You are currently browsing the category archive for the ‘puttanopoli’ category.

Che cosa tiene incomprensibilmente assieme nello stesso consiglio dei ministri uno che con la bandiera italiana, lo ha già detto più volte, ci si pulirebbe le terga e chi la bandiera nazionale, l’inno nazionale, il nazionalismo li ha sempre avuti come cardini della propria ideologia politica tanto da usarli come simbolo in tutte le salse?

E cosa permette che dei nazirazzisti con il mito farlocco del “Nord” duro e puro facciano lingua-linguetta ogni giorno con esponenti del più profondo Sud, compresi personaggi più o meno presentabili e collusi con le consorterie, le mafie e i sistemi? Insomma, dimenticando la loro missione di lotta al terronismo?

Cosa, infine, permette ad un anticomunista che ha iniziato addirittura come “uomo di sinistra”, che si è iscritto ad ogni circolo e loggia possibili pur di diventare imperatore d”Italia di essere un paradosso della fisica, ovvero di essere capace di tenere assieme materia ed antimateria?
Il segreto è un solo e si racchiude in una parola: opportunismo.

L’Italia pare aver finalmente trovato una sua stabilità politica all’insegna del più puro e bieco opportunismo. Altro che illuminismo, eminence.
Non che l’opportunismo politico non esistesse ai tempi di Andreotti e Berlinguer, però allora non avresti mai e poi mai potuto confondere la destra con la sinistra. C’era perfino l’opposizione, pensate.

Oggi, ognuno applica il metodo del proprio particulare machiavellico e tira a campà. Cosa voglio ottenere? Questo e quello. Per ottenerli devo accompagnarmi a persone che non frequenterei mai volontariamente. Anzi, devo proprio dar loro il culo. Ebbene lo faccio senza alcun imbarazzo nè vergogna.
Aggiungiamoci il tornaconto in denaro e abbiamo anche il caro vecchio incentivo economico.
Abbiamo un presidente puttaniere ma è la politica che è puttana e puttane sono tutti i politici.
Compresi quelli dell’opposizione che, o fanno i contemplativi e non sono quindi meno sporcaccioni, o reggono il moccolo.
Qualcuno che osserva questo panorama desolante ancora riesce a scandalizzarsi, come succede quando vedi certi numeri estremi nei film porno e ti chiedi: “Ma come faranno?”
Loro invece non conoscono la vergogna. Fanno tutto, basta pagarli. Ogni tanto si trova una prostituta che rifiuta certe pratiche. I politici di oggi no. Amano tutti i canali e non hanno mai fretta. Non rifiutano nemmeno il bacio alla francese e, ovviamente, fanno tutto senza guanto.

Prendiamo per primi i leghisti.
Negli anni novanta consideravano Berlusconi un mafioso. Ogni giorno pari chiedevano al Berlusconi mafioso conto delle origini delle sue fortune. I giorni dispari si chiedevano anche se non si fosse venduto agli aborriti mafiosi del Sud, contaminando il Nord con gli interessi delle cosche. E’ tutto vero, basta rileggere i vecchi numeri della “Padania”.
Bossi, il padre di Renzo, cioè, era il più scatenato. Oggi non parla più di mafia e non per colpa dell’ictus. Anzi, il suo ministro degli opportunismi interni è capace di dire che praticamente, grazie al governo Berlusconi, la mafia è sparita. Davvero, gli hanno sequestrato una mappata di conti correnti con qualche milione di euro, hanno arrestato qualche boss e credono di aver tagliato le gambe a ‘O Sistema.
Silvio ha detto loro, certamente in uno degli stage settimanali per aspiranti opportunisti: “Andate lì e sparatele grosse. Tanto nessuno controlla e i giornali e le tv sono cose nostre”.
Oltre al mafioso Berlusconi, i leghisti di una volta ce l’avevano anche con i fascisti. Ora, a parte gli aennini che sono riusciti a smettere e quelli in via di disintossicazione completa dalla scimmia fascista, ogni tanto ai leghisti tocca frequentare anche personaggini più hard, tipo Forza Nuova.
Nessun problema, si fa anche quello. Si sta così bene a Roma Ladrona seduti su quelle poltrone così comode e a 13.000 euro di marchette al mese.

Gli ex fascisti ora. Sono disposti a frequentare i leghisti, che con quella menata della Padania e della secessione fanno venire un prurito al manganello nazionalista… Tuttavia bisogna trattenersi ed ingoiare. Dopo sessant’anni di quarantena essere di nuovo al potere è una cosa troppo eccitante. Poter parlar male della Resistenza, andare in giro liberamente con l’anticomunismo di fuori. Una goduria. Se dobbiamo frequentare quei matti della Lega, pazienza.
Tanto, basta dire che sono personaggi pittoreschi, che quando dicono che si ficcherebbero la bandiera nel didietro stanno solo scherzando. E’ satira, cazzo! Non capite la satira?

INTERMEZZO MUSICALE

Con tutto il rispetto per il “Va pensiero”, tra l”inno di Mameli e questo, con la sua tiritera “poveropiero, poveropiero, poveropiero…” in crescendo, non è che stiamo parlando delle armonie immortali di Ludovico Van o Amadeus Mozart. Non ci capisce poi perchè tanta fascinazione per un pezzo che non è affatto cosa padana ma una roba dal sapor mediorientale, in quanto a significato. Ah, forse perchè l’ha scritta VERDI, come le camicie? Visto che piace il Peppino, e visti i tempi da lupanare, non sarebbe più adatto “questa donna pagata io l’ho” dalla Traviata?

FINE INTERMEZZO

Ed ora veniamo al fisico dell’impossibile, al paradosso vivente, all’uomo capace di tenere assieme nazionalisti e secessionisti.
Il suo vero merito, lo suggerisco a chi ne scriverà la biografia postuma, sarà quello di aver portato l’opportunismo a vette mai raggiunte prima in Italia e di averne contagiato il paese fin nelle più piccole unità. L’opportunismo di politici alcuni mediocri ed altri disonesti che si sono riciclati in quella immensa Isola Ecologica che è il Sistema Berlusconiano della Politica, con quotidiani salti della quaglia, hop! di quà, hop! di là. L’importante è esserci, arricchirsi da vomitare e non vergognarsi di nulla nell’immenso puttanaio del “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”. Clientelismo, mimandapiconismo sfrenato, perfino l’assistenzialismo elevati a doti di governo. Con gli italiani che battono le manone e gridano “Bravi! questa si che è nuova politica. Lasciatelo lavorare. Lui almeno sa fare qualcosa”.

Leggete quell’horror alla Stephen King che è “Papi“. La prossima volta che guardate una fiction, una qualunque, capirete il perchè quella biondona e quella brunetta così cagne che non sarebbero andate bene neppure per uno spot pubblicitario di cibo per cani hanno avuto la parte da protagonista: perchè l’hanno data. A chi, potete immaginarlo.
Anche qui, basta non far mancare l’ingrediente che condisce l’opportunismo e lo rende così saporito: la menzogna. Le signore che l’hanno data a Silvio non lavorano in Raiset per quella cosa lì ma perchè bisognava riparare un’ingiustizia. Non le facevano lavorare perchè erano di destra.
Capite? Oltre al danno, la presa per il cosiddetto.

E’ sempre più inspiegabile come la Chiesa tolleri questa sfacciata spudoratezza, questo ciarpame di ipocrisia e non faccia roteare le scomuniche in stile ninja contro il responsabile di tutto ciò.
Ma già, credevate che Oltretevere avessero gli anticorpi contro il virus dell’opportunismo?

Gli italiani poi, pur di non far funzionare il cervello ed evitare di occuparsi di politica, quindi per opportunismo, sono disposti a farsi governare da inquisiti, concussi, mafiosi, razzisti, fascisti, corpivendole et similia. Soprattutto da gente che non ha alcuna idea della politica. Esattamente come i suoi elettori.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

«Dettagli disgustosi. Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…»

Il sessocancello* nazionale che coinvolge ormai da mesi Re Pompetta, soprattutto da quando Queen Veronica ha dato fuoco alle polveri, è abbastanza chiaro nell’insieme ma è come la scatola di un puzzle Ravensburger da 8000 pezzi nella quale si siano azzuffati due gatti. Si tratta solo di ricomporre la figura raccattando con pazienza i pezzi sparsi ovunque e rimetterli a posto, fino a far comparire l’immagine di un paese ridotto a postribolo, schiavo di un vecchio che cerca di scopare.
Un paese fermo ad aspettare qualcosa che non arriva mai, in una versione pornotrash del “Deserto dei Tartari” (Buzzati mi perdoni, dall’aldilà). Un paese messo in standby ed incapace di dedicarsi alle cose concrete, di risolvere i problemi reali perchè impegnato in una mission impossible peniena, tenuto sotto scacco dal real nervo pudendo e sotto l’incubo della induratio penis plastica, tra siringhe, pomate e pompette che escono da tutte le parti.

Non è difficile cogliere la sottile e terrificante metafora italiana che fa ridere l’universo. L’economia non cresce perchè qualsiasi cosa che cresce, s’ingrossa e tira, potrebbe umiliare il vecchio. Il PIL è oggi a -6, implacabilmente moscio. Lui però, in preda a priapismo propagandistico, favoleggia imprese governative alla John Holmes. Con l’unico ostacolo rimasto per raggiungere la definitiva tumescenza rappresentato dal TG3, l’unico TG che si permette di ridacchiare di fronte all’ennesima cilecca presidenziale.

Premesso che non mi fiderei troppo delle sparate di Guzzanti senior in quanto già segnalatosi in passato per l’aver tenuto in piedi per mesi quel premiato bufalificio della Mithrokin, è comunque vero che le cose che racconta adesso sono risapute da mesi, se non anni.
E’ dalla notte dei tempi che si parla, come di un’amante quasi ufficiale, di una signorina, allora conosciuta solo alle pareti delle officine di elettrauto, e della presunta specialità da lei padroneggiata, tanto da essere tenuta in reperibilità 24/24, sempre a ‘sposizione dell’utilizzatore finale. I cosiddetti dettagli disgustosi vengono rilasciati con il contagocce, sempre su Internet e sui giornali, ma ormai sono noti quasi a tutti.

Quello che l’encefalino papiminkia non vuole capire è che non si mette in discussione il fatto che un Potente (scusate l’ironia) abbia un’amichetta o uno stuolo di amichette nel suo personale sgrullaio. Craxi pare si trombasse addirittura Moana, scusate se è poco.
E’ il sospetto che le amichette, anche quelle che vanno in giro vestite da suora facendo credere di essere vergini di ritorno, siedano tra i ministri che rende l’intero quadro politico italiano osceno come un pornazzo qualunque. Di quelli che cominciano nell’ambiente asettico di un ufficio e alla fine, alle segretarie, non rimane un orifizio anatomico vuoto.
E’ la presa in giro della millantata capacità politica, sono la camicettina bianca con il fiocco e il tailleur da funerale messi addosso a professioniste si ma del sesso, che stonano con l’idea di una classe politica. Una ministra può essere anche zoccola ma non deve diventare ministra perchè zoccola. Stiamo parlando del Liechtenstein, ovviamente.

Dicono che sono tutte calunnie ma è evidente che le ultime rivelazioni al vetriolo delle Faster Papicats Kill Kill! nascono dalla delusione di essere state trombate senza un’adeguata ricompensa: seggi e carriere politiche promesse e mai ottenute, maratone sessuali ripagate con un “grazie, tesoro”, un ciondolino, un buono Carrefour e basta.
Povere cocche. Non sapevano che è la vecchia sindrome del venditore porta a porta di sòle che ogni tanto riemerge.

Dicono che non è vero niente ma hai voglia di sguinzagliare gli avvocati pericolosi ad azzannare i giornali che osino parlare del Casino Italia. Qui non si tratta solo di sesso.
Quello che spaventa, ad esempio, dell’articolo del Nouvel Observateur censurato dall’avv. Mavalà, non è tanto la riproposizione del solito mantra dell’impotenza e dei rimedi per ovviarvi (nessuno ha ancora pensato ad un trapianto equino?) ma l’allusione al ruolo ed all’infiltrazione della Mafia Russa nelle parti più delicate del nostro paese che non sono le passerine delle escort ma il cuore dello Stato.

I letti, si sa, attirano le cimici. Soprattutto quelli che vengono dalla Russia dove governa un ex caporione del KGB, esperto degli aggeggini più sofisticati per catturare anche i venticelli notturni provenienti dalle illustri, si fa per dire, chiappe.

Che sia quello il significato essoterico dell’allusione al “lettone di Putin” (del quale il karateka russo dice di non sapere nulla?)
Vuoi che quel gran bastardo non abbia pensato di tenere sotto controllo l’amico italiano con l’aiuto di qualche Vor pluritatuato e di donnine ricetrasmittenti? Magari per evitare di trovarselo un’altra volta tra le palle a tradimento mentre firma un accordo con la Turchia? Come si dice? Dai nemici mi guardi Iddio che dai Putin mi guardo io…

* come l’avrebbero chiamato durante il fascismo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Ricordate quando Bill Clinton disse, riferendosi a Monica: “Non ho mai avuto rapporti con quella donna?” mentre quella aveva raccolto campioni organici peggio del RIS di Parma e tutte le lavanderie d’America conoscevano il DNA presidenziale? Ci fece una figura di merda che è passata alla storia e vedrete che ritornerà buona anche per la campagna elettorale della cornuta, pardon, di Hillary.

Ecco qual è il problema dei politici progressisti e di sinistra che si fanno cogliere in situazioni imbarazzanti a sfondo sessuale. Non hanno la battuta pronta, si impappinano, pasticciano e alla fine rendono vero il detto veneto: “xe peso el tacon del buso!” (traduco sempre per i sotto-padani, “è peggio il rattoppo del buco”.)
Potrebbero sfoderare la più fenomenale faccia come il culo come fanno i loro avversari che sono bravissimi nel negare anche la luce del sole, oppure potrebbero sdrammatizzare, essere sinceri, fare una battuta, dire: ”conosco il nome del bastardo che mi ha mandato la zoccoletta”, e invece piagnucolano come bambini trovati con le mani della nutella. Forse è vero, sono un pò coglioni.

La riprova l’abbiamo avuta con il caso Sircana, che si è arricchito in maniera imbarazzante di dettagli nelle ultime ore.
A leggere l’intervista rilasciata a Repubblica dal Silvio triste pare proprio che un’anticchia di vero ci fosse nel puttanaio mediatico scatenato dei giorni scorsi contro di lui.
Il fatto rappresentato è solo squalliduccio e non costituisce reato, “una piccola e stupida deviazione di percorso, in una sera di mezza estate” come la descrive lui stesso con toni quasi shakespeariani, ma le foto c’erano veramente e noi che siamo stati indotti a pensare al complotto ora ci sentiamo dei pirla e siamo leggermente incazzati.

C’eravamo cascati proprio bene. Siccome certi giornali non disdegnano a volte lo sciacallaggio politico abbiamo creduto che le foto con il trans non esistessero, che fossero una montatura del perfido Belpietro d’accordo con la task force di “pronto intervento mignottoni” di Lele Mora.
Quel paraculo del fotografo è stato pure al gioco e ha smentito tutto parlando di burla.
Ci siamo indignati per come un pover’uomo, per il solo fatto di aver l’agnello morto addosso, fosse stato attaccato indegnamente sul piano personale dalla stampa intestata ai famigliari del capo dell’opposizione. Gad Lerner ha beccato e ha evocato lo spirito di Montanelli, che però prudentemente non si è poi manifestato.
Diciamo la verità, abbiamo creduto al vecchio enunciato che “quelli di sinistra sono più seri degli altri” e sicuramente non vanno a troie e invece il bravo Sircana il suo puttan tour l’aveva veramente fatto, pur limitandosi alla fase di abbordaggio. Oppure, se passava di lì per caso e trattasi di sfiga cosmica, perché non dirlo subito, porca paletta?
Come Clinton, anche il governo ha negato ciò che era meglio ammettere subito, soprattutto tenendo presente con chi si ha a che fare in questi casi.

La montatura c’è, non c’è dubbio, Sircana è caduto come un pollo nel trappolone ma la cosa è molto più sottile di quanto non immaginiamo.
Cosa volevano dimostrare i signori che hanno montato lo scandalo? Che Sircana ha gli stessi gusti di Lapo? Uhm, no, non è interessante. Che i politici hanno dei vizietti? No, troppo banale, siamo italiani, non americani fino a questo punto. E poi nelle foto non si vede nulla, andiamo, mica come Hugh Grant che fu sorpreso in piena action in macchina.

Il punto non è il fatto in sé. Coloro che hanno istruito i fotografi e gli altri che hanno intinto la penna nel cianuro volevano dimostrare che i politici di centrosinistra mentono, e difatti Sircana ha dato l’impressione di aver mentito. Il governo ha fatto quadrato attorno al suo portavoce che mente e ha fatto anche il decreto ad hoc e di conseguenza anche il premier passa per bugiardo. Figura di merda storica numero due. In qualunque paese civile a questo punto per salvare la faccia del governo il portavoce si dimetterebbe. Lui invece continua a fare la vittima, pasticcia e sbrodola ancora di più.

Non sarebbe possibile avere una classe dirigente un po’ più scafata nel gestire certe emergenze? Da una parte c’è gente specializzata che recluta giovani vergini dai bianchi manti, rotte di dietro e sane davanti; che le chiama stagiste, veline, modelle e le manda in missione per conto degli oppositori politici sotto i tavoli dei malcapitati.
Dall’altra ci sono i polli, che beccano e che poi si fanno venire la cagarella dal dispiacere.

O ci si compra i giornali, nel senso di possederli oppure ci si fa un po’ più furbi del Bill con il saxofone.
State tranquilli che una foto che ritrae Berlusconi con un trans non la vedrete mai.

*Titolo ispirato a “Sartana nella valle degli avvoltoi”, uno dei film della memorabile serie con Gianni Garko.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Un giornalismo che è andato a puttane da anni, fatto da giornalisti che sempre più spesso si vendono senza vergogna, tanto che la parola embedded ha assonanza con il letto, si ritrova in questi giorni a grufolare con mucho gusto nei liquami tossici provenienti dal mondo dello spettacolo e dal paparazzume di contorno.

Il giudice castigavip Henry John Woodcock adocchia Lele Mora e i suoi jellabah e parte un inchiesta che conduce ad un gruppo di magliari, capitanato dal papacazzaro Corona, che si era attrezzato per ricattare i vips che sapevano che i paparazzi sapevano che loro sapevano che li avrebbero beccati all’uscita del locale X.
Si scopre perfino che certe signorine non escono con i vips solo per la loro bella (o brutta) faccia ma per la capienza del portafoglio. Grazie, pensavamo fosse tutto amore.
La cosa diventa francamente comica quando nell’inchiesta compare Riccardo Schicchi, che viene accusato di frequentare e manipolare signorine scostumate. “O mio babbuino caro” sono anni che tratta articoli attinenti con la figa e ci si meraviglia adesso?
No, questa inchiesta non appassiona, negli anni 60 si sarebbe definito uno scandalo da “balletti rosa”. Da sbadigli.
Berlusconi sborsa una ventina di migliaia di euro per salvaguardare la reputazione della figlia, beccata in versione Britney Spears? Poco male, e poi bisogna pensare che per lui sono come per me 20 euro sulla bancarella dei cinesi. Niente interesse, elettroencefalogramma piatto.

Poi lo sgubb, del “Giornale” di Belpietro, dove i due inviati a Puttanopoli raccontano di una telefonata intercettata tra Corona e il fotografo Scarfone e di sedicenti foto che ritrarrebbero il portavoce di Prodi, Silvio Sircana, mentre abborda un trans. Con un tono allusivo, che dice e non dice, che ha fatto incazzare Gad Lerner e impazzire i sismografi presso la tomba di Montanelli, “il Giornale” di fatto sputtana il malcapitato Sircana con un’operazione che qualcuno giudica propagandisticamente perfetta.
Scenetta di stamattina. Chiacchiere tra vicine di negozio. “Oh, hai sentito che hanno beccato il vice di Prodi con i trans?”
C’è stata la smentita, la notizia era falsa nel senso che il fotografo Scarfone-a-mamma-soja ha detto che era solo uno scherzo (del cazzo, dico io) a Corona ma ora la gente è convinta che il Silvio serio abbia gli stessi gusti di Lapo. Mission accomplished.

A parte che Sircana è più triste di un’operazione di polizia mortuaria e che per lui sarebbe più adatta la Transilvania dei transessuali, il problema è che non è stato solo “il Giornale” ad aver aderito allo sputtanamento. Lo stesso giorno “il Corriere della Sera” pubblica l’intercettazione galeotta e altri giornali rilanciano la notizia facendo nomi e cognomi. Chi è senza peccato scagli la prima penna.
Così, per rivoltare la frittata, adesso il vero scandalo non è più la bufala del Giornale e degli altri giornaletti ma la reazione ad essa. L’essersi ribellati ad una notizia risultata falsa fa gridare all’abominio gli stessi giornali che hanno sguazzato nel torbido.

In compenso un’apposita legge (eh si, in un certo senso…ad personam) proibirà la diffusione a mezzo stampa di informazioni relative alla vita sessuale dei cittadini.
Anche in questa faccenda vedo un’americanizzazione dell’Italia. Se c’era un paese che se ne sbatteva la cippa di dove lo infilavano i politici era l’Italia. Si sapeva benissimo delle amanti, degli amanti, dei vizietti privati ma a noi ha sempre dato più fastidio che rubassero. Ora dobbiamo anche noi scandalizzarci per queste puttanate, è proprio il caso di dirlo, vere o false che siano.

Una domanda a Feltri. Questo titolo di “Libero” mi incuriosisce, vuol dire che per il sesso orale non c’è problema?

OKNotizie Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Flickr Photos

Blog Stats

  • 84,390 hits

Categorie