma si, facciamoci stanare tutte.

Scommetto che l’onorevole non disdegnerebbe di stanare le due belle malcicche qui a fianco.

Occhio però, anche se appartengono al Partito Bolscevico Nazionale russo e indossano tanto di falce e martello, scavando in profondità – se no che talpe siamo?, abbiamo scoperto che il loro partito è in realtà di estrema destra filonazista. Per la serie “l’apparenza inganna.” Per un attimo c’eravamo cascati anche noi. Del resto le talpe un pò cecate lo sono, anzi parecchio.


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Le certezze di Casini al TG1: “Il nucleare ormai è sicuro”.
Che sia convinto che basti infilare un grosso preservativo sui reattori?

Mastella: “C’è una spinta anticlericale in Italia”.
La soluzione c’é, caro ministro. Camminare rasente ai muri.

“I bimbi d’Italia si chiaman Brambilla”.
La Rossa di Milanello partecipa alla manifestazione di AN, causandovi malumore, chissà perchè. Perchè è lei la successora di Berlusconi? Stiano tranquilli, è solo un prestacosce.

Cade un altro mito del TG1. Tiziana Ferrario intervista il segretario della CGIL Epifani e commenta la prevalenza dei NO al referendum sul welfare alla Ferrani di Maranello.
“Lei ha detto che la Ferrari è piena di trozkisti. Suvvia, alla Ferrari NON POSSONO ESSERCI trozkisti!”
Infatti alla Rolls Royce tutti gli operai hanno il maggiordomo.

Aprendo il TG2 di venerdì, il fine dicitore annuncia che “L’ex presidente americano Al Gore ha vinto il Nobel per la pace”. Allora è vero che nel 2000 aveva vinto al posto di Bush.

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