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Non fanno che ripetercelo, i tamburi di latta delle news. LA CRISI. Verranno tempi cupi, da veri lupi e non di quelli romanisti. Eh, caro lei, la CRISI.
Poi, un momento dopo e senza rendersi conto della schizofrenia della cosa, raccontano dei 20 km di coda in autostrada per andare in montagna, fanno vedere le piste piene di sciatori (lo sci è sempre costato una smadonnata), si preoccupano che non manchino gli spumanti da 20 euro la bottiglia sulla tavola di Natale e poi, ah già, la CRISI, ce ne stavamo dimenticando.
GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. “ohm!”

La CRISI c’è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c’è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall’ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l’unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l’angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l’anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest’anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il “sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate”.
L’hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo “complata dai cinesi”.
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: “Autentiche borse di Vuitton false”.


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Non fanno che ripetercelo, i tamburi di latta delle news. LA CRISI. Verranno tempi cupi, da veri lupi e non di quelli romanisti. Eh, caro lei, la CRISI.
Poi, un momento dopo e senza rendersi conto della schizofrenia della cosa, raccontano dei 20 km di coda in autostrada per andare in montagna, fanno vedere le piste piene di sciatori (lo sci è sempre costato una smadonnata), si preoccupano che non manchino gli spumanti da 20 euro la bottiglia sulla tavola di Natale e poi, ah già, la CRISI, ce ne stavamo dimenticando.
GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. “ohm!”

La CRISI c’è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c’è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall’ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l’unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l’angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l’anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest’anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il “sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate”.
L’hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo “complata dai cinesi”.
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: “Autentiche borse di Vuitton false”.


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GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. “ohm!”

La CRISI c’è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c’è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall’ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l’unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l’angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l’anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest’anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il “sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate”.
L’hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo “complata dai cinesi”.
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: “Autentiche borse di Vuitton false”.


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Questo non è un governo, è un mondo-governo. E’ a livello di quei filmacci finto documentaristici senza vergogna degli anni sessanta-settanta che giocavano ambiguamente sul dubbio “è ammazzatina vera o non è vera?” e che poi hanno ispirato il filone cannibalesco dove si impalavano le indigene, si sparava ai porcellini e si scannavano le tartarughe.
In piena orgia mondo, negli ultimi tempi il governo ha emanato alcune cosette interessanti, mai osate prima d’ora.

Mondo Sky – In questo orripilante capolavoro del cinema verità, censurato in più di 80 paesi, vedrete un abbonato di Sky ricevere la notizia dell’aumento del 10% del suo abbonamento a causa dell‘incremento dal 10 al 20% dell’imponibile IVA deciso dal governo ai danni della paytv. In una delle scene più impressionanti vedrete l’abbonato autoimpalarsi sul pennone che regge la parabola satellitare. Con la partecipazione straordinaria di Luca Barbareschi nei panni dell’amministratore condominiale che pietosamente gli spara il colpo di grazia.

Sandropophagus – Non crederete ai vostri occhi, rimarrete paralizzati dall’orrore! Un ex dirigente di McDonald’s Italia che, nascosto in un Museo fiorentino, costringe i visitatori a cibarsi di immondi reperti archeologici e poi ne fa polpette che dà da mangiare ad ignari turisti americani. Rimarrete disgustati dagli abissi di necrofagia ideati dalla mente perversa del mostro degli Uffizi e del suo creatore, Sandropophagus. Piccolo cameo di Luca Barbareschi, nel ruolo di un turista americano che, fuori di testa, si mette a sparare al Porcellino.

Mondo Bondi“Viviamo insieme / questa irripetibile esperienza / con passione politica / autentica / con animo casto / e con la sorpresa dell’amicizia. Ci mancheranno / quando verrà il tempo nuovo / e ci rispecchieremo finalmente / l’uno nell’altro… La mia fede / è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede / è nelle parole che cerco.” (Poesia di Sandro Bondi, dedicata al vice Fabrizio Cicchitto nel giorno del suo compleanno)

Non fatevi suggestionare dall’inizio bucolico-arcadico e dalla musica di Riz Ortolani che scorre sui poetici titoli di testa. Il casto vate di Fivizzano ritorna novello Virgilio a guidarvi negli abissi del vizio e della perversione più estremi. Vedrete lo scatenato censore contro la trombata vera e non ipocritamente simulata, irrompere sui set porno brandendo un paio di commercialisti accuminati e, sul rogo alimentato da una strega (si dice) bruciata veramente, dare alle fiamme la filmografia completa di John Holmes, Vanessa del Rio e “Ultimo Tango a Parigi”.
In questo capolavoro maledetto, Luca Barbareschi interpreta il frate domenicano che passa al vate il tubo di napalm nel fiammeggiante finale.

Voi direte: “stai scherzando”. No, la mazzata ai clienti Sky, il manager delle polpette ai Beni Culturali e la pornotax sulle scopate autentiche in 35 mm. sono orrori veri. Altro che sangue finto.

Scene tagliate: il testo integrale e senza censura del decreto sulla pornotax:

Art. 31.
IVA servizi televisivi

3. L’addizionale di cui all’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi e dei compensi alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto. Nel citato comma il terzo periodo è così sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.»


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In piena orgia mondo, negli ultimi tempi il governo ha emanato alcune cosette interessanti, mai osate prima d’ora.

Mondo Sky – In questo orripilante capolavoro del cinema verità, censurato in più di 80 paesi, vedrete un abbonato di Sky ricevere la notizia dell’aumento del 10% del suo abbonamento a causa dell‘incremento dal 10 al 20% dell’imponibile IVA deciso dal governo ai danni della paytv. In una delle scene più impressionanti vedrete l’abbonato autoimpalarsi sul pennone che regge la parabola satellitare. Con la partecipazione straordinaria di Luca Barbareschi nei panni dell’amministratore condominiale che pietosamente gli spara il colpo di grazia.

Sandropophagus – Non crederete ai vostri occhi, rimarrete paralizzati dall’orrore! Un ex dirigente di McDonald’s Italia che, nascosto in un Museo fiorentino, costringe i visitatori a cibarsi di immondi reperti archeologici e poi ne fa polpette che dà da mangiare ad ignari turisti americani. Rimarrete disgustati dagli abissi di necrofagia ideati dalla mente perversa del mostro degli Uffizi e del suo creatore, Sandropophagus. Piccolo cameo di Luca Barbareschi, nel ruolo di un turista americano che, fuori di testa, si mette a sparare al Porcellino.

Mondo Bondi“Viviamo insieme / questa irripetibile esperienza / con passione politica / autentica / con animo casto / e con la sorpresa dell’amicizia. Ci mancheranno / quando verrà il tempo nuovo / e ci rispecchieremo finalmente / l’uno nell’altro… La mia fede / è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede / è nelle parole che cerco.” (Poesia di Sandro Bondi, dedicata al vice Fabrizio Cicchitto nel giorno del suo compleanno)

Non fatevi suggestionare dall’inizio bucolico-arcadico e dalla musica di Riz Ortolani che scorre sui poetici titoli di testa. Il casto vate di Fivizzano ritorna novello Virgilio a guidarvi negli abissi del vizio e della perversione più estremi. Vedrete lo scatenato censore contro la trombata vera e non ipocritamente simulata, irrompere sui set porno brandendo un paio di commercialisti accuminati e, sul rogo alimentato da una strega (si dice) bruciata veramente, dare alle fiamme la filmografia completa di John Holmes, Vanessa del Rio e “Ultimo Tango a Parigi”.
In questo capolavoro maledetto, Luca Barbareschi interpreta il frate domenicano che passa al vate il tubo di napalm nel fiammeggiante finale.

Voi direte: “stai scherzando”. No, la mazzata ai clienti Sky, il manager delle polpette ai Beni Culturali e la pornotax sulle scopate autentiche in 35 mm. sono orrori veri. Altro che sangue finto.

Scene tagliate: il testo integrale e senza censura del decreto sulla pornotax:

Art. 31.
IVA servizi televisivi

3. L’addizionale di cui all’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi e dei compensi alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto. Nel citato comma il terzo periodo è così sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.»


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In piena orgia mondo, negli ultimi tempi il governo ha emanato alcune cosette interessanti, mai osate prima d’ora.

Mondo Sky – In questo orripilante capolavoro del cinema verità, censurato in più di 80 paesi, vedrete un abbonato di Sky ricevere la notizia dell’aumento del 10% del suo abbonamento a causa dell‘incremento dal 10 al 20% dell’imponibile IVA deciso dal governo ai danni della paytv. In una delle scene più impressionanti vedrete l’abbonato autoimpalarsi sul pennone che regge la parabola satellitare. Con la partecipazione straordinaria di Luca Barbareschi nei panni dell’amministratore condominiale che pietosamente gli spara il colpo di grazia.

Sandropophagus – Non crederete ai vostri occhi, rimarrete paralizzati dall’orrore! Un ex dirigente di McDonald’s Italia che, nascosto in un Museo fiorentino, costringe i visitatori a cibarsi di immondi reperti archeologici e poi ne fa polpette che dà da mangiare ad ignari turisti americani. Rimarrete disgustati dagli abissi di necrofagia ideati dalla mente perversa del mostro degli Uffizi e del suo creatore, Sandropophagus. Piccolo cameo di Luca Barbareschi, nel ruolo di un turista americano che, fuori di testa, si mette a sparare al Porcellino.

Mondo Bondi“Viviamo insieme / questa irripetibile esperienza / con passione politica / autentica / con animo casto / e con la sorpresa dell’amicizia. Ci mancheranno / quando verrà il tempo nuovo / e ci rispecchieremo finalmente / l’uno nell’altro… La mia fede / è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede / è nelle parole che cerco.” (Poesia di Sandro Bondi, dedicata al vice Fabrizio Cicchitto nel giorno del suo compleanno)

Non fatevi suggestionare dall’inizio bucolico-arcadico e dalla musica di Riz Ortolani che scorre sui poetici titoli di testa. Il casto vate di Fivizzano ritorna novello Virgilio a guidarvi negli abissi del vizio e della perversione più estremi. Vedrete lo scatenato censore contro la trombata vera e non ipocritamente simulata, irrompere sui set porno brandendo un paio di commercialisti accuminati e, sul rogo alimentato da una strega (si dice) bruciata veramente, dare alle fiamme la filmografia completa di John Holmes, Vanessa del Rio e “Ultimo Tango a Parigi”.
In questo capolavoro maledetto, Luca Barbareschi interpreta il frate domenicano che passa al vate il tubo di napalm nel fiammeggiante finale.

Voi direte: “stai scherzando”. No, la mazzata ai clienti Sky, il manager delle polpette ai Beni Culturali e la pornotax sulle scopate autentiche in 35 mm. sono orrori veri. Altro che sangue finto.

Scene tagliate: il testo integrale e senza censura del decreto sulla pornotax:

Art. 31.
IVA servizi televisivi

3. L’addizionale di cui all’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi e dei compensi alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto. Nel citato comma il terzo periodo è così sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.»


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Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.

Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.

Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.

Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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