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Sono troppo stanca, dopo 10 ore di lavoro, per commentare la boiata dell’affossamento del testamento biologico. Cosa ci si attendeva, una legge in linea con la civiltà europea o qualcosa di similtalebano sull’inquisitorio spinto? La seconda che avete pensato. La fossa biologica del diritto all’autodeterminazione.

A parte questa vaccata, subìta in assoluta passività dal popolo dei telefonini, mi perplime la mancanza di reazione del suddetto all’ultima uscita di Mario Antonietto Berlusconi in versione “se io fossi disoccupato”.
Cito da Repubblica:

Il presidente del Consiglio torna anche sulla questione dei cassintegrati e del ripetuto invito fatto agli italiani a lavorare di più, tema sul quale era intervenuto anche ieri sera a Napoli. “Quando mi hanno domandato ‘ma lei cosa farebbe se si trovasse nella situazione di una persona licenziata?‘ io ho risposto: beh, non resterei con le mani in mano, cercherei di darmi da fare in qualunque altra direzione, intanto potrei cercare un altro lavoro perché non è detto che una persona debba nascere e morire sempre con lo stesso lavoro e poi mi darei da fare anche in lavori imprenditorialmente, cioè cercherei di fare qualche cosa, naturalmente contando sulla cassa integrazione”.

Ha dimenticato di aggiungere, “ma perchè fate queste domande del cazzo a me che ho i fantastiliardi?”

Capito? Perdere il posto di lavoro non è trovarsi in un abisso di angoscia con la prospettiva di darsi fuoco in piazza come i bonzi, è semplicemente partire per una nuova avventura lavorativa. Ma si, che palle la fonderia. Basta, si cambia, una bella carriera da wedding planner, shopping advisor o fashion trainer. Anzi, mettiamo su una bella impresa, tanto ai disoccupati le banche danno credito illimitato. 200.000,00 euro? Sull’unghia, anzi, guardi, se ha una borsa capiente li può portare via subito.

Una cosa è certa. Se non dobbiamo stare con le mani in mano, abbiamo un futuro assicurato. Basta tenere i pugni chiusi. Un futuro da Irina Palm. Pugnette, non fatti.


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Sono troppo stanca, dopo 10 ore di lavoro, per commentare la boiata dell’affossamento del testamento biologico. Cosa ci si attendeva, una legge in linea con la civiltà europea o qualcosa di similtalebano sull’inquisitorio spinto? La seconda che avete pensato. La fossa biologica del diritto all’autodeterminazione.

A parte questa vaccata, subìta in assoluta passività dal popolo dei telefonini, mi perplime la mancanza di reazione del suddetto all’ultima uscita di Mario Antonietto Berlusconi in versione “se io fossi disoccupato”.
Cito da Repubblica:

Il presidente del Consiglio torna anche sulla questione dei cassintegrati e del ripetuto invito fatto agli italiani a lavorare di più, tema sul quale era intervenuto anche ieri sera a Napoli. “Quando mi hanno domandato ‘ma lei cosa farebbe se si trovasse nella situazione di una persona licenziata?‘ io ho risposto: beh, non resterei con le mani in mano, cercherei di darmi da fare in qualunque altra direzione, intanto potrei cercare un altro lavoro perché non è detto che una persona debba nascere e morire sempre con lo stesso lavoro e poi mi darei da fare anche in lavori imprenditorialmente, cioè cercherei di fare qualche cosa, naturalmente contando sulla cassa integrazione”.

Ha dimenticato di aggiungere, “ma perchè fate queste domande del cazzo a me che ho i fantastiliardi?”

Capito? Perdere il posto di lavoro non è trovarsi in un abisso di angoscia con la prospettiva di darsi fuoco in piazza come i bonzi, è semplicemente partire per una nuova avventura lavorativa. Ma si, che palle la fonderia. Basta, si cambia, una bella carriera da wedding planner, shopping advisor o fashion trainer. Anzi, mettiamo su una bella impresa, tanto ai disoccupati le banche danno credito illimitato. 200.000,00 euro? Sull’unghia, anzi, guardi, se ha una borsa capiente li può portare via subito.

Una cosa è certa. Se non dobbiamo stare con le mani in mano, abbiamo un futuro assicurato. Basta tenere i pugni chiusi. Un futuro da Irina Palm. Pugnette, non fatti.


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A parte questa vaccata, subìta in assoluta passività dal popolo dei telefonini, mi perplime la mancanza di reazione del suddetto all’ultima uscita di Mario Antonietto Berlusconi in versione “se io fossi disoccupato”.
Cito da Repubblica:

Il presidente del Consiglio torna anche sulla questione dei cassintegrati e del ripetuto invito fatto agli italiani a lavorare di più, tema sul quale era intervenuto anche ieri sera a Napoli. “Quando mi hanno domandato ‘ma lei cosa farebbe se si trovasse nella situazione di una persona licenziata?‘ io ho risposto: beh, non resterei con le mani in mano, cercherei di darmi da fare in qualunque altra direzione, intanto potrei cercare un altro lavoro perché non è detto che una persona debba nascere e morire sempre con lo stesso lavoro e poi mi darei da fare anche in lavori imprenditorialmente, cioè cercherei di fare qualche cosa, naturalmente contando sulla cassa integrazione”.

Ha dimenticato di aggiungere, “ma perchè fate queste domande del cazzo a me che ho i fantastiliardi?”

Capito? Perdere il posto di lavoro non è trovarsi in un abisso di angoscia con la prospettiva di darsi fuoco in piazza come i bonzi, è semplicemente partire per una nuova avventura lavorativa. Ma si, che palle la fonderia. Basta, si cambia, una bella carriera da wedding planner, shopping advisor o fashion trainer. Anzi, mettiamo su una bella impresa, tanto ai disoccupati le banche danno credito illimitato. 200.000,00 euro? Sull’unghia, anzi, guardi, se ha una borsa capiente li può portare via subito.

Una cosa è certa. Se non dobbiamo stare con le mani in mano, abbiamo un futuro assicurato. Basta tenere i pugni chiusi. Un futuro da Irina Palm. Pugnette, non fatti.


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Giorni fa scoppia il caso Pollari nel quale, tra l’altro, si racconta di alcune bufale confezionate dai servizi segreti “pompati” che finivano sui giornali di famiglia, come Pan-O-rama. Clamoroso quello scritto da Lino Jannuzzi che raccontava di un vertice mai esistito tra magistrati italiani e stranieri a Lugano riunitisi, secondo le cronache marziane, per danneggiare Berlusconi.

Ieri, sempre sulla patinata rivista di pubblicità fighetta interrotta dagli articoli, ma questa volta in versione ancora più virtuale, quella online, usciva la clamorosa notizia che “Prodi sarebbe indagato per abuso d’ufficio dalla Procura di Catanzaro” nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di fondi europei da parte di un comitato d’affari del quale farebbero parte alcuni collaboratori di Prodi. Anche se da Catanzaro i magistrati smentiscono l’avviso di garanzia e mai come in questi giorni si sentono tanti condizionali (sarà per simpatia con i milioni di condizionatori accesi), ormai il tam tam è partito.

Indipendentemente dai fatti, qui si vede la differenza tra la potenza di fuoco di chi ha i media e li sa usare e chi li usa solo ogni tanto malamente.
Se Prodi è innocente e Bufal-O-rama ne ha scritta un’altra delle sue rimarrà comunque il dubbio che i magistrati di Catanzaro, toghe rosse ovviamente, con il loro riserbo abbiano voluto favorirlo mentre Berlusconi a Caserta fu “massacrato”. Se Prodi risulterà colpevole tutti diranno che Pan-O-rama aveva ragione e per proprietà transitiva diverranno vere anche le bufale pregresse tipo Lugano addio, mai più ti rivedrò.

Seguiremo volentieri gli sviluppi dell’inchiesta di Catanzaro, anche perchè ancora una volta ci sono le intercettazioni telefoniche e i tabulati di mezzo e la cosa è sempre interessante.
Ciò che conta intanto è che con tutto questo polverone tipo Parigi-Dakar ci è sfuggita per l’ennesima volta la notizia della condanna definitiva di Cesare Previti per la corruzione dei giudici nel Lodo Mondadori. Qui non siamo mica nei forse. Come si direbbe a Napoli, è cassazione.
Ovverosia fatti, non pugnette.

Giorni fa scoppia il caso Pollari nel quale, tra l’altro, si racconta di alcune bufale confezionate dai servizi segreti “pompati” che finivano sui giornali di famiglia, come Pan-O-rama. Clamoroso quello scritto da Lino Jannuzzi che raccontava di un vertice mai esistito tra magistrati italiani e stranieri a Lugano riunitisi, secondo le cronache marziane, per danneggiare Berlusconi.

Ieri, sempre sulla patinata rivista di pubblicità fighetta interrotta dagli articoli, ma questa volta in versione ancora più virtuale, quella online, usciva la clamorosa notizia che “Prodi sarebbe indagato per abuso d’ufficio dalla Procura di Catanzaro” nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di fondi europei da parte di un comitato d’affari del quale farebbero parte alcuni collaboratori di Prodi. Anche se da Catanzaro i magistrati smentiscono l’avviso di garanzia e mai come in questi giorni si sentono tanti condizionali (sarà per simpatia con i milioni di condizionatori accesi), ormai il tam tam è partito.

Indipendentemente dai fatti, qui si vede la differenza tra la potenza di fuoco di chi ha i media e li sa usare e chi li usa solo ogni tanto malamente.
Se Prodi è innocente e Bufal-O-rama ne ha scritta un’altra delle sue rimarrà comunque il dubbio che i magistrati di Catanzaro, toghe rosse ovviamente, con il loro riserbo abbiano voluto favorirlo mentre Berlusconi a Caserta fu “massacrato”. Se Prodi risulterà colpevole tutti diranno che Pan-O-rama aveva ragione e per proprietà transitiva diverranno vere anche le bufale pregresse tipo Lugano addio, mai più ti rivedrò.

Seguiremo volentieri gli sviluppi dell’inchiesta di Catanzaro, anche perchè ancora una volta ci sono le intercettazioni telefoniche e i tabulati di mezzo e la cosa è sempre interessante.
Ciò che conta intanto è che con tutto questo polverone tipo Parigi-Dakar ci è sfuggita per l’ennesima volta la notizia della condanna definitiva di Cesare Previti per la corruzione dei giudici nel Lodo Mondadori. Qui non siamo mica nei forse. Come si direbbe a Napoli, è cassazione.
Ovverosia fatti, non pugnette.


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Come direbbe Tarzan. Ci informano che a New York e in altre città degli States la gente ha formato file mostruose per rispondere al richiamo: “Cogli la prima mela! Per carità, che il tuo vicino non ce l’abbia prima di te.”
Hanno sganciato 500,00-600,00 dollari, mica noccioline, per prendere possesso dell’iPhone, l’ultimo aggeggio della Apple che promette di essere non solo un cellulare ma anche un iPod, non solo un iPod ma anche un palmare.

Chissà se è odioso come l’iPod con la sua rotella del piffero, che ci vogliono tre quarti d’ora solo per capire come accenderlo e non si possono caricare gli mp3 alla comemipareammé, ma ci vuole il “suo” software e il collegamento al negozio online del Big Brother. L’iPhone sembra essere l’ennesimo classico oggetto per fighetti, che riusciranno a vendere però anche a chi non ne ha assolutamente bisogno.

Da noi arriverà alla fine dell’anno ma, nonostante i coglioni abbondino anche da questa parte dell’oceano, non credo si ripeteranno le scene viste ieri e puntualmente riverberate dai media. Da noi in Italia si sono viste file così solo quando davano i decoder per il digitale terrestre gratis con il contributo di Silvio. Ho visto con i miei occhi in un noto mediastore dei vecchietti imbufaliti cercare di spegnersi reciprocamente con il telecomando.

Tra l’altro l’iPhone (che dovrebbe fare di tutto), risulta avere già dei bugs, delle imperfezioni, per non dire dei gravi difetti.
$ 600,00 e non fa le pugnette, per esempio.

Come direbbe Tarzan. Ci informano che a New York e in altre città degli States la gente ha formato file mostruose per rispondere al richiamo: “Cogli la prima mela! Per carità, che il tuo vicino non ce l’abbia prima di te.”
Hanno sganciato 500,00-600,00 dollari, mica noccioline, per prendere possesso dell’iPhone, l’ultimo aggeggio della Apple che promette di essere non solo un cellulare ma anche un iPod, non solo un iPod ma anche un palmare.

Chissà se è odioso come l’iPod con la sua rotella del piffero, che ci vogliono tre quarti d’ora solo per capire come accenderlo e non si possono caricare gli mp3 alla comemipareammé, ma ci vuole il “suo” software e il collegamento al negozio online del Big Brother. L’iPhone sembra essere l’ennesimo classico oggetto per fighetti, che riusciranno a vendere però anche a chi non ne ha assolutamente bisogno.

Da noi arriverà alla fine dell’anno ma, nonostante i coglioni abbondino anche da questa parte dell’oceano, non credo si ripeteranno le scene viste ieri e puntualmente riverberate dai media. Da noi in Italia si sono viste file così solo quando davano i decoder per il digitale terrestre gratis con il contributo di Silvio. Ho visto con i miei occhi in un noto mediastore dei vecchietti imbufaliti cercare di spegnersi reciprocamente con il telecomando.

Tra l’altro l’iPhone (che dovrebbe fare di tutto), risulta avere già dei bugs, delle imperfezioni, per non dire dei gravi difetti.
$ 600,00 e non fa le pugnette, per esempio.


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