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E adesso come faccio a scrivere un pezzo sull’ultimo bad trip vaticano su contraccezione, fiche radioattive, vesciche al fosforo bianco e piogge dorate all’acido fenico, dopo che fikasicula ha già detto praticamente tutto? Ci provo lo stesso, perchè l’argomento è troppo ghiotto.
Difficile credere che potessero avere veramente detto quelle cose, riportate con la solita nonchalance dai telegiornali abituati a mescolare tonnellate di maleodorante falsità con un pizzico di verità, a mo’ di grattatina di noce moscata. Le affermazioni erano talmente enormi che ho voluto controllarle alla fonte, l’Osservatore Romano, promosso sul campo autorevole rivista scientifica, anzi fantascientifica.
Era purtroppo tutto vero.

“In primo luogo, dimostra irrefutabilmente che la pillola denominata anovolutaria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano”.

Il pezzo esordisce con una colossale balla, una minchiata di dimensioni stratosferiche. Avrebbe fatto meno impressione affermare che gli asini volano ed atterrano abitualmente a Malpensa.
La pillola anovulatoria (non anovolutaria, che cazz’é?), bloccando il ciclo ormonale estro-progestinico, agisce a monte del meccanismo riproduttivo, impedendo l’ovulazione. Senza ovulazione ed ovulo che raggiunge la Tuba di Falloppio, non può esistere fecondazione, a meno che non si creda alla storia della immacolata concezione della Madonna. Nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale, le ovaie sono poste a riposo, non portano a maturazione alcun ovulo, stanno ferme, immobili, come semafori.

“L’embrione, anche nei suoi primi giorni, è qualcosa di diverso da un ovulo o cellula germinale femminile. L’embrione ha una crescita continua, coordinata, graduale, di tale forza che, se non vi è qualcosa che glielo impedisce, finisce con l’uscire dal grembo materno in nove mesi disposto a divorare litri di latte.”

A parte l’immagine finale che evoca più il famoso “Baby killer” della saga gore cinematografica che un paffuto poppante, qui si confonde ovulo con embrione.
Quando il professor Flamigni venne a tenerci una lezione di riproduzione umana all’Università spiegò che su 100 ovuli fecondati (quindi senza uso di pillola e con il loro bello spermatozoo ben piazzato dentro) almeno il 60% andava normalmente a puttane, veniva cioè espulso senza che la donna potesse nemmeno accorgersene, ben prima che l’ovulo potesse impiantarsi nell’utero, nel corso della normale mestruazione. Il rimanente 40% che riusciva ad impiantarsi poteva diventare un tumore (esistono tumori maligni che generano dalla cellula totipotente), un bambino, due bambini o… nulla. Il tasso di aborto spontaneo in natura è altissimo. Questo per dire che non è vero che ogni uovo è destinato ad essere una vita.

Torniamo all’articolo firmato da Pedro José María Simón Castellví, presidente della «Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici», uno al quale troppi accenti hanno dato alla testa:

“Questo effetto anti-impiantatorio è ammesso dalla letteratura scientifica. Si parla persino senza pudore di tasso di perdita embrionale. Curiosamente però questa informazione non giunge al grande pubblico. Ne sono a conoscenza i ricercatori ed è presente nei bugiardini dei prodotti farmaceutici volti a evitare una gravidanza”.

Queste affermazioni sono una pura manipolazione basata sul falso assunto che la pillola “espelle un embrione”. Non c’è nemmeno un ovulo, come cazzo fa ad esserci un embrione? La suggestione poi che la verità venga celata da una oscura cospirazione demoplutolaicofemminista è argomento tipico della propaganda clericale più becera.
Ma ora viene la parte che definirei: “in Vaticano gira roba tagliata male”:

“Un altro aspetto interessante riguarda gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni per anni rilasciati nell’ambiente. Abbiamo dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente (con sempre meno spermatozoi nell’uomo) è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della “pillola”. Siamo qui di fronte a un effetto anti-ecologico chiaro che esige ulteriori spiegazioni da parte dei fabbricanti.”

Qualcuno spieghi a questo pazzo misogino che le donne normalmente pisciano ormoni, non solo quelle che prendono la pillola. Penso addirittura che chi non usa la pillola e scodella un figlio all’anno sia notevolmente più inquinante di chi tiene i propri ormoni al minimo sindacale. L’articolo naturalmente usa anche lo spauracchio del cancro per spaventare e fare del terrorismo ginecologico.
Si tenga presente che quando don Pedro parla di infertilità, in fondo penso voglia dire omosessualità. Se in giro ci sono tante checche la colpa è delle donne che marcano il territorio pisciando estrogeni a ettolitri. Il messaggio quindi è sia omofobo che misogino.

“La cosa triste in tutto ciò è che, se si tratta di regolare la fertilità, non sono questi i prodotti necessari. I mezzi naturali di regolazione della fertilità (“Nfp” o Natural Family Planning) sono altrettanto efficaci e inoltre rispettano la natura della persona. (L’Osservatore Romano, 4 gennaio 2009)”

Come no, il mondo è pieno di bambini che si chiamano Ogino Knaus.


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Difficile credere che potessero avere veramente detto quelle cose, riportate con la solita nonchalance dai telegiornali abituati a mescolare tonnellate di maleodorante falsità con un pizzico di verità, a mo’ di grattatina di noce moscata. Le affermazioni erano talmente enormi che ho voluto controllarle alla fonte, l’Osservatore Romano, promosso sul campo autorevole rivista scientifica, anzi fantascientifica.
Era purtroppo tutto vero.

“In primo luogo, dimostra irrefutabilmente che la pillola denominata anovolutaria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano”.

Il pezzo esordisce con una colossale balla, una minchiata di dimensioni stratosferiche. Avrebbe fatto meno impressione affermare che gli asini volano ed atterrano abitualmente a Malpensa.
La pillola anovulatoria (non anovolutaria, che cazz’é?), bloccando il ciclo ormonale estro-progestinico, agisce a monte del meccanismo riproduttivo, impedendo l’ovulazione. Senza ovulazione ed ovulo che raggiunge la Tuba di Falloppio, non può esistere fecondazione, a meno che non si creda alla storia della immacolata concezione della Madonna. Nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale, le ovaie sono poste a riposo, non portano a maturazione alcun ovulo, stanno ferme, immobili, come semafori.

“L’embrione, anche nei suoi primi giorni, è qualcosa di diverso da un ovulo o cellula germinale femminile. L’embrione ha una crescita continua, coordinata, graduale, di tale forza che, se non vi è qualcosa che glielo impedisce, finisce con l’uscire dal grembo materno in nove mesi disposto a divorare litri di latte.”

A parte l’immagine finale che evoca più il famoso “Baby killer” della saga gore cinematografica che un paffuto poppante, qui si confonde ovulo con embrione.
Quando il professor Flamigni venne a tenerci una lezione di riproduzione umana all’Università spiegò che su 100 ovuli fecondati (quindi senza uso di pillola e con il loro bello spermatozoo ben piazzato dentro) almeno il 60% andava normalmente a puttane, veniva cioè espulso senza che la donna potesse nemmeno accorgersene, ben prima che l’ovulo potesse impiantarsi nell’utero, nel corso della normale mestruazione. Il rimanente 40% che riusciva ad impiantarsi poteva diventare un tumore (esistono tumori maligni che generano dalla cellula totipotente), un bambino, due bambini o… nulla. Il tasso di aborto spontaneo in natura è altissimo. Questo per dire che non è vero che ogni uovo è destinato ad essere una vita.

Torniamo all’articolo firmato da Pedro José María Simón Castellví, presidente della «Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici», uno al quale troppi accenti hanno dato alla testa:

“Questo effetto anti-impiantatorio è ammesso dalla letteratura scientifica. Si parla persino senza pudore di tasso di perdita embrionale. Curiosamente però questa informazione non giunge al grande pubblico. Ne sono a conoscenza i ricercatori ed è presente nei bugiardini dei prodotti farmaceutici volti a evitare una gravidanza”.

Queste affermazioni sono una pura manipolazione basata sul falso assunto che la pillola “espelle un embrione”. Non c’è nemmeno un ovulo, come cazzo fa ad esserci un embrione? La suggestione poi che la verità venga celata da una oscura cospirazione demoplutolaicofemminista è argomento tipico della propaganda clericale più becera.
Ma ora viene la parte che definirei: “in Vaticano gira roba tagliata male”:

“Un altro aspetto interessante riguarda gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni per anni rilasciati nell’ambiente. Abbiamo dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente (con sempre meno spermatozoi nell’uomo) è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della “pillola”. Siamo qui di fronte a un effetto anti-ecologico chiaro che esige ulteriori spiegazioni da parte dei fabbricanti.”

Qualcuno spieghi a questo pazzo misogino che le donne normalmente pisciano ormoni, non solo quelle che prendono la pillola. Penso addirittura che chi non usa la pillola e scodella un figlio all’anno sia notevolmente più inquinante di chi tiene i propri ormoni al minimo sindacale. L’articolo naturalmente usa anche lo spauracchio del cancro per spaventare e fare del terrorismo ginecologico.
Si tenga presente che quando don Pedro parla di infertilità, in fondo penso voglia dire omosessualità. Se in giro ci sono tante checche la colpa è delle donne che marcano il territorio pisciando estrogeni a ettolitri. Il messaggio quindi è sia omofobo che misogino.

“La cosa triste in tutto ciò è che, se si tratta di regolare la fertilità, non sono questi i prodotti necessari. I mezzi naturali di regolazione della fertilità (“Nfp” o Natural Family Planning) sono altrettanto efficaci e inoltre rispettano la natura della persona. (L’Osservatore Romano, 4 gennaio 2009)”

Come no, il mondo è pieno di bambini che si chiamano Ogino Knaus.


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Difficile credere che potessero avere veramente detto quelle cose, riportate con la solita nonchalance dai telegiornali abituati a mescolare tonnellate di maleodorante falsità con un pizzico di verità, a mo’ di grattatina di noce moscata. Le affermazioni erano talmente enormi che ho voluto controllarle alla fonte, l’Osservatore Romano, promosso sul campo autorevole rivista scientifica, anzi fantascientifica.
Era purtroppo tutto vero.

“In primo luogo, dimostra irrefutabilmente che la pillola denominata anovolutaria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano”.

Il pezzo esordisce con una colossale balla, una minchiata di dimensioni stratosferiche. Avrebbe fatto meno impressione affermare che gli asini volano ed atterrano abitualmente a Malpensa.
La pillola anovulatoria (non anovolutaria, che cazz’é?), bloccando il ciclo ormonale estro-progestinico, agisce a monte del meccanismo riproduttivo, impedendo l’ovulazione. Senza ovulazione ed ovulo che raggiunge la Tuba di Falloppio, non può esistere fecondazione, a meno che non si creda alla storia della immacolata concezione della Madonna. Nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale, le ovaie sono poste a riposo, non portano a maturazione alcun ovulo, stanno ferme, immobili, come semafori.

“L’embrione, anche nei suoi primi giorni, è qualcosa di diverso da un ovulo o cellula germinale femminile. L’embrione ha una crescita continua, coordinata, graduale, di tale forza che, se non vi è qualcosa che glielo impedisce, finisce con l’uscire dal grembo materno in nove mesi disposto a divorare litri di latte.”

A parte l’immagine finale che evoca più il famoso “Baby killer” della saga gore cinematografica che un paffuto poppante, qui si confonde ovulo con embrione.
Quando il professor Flamigni venne a tenerci una lezione di riproduzione umana all’Università spiegò che su 100 ovuli fecondati (quindi senza uso di pillola e con il loro bello spermatozoo ben piazzato dentro) almeno il 60% andava normalmente a puttane, veniva cioè espulso senza che la donna potesse nemmeno accorgersene, ben prima che l’ovulo potesse impiantarsi nell’utero, nel corso della normale mestruazione. Il rimanente 40% che riusciva ad impiantarsi poteva diventare un tumore (esistono tumori maligni che generano dalla cellula totipotente), un bambino, due bambini o… nulla. Il tasso di aborto spontaneo in natura è altissimo. Questo per dire che non è vero che ogni uovo è destinato ad essere una vita.

Torniamo all’articolo firmato da Pedro José María Simón Castellví, presidente della «Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici», uno al quale troppi accenti hanno dato alla testa:

“Questo effetto anti-impiantatorio è ammesso dalla letteratura scientifica. Si parla persino senza pudore di tasso di perdita embrionale. Curiosamente però questa informazione non giunge al grande pubblico. Ne sono a conoscenza i ricercatori ed è presente nei bugiardini dei prodotti farmaceutici volti a evitare una gravidanza”.

Queste affermazioni sono una pura manipolazione basata sul falso assunto che la pillola “espelle un embrione”. Non c’è nemmeno un ovulo, come cazzo fa ad esserci un embrione? La suggestione poi che la verità venga celata da una oscura cospirazione demoplutolaicofemminista è argomento tipico della propaganda clericale più becera.
Ma ora viene la parte che definirei: “in Vaticano gira roba tagliata male”:

“Un altro aspetto interessante riguarda gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni per anni rilasciati nell’ambiente. Abbiamo dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente (con sempre meno spermatozoi nell’uomo) è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della “pillola”. Siamo qui di fronte a un effetto anti-ecologico chiaro che esige ulteriori spiegazioni da parte dei fabbricanti.”

Qualcuno spieghi a questo pazzo misogino che le donne normalmente pisciano ormoni, non solo quelle che prendono la pillola. Penso addirittura che chi non usa la pillola e scodella un figlio all’anno sia notevolmente più inquinante di chi tiene i propri ormoni al minimo sindacale. L’articolo naturalmente usa anche lo spauracchio del cancro per spaventare e fare del terrorismo ginecologico.
Si tenga presente che quando don Pedro parla di infertilità, in fondo penso voglia dire omosessualità. Se in giro ci sono tante checche la colpa è delle donne che marcano il territorio pisciando estrogeni a ettolitri. Il messaggio quindi è sia omofobo che misogino.

“La cosa triste in tutto ciò è che, se si tratta di regolare la fertilità, non sono questi i prodotti necessari. I mezzi naturali di regolazione della fertilità (“Nfp” o Natural Family Planning) sono altrettanto efficaci e inoltre rispettano la natura della persona. (L’Osservatore Romano, 4 gennaio 2009)”

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