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Non ho aderito espressamente al Vaffanculo Day (pudicamente diventato Vaff-day in televisione). Ero in piazza l’altra sera quando raccoglievano le firme ma non ho firmato. Più che altro perché sono anarchicamente restìa a questo genere di cose ma anche per le stesse perplessità che ho letto nel bellissimo articolo di Gennaro Carotenuto che condivido assolutamente e che vi invito a leggere .
I guru mi spaventano ed esaltano la mia naturale diffidenza. Grillo ha ragione su tante cose ma che sia qualunquista nel senso classico del termine, è vero. D’altra parte, che la sinistra attuale per tante cose sia peggio della destra, sarà qualunquismo ma è altrettanto vero.

La reazione rabbiosa dei politici e politicanti al Vaffanculo Day però è qualcosa che indigna e che fa pensare che comunque questa iniziativa, oltre a rivolgere un doveroso saluto a chiappe scoperte al Potere, uno scopo importante l’ha raggiunto: dimostrare ancora una volta la pochezza e l’arroganza della nostra classe politica.

“Ce li hanno mandati” in 300mila e loro, per assonanza anatomica, hanno mostrato la loro faccia da culo senza pudore, con sconcia insolenza. Sprezzanti come antichi aristocratici dispensatori di brioches e sussiegosi come oligarchi riunti, con i loro servitori a mezzo stampa al guinzaglio che abbaiavano sbavando contro gli aderenti all’iniziativa, riparandosi vigliaccamente dietro il solito povero scudo umano Biagi*.
Il giorno dopo certi “ritratti” abbaiati di Grillo sembravano quelli che si dedicano di solito ai capi terroristi. Un pericoloso sovversivo, peggio dell’ Agnoletto dei tempi andati.

Si meravigliano? Se ci siamo ridotti al qualunquismo, di cui la componente grillesca è dopotutto la meno pericolosa, è solo colpa loro, della loro tracotanza e delle loro auto blu che sfrecciano a 180-200 in autostrada, come scrive Gennaro, perché loro possono e se ne fregano di sembrare arroganti anzi lo ostentano. Una classe politica feudale che si dice democratica ma che considera le elezioni una pura formalità, visto che ultimamente siamo andati alle urne a liste fatte. Metta una firmetta qui e non si preoccupi delle noticine a piè di pagina scritte in piccolo. Come le assicurazioni.

La cosa più triste di questa Italia in disperata ricerca di un’identità e di una classe dirigente onesta è che debba affidarsi ai guru, ai comici, ai masanielli mediatici. Perché io credo ancora che fare politica in maniera professionale sia la scelta migliore. Abbiamo visto cosa combinano i politici improvvisati, gli imprenditori scesi in campo.
Ci avete mai pensato che, mentre noi dobbiamo sostenere esami, concorsi ecc., il politico è sempre qualcuno che non deve dimostrare affatto ad alcuno (tanto meno a chi lo ha eletto) di saper fare il suo lavoro? Altrimenti perché metterebbero un ingegnere alla giustizia?

Amministrare bene può essere fatto da chiunque ma bisogna che chi vuole guidare una nazione studi per diventarne bravo amministratore. Una nazione non è un’azienda, non è un blog, non è un teatro, è un sistema complesso. Creiamo dei buoni amministratori, formiamoli guardandoci attorno in Europa e altrove. I partiti dovrebbero servire a questo a formare. Potrà diventare sindaco, ministro solo chi dimostrerà di saperlo fare conoscendo la materia che deve andare a trattare. I guru lasciamoli per quando dobbiamo divertirci.

***
A proposito di vaffanculo. Vorrei ricordare quello che pronunciò Salvador Allende rivolgendosi ai militari che gli offrivano un aereo e un salvacondotto quell’altro 11 settembre 1973, il giorno del golpe in Cile, mentre era assediato alla Moneda dagli uomini di Pinochet.
Allende rispose che lui sarebbe rimasto al suo posto fino all’ultimo e che quell’aereo sapevano dove avrebbero dovuto metterselo. Altri tempi e altra sinistra.

* Update – Torno ora da un incontro nella piazza di Faenza tra Marco Travaglio e i suoi lettori. Ha parlato anche del V-day. Sono arrivata a dibattito già iniziato ma ho potuto capire dal suo racconto che la storia dell’attacco a Marco Biagi, come riportato dai tg, non è mai esistito. Se lo sono inventato i soliti manipolatori di regime per sviare l’attenzione del pubblico dai veri motivi della manifestazione. Come ha detto Marco: “Hanno parlato, inventandoselo, dell’attacco a Biagi perchè altrimenti avrebbero dovuto parlare dei contenuti del V-day”. Ormai siamo alla stampa confabulatoria.


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Non ho aderito espressamente al Vaffanculo Day (pudicamente diventato Vaff-day in televisione). Ero in piazza l’altra sera quando raccoglievano le firme ma non ho firmato. Più che altro perché sono anarchicamente restìa a questo genere di cose ma anche per le stesse perplessità che ho letto nel bellissimo articolo di Gennaro Carotenuto che condivido assolutamente e che vi invito a leggere .
I guru mi spaventano ed esaltano la mia naturale diffidenza. Grillo ha ragione su tante cose ma che sia qualunquista nel senso classico del termine, è vero. D’altra parte, che la sinistra attuale per tante cose sia peggio della destra, sarà qualunquismo ma è altrettanto vero.

La reazione rabbiosa dei politici e politicanti al Vaffanculo Day però è qualcosa che indigna e che fa pensare che comunque questa iniziativa, oltre a rivolgere un doveroso saluto a chiappe scoperte al Potere, uno scopo importante l’ha raggiunto: dimostrare ancora una volta la pochezza e l’arroganza della nostra classe politica.

“Ce li hanno mandati” in 300mila e loro, per assonanza anatomica, hanno mostrato la loro faccia da culo senza pudore, con sconcia insolenza. Sprezzanti come antichi aristocratici dispensatori di brioches e sussiegosi come oligarchi riunti, con i loro servitori a mezzo stampa al guinzaglio che abbaiavano sbavando contro gli aderenti all’iniziativa, riparandosi vigliaccamente dietro il solito povero scudo umano Biagi*.
Il giorno dopo certi “ritratti” abbaiati di Grillo sembravano quelli che si dedicano di solito ai capi terroristi. Un pericoloso sovversivo, peggio dell’ Agnoletto dei tempi andati.

Si meravigliano? Se ci siamo ridotti al qualunquismo, di cui la componente grillesca è dopotutto la meno pericolosa, è solo colpa loro, della loro tracotanza e delle loro auto blu che sfrecciano a 180-200 in autostrada, come scrive Gennaro, perché loro possono e se ne fregano di sembrare arroganti anzi lo ostentano. Una classe politica feudale che si dice democratica ma che considera le elezioni una pura formalità, visto che ultimamente siamo andati alle urne a liste fatte. Metta una firmetta qui e non si preoccupi delle noticine a piè di pagina scritte in piccolo. Come le assicurazioni.

La cosa più triste di questa Italia in disperata ricerca di un’identità e di una classe dirigente onesta è che debba affidarsi ai guru, ai comici, ai masanielli mediatici. Perché io credo ancora che fare politica in maniera professionale sia la scelta migliore. Abbiamo visto cosa combinano i politici improvvisati, gli imprenditori scesi in campo.
Ci avete mai pensato che, mentre noi dobbiamo sostenere esami, concorsi ecc., il politico è sempre qualcuno che non deve dimostrare affatto ad alcuno (tanto meno a chi lo ha eletto) di saper fare il suo lavoro? Altrimenti perché metterebbero un ingegnere alla giustizia?

Amministrare bene può essere fatto da chiunque ma bisogna che chi vuole guidare una nazione studi per diventarne bravo amministratore. Una nazione non è un’azienda, non è un blog, non è un teatro, è un sistema complesso. Creiamo dei buoni amministratori, formiamoli guardandoci attorno in Europa e altrove. I partiti dovrebbero servire a questo a formare. Potrà diventare sindaco, ministro solo chi dimostrerà di saperlo fare conoscendo la materia che deve andare a trattare. I guru lasciamoli per quando dobbiamo divertirci.

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A proposito di vaffanculo. Vorrei ricordare quello che pronunciò Salvador Allende rivolgendosi ai militari che gli offrivano un aereo e un salvacondotto quell’altro 11 settembre 1973, il giorno del golpe in Cile, mentre era assediato alla Moneda dagli uomini di Pinochet.
Allende rispose che lui sarebbe rimasto al suo posto fino all’ultimo e che quell’aereo sapevano dove avrebbero dovuto metterselo. Altri tempi e altra sinistra.

* Update – Torno ora da un incontro nella piazza di Faenza tra Marco Travaglio e i suoi lettori. Ha parlato anche del V-day. Sono arrivata a dibattito già iniziato ma ho potuto capire dal suo racconto che la storia dell’attacco a Marco Biagi, come riportato dai tg, non è mai esistito. Se lo sono inventato i soliti manipolatori di regime per sviare l’attenzione del pubblico dai veri motivi della manifestazione. Come ha detto Marco: “Hanno parlato, inventandoselo, dell’attacco a Biagi perchè altrimenti avrebbero dovuto parlare dei contenuti del V-day”. Ormai siamo alla stampa confabulatoria.

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