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Nei giorni scorsi, nell’ambito della Campagna Prenatalizia di Sollevamento del Morale delle truppe, il presdelcons si è recato in visita al Polo tecnologico di Poste Italiane, magnificandone le meraviglie e l’alto tasso di finissima gnocca, ma lasciamo perdere.

Già, le Poste. Non c’è che dire, la consegna della corrispondenza funziona un pò meglio che in passato, i postini girano in motore, hanno tutti quelle bellissime giacche gialloblu (che fanno molto IKEA, forse per far finta di essere svedesi) e sono perfino dotati di un sistema satellitare per dare lo scarico delle consegne delle raccomandate.
Quello che lascia molto a desiderare ancora sono i servizi agli sportelli.
Nella mia città hanno costruito un obbrobrio di palazzo tutto per loro con decine di sportelli ma tra libri, dvd, cd, pentole, penne, quaderni, calendari e giocattoli, il personale è sempre quello ed è meglio tenere una gentile signora in più alla cassa cianfrusaglie a grattarsi piuttosto che alleggerire il traffico dei correntisti e pagatori di bollette. Così ti tocca ancora fare la fila perchè gli sportelli aperti sono sempre solo due, anche il giorno del pagamento delle pensioni e uno serve per gli Eletti che hanno il conto presso le Poste. Loro passano avanti a tutti nella fila dedicata.
Fai la coda anche perchè, se l’azienda comincia ad assomigliare ad una compagnia privata, i suoi impiegati conservano la snervante lentezza da bradipo del dipendente “pubblico”.
En passant, l’odiosa gabella che si paga a Poste Italiane per il versamento su bollettino e i pagamenti delle bollette, è aumentato da 1,00 a 1,10 euro.

Berlusconi ha lodato le Poste, dicevo. Per uno specialista di pacchi dev’essere stato come per un topo trovarsi in una forma di Emmenthaler.
L’interesse di Berlusconi per le Poste è lievemente interessato. Per chi non lo sapesse, la sua finanziaria Mediolanum, nel 2004, firmò un accordo con Poste Italiane per l’utilizzo dei 14.000 sportelli già esistenti (e di proprietà pubblica) per la vendita dei propri prodotti. L’accordo saltò nel 2006 e anche se PI disse che si trattava del raggiungimento del normale termine del contratto, forse pesarono le polemiche politiche scaturite dal fatto che il presdelcons utilizzasse strutture statali per i propri affari senza oltretutto passare da una regolare gara d’appalto.
Dopo la rescissione si parlò, da parte di PI, della possibilità di un rinnovo del contratto con la finanziaria di Berlusconi ma non ho trovato notizie in proposito. Se qualcuno ne sapesse qualcosa può contribuire nei commenti.

Magari, quella attuale, è solo nostalgia di Silvio per una bella donna amata e poi lasciata.
Il pacco però, con lui, è sempre in agguato e quindi è meglio stare in campana.
Cosa volete, ho appena saputo che il famoso provvedimento sull’IVA “pronta cassa”, ovvero da pagare solo al momento dell’incasso e non in anticipo, è un bel pacco natalizio con tanto di fiocco e riccioletti fatti con le forbici. In teoria si potrebbe fare ma c’è un problema di regolamenti europei e quindi molto probabilmente non si farà.
Si ma, dov’è il problema? E’ certo che se parlerete con un berlusconiano se non proprio di ferro, di latta, giurerà che Berlusconi ha rivoluzionato il pagamento dell’IVA, favorendo le aziende. Anche se non è vero.
Nel pacco c’erano si i 500.000 euro ma, cazzi tuoi che l’hai cambiato e quindi ti toccherà solo l’ippopotamo. Anzi, la sua cacca.


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Nei giorni scorsi, nell’ambito della Campagna Prenatalizia di Sollevamento del Morale delle truppe, il presdelcons si è recato in visita al Polo tecnologico di Poste Italiane, magnificandone le meraviglie e l’alto tasso di finissima gnocca, ma lasciamo perdere.

Già, le Poste. Non c’è che dire, la consegna della corrispondenza funziona un pò meglio che in passato, i postini girano in motore, hanno tutti quelle bellissime giacche gialloblu (che fanno molto IKEA, forse per far finta di essere svedesi) e sono perfino dotati di un sistema satellitare per dare lo scarico delle consegne delle raccomandate.
Quello che lascia molto a desiderare ancora sono i servizi agli sportelli.
Nella mia città hanno costruito un obbrobrio di palazzo tutto per loro con decine di sportelli ma tra libri, dvd, cd, pentole, penne, quaderni, calendari e giocattoli, il personale è sempre quello ed è meglio tenere una gentile signora in più alla cassa cianfrusaglie a grattarsi piuttosto che alleggerire il traffico dei correntisti e pagatori di bollette. Così ti tocca ancora fare la fila perchè gli sportelli aperti sono sempre solo due, anche il giorno del pagamento delle pensioni e uno serve per gli Eletti che hanno il conto presso le Poste. Loro passano avanti a tutti nella fila dedicata.
Fai la coda anche perchè, se l’azienda comincia ad assomigliare ad una compagnia privata, i suoi impiegati conservano la snervante lentezza da bradipo del dipendente “pubblico”.
En passant, l’odiosa gabella che si paga a Poste Italiane per il versamento su bollettino e i pagamenti delle bollette, è aumentato da 1,00 a 1,10 euro.

Berlusconi ha lodato le Poste, dicevo. Per uno specialista di pacchi dev’essere stato come per un topo trovarsi in una forma di Emmenthaler.
L’interesse di Berlusconi per le Poste è lievemente interessato. Per chi non lo sapesse, la sua finanziaria Mediolanum, nel 2004, firmò un accordo con Poste Italiane per l’utilizzo dei 14.000 sportelli già esistenti (e di proprietà pubblica) per la vendita dei propri prodotti. L’accordo saltò nel 2006 e anche se PI disse che si trattava del raggiungimento del normale termine del contratto, forse pesarono le polemiche politiche scaturite dal fatto che il presdelcons utilizzasse strutture statali per i propri affari senza oltretutto passare da una regolare gara d’appalto.
Dopo la rescissione si parlò, da parte di PI, della possibilità di un rinnovo del contratto con la finanziaria di Berlusconi ma non ho trovato notizie in proposito. Se qualcuno ne sapesse qualcosa può contribuire nei commenti.

Magari, quella attuale, è solo nostalgia di Silvio per una bella donna amata e poi lasciata.
Il pacco però, con lui, è sempre in agguato e quindi è meglio stare in campana.
Cosa volete, ho appena saputo che il famoso provvedimento sull’IVA “pronta cassa”, ovvero da pagare solo al momento dell’incasso e non in anticipo, è un bel pacco natalizio con tanto di fiocco e riccioletti fatti con le forbici. In teoria si potrebbe fare ma c’è un problema di regolamenti europei e quindi molto probabilmente non si farà.
Si ma, dov’è il problema? E’ certo che se parlerete con un berlusconiano se non proprio di ferro, di latta, giurerà che Berlusconi ha rivoluzionato il pagamento dell’IVA, favorendo le aziende. Anche se non è vero.
Nel pacco c’erano si i 500.000 euro ma, cazzi tuoi che l’hai cambiato e quindi ti toccherà solo l’ippopotamo. Anzi, la sua cacca.


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Già, le Poste. Non c’è che dire, la consegna della corrispondenza funziona un pò meglio che in passato, i postini girano in motore, hanno tutti quelle bellissime giacche gialloblu (che fanno molto IKEA, forse per far finta di essere svedesi) e sono perfino dotati di un sistema satellitare per dare lo scarico delle consegne delle raccomandate.
Quello che lascia molto a desiderare ancora sono i servizi agli sportelli.
Nella mia città hanno costruito un obbrobrio di palazzo tutto per loro con decine di sportelli ma tra libri, dvd, cd, pentole, penne, quaderni, calendari e giocattoli, il personale è sempre quello ed è meglio tenere una gentile signora in più alla cassa cianfrusaglie a grattarsi piuttosto che alleggerire il traffico dei correntisti e pagatori di bollette. Così ti tocca ancora fare la fila perchè gli sportelli aperti sono sempre solo due, anche il giorno del pagamento delle pensioni e uno serve per gli Eletti che hanno il conto presso le Poste. Loro passano avanti a tutti nella fila dedicata.
Fai la coda anche perchè, se l’azienda comincia ad assomigliare ad una compagnia privata, i suoi impiegati conservano la snervante lentezza da bradipo del dipendente “pubblico”.
En passant, l’odiosa gabella che si paga a Poste Italiane per il versamento su bollettino e i pagamenti delle bollette, è aumentato da 1,00 a 1,10 euro.

Berlusconi ha lodato le Poste, dicevo. Per uno specialista di pacchi dev’essere stato come per un topo trovarsi in una forma di Emmenthaler.
L’interesse di Berlusconi per le Poste è lievemente interessato. Per chi non lo sapesse, la sua finanziaria Mediolanum, nel 2004, firmò un accordo con Poste Italiane per l’utilizzo dei 14.000 sportelli già esistenti (e di proprietà pubblica) per la vendita dei propri prodotti. L’accordo saltò nel 2006 e anche se PI disse che si trattava del raggiungimento del normale termine del contratto, forse pesarono le polemiche politiche scaturite dal fatto che il presdelcons utilizzasse strutture statali per i propri affari senza oltretutto passare da una regolare gara d’appalto.
Dopo la rescissione si parlò, da parte di PI, della possibilità di un rinnovo del contratto con la finanziaria di Berlusconi ma non ho trovato notizie in proposito. Se qualcuno ne sapesse qualcosa può contribuire nei commenti.

Magari, quella attuale, è solo nostalgia di Silvio per una bella donna amata e poi lasciata.
Il pacco però, con lui, è sempre in agguato e quindi è meglio stare in campana.
Cosa volete, ho appena saputo che il famoso provvedimento sull’IVA “pronta cassa”, ovvero da pagare solo al momento dell’incasso e non in anticipo, è un bel pacco natalizio con tanto di fiocco e riccioletti fatti con le forbici. In teoria si potrebbe fare ma c’è un problema di regolamenti europei e quindi molto probabilmente non si farà.
Si ma, dov’è il problema? E’ certo che se parlerete con un berlusconiano se non proprio di ferro, di latta, giurerà che Berlusconi ha rivoluzionato il pagamento dell’IVA, favorendo le aziende. Anche se non è vero.
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