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Nel suo racconto “Rapporto di minoranza”, portato sullo schermo da Spielberg nel film “Minority Report”, Philip K. Dick immagina un futuro (2054) dove il crimine è sconfitto grazie a dei sensitivi che, prevedendo gli atti criminosi in anticipo, permettono alle forze dell’ordine di intervenire ed immobilizzare i futuri colpevoli ancor prima che commettano il delitto.
Le implicazioni dispotiche di tale organizzazione sono raccontate da Dick in un finale sicuramente più cupo e pessimistico di quello del film di Spielberg.

Dobbiamo dire che il grande scrittore di fantascienza si è tenuto fin troppo abbondante immaginando il periodo futuro nel quale ambientare le avventure della sua Precrimine. In un certo modo ci siamo già dentro.

Con l’inaugurazione della Grande Fiera Mondiale della Guerra Preventiva abbiamo consolidato il principio che è meglio mettere le mani avanti, ed anche i bombardieri, contro paesi canaglia e terroristi vari.
Ieri sera, in un brillante servizio dall’Iraq del TG1, ho visto la Precrimine in azione.

La conducatora Monica Maggioni si è autopresentata con grande orgoglio un reportage dall’Iraq dove, travestita da Oriana Fallaci in Vietnam, con casco e giubbone antiproiettile d’ordinanza e accompagnata da una ventina di marines armati fino ai denti, alla luce verdastra dei visori agli infrarossi, faceva irruzione in una casa di Adamiya. Secondo le immagini che abbiamo visto, dentro vi hanno trovato un tizio che dormiva per terra in una stanza, accanto a dei telefonini rotti.
Detta così sembrerebbe una cavolata ma il sonoro, ovvero il racconto per bocca della stessa Maggioni, raccontava tutta un’altra storia di ben altre epiche dimensioni.

L’Iraq è in preda ai terroristi di Al Qaeda e per fortuna che le forze dell’alleanza hanno dei validi collaboratori, definiti “volontari iracheni” che, incappucciati ma forniti di giacche con logo di riconoscimento come i City’s Angels, vegliano sugli onesti compatrioti e indicano ai militari occupanti (liberatori, meglio) dove si nascondono gli infidi alqaediani.
Le immagini ci mostrano proprio una di queste irruzioni, con tanto di donna velata locale che afferma: “Si, si, è vero, ci sono dei tipacci in giro che se ne stanno tutto il giorno in casa e non parlano con nessuno”. I militari, accompagnati dalla giornalista con casco, fucile ed occhiali e grande sprezzo del pericolo, irrompono dunque in una stanza dove si trova, unico occupante, il dormiente dei telefonini, che viene prontamente ridotto in ulteriore condizione di non nuocere e arrestato.
C’erano armi in giro? Interpretazione della scena sempre secondo il sonoro del servizio: quello era certamente uno di Al Qaeda, i telefonini sarebbero diventati delle bombe perchè i telefonini smontati servono per farci delle bombe, sapete?, l’abbiamo fermato in tempo prima che si facesse saltare in aria e prima di avervi dovuto raccontare dell’ennesima esplosione e devastazione che sarebbe certamente avvenuta.
Si è detta tutto da sola: il prima, il durante e il poi. Forse è anche sensitiva e li ha condotti lei quelli della Precrimine sul luogo del previsto misfatto.

Non abbiamo saputo poi come è andata a finire con il tizio arrestato e mi permetto di suggerire alla brillante giornalista di fornirci un altro interessante reportage nei prossimi giorni che faccia luce anche su questo aspetto. Era poi veramente colpevole e legato ad Al Qaeda? Giusto per completezza di informazione.
Io mi auguro che fosse proprio un pericoloso terrorista fermato in tempo prima che compisse una strage, perchè se per caso era solo un poveraccio che raccatta telefonini dalla spazzatura, li aggiusta per rivenderli ai suoi concittadini al fine di sfuggire dalla miseria e la sua sfortuna è stata quella di stare sui coglioni ad uno di quei “volontari” iracheni che lo hanno denunciato, se questo è l’andazzo, il nostro futuro sarebbe da considerarsi ancora più nero di quello immaginato da Philip K. Dick. “La Precrimine, prossimamente vicino a casa tua”.


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Nel suo racconto “Rapporto di minoranza”, portato sullo schermo da Spielberg nel film “Minority Report”, Philip K. Dick immagina un futuro (2054) dove il crimine è sconfitto grazie a dei sensitivi che, prevedendo gli atti criminosi in anticipo, permettono alle forze dell’ordine di intervenire ed immobilizzare i futuri colpevoli ancor prima che commettano il delitto.
Le implicazioni dispotiche di tale organizzazione sono raccontate da Dick in un finale sicuramente più cupo e pessimistico di quello del film di Spielberg.

Dobbiamo dire che il grande scrittore di fantascienza si è tenuto fin troppo abbondante immaginando il periodo futuro nel quale ambientare le avventure della sua Precrimine. In un certo modo ci siamo già dentro.

Con l’inaugurazione della Grande Fiera Mondiale della Guerra Preventiva abbiamo consolidato il principio che è meglio mettere le mani avanti, ed anche i bombardieri, contro paesi canaglia e terroristi vari.
Ieri sera, in un brillante servizio dall’Iraq del TG1, ho visto la Precrimine in azione.

La conducatora Monica Maggioni si è autopresentata con grande orgoglio un reportage dall’Iraq dove, travestita da Oriana Fallaci in Vietnam, con casco e giubbone antiproiettile d’ordinanza e accompagnata da una ventina di marines armati fino ai denti, alla luce verdastra dei visori agli infrarossi, faceva irruzione in una casa di Adamiya. Secondo le immagini che abbiamo visto, dentro vi hanno trovato un tizio che dormiva per terra in una stanza, accanto a dei telefonini rotti.
Detta così sembrerebbe una cavolata ma il sonoro, ovvero il racconto per bocca della stessa Maggioni, raccontava tutta un’altra storia di ben altre epiche dimensioni.

L’Iraq è in preda ai terroristi di Al Qaeda e per fortuna che le forze dell’alleanza hanno dei validi collaboratori, definiti “volontari iracheni” che, incappucciati ma forniti di giacche con logo di riconoscimento come i City’s Angels, vegliano sugli onesti compatrioti e indicano ai militari occupanti (liberatori, meglio) dove si nascondono gli infidi alqaediani.
Le immagini ci mostrano proprio una di queste irruzioni, con tanto di donna velata locale che afferma: “Si, si, è vero, ci sono dei tipacci in giro che se ne stanno tutto il giorno in casa e non parlano con nessuno”. I militari, accompagnati dalla giornalista con casco, fucile ed occhiali e grande sprezzo del pericolo, irrompono dunque in una stanza dove si trova, unico occupante, il dormiente dei telefonini, che viene prontamente ridotto in ulteriore condizione di non nuocere e arrestato.
C’erano armi in giro? Interpretazione della scena sempre secondo il sonoro del servizio: quello era certamente uno di Al Qaeda, i telefonini sarebbero diventati delle bombe perchè i telefonini smontati servono per farci delle bombe, sapete?, l’abbiamo fermato in tempo prima che si facesse saltare in aria e prima di avervi dovuto raccontare dell’ennesima esplosione e devastazione che sarebbe certamente avvenuta.
Si è detta tutto da sola: il prima, il durante e il poi. Forse è anche sensitiva e li ha condotti lei quelli della Precrimine sul luogo del previsto misfatto.

Non abbiamo saputo poi come è andata a finire con il tizio arrestato e mi permetto di suggerire alla brillante giornalista di fornirci un altro interessante reportage nei prossimi giorni che faccia luce anche su questo aspetto. Era poi veramente colpevole e legato ad Al Qaeda? Giusto per completezza di informazione.
Io mi auguro che fosse proprio un pericoloso terrorista fermato in tempo prima che compisse una strage, perchè se per caso era solo un poveraccio che raccatta telefonini dalla spazzatura, li aggiusta per rivenderli ai suoi concittadini al fine di sfuggire dalla miseria e la sua sfortuna è stata quella di stare sui coglioni ad uno di quei “volontari” iracheni che lo hanno denunciato, se questo è l’andazzo, il nostro futuro sarebbe da considerarsi ancora più nero di quello immaginato da Philip K. Dick. “La Precrimine, prossimamente vicino a casa tua”.

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