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“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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Stasera una botta di cronaca vera, fatti accaduti veramente e che meritano di essere divulgati al popolo.
Ricevo un fax da uno dei nostri fornitori:

Da una ridente cittadina lombarda, gennaio 2008

AUMENTO LISTINO PREZZI

Si informano i gentili clienti che, causa il nuovo contratto dei Metalmeccanici, siamo costretti ad applicare un aumento del 10% sul nostro LISTINO PREZZI 2007 a partire dal 1° Febbraio 2008.

Certi della Vs. comprensione porgiamo i ns. più cordiali saluti.

Firma dell’azienda

L’aumento dell’anno scorso, sempre del 10%, era stato da loro attribuito al crescere del costo delle materie prime.
Si parla di acciaio, ma in quantità infime, pochi grammi, non certo traversine da ferrovia.
Adesso, è chiaro, è proprio questione di manodopera, di quella classe operaia che non si accontenta più di andare in paradiso ma porcazozza vuole pure l’aumento di ben 127,00 euro. E noi, povere aziende, ci rifacciamo sul cliente il quale, a sua volta, si rifarà sull’utente finale.

Pensa se avessero scritto “a causa dell’aumento, parapì, parapà, i nostri dirigenti hanno deciso di decurtarsi lo stipendio di un 10%”. Dicono che una volta, tanti anni fa, in Giappone, poteva succedere veramente.


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Stasera una botta di cronaca vera, fatti accaduti veramente e che meritano di essere divulgati al popolo.
Ricevo un fax da uno dei nostri fornitori:

Da una ridente cittadina lombarda, gennaio 2008

AUMENTO LISTINO PREZZI

Si informano i gentili clienti che, causa il nuovo contratto dei Metalmeccanici, siamo costretti ad applicare un aumento del 10% sul nostro LISTINO PREZZI 2007 a partire dal 1° Febbraio 2008.

Certi della Vs. comprensione porgiamo i ns. più cordiali saluti.

Firma dell’azienda

L’aumento dell’anno scorso, sempre del 10%, era stato da loro attribuito al crescere del costo delle materie prime.
Si parla di acciaio, ma in quantità infime, pochi grammi, non certo traversine da ferrovia.
Adesso, è chiaro, è proprio questione di manodopera, di quella classe operaia che non si accontenta più di andare in paradiso ma porcazozza vuole pure l’aumento di ben 127,00 euro. E noi, povere aziende, ci rifacciamo sul cliente il quale, a sua volta, si rifarà sull’utente finale.

Pensa se avessero scritto “a causa dell’aumento, parapì, parapà, i nostri dirigenti hanno deciso di decurtarsi lo stipendio di un 10%”. Dicono che una volta, tanti anni fa, in Giappone, poteva succedere veramente.


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Un paio di notiziole della serie “a Natale siamo tutti più buoni”.
Berlusconi ha voluto presenziare sabato scorso a Milano, in piazzale Lagosta, alla manifestazione del Partito dei Pensionati, culminata con la distribuzione di pacchi di pasta ai presenti.
Mica pasta da 20 centesimi di euro alla confezione da 500 gr. come si trova negli hard discount ma pasta firmata, doc, come dire: dove c’è Berlusconi, c’è casa. Un solo pacco a testa, però, se no ingrassano. Tanto, basta il pensiero.

Dopo il Silvio panettiere e quello che in gioventù andava in giro a raccattare i cartoni per farne palle (?), eccolo in versione battaglia del grano duro, per “dar da mangiare agli affamati”, soprattutto a quei pensionati, suppongo, che prese per il culo con la promessa dell’aumento a 500 euro delle pensioni minime, un suo cavallo di battaglia delle elezioni del 2001.
Ricordate per quanto tempo insistette nel mentire che lui le pensioni le aveva aumentate proprio a tutti? Ci vollero cinque anni buoni per fargli ammettere che si, le aveva aumentate ma solo a quelli che ne avevano diritto ed erano solo una minoranza.
E ci voleva tanto?! I nostri babbi e le nostre mamme se n’erano accorti subito che l’aumento era una balla con il controcazzo. Anzi una palla di cartapesta, costruita non da un leader ma da un carro di Viareggio vivente, che non prova la minima vergogna come strafantastiliardario ad andare a parlare a dei vecchi di “far fatica ad arrivare alla fine del mese”. Lui, dice, ha vissuto la miseria “nera”. Bene, è venuto il tempo di raccontare magari come da un giorno all’altro ha fatto tutti questi dané.
Se ne avete uno sotto mano, prendete un antiemetico (contro il vomito) e leggete la cronaca dell’uscita del povero ricco in mezzo ai poveri veri scritta da una delle gazzette di famiglia.

Si sa che i pensionati sono un poco rincoglioniti e di poca memoria. Se fossero stati ben svegli, ricordandosi della palla dei 500 euro, avrebbero dovuto tirargliela in testa, la pasta, alla pasta d’uomo.


Altra notizia che apre il cuore alla bontà natalizia. Milano, galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono, con i bottegoni del lusso tutti luccicosi per il Natale.
Come scrive il Corriere della Serva, ieri c’è stato lo choc. Si è scoperto che in alcuni sottotetti dei palazzi della Galleria si nascondevano abusivi, barboni e immigrati clandestini in quelle che il comico inviato del TG5 ha simpaticamente definito “abitazioni”, solo perchè ci arrivava la luce elettrica. Magari se fa domanda possono vedere di assegnargliene uno di quei favolosi appartamenti.

Immediata la reazione del “barbùn-buster” Sgarbi che, sceso come un falco pellegrino a compiere un sopralluogo sul posto, invoca la cessione ai privati della galleria (che evidentemente appartiene ancora in parte ai milanesi come cittadinanza). Si sa, una guardatina, una rapida botta di conti e si fiuta l’affare del loft, con la scusa del farci la galleria d’arte che non frega a nessuno.

“Per intanto, Sgarbi sogna di trasformare le mansarde abitate dai barboni in un museo d’arte contemporanea: «Voglio lasciare tutto così com’è. I calzini. La puzza. Per far vedere quanto in basso è scesa Milano»”.

Rapido ed infallibile, il vicepodestà De Corato ha promesso di murare i sottotetti (per fortuna senza i barboni dentro) affinchè gli scarafaggi non debbano mai più annidarsi nelle vicinanze dove passeggiano i signori che hanno le migliaia di euro da buttare via per la scarpa di Prada, lo straccetto firmato e la coperta in visone da 100.000 euro.

Per carità, bisogna rispettare la legalità e lottare contro l’abusivismo che magari nasconde le immonde speculazioni dei subaffitti a peso d’oro.
Però mi sia consentito appunto di notare come il tono usato nei confronti di esseri umani che per bisogno avevano trovato un rifugio in quelle soffitte merdose è scritto sul corrierone e detto al TG5 con il tono di chi sta parlando di un’invasione di scarafaggi.
Oddìo marchesa, sul persiano Bukara sta passeggiando l’immondo insetto! Si chiami subito la disinfestazione.

La premiata ditta De Corato & Sgarbi ha ben disinfestato e si gloria di aver buttato in mezzo ad una strada dei senzatetto, con il freddo che fa in questi giorni e in prossimità del Santo Natale.
Questo dopo che la stessa amministrazione comunale della sciura petroliera aveva organizzato una mensa per ricchi nel cortile di Palazzo Marino il 7 dicembre per gli infreddoliti ed annoiati spettatori della Scala del dopospettacolo, a spese non si sa di chi ma probabilmente dei milanesi, compresi i pensionati al dente.

Fellini, da quel genio che era, lo aveva previsto negli anni 80. Se i poveri pensionati chiederanno pane, a causa delle pensioni da fame, cosa daranno loro questi compassionevoli conservatori mentre pasteggiano a soupe lyonnaise e cappella di porcino? Rigatoni!

http://www.youtube.com/v/Ym3sdmHnsJ4&rel=1


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Dopo questo colpo di fortuna penso proprio che potrò finalmente ritirarmi in qualche resort alle Bahamas, facendo vita di spiaggia e non avendo altro pensiero che farmi scorrazzare in giro per il mondo con il mio aereo privato per spendere ogni giorno più di Victoria Beckham e Paris Hilton messe assieme.
La fortuna ha baciato non direttamente me ma mio padre e in maniera totalmente inaspettata.
Inutile dire che la generosità del mio anziano genitore, che stravede per la sua bimba e desidera farmi dono di questo malloppo, mi permetterà di fare presto questo cambio di vita a 180°.

Cari amici bloggers e lettori, temo proprio che non potrò più tenere un blog come questo. Mica per cattiveria ma perchè quando si comincia a frequentare le alte sfere l’aria si rarefà, l’ossigeno scarseggia e ‘o cervello nun vuo’ penzieri. Mi ricorderò di voi, se passate dalle Bahamas.

Dunque, dicevo della fortuna capitata alla mia famiglia grazie a questo assegno che è giunto ieri con la posta mattutina (che è poi l’unica di tutta la giornata).
Devo solo ringraziare Hera, la nota società di servizi, che si è messa una mano sulla coscienza per le salate bollette del passato e ci ha inviato questo corposo rimborso. Grazie Hera, sei un mito. Magari ne hai mandato uno anche a me pirsonalmente di pirsona!

Prima che chiamiate il 118 e il sindaco di Faenza per farmi assegnare un bel T.S.O. vi rassicuro, è tutto vero, non sono i 37.4°C di oggi pomeriggio sul mio terrazzo. La lettera che ha ricevuto mio padre è autentica.

Peccato, avevo solo sognato, niente Bahamas e spese pazze. Però, la soddisfazione di andare con babbo a incassare l’assegno all’Unicredit dovendo mostrare le generalità non avendo un conto da loro me la voglio prendere. Se qualcuno vuole venire a riprendere la scena con la videocamera…

Dopo questo colpo di fortuna penso proprio che potrò finalmente ritirarmi in qualche resort alle Bahamas, facendo vita di spiaggia e non avendo altro pensiero che farmi scorrazzare in giro per il mondo con il mio aereo privato per spendere ogni giorno più di Victoria Beckham e Paris Hilton messe assieme.
La fortuna ha baciato non direttamente me ma mio padre e in maniera totalmente inaspettata.
Inutile dire che la generosità del mio anziano genitore, che stravede per la sua bimba e desidera farmi dono di questo malloppo, mi permetterà di fare presto questo cambio di vita a 180°.

Cari amici bloggers e lettori, temo proprio che non potrò più tenere un blog come questo. Mica per cattiveria ma perchè quando si comincia a frequentare le alte sfere l’aria si rarefà, l’ossigeno scarseggia e ‘o cervello nun vuo’ penzieri. Mi ricorderò di voi, se passate dalle Bahamas.

Dunque, dicevo della fortuna capitata alla mia famiglia grazie a questo assegno che è giunto ieri con la posta mattutina (che è poi l’unica di tutta la giornata).
Devo solo ringraziare Hera, la nota società di servizi, che si è messa una mano sulla coscienza per le salate bollette del passato e ci ha inviato questo corposo rimborso. Grazie Hera, sei un mito. Magari ne hai mandato uno anche a me pirsonalmente di pirsona!

Prima che chiamiate il 118 e il sindaco di Faenza per farmi assegnare un bel T.S.O. vi rassicuro, è tutto vero, non sono i 37.4°C di oggi pomeriggio sul mio terrazzo. La lettera che ha ricevuto mio padre è autentica. Cliccate qui per ammirarla in tutto il suo splendore. Ve lo consiglio, se oggi non vi siete ancora fatti una bella risata.

Peccato, avevo solo sognato, niente Bahamas e spese pazze. Però, la soddisfazione di andare con babbo a incassare l’assegno all’Unicredit dovendo mostrare le generalità non avendo un conto da loro me la voglio prendere. Se qualcuno vuole venire a riprendere la scena con la videocamera…


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