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E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

Scusate ma su questa storia mi ci sto amminchiando e comincio a pensare che questa reazione pavloviana contro il nuovo governo, dai toni così accesi e pregiudiziali, con una sfiducia che si basa oltretutto su argomenti propagandistici alcuni dei quali sembrano provenire dall’ufficio stampa della defunta Okhrana,  siano l’ennesima forma di manipolazione dell’opinione pubblica. La più subdola, quella che non avviene sui media mainstream dai mandanti facilmente riconoscibili ma nella “libera” Rete, affidata a voci cosiddette indipendenti. Un tam tam, una campagna virale che porta nel giro di pochissimi minuti migliaia di persone a ripetere gli stessi concetti di Borghezio senza che nessuno pensi di approfondirne la veridicità. Ad esempio che, se Monti e Draghi sono advisors di Goldman Sachs, lo sono anche Gianni Letta – nel governo B. fino all’altro giorno – e, come detto sopra, anche esponenti del centrosinistra. Se questo sarà un governo infame aspettiamo almeno che promulghi una legge ad personam o vergogna o profondamente iniqua, oppure ci affidiamo direttamente alla Precrimine?

Ancora, appena il nano è scivolato sul bananone, la prima cosa che gli italiani hanno pensato è che era avvenuto un golpe, non che qualcuno aveva dovuto rimediare alla cosmica cazzata da loro fatta eleggendo B. per ben quattro volte, ed hanno invocato le elezioni riparatrici subito, sul tamburo. Tra l’altro ignorandone il costo medio sui 3-400 milioni di euro.
Cioè, seguite bene il ragionamento: fino a cinque minuti prima B. li aveva delusi ed ingannati, e per ciò avrebbero voluto strozzarlo ma ora, cinque minuti dopo, B. in fondo era stato eletto dagli italiani e non si può andare contro la volontà popolare. Anzi, B. era un eroe perché si parava a petto nudo contro i poteri forti per difenderci tutti, anche i comunisti.

Eh si, in definitiva, gli italiani la caduta di B. l’hanno presa male. Preferivano il mafioso perché se l’erano scelto loro liberamente. Oddìo, c’erano voluti prima vent’anni di rimbambimento televisivo collettivo e robuste iniezioni di propaganda populista ma alla fine il popolo si era espresso. Alla cazzo ma si era espresso. Brutti banchieri schifosi, rispettate la volontà popolare di mandare i mafiosi al governo, please, e di farci continuare a sognare mentre il loro tetraplegico governo nulla fa e nulla cambia affinché tutto rimanga immobile e nessuno li disturbi mentre fanno i loro affari.
La democrazia piace agli italiani solo quando permette loro di eleggere un dittatore ridicolo che li diverta, che titilli di tanto in tanto il loro istinto predatorio e li consoli nascondendo loro la realtà, facendoli vivere alla giornata in un mondo di sogni. Se devono eleggere un parlamento di capaci ed onesti o se sono spinti all’azione, alla risoluzione forzata di problemi, dopo un po’ rimpiangono l’ultimo buffone che li ha oppressi ma tanto tanto divertiti, soprattutto lasciandoli liberi di non fare, di oziare e crogiolarsi nel tirare a campà.

Quindi, parafrasando il calciatore Eranio, sono completamente d’accordo a metà con Marco Travaglio.
Nel senso che, se è vero che Monti è l’unica soluzione probabile ad una situazione disperata, non condivido il suo ottimismo quando dice che con Monti proposto come premier e non imposto, andando alle urne subito, gli italiani sconfiggerebbero il caimano ferito sul campo, dandogli la mazzata finale ed eleggendo l’attuale opposizione allargata alle nuove formazioni di centro, al governo. E’ la convinzione anche di molti piddini, ingolositi dai sondaggi che li vedrebbero (il condizionale è d’obbligo), partito vincitore delle prossime elezioni.

Mi dispiace ma io degli elettori italiani non mi fido più. Dico apertamente che è meglio che non votino per un po’, che venga loro sospesa la patente elettorale. Il suffragio universale, in mano a gente che vota le Minetti e i Trota, elegge gli Scilipoti transumanti e gli uomini delle cosche, i sommersi e gli indagati, è una jattura.
Per votare bisogna meritarselo.
Di fronte a certi nomi e certe facce, un elettore serio avrebbe dovuto dire: io ‘sta zoccola non la mantengo a 10000 euro al mese e nemmeno questo somaro. Invece li hanno votati tutti. La criminalità di B. e dei suoi compagni di merende consiste da sempre nel fatto che ti impongono i loro candidati farlocchi, ma poi gli elettori, invece di stracciare la scheda, votano i candidati farsa, li accettano legittimandoli in pieno.
B. non avrebbe dovuto nemmeno essere candidato perché incompatibile a causa del conflitto di interessi, grazie ad una legge vecchissima degli anni ’50, cassata with a little help from my friends, grazie all’opposizione. Un candidato illegittimo che però arriva sulla scheda e viene votato, hai voglia poi di dire che non è legittimato dal voto popolare.

Prima che riprendano quella dannata matita copiativa in mano e facciano altri danni irreparabili sarebbe meglio che gli italiani fossero sottoposti ad una disintossicazione à la Muccioli dalle quintalate di propaganda che hanno assorbito in tutti questi anni. Dovrebbero rinunciare ai Minzolini quotidiani. Guardare meno televisione tette-culi ed essere informati in maniera un po’ più obiettiva. Riabilitati a riconoscere i fatti dalle pugnette.
E poi, amici piddini, non fidatevi mai dei sondaggi. Ricordatevi del fenomeno della “desiderabilità sociale” che, in questo momento, spinge le persone intervistate a rinnegare B. perché è caduto, perché è un perdente e a dichiarare che non lo voterebbero più nemmeno morti.
Ciò che molti fanno nella cabina elettorale però è un atto sessuale simile alla masturbazione, quando vengono fuori le perversioni più nascoste, e di solito ciò che risulta in termini di voto non è mai socialmente desiderabile.
Se andassimo alle urne ora, con gli elettori ipersensibilizzati al mantra strappamutande del “Monti uomo di Goldman Sachs” e tutti i media ancora  in mano sua  a propinare ogni giorno la triste storia del poverosilvio disarcionato dai poteri forti, dai massoni antipiduisti, dalle magie di Harry Potter e della Perfida Culona Nazista e ovviamente dai comunisti, con la Rete a fare il controcanto, il nano si prenderebbe la sua bella rivincita. Forse vincerebbe addirittura a man bassa, lasciando Bersani e gli altri dell’opposizione con l’uccello in mano. Per l’ennesima volta a dare la colpa a Veltroni che non si decide a partire per l’Africa.

L’amico Davide, il Cornacchione ufficiale di questo blog, in un commento al post precedente, mi rimprovera di fare inutili polemiche antigovernative quando “mai come questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato così bene”.
Ecco cosa succede a guardare troppa televisione, a fidarsi dei TG a veline unificate e dei discorsi che si fanno nel Vespasiano in seconda serata.

Guarda, Davide, sono disposta stasera a dirti che Silvio non ha colpa se, intervistato dalla tedesca RTL ha paragonato la vita in tendopoli ad un camping e per questo ci sbeffeggiano anche in Brasile. Si, non fraintendetelo, lui si riferiva solo a questo fine settimana e poi ha detto che per i terremotati vi saranno ben altre sistemazioni: gli alberghi.
Vedi Cornacchio’, quest’uomo è il contrario dei terremoti, è prevedibilissimo. Sai esattamente a che ora e a che minuto secondo sparerà la prossima cazzata, senza nemmeno bisogno che emetta radon con gli isotopi di bismuto-214.

Non è colpa sua. Dopo decenni di schiumatura del peggiore populismo itagliano, lui è ciò che rimane sul fondo del barile. E’ il prodotto finale della bollitura del buonismo iperglicemico di Portobello, dei fagioli della Carrà, delle lacrime dei fratelli d’America ritrovati, dei centrini dei carcerati, delle Telethon, della retorica del volemose bene, dell’itagliano brava gente e, in quest’ultima versione padana, del milanés dal coeur en man.
Cos’ha detto lui nell’intervista, e non è un caso che la valkiria microfonata non abbia afferrato, che i terremotati sono “circondati dall’amore dei volontari, hanno maccheroni al sugo e la coperta di pile, poi andranno al mare in albergo”, cosa potrebbero desiderare di più?
L’unica cosa che differenzia Silviobello da Raffaella è che non è un’icona gay ma forse, applicandosi, potrebbe un giorno eguagliare la mitica di Bellaria.

Quando io “faccio inutili polemiche”, me la prendo solo marginalmente con Berlusconi. E’ questa mentalità emergenziale itagliana che non è in grado di prevenire i disastri ma è solo capace di sfoderare i volontari e lo sforzo di generosità tramite l’SMS da un euro, che mi fa violentemente incazzare.

Non è vero che solo questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato bene. Noi funzioniamo sempre bene nelle emergenze, è la nostra specialità, nessuno al mondo ci batte. Sono la quotidianità e la normalità che siamo incapaci di gestire.
Non so quanti anni hai ma io ne avevo sei quando venne l’alluvione a Firenze e ciò che ricordo meglio, come tutti del resto, sono gli angeli studenti che ravanano nel fango per salvare i codici miniati e le tele del Pinturicchio. Abbiamo volontari meravigliosi che ogni volta danno il massimo per salvare gli altri, nessuno lo nega.

Però, e qui siamo al nocciolo della questione, se mettiamo in moto la parte razionale del cervello, dovremmo sapere che in un paese ad alto rischio sismico come il nostro, il terremoto E’ SEMPRE PREVEDIBILE. Nel senso che non si può vivere come se non dovesse mai venire.
Prevedere i terremoti significa fare prevenzione, come nei paesi civili, due a caso: Stati Uniti e Giappone.
Lo Stato di un paese ad alto rischio sismico impiega la protezione civile non solo in situazioni d’emergenza ma per fare esercitazioni periodiche ed educazione della popolazione alla reazione all’evento sismico.
Torno noiosamente sull’autobiografico ma serve per spiegare meglio. Durante lo sciame sismico a Faenza del 2000 nessuno ci disse, ed ebbero un mese di tempo per farlo, cosa avremmo dovuto fare in caso di ulteriori scosse e, Dio non voglia, in caso di disastro. Non fu affisso uno straccio di manifesto in piazza, non girò per le strade un auto che desse informazioni utili, non si organizzarono punti di raccolta, niente. I giornali e telegiornali ci ignorarono. Per fortuna non successe nulla, lo ripeto, ma non è così che si gestisce un evento come il terremoto, con un parente che a Milano non sa che ti svegli ogni notte con il letto che trema dato che nessuna gazzetta mediatica l’ha informato.

Uno Stato serio, prevede il terremoto occupandosi della messa a norma di edifici pubblici e di applicare incentivi e detassazioni per quella destinata ad edifici privati; controlla l’applicazione delle norme antisismiche nelle nuove costruzioni, concentra risorse d’emergenza in punti strategici dai quali raggiungere i luoghi maggiormente a rischio, studia e sviluppa i più moderni sistemi di previsione, che siano le radiazioni o i lombrichi. Se non possiamo fare nulla per impedire il terremoto tanto vale studiarle tutte. Non è questione di indovinare quando e a che ora, queste sono cazzate, si tratta di non farsi cogliere impreparati.

Affermare che i terremoti non sono prevedibili rappresenta l’alibi delle istituzioni per la loro impreparazione e per il menefreghismo riguardo la prevenzione e riduzione del danno. Se costoro affermano, e i loro servi “scienziati” che vanno in TV e fanno si si con la testolina, che “i terremoti non si possono prevedere”, come si fa ad accusarli poi di impreparazione, quando tira veramente il terremoto? Mica potevano essere indovini.

Se avessero ascoltato Giuliani, invece che i Geppetti delle università, avrebbero semplicemente concentrato mezzi di soccorso e materiali in Abruzzo, in modo da averli subito pronti. Come scusa avevano anche le più di 200 scosse registrate in zona fin da ottobre. Chi parla di evacuazioni dice stronzate. Nessuno pensa di evacuare Los Angeles in caso di BigOne, però la popolazione di L.A. sa come ci si deve comportare in caso di terremoto. Altrettanto in Giappone. Ogni scolaro delle elementari ha il suo elmetto sotto il banco da indossare in caso di sisma. Da noi si vive alla giornata ma quando c’è l’emergenza, dio quanto siamo buoni, generosi, altruisti, volontari e meravigliosi.

Mi dà un fastidio enorme la retorica dell’eroismo dei volontari, dello slancio di generosità delle raccolte di fondi (occhio a dove andranno a finire i soldi, nel solito posto), i servizi sui bambini con la musica stracciabudella in sottofondo, i clown di Evita Carfagna, la mistica dei cani, della solidarietà, della beneficenza, come se chi perde la casa in un terremoto fosse sempre obbligatoriamente un poveraccio che ha bisogno dell’elemosina. Mi sta sulle balle la discesa del Deus Ex-Elicottero che va a benedire gli sfollati ( nei TG viene raccontata con toni da battaglia del grano ma nel filmato tedesco si sente un’anziana mandarlo cordialmente affanculo).

Mi dà fastidio perchè nessun giornalista pensa, ad esempio, di andare a chiedere alla Impregilo come mai quell’ospedale costruito da loro a L’Aquila è venuto giù come un castello di carte. Giusto per curiosità. Se permettete, visto che si occuperanno di ponti a minchiata unica sullo Stretto io tanticchia mi preoccupo, preventivamente.


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