You are currently browsing the category archive for the ‘radicali’ category.

I cinque radicali  ad opposizione alternata
La riedizione dell’Aventino, come tutte le più recenti pensate di Bersani, è una minchiata, se non altro per la potenziale carica di sfiga storica che porta con sé e per la dimostrazione che questa sinistrina non riesce ad andare politicamente oltre la fiera dell’antiquariato. Detto questo, giusto per strappare l’ultimo brandello di orecchio rimasto attaccato al piddino, registriamo in cronaca odierna l’ennesimo gesto da Judas boys dei radicali, che hanno voluto distinguersi come al solito rimanendo seduti in sala operatoria durante l’anestesia di Bossi, per non far credere a chissà chi di essere parte dell’opposizione e di condividerne le battaglie. 
Evidentemente il problema non era solo Capezzone, ed è chiaro ormai anche ai più tardi che i doni equini dei radicali nascondono sempre la sorpresina. Dispiace inoltre che questi famigli dei resti mortali inconsunti di Pannella si facciano sempre scudo delle disgrazie dei detenuti per motivare i loro voltafaccia. Con l’aggravante che i carcerati rimangono nella disperazione ma il Re di Sparta se la cava sempre e Radio Achei continua a trasmettere a spese dello Stato.
A questo punto, cara Suor Germana, non basta che tu t’indigni e ti adiri. Se hai le palle, almeno tu, sotto la divisa da piddina grigia, li devi cacciare via a calci in culo. Tanto non sarà una misera percentuale d’albumina che potrà cambiare il corso delle elezioni. Se non lo farai scriveremo anche questo nel libro nero e guarda che ha già più pagine di un romanzo di Eco.
“Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci». (dalle email inviate a Rita Bernardini)

‘E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà’. (Costituzione della repubblica italiana, articolo 13 comma 4)

Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, si è recata nei giorni scorsi nel carcere dove sono rinchiusi i quattro rumeni responsabili dello stupro di Guidonia. Il motivo della visita era verificare se fossero vere le voci sui pestaggi subiti dagli imputati in sede di interrogatorio e in carcere. Le sevizie di qualunque tipo sui reclusi sono proibite dalla nostra Costituzione.

“Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. (…) Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia”. (Comunicato di Radicali Italiani, 30 gennaio 2009)

E’ giusto che dei parlamentari controllino che le leggi vengano rispettate, soprattutto da parte di chi è preposto a difendere l’ordine pubblico e la legalità.
Al di là della rabbia o della vera e propria furia di vendetta che provocano certi reati, e del “li ammazzerei con le mie mani” che viene in mente, a caldo, anche al gandhiano più convinto, chi è investito di potere non ha mai il diritto di trascendere. Sia quando si tratti di manifestanti inermi che dormono in una scuola, sia quando ci si trova di fronte quattro bastardi di stupratori che magari non sono nemmeno pentiti di ciò che hanno fatto.

Possiamo discutere fino a domani sulla lentezza del processo penale e sulla difficoltà di giungere in tempi rapidi alla piena giustizia per le vittime, con la lucidità di Massimo Fini, oppure si può sfruttare come al solito la situazione per continuare la propria crociata personalistica contro i giudici, come ha fatto Berlusconi che ha parlato di “scarcerazione degli stupratori” quando si trattava soltanto dei domiciliari concessi ai loro fiancheggiatori.
La legge viene applicata, almeno quella dei paesi civili, non quella della giungla che sembrerebbe la più gradita dai nostri connazionali brava gente. Infatti coloro che hanno materialmente commesso lo stupro rimangono in carcere. Quelli rumeni, perchè l’italiano dello stupro di Capodanno invece è agli arresti domiciliari, va beh.

Orbene, ciò premesso, dopo la visita della Bernardini al carcere di Guidonia nella sua veste di parlamentare, è successo il finimondo. La sua mail si è riempita di ogni tipo di improperi e minacce, fino all’augurio di subire la stessa sorte della ragazza di Guidonia, come nell’esempio che ho riportato all’inizio.
Un sedicente comico, in un programma di RAI1, ha criticato la scelta della Bernardini facendo delle battute all’olio di ricino, con la conduttrice che gli diceva pure bravo e il pubblico che applaudiva.

Non sono mancate, megafonate da esponenti del PDL, le reazioni piccate di settori delle forze dell’ordine che in questi casi danno sempre l’impressione di mal sopportare i controlli della politica e di voler fare repubblica a parte. Non accettano lezioni da D’Elia perchè pregiudicato, non si possono criticare le forze dell’ordine che fanno il loro dovere (che non comprende però pestare le persone) ecc. Non vogliono rispondere nemmeno ai dettami Costituzionali? Mi pare eccessivo. E’ giusto indagare se i quattro sono stati pestati dai compagni di carcere o dalle guardie, in quanto tra le due cose c’è una notevole differenza.

Anche questo episodio comuqnue, ossìa il vilipendio a mezzo web di un parlamentare, forse vilipeso più facilmente in quanto donna, e il tentativo di delegittimazione dell’azione di controllo dei rappresentanti del popolo sulle istituzioni, è un altro esempio dell’attuale progressivo imbarbarimento della nostra società.

Cloro ha riproposto oggi un campionario delle sconcezze che uscirono dalla bocca degli italiani che telefonarono in diretta a Radio Radicale nel lontano 1991 durante un memorabile filo diretto a base di rutti e bestemmie liberi.
Allora se ne parlò molto in termini sociologici, dimenticando che quando si è protetti dall’anonimato telefonico e si ha il permesso di “sfogarsi”, chiunque di noi può prodursi in una sequenza molto stereotipata e prevedibile di luoghi comuni sessuali, scatologici e blasfemi.
Potremmo definire quell’esperimento un festival del tourettismo, innescato da un gioco di ruolo tra nordisti e sudisti. Un caso di pandemia di disinibizione frontale.
Oggi non so come andrebbe la ripetizione dell’esperimento. Sicuramente sarebbero tutti più cattivi, vendicativi e violenti.

Siamo un paese sempre più cattolico e sempre meno cristiano. Macchè porgere l’altra guancia, qui assistiamo ad un fenomenale revival dell’occhio per occhio. Possibilmente da strappare all’avversario a mani nude.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

“Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci». (dalle email inviate a Rita Bernardini)

‘E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà’. (Costituzione della repubblica italiana, articolo 13 comma 4)

Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, si è recata nei giorni scorsi nel carcere dove sono rinchiusi i quattro rumeni responsabili dello stupro di Guidonia. Il motivo della visita era verificare se fossero vere le voci sui pestaggi subiti dagli imputati in sede di interrogatorio e in carcere. Le sevizie di qualunque tipo sui reclusi sono proibite dalla nostra Costituzione.

“Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. (…) Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia”. (Comunicato di Radicali Italiani, 30 gennaio 2009)

E’ giusto che dei parlamentari controllino che le leggi vengano rispettate, soprattutto da parte di chi è preposto a difendere l’ordine pubblico e la legalità.
Al di là della rabbia o della vera e propria furia di vendetta che provocano certi reati, e del “li ammazzerei con le mie mani” che viene in mente, a caldo, anche al gandhiano più convinto, chi è investito di potere non ha mai il diritto di trascendere. Sia quando si tratti di manifestanti inermi che dormono in una scuola, sia quando ci si trova di fronte quattro bastardi di stupratori che magari non sono nemmeno pentiti di ciò che hanno fatto.

Possiamo discutere fino a domani sulla lentezza del processo penale e sulla difficoltà di giungere in tempi rapidi alla piena giustizia per le vittime, con la lucidità di Massimo Fini, oppure si può sfruttare come al solito la situazione per continuare la propria crociata personalistica contro i giudici, come ha fatto Berlusconi che ha parlato di “scarcerazione degli stupratori” quando si trattava soltanto dei domiciliari concessi ai loro fiancheggiatori.
La legge viene applicata, almeno quella dei paesi civili, non quella della giungla che sembrerebbe la più gradita dai nostri connazionali brava gente. Infatti coloro che hanno materialmente commesso lo stupro rimangono in carcere. Quelli rumeni, perchè l’italiano dello stupro di Capodanno invece è agli arresti domiciliari, va beh.

Orbene, ciò premesso, dopo la visita della Bernardini al carcere di Guidonia nella sua veste di parlamentare, è successo il finimondo. La sua mail si è riempita di ogni tipo di improperi e minacce, fino all’augurio di subire la stessa sorte della ragazza di Guidonia, come nell’esempio che ho riportato all’inizio.
Un sedicente comico, in un programma di RAI1, ha criticato la scelta della Bernardini facendo delle battute all’olio di ricino, con la conduttrice che gli diceva pure bravo e il pubblico che applaudiva.

Non sono mancate, megafonate da esponenti del PDL, le reazioni piccate di settori delle forze dell’ordine che in questi casi danno sempre l’impressione di mal sopportare i controlli della politica e di voler fare repubblica a parte. Non accettano lezioni da D’Elia perchè pregiudicato, non si possono criticare le forze dell’ordine che fanno il loro dovere (che non comprende però pestare le persone) ecc. Non vogliono rispondere nemmeno ai dettami Costituzionali? Mi pare eccessivo. E’ giusto indagare se i quattro sono stati pestati dai compagni di carcere o dalle guardie, in quanto tra le due cose c’è una notevole differenza.

Anche questo episodio comuqnue, ossìa il vilipendio a mezzo web di un parlamentare, forse vilipeso più facilmente in quanto donna, e il tentativo di delegittimazione dell’azione di controllo dei rappresentanti del popolo sulle istituzioni, è un altro esempio dell’attuale progressivo imbarbarimento della nostra società.

Cloro ha riproposto oggi un campionario delle sconcezze che uscirono dalla bocca degli italiani che telefonarono in diretta a Radio Radicale nel lontano 1991 durante un memorabile filo diretto a base di rutti e bestemmie liberi.
Allora se ne parlò molto in termini sociologici, dimenticando che quando si è protetti dall’anonimato telefonico e si ha il permesso di “sfogarsi”, chiunque di noi può prodursi in una sequenza molto stereotipata e prevedibile di luoghi comuni sessuali, scatologici e blasfemi.
Potremmo definire quell’esperimento un festival del tourettismo, innescato da un gioco di ruolo tra nordisti e sudisti. Un caso di pandemia di disinibizione frontale.
Oggi non so come andrebbe la ripetizione dell’esperimento. Sicuramente sarebbero tutti più cattivi, vendicativi e violenti.

Siamo un paese sempre più cattolico e sempre meno cristiano. Macchè porgere l’altra guancia, qui assistiamo ad un fenomenale revival dell’occhio per occhio. Possibilmente da strappare all’avversario a mani nude.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

“Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci». (dalle email inviate a Rita Bernardini)

‘E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà’. (Costituzione della repubblica italiana, articolo 13 comma 4)

Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, si è recata nei giorni scorsi nel carcere dove sono rinchiusi i quattro rumeni responsabili dello stupro di Guidonia. Il motivo della visita era verificare se fossero vere le voci sui pestaggi subiti dagli imputati in sede di interrogatorio e in carcere. Le sevizie di qualunque tipo sui reclusi sono proibite dalla nostra Costituzione.

“Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. (…) Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia”. (Comunicato di Radicali Italiani, 30 gennaio 2009)

E’ giusto che dei parlamentari controllino che le leggi vengano rispettate, soprattutto da parte di chi è preposto a difendere l’ordine pubblico e la legalità.
Al di là della rabbia o della vera e propria furia di vendetta che provocano certi reati, e del “li ammazzerei con le mie mani” che viene in mente, a caldo, anche al gandhiano più convinto, chi è investito di potere non ha mai il diritto di trascendere. Sia quando si tratti di manifestanti inermi che dormono in una scuola, sia quando ci si trova di fronte quattro bastardi di stupratori che magari non sono nemmeno pentiti di ciò che hanno fatto.

Possiamo discutere fino a domani sulla lentezza del processo penale e sulla difficoltà di giungere in tempi rapidi alla piena giustizia per le vittime, con la lucidità di Massimo Fini, oppure si può sfruttare come al solito la situazione per continuare la propria crociata personalistica contro i giudici, come ha fatto Berlusconi che ha parlato di “scarcerazione degli stupratori” quando si trattava soltanto dei domiciliari concessi ai loro fiancheggiatori.
La legge viene applicata, almeno quella dei paesi civili, non quella della giungla che sembrerebbe la più gradita dai nostri connazionali brava gente. Infatti coloro che hanno materialmente commesso lo stupro rimangono in carcere. Quelli rumeni, perchè l’italiano dello stupro di Capodanno invece è agli arresti domiciliari, va beh.

Orbene, ciò premesso, dopo la visita della Bernardini al carcere di Guidonia nella sua veste di parlamentare, è successo il finimondo. La sua mail si è riempita di ogni tipo di improperi e minacce, fino all’augurio di subire la stessa sorte della ragazza di Guidonia, come nell’esempio che ho riportato all’inizio.
Un sedicente comico, in un programma di RAI1, ha criticato la scelta della Bernardini facendo delle battute all’olio di ricino, con la conduttrice che gli diceva pure bravo e il pubblico che applaudiva.

Non sono mancate, megafonate da esponenti del PDL, le reazioni piccate di settori delle forze dell’ordine che in questi casi danno sempre l’impressione di mal sopportare i controlli della politica e di voler fare repubblica a parte. Non accettano lezioni da D’Elia perchè pregiudicato, non si possono criticare le forze dell’ordine che fanno il loro dovere (che non comprende però pestare le persone) ecc. Non vogliono rispondere nemmeno ai dettami Costituzionali? Mi pare eccessivo. E’ giusto indagare se i quattro sono stati pestati dai compagni di carcere o dalle guardie, in quanto tra le due cose c’è una notevole differenza.

Anche questo episodio comuqnue, ossìa il vilipendio a mezzo web di un parlamentare, forse vilipeso più facilmente in quanto donna, e il tentativo di delegittimazione dell’azione di controllo dei rappresentanti del popolo sulle istituzioni, è un altro esempio dell’attuale progressivo imbarbarimento della nostra società.

Cloro ha riproposto oggi un campionario delle sconcezze che uscirono dalla bocca degli italiani che telefonarono in diretta a Radio Radicale nel lontano 1991 durante un memorabile filo diretto a base di rutti e bestemmie liberi.
Allora se ne parlò molto in termini sociologici, dimenticando che quando si è protetti dall’anonimato telefonico e si ha il permesso di “sfogarsi”, chiunque di noi può prodursi in una sequenza molto stereotipata e prevedibile di luoghi comuni sessuali, scatologici e blasfemi.
Potremmo definire quell’esperimento un festival del tourettismo, innescato da un gioco di ruolo tra nordisti e sudisti. Un caso di pandemia di disinibizione frontale.
Oggi non so come andrebbe la ripetizione dell’esperimento. Sicuramente sarebbero tutti più cattivi, vendicativi e violenti.

Siamo un paese sempre più cattolico e sempre meno cristiano. Macchè porgere l’altra guancia, qui assistiamo ad un fenomenale revival dell’occhio per occhio. Possibilmente da strappare all’avversario a mani nude.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

«La Margherita è un partito centrista e profondamente riformista… Noi siamo liberali, democratici, popolari, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti e questo me lo dice la mia esperienza personale frequentando i singoli aderenti della Margherita, non esaminando necessariamente le personalita’ dei nostri vertici nazionali.»

Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.

Architetto mancato, forse spaventato dall’impossibilità di applicare l’ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell’arco costituzionale.

Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.

Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.

Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.

Un Pannella nei panni mitologici di Crono divoratore dei suoi figli ha fatto le scarpe al segretario rosapugnista nonché bambino-coi-baffi Daniele Capezzone, il quale sarà sostituito a breve dalla vivandiera storica del Partito Radicale e attuale coordinatrice nazionale dei rosa-pugnisti Rita Bernardini, quella che ogni volta che interviene alla Radio Radicale dà i numeri – nel senso che conta gli schei in cassa.
Volano gli stracci a Via di Torre Argentina e son parolacce, insulti e accuse di cannibalismo ai leader inossidabili Emma e Marco da parte del segretario che da neocon si è ritrovato neotrombato.
Non si preoccupi il pulzello d’Orléans, perché troverà senz’altro altri lidi ove portare il suo genio politico, magari nei Riformisti Radicali delle vedove allegre. La parlantina non gli manca di certo, né la voglia di vendicarsi del Crono-divoratore.

Intanto si attende l’incoronazione di Rita vincitrice della Crono-scalata ai vertici del Partito con la maglia rosa-pugnettista. Sempre che Pannella, dopo tanti digiuni, non debba soddisfare dell’altra fame arretrata.

Daniele Capezzone nasce già con la barba da una cellula staminale embrionale abbandonata sugli scalini di una chiesa in una notte di luna piena, ad Halloween.
Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. Fa addormentare spesso la tata la sera, raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino. A due anni sa già leggere, scrivere, far di conto e calcolare la partita doppia, e visto che non smette di riprendere i suoi genitori su qualunque cosa, accusandoli di non essere abbastanza liberali, essi meditano segretamente di portarlo nel vicino bosco e abbandonarvelo. Ma Daniele è furbo, ha le tasche piene di molliche di pane e trova sempre una scusa per evitare di uscire con loro…

A sei anni va a scuola ma sapendo già tutto e pretendendo di sostituirsi al maestro lo mettono in un’aula tutta per lui, assieme ad un ragazzo caratteriale, figlio di un anarchico livornese e della segretaria della sezione Mirafiori del PMLI. Regolarmente picchiato dal compagno, che ama particolarmente brandire il pestacarne, sviluppa un certo anticomunismo viscerale. Poi, viste le sue condizioni (sembra un puffo tutto blu), il direttore, mosso a pietà, lo mette assieme agli altri bambini.
Daniele si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del leader. L’ultimo giorno di scuola, il maestro saluta i bambini e augura loro buone vacanze. Daniele alza la manina sudata e dice con voce ferma: “Signor Maestro, si è dimenticato di darci i compiti per le vacanze.”

Miracolosamente sopravvissuto fino all’adolescenza, fugge di casa per evitare il seminario e si rifugia nell’ambasciata americana, dove viene subito preso a ben volere da alcuni esuli cubani e dall’ambasciatore che lo inizia alle teorie neocon.
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da via Torre Argentina incontra il suo antico persecutore che, divenuto frate trappista, gli porge una rosa in segno di pace. Daniele invece decide di vendicarsi e gli sferra un pugno.
Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione degli esuli cubani, decide di diventare il più giovane segretario radicale del mondo.

***

Simpaticamente citato sul sito de La Rosa nel Pugno

Quando fu chiaro che i radicali, fino a cinque minuti fa più Berlusconiani di Bondi, alle ultime elezioni si sarebbero alleati con il centrosinistra dopo un rapido matrimonio riparatore con i socialisti, mi vennero in mente le parole che Virgilio attribuisce a Re Priamo nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes (“Temo i Greci anche quando portano doni”). Il riferimento è al famoso cavallo di Troia.

Va bene che bisognava fare mucchio e che nell’Unione c’è dentro di tutto e di più, ma in un paese dove questa attuale maggioranza ha vinto, sempre per restare in tema di cavalli, per meno di una lunghezza, con una opinione pubblica sempre pronta a cedere alle lusinghe del Grande Piazzista appena questi fa l’occhio languido da uno schermo televisivo ancora sottomesso a lui, come potevamo non prevedere che le “battaglie” di Pannella avrebbero creato qualche problemino all’alleanza, e innescato un interessante effetto Cavallo di Troia?

E’ vero che le stesse battaglie radicali erano state condotte sotto il precedente governo e che il cambio di campo derivava dalla delusione per le mancate promesse berlusconiane, ma nessun Pannella avrebbe mai potuto mettere in crisi il Divo di Arcore, se non altro perché il suo appoggio era rimasto esterno. Siamo certi che invece per il governo Prodi non stia accadendo il contrario?

Vediamo l’indulto e/o amnistia, uno dei pezzi forti del Marco e dei “pugnetti rosa” che il governo Berlusconi ha sempre tranquillamente ignorato senza subirne conseguenze in termini di consenso.
Sia ben chiaro, che esista un problema di sovraffollamento delle carceri è vero. Che in carcere ci finiscano di solito più i poveracci che i furbetti è sacrosanto. Tutte le campagne pannelliane hanno un fondo di verità e giustizia. Ma tutte queste buone ragioni sono state ora annichilite dalla mossa scellerata ed inciucista del governo di centrosinistra che ha allargato l’indulto ai reati finanziari con i risultati che ha così ben descritto Marco Travaglio, per non parlare delle multinazionali che potranno evitare i processi per inquinamento e boiate varie.
Ed ecco l’effetto cavallo di Troia, con i Troiani che per la verità si danno le martellate sui coglioni da soli per venire in aiuto ai Greci.

Lo si poteva prevedere, ripeto. Sarò fissata sul problema della comunicazione e del conflitto di interessi, ma con i TG ancora in mano alla vecchia maggioranza (tanto le televisioni non contano), non è parso vero a qualcuno di annunciarci che Erika e Omar usciranno dal carcere prima del solito. Manna per le viscere forcaiole di un certo elettorato.
Hai voglia di specificare che stupratori, pedofili, mafiosi non usciranno, ciò che rimane impresso nell’orecchio sensibile dell’elettore moderato borderline sempre oscillante tra destra e sinistra non è che si tenta di risolvere il problema delle carceri, è il fatto che uscirà lo scippatore di vecchiette e lo spacciatore (di eroina o erba; piccolo, o grande alla Pablo Escobar non è specificato dai media). In più, riguardo ai poveracci che usciranno, la sensazione è che si finisca come quando si aprirono i manicomi, tutti fuori e arrangiatevi.

Io temo che adesso i radicali ci riproveranno con i Pacs, l’abrogazione della legge restrittiva sulla procreazione assistita, magari la liberalizzazione delle droghe. Tutte cose giustissime che però per un certo elettorato, non dobbiamo nascondercelo, suonano come bestemmie in chiesa e diventano “i matrimoni dei froci”, “lo smembramento dei poveri embrioni” e “il bimbo di cinque anni che si farà la pera di eroina”.
Se si lasceranno le cose come stanno nel settore della comunicazione, si farà magari una modestissima legge che tuteli le coppie di fatto e l’opinione pubblica sarà indottrinata a considerarla come un attacco frontale alla Famiglia. Tutte cose che tolgono consensi al governo e preparano il terreno per il ritorno della destra al potere, che la Famiglia la difende veramente (a parte i doppi-tripli matrimoni, le amanti e le concubine di alcuni suoi esponenti).

L’effetto Cavallo di Troia funziona ovviamente solo perché c’è questo centrosinistra inciucione. Può darsi anche che la cosa non sia voluta, (sarebbe di un machiavellismo perverso) ma intanto io mi pongo la questione, anche perché ci lamentiamo dei Mastella ma sinceramente i radicali non mi sembra che ci azzecchino molto con la sinistra.

Ascolto Radio Radicale da più di vent’anni e da parecchio mi sembrano posizionati stabilmente sulla sponda neocon, con Capezzolone che è in stretto contatto con personaggi come Michael Ledeen, e la Bonino che ogni tanto si lascia scappare che bisognerebbe abolire i sindacati.
L’impostazione ideologica ultraliberista non mi sembra cambiata dall’ultimo salto della quaglia, mitigato dalla permanenza in fascia destra di coerenza dei Della Vedova & Taradash. Le rassegne stampa della Radio lette dall’ottimo direttore Bordin sono rimaste come prima simpatizzanti a destra e sono le uniche in Italia nelle quali sia prevista la lettura integrale de “il Foglio”.
La domenica mattina va in onda un’interessante rubrica sul Sudamerica che pare scritta dagli esuli cubani a Miami. Capezzone si, critica Berlusconi, ma è un volpino, attenti.
Solo Pannella si ostina ancora, ma dev’essere l’età, a chiamare tutti “compagni”. Gaber diceva: “Compagno radicale, la parola compagno non so chi te l’ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata, compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino”.

Insomma, si sta a sinistra con il portafoglio ma il cuore è rimasto a destra come prima. E alle prossime elezioni altro salto triplo carpiato, questa volta all’indietro.

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 82,067 hits

Categorie