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Esempi di dissonanze clericali. Il Papa porta vezzose scarpette rosse con il tacco e sfarzosi completini ricamati in oro e ornati d’ermellino ma i suoi portavoce ribadiscono che egli è “uomo semplice e sobrio” e non veste Prada. Ci mancherebbe, oltretevere vogliamo distinguerci da Lucifero.


Il luciferino Cardinal Marcinkus si rivolterà nella tomba sentendo il Papa dire che il denaro non è la cosa più importante del mondo anzi, citando un noto cattivone della fiction, “l’Uomo che Fuma” di X-Files, dire che “il denaro passa, Dio resta”. Come diceva qualcuno, il denaro non fa la felicità, però aiuta.
A proposito di dissonanze, il Vaticano ce l’ha ancora lo IOR, l’istituto per le opere religiose (muhahaha!), il gioiello del compianto Marcinkus che tanto danno fece negli anni ottanta? Se ce l’ha, le parole di Benedictus non fanno ridere.

Prosegue la fissazione papale contro i metodi anticoncezionali. Se pure lui ammette che i cattolici non lo ascoltano a riguardo la cosa dovrebbe farlo riflettere, invece se ne meraviglia, non se ne sa dare una spiegazione.
La sera, nel suo lettino, penserà: “Voglio imporre alle donne un figlio ad ogni scopata, io che ufficialmente non scopo, e loro si ribellano. Ma perchè come mai ma perchè?”
Perchè è un’insopportabile, assurda e ottusa violenza al corpo delle donne, ecco perchè. Oltre che una pretesa scellerata in un terzo mondo dove nascere non significa necessariamente sopravvivere. Per certi uomini vale il detto “pur che respirino”, per i preti diventa “pur che nascano”.

Per chi fosse interessato al perchè delle scarpette vermiglie e per chi mordicchia un tantino di tedesco, c’è questo interessante sito.
Non perdetevi il filmato perchè è troppo bellino e spiega il perchè del titolo (citazione da K.C. & The Sunshine Band).

http://www.youtube.com/v/k7sXDuKsexM&hl=it&fs=1

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Voleva la comunione.
La comunione ad personam. Non contento di identificarvisi, voleva pure mangiarselo, il Signore.

Oggi Lui gli ha risposto ed è stato nein. La comunione, bastava chiedere a qualunque prevosto di campagna, possono riceverla solo coloro che non si trovano in stato di grave peccato mortale e che non hanno alcuna intenzione di emendarsi ponendo termine alla situazione di peccato.

Il TG1 ieri aveva dato la notizia della perorazione di Berlusconi. Poteva stasera umiliare pubblicamente il premier con la notizia del sacro due di picche d’oltretevere? Macchè, la notizia è diventata che oggi il Papa, parlando in scioltezza in un videomessaggio qualunque, aveva ribadito la regola della negazione della comunione ai divorziati. Punto, passiamo agli europei.
Chi ha saputo fare il collegamento tra domanda e risposta, amen. Gli altri saranno stati distratti dal rigatone all’amatriciana, meglio così.

Update – Conosco l’argomento perchè, come convivente more uxorio, una volta sono stata cacciata in malo modo dal confessionale con la motivazione che ero “una pubblica peccatrice”. Devo dire però che, come io trovai un frate che mi comunicò lo stesso, esisterà un prete che ha comunicato, comunica e comunicherà Berlusconi nonostante le ritrosie papali. Qui c’è la prova fotografica, pubblicata da Rita Pani sul suo blog e ripresa da un settimanale.
Quello che lui voleva invece con l’ultima uscita, (nessuno pensi che lo abbia fatto per perorare la causa dei divorziati-risposati, illusi!), era come al solito elevarsi al di sopra degli altri e della legge, questa volta divina. L’ennesima sfida di uno che è drogato di potere e che riesce a soddisfarsi solo per ogni privilegio über alles che riesce a strappare. Il Papa ovviamente, facendo il suo mestiere, non poteva che rispondere pubblicamente picche.


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Oggi Lui gli ha risposto ed è stato nein. La comunione, bastava chiedere a qualunque prevosto di campagna, possono riceverla solo coloro che non si trovano in stato di grave peccato mortale e che non hanno alcuna intenzione di emendarsi ponendo termine alla situazione di peccato.

Il TG1 ieri aveva dato la notizia della perorazione di Berlusconi. Poteva stasera umiliare pubblicamente il premier con la notizia del sacro due di picche d’oltretevere? Macchè, la notizia è diventata che oggi il Papa, parlando in scioltezza in un videomessaggio qualunque, aveva ribadito la regola della negazione della comunione ai divorziati. Punto, passiamo agli europei.
Chi ha saputo fare il collegamento tra domanda e risposta, amen. Gli altri saranno stati distratti dal rigatone all’amatriciana, meglio così.

Update – Conosco l’argomento perchè, come convivente more uxorio, una volta sono stata cacciata in malo modo dal confessionale con la motivazione che ero “una pubblica peccatrice”. Devo dire però che, come io trovai un frate che mi comunicò lo stesso, esisterà un prete che ha comunicato, comunica e comunicherà Berlusconi nonostante le ritrosie papali. Qui c’è la prova fotografica, pubblicata da Rita Pani sul suo blog e ripresa da un settimanale.
Quello che lui voleva invece con l’ultima uscita, (nessuno pensi che lo abbia fatto per perorare la causa dei divorziati-risposati, illusi!), era come al solito elevarsi al di sopra degli altri e della legge, questa volta divina. L’ennesima sfida di uno che è drogato di potere e che riesce a soddisfarsi solo per ogni privilegio über alles che riesce a strappare. Il Papa ovviamente, facendo il suo mestiere, non poteva che rispondere pubblicamente picche.


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Oggi Lui gli ha risposto ed è stato nein. La comunione, bastava chiedere a qualunque prevosto di campagna, possono riceverla solo coloro che non si trovano in stato di grave peccato mortale e che non hanno alcuna intenzione di emendarsi ponendo termine alla situazione di peccato.

Il TG1 ieri aveva dato la notizia della perorazione di Berlusconi. Poteva stasera umiliare pubblicamente il premier con la notizia del sacro due di picche d’oltretevere? Macchè, la notizia è diventata che oggi il Papa, parlando in scioltezza in un videomessaggio qualunque, aveva ribadito la regola della negazione della comunione ai divorziati. Punto, passiamo agli europei.
Chi ha saputo fare il collegamento tra domanda e risposta, amen. Gli altri saranno stati distratti dal rigatone all’amatriciana, meglio così.

Update – Conosco l’argomento perchè, come convivente more uxorio, una volta sono stata cacciata in malo modo dal confessionale con la motivazione che ero “una pubblica peccatrice”. Devo dire però che, come io trovai un frate che mi comunicò lo stesso, esisterà un prete che ha comunicato, comunica e comunicherà Berlusconi nonostante le ritrosie papali. Qui c’è la prova fotografica, pubblicata da Rita Pani sul suo blog e ripresa da un settimanale.
Quello che lui voleva invece con l’ultima uscita, (nessuno pensi che lo abbia fatto per perorare la causa dei divorziati-risposati, illusi!), era come al solito elevarsi al di sopra degli altri e della legge, questa volta divina. L’ennesima sfida di uno che è drogato di potere e che riesce a soddisfarsi solo per ogni privilegio über alles che riesce a strappare. Il Papa ovviamente, facendo il suo mestiere, non poteva che rispondere pubblicamente picche.


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Oggi Lui gli ha risposto ed è stato nein. La comunione, bastava chiedere a qualunque prevosto di campagna, possono riceverla solo coloro che non si trovano in stato di grave peccato mortale e che non hanno alcuna intenzione di emendarsi ponendo termine alla situazione di peccato.

Il TG1 ieri aveva dato la notizia della perorazione di Berlusconi. Poteva stasera umiliare pubblicamente il premier con la notizia del sacro due di picche d’oltretevere? Macchè, la notizia è diventata che oggi il Papa, parlando in scioltezza in un videomessaggio qualunque, aveva ribadito la regola della negazione della comunione ai divorziati. Punto, passiamo agli europei.
Chi ha saputo fare il collegamento tra domanda e risposta, amen. Gli altri saranno stati distratti dal rigatone all’amatriciana, meglio così.

Update – Conosco l’argomento perchè, come convivente more uxorio, una volta sono stata cacciata in malo modo dal confessionale con la motivazione che ero “una pubblica peccatrice”. Devo dire però che, come io trovai un frate che mi comunicò lo stesso, esisterà un prete che ha comunicato, comunica e comunicherà Berlusconi nonostante le ritrosie papali. Qui c’è la prova fotografica, pubblicata da Rita Pani sul suo blog e ripresa da un settimanale.
Quello che lui voleva invece con l’ultima uscita, (nessuno pensi che lo abbia fatto per perorare la causa dei divorziati-risposati, illusi!), era come al solito elevarsi al di sopra degli altri e della legge, questa volta divina. L’ennesima sfida di uno che è drogato di potere e che riesce a soddisfarsi solo per ogni privilegio über alles che riesce a strappare. Il Papa ovviamente, facendo il suo mestiere, non poteva che rispondere pubblicamente picche.


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Io non capisco le conversioni religiose, l’ho detto anche nel post pasquale. Non capisco ma mi adeguo.
Magdi Cristiano Allam si è fatto cristiano. Embé? Una vera notizia sarebbe stata che Calderoli si fosse fatto musulmano. Roberto Mohammed Calderoli. Oppure che Emilio Fede fosse passato al PD. Emilio Uolter Fede.

Era dai tempi della conversione all’Islam di Cassius Clay (divenuto Mohammed Alì) e del Melandri (vedi sotto) che non si parlava di cambi di casacca di fede con altrettanto clamore.
Tuttavia, a parte Hamas che dice sempre ciò che i nemici di Hamas si aspettano che dica, le autorità islamiche chiamate a commentare la (non) notizia hanno detto che la scelta di Allam è e rimane un fatto privato (infatti). Molto rumore per nulla.

Piuttosto mi chiedo: quanto gli sarà costato il tutto, tra prenotazione obbligatoria, affitto di San Pietro, disturbo del Santo Padre e obolo per i pii orfanelli?

http://www.youtube.com/v/usaJEJ_t52s&hl=it


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Io non capisco le conversioni religiose, l’ho detto anche nel post pasquale. Non capisco ma mi adeguo.
Magdi Cristiano Allam si è fatto cristiano. Embé? Una vera notizia sarebbe stata che Calderoli si fosse fatto musulmano. Roberto Mohammed Calderoli. Oppure che Emilio Fede fosse passato al PD. Emilio Uolter Fede.

Era dai tempi della conversione all’Islam di Cassius Clay (divenuto Mohammed Alì) e del Melandri (vedi sotto) che non si parlava di cambi di casacca di fede con altrettanto clamore.
Tuttavia, a parte Hamas che dice sempre ciò che i nemici di Hamas si aspettano che dica, le autorità islamiche chiamate a commentare la (non) notizia hanno detto che la scelta di Allam è e rimane un fatto privato (infatti). Molto rumore per nulla.

Piuttosto mi chiedo: quanto gli sarà costato il tutto, tra prenotazione obbligatoria, affitto di San Pietro, disturbo del Santo Padre e obolo per i pii orfanelli?


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Esaurite le menate tipo uova di cioccolato, teneri agnellini, gite fuoriporta e milioni di italiani in viaggio sulle strade con la benzina alle stelle, (gli stessi che due giorni fa non arrivavano a fine mese, sempre secondo i gazzettieri), si può finalmente tornare a parlare di cosa è veramente la Pasqua. Pagato il pegno ai mercanti si può rioccupare il tempio per un momento di spiritualità.

Premetto che io mangio preti regolarmente a pranzo e cena e, trovandomi di fronte al dolore delle persone ogni giorno, Dio lo nomino spesso e volentieri invano ma Gesù è un mio punto fermo culturale oltrechè un faro nella nebbia per i momenti di buio.
Con il massimo rispetto dovuto alle altre religioni, non potrei immaginarmi altro che cristiana.
Si può essere agnostici quindi (io non sono un cazzo e non posso sapere se Dio esiste o non esiste per cui non ho certezze) e amare profondamente l’idea di Gesù.
La chiesa cattolica non c’entra, non c’entra la religione, non c’entra Dio, sto facendo un discorso irrazionale, lo so, ma in questo momento lascio prevalere il cervello emotivo, non la stronzissima corteccia che vuole dare una spiegazione logica a tutto fino a perdere la ragione. Cristo non si spiega e non ci si ragiona sopra. Si accetta e basta. Si segue senza fare domande.

Badate, è irrilevante che Gesù sia esistito o meno, che fosse Dio o meno, quello che conta ed è fondamentale è l’idea del cristianesimo, l’idea del Perdono, del rompere la catena dell’odio, della tolleranza, di un Dio che non è più il feroce tiranno che spiana le città ma che è pronto ad accoglierti senza condizioni, a guarirti dalla malattia, dalla cecità, perfino dalla morte. E’ questa idea RIVOLUZIONARIA, che implica la possibilità di un altro mondo possibile, di un cambiamento dal prima al dopo, e che inequivocabilmente ESISTE nella nostra cultura, che a me piace e che mi dà la fiducia in un domani.

Proprio per questo non sopporto, e lo dico sinceramente, l’attuale revisionismo da baraccone attorno a Gesù. Revisionismo che, tra l’altro, a differenza di altri, non suscita altrettanta indignazione.
Non è esistito, non è morto ma è andato in esilio, hanno inscenato una falsa crocifissione, è morto ma non crocifisso (e di che cosa, di freddo?), nessuno in pratica è responsabile della sua morte.
La religione precristiana era timore di Dio e voglia di ribellarsi ad un Padrone crudele, un mondo di prometei incatenati. Cristo offre una speranza oltre al Dio Padrone, che vi possa essere una pace lontana, che si possa perdonare, che Dio possa scendere allo stesso piano dell’uomo e abbracciarlo con amore. Che siamo tutti uguali di fronte alla morte e tutti fratelli.
Togliete Cristo al mondo, l’idea rivoluzionaria del cristianesimo, l’essenza del Cristo e rimarrà solo aridità e follia e di nuovo tornerà a regnare un Dio Padrone senza cuore, contro il quale si può solo diventare atei. E’ quello il Dio che “è morto”.
E’ curioso tra l’altro che, in questo stesso momento storico, tanti si definiscano cristiani rinati mentre vanno in giro a massacrare altri uomini per guerre basate su menzogne e false guerre di religione.

La Pasqua quindi è la Passione e la Passione cos’é? E’ il momento in cui tutto il dolore dell’Uomo si concentra simbolicamente su uno e ci fa capire cos’è la sofferenza.
Il Cristo flagellato rappresenta tutti i poveri cristi del prima e del poi. Tutte le vittime della tortura, della persecuzione. E’ un Dio che muore immedesimandosi negli uomini che muoiono e soffrono, è EMPATIA. Ogniqualvolta vediamo qualcuno che soffre e sentiamo dentro quel dolore sordo e straziante che ci fa sentire simili a lui, ci muove più velocemente il cuore e fa sgorgare le lacrime, è il ricordo di quella lontana crocifissione.

Non ho scelto a caso l’immagine del Cristo flagellato dal film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Questo film considerato truculento, reazionario, preconciliare e ovviamente tacciato di antisemitismo.
Personalmente la ricostruzione cinematografica della Passione che preferisco è quella, non meno feroce, di Scorsese de “L’ultima tentazione”, della quale ricordo soprattutto l’immagine del demonio che sfila i chiodi a Gesù e l’idea finale dell’uomo che sceglie comunque il suo destino di farsi Dio.
Il film di Gibson, però, è quello che maggiormente sconvolge dal punto di vista più intimo e il più moderno, paradossalmente.
Forse perchè solo il tono iperrealista da snuff-movie può rendere oggi l’idea di cosa sia un sacrificio umano. Troppo sangue, troppo compiacimento? Come se di tale compiacimento sadico non vedessimo i frutti ogni giorno appena un carnefice e una vittima si trovano nella stessa stanza.
Il film è un buon test, anche se un po’ sadico, forse. Se, rimanendo sconvolti da quel martirio, riusciamo ancora a provare pietà per chi soffre, è torturato e muore solo, se ci ricordiamo improvvisamente del messaggio originario del cristianesimo dell’empatia, tutto ciò è un buon segno, vuol dire semplicemente che siamo ancora vivi.


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Esaurite le menate tipo uova di cioccolato, teneri agnellini, gite fuoriporta e milioni di italiani in viaggio sulle strade con la benzina alle stelle, (gli stessi che due giorni fa non arrivavano a fine mese, sempre secondo i gazzettieri), si può finalmente tornare a parlare di cosa è veramente la Pasqua. Pagato il pegno ai mercanti si può rioccupare il tempio per un momento di spiritualità.

Premetto che io mangio preti regolarmente a pranzo e cena e, trovandomi di fronte al dolore delle persone ogni giorno, Dio lo nomino spesso e volentieri invano ma Gesù è un mio punto fermo culturale oltrechè un faro nella nebbia per i momenti di buio.
Con il massimo rispetto dovuto alle altre religioni, non potrei immaginarmi altro che cristiana.
Si può essere agnostici quindi (io non sono un cazzo e non posso sapere se Dio esiste o non esiste per cui non ho certezze) e amare profondamente l’idea di Gesù.
La chiesa cattolica non c’entra, non c’entra la religione, non c’entra Dio, sto facendo un discorso irrazionale, lo so, ma in questo momento lascio prevalere il cervello emotivo, non la stronzissima corteccia che vuole dare una spiegazione logica a tutto fino a perdere la ragione. Cristo non si spiega e non ci si ragiona sopra. Si accetta e basta. Si segue senza fare domande.

Badate, è irrilevante che Gesù sia esistito o meno, che fosse Dio o meno, quello che conta ed è fondamentale è l’idea del cristianesimo, l’idea del Perdono, del rompere la catena dell’odio, della tolleranza, di un Dio che non è più il feroce tiranno che spiana le città ma che è pronto ad accoglierti senza condizioni, a guarirti dalla malattia, dalla cecità, perfino dalla morte. E’ questa idea RIVOLUZIONARIA, che implica la possibilità di un altro mondo possibile, di un cambiamento dal prima al dopo, e che inequivocabilmente ESISTE nella nostra cultura, che a me piace e che mi dà la fiducia in un domani.

Proprio per questo non sopporto, e lo dico sinceramente, l’attuale revisionismo da baraccone attorno a Gesù. Revisionismo che, tra l’altro, a differenza di altri, non suscita altrettanta indignazione.
Non è esistito, non è morto ma è andato in esilio, hanno inscenato una falsa crocifissione, è morto ma non crocifisso (e di che cosa, di freddo?), nessuno in pratica è responsabile della sua morte.
La religione precristiana era timore di Dio e voglia di ribellarsi ad un Padrone crudele, un mondo di prometei incatenati. Cristo offre una speranza oltre al Dio Padrone, che vi possa essere una pace lontana, che si possa perdonare, che Dio possa scendere allo stesso piano dell’uomo e abbracciarlo con amore. Che siamo tutti uguali di fronte alla morte e tutti fratelli.
Togliete Cristo al mondo, l’idea rivoluzionaria del cristianesimo, l’essenza del Cristo e rimarrà solo aridità e follia e di nuovo tornerà a regnare un Dio Padrone senza cuore, contro il quale si può solo diventare atei. E’ quello il Dio che “è morto”.
E’ curioso tra l’altro che, in questo stesso momento storico, tanti si definiscano cristiani rinati mentre vanno in giro a massacrare altri uomini per guerre basate su menzogne e false guerre di religione.

La Pasqua quindi è la Passione e la Passione cos’é? E’ il momento in cui tutto il dolore dell’Uomo si concentra simbolicamente su uno e ci fa capire cos’è la sofferenza.
Il Cristo flagellato rappresenta tutti i poveri cristi del prima e del poi. Tutte le vittime della tortura, della persecuzione. E’ un Dio che muore immedesimandosi negli uomini che muoiono e soffrono, è EMPATIA. Ogniqualvolta vediamo qualcuno che soffre e sentiamo dentro quel dolore sordo e straziante che ci fa sentire simili a lui, ci muove più velocemente il cuore e fa sgorgare le lacrime, è il ricordo di quella lontana crocifissione.

Non ho scelto a caso l’immagine del Cristo flagellato dal film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Questo film considerato truculento, reazionario, preconciliare e ovviamente tacciato di antisemitismo.
Personalmente la ricostruzione cinematografica della Passione che preferisco è quella, non meno feroce, di Scorsese de “L’ultima tentazione”, della quale ricordo soprattutto l’immagine del demonio che sfila i chiodi a Gesù e l’idea finale dell’uomo che sceglie comunque il suo destino di farsi Dio.
Il film di Gibson, però, è quello che maggiormente sconvolge dal punto di vista più intimo e il più moderno, paradossalmente.
Forse perchè solo il tono iperrealista da snuff-movie può rendere oggi l’idea di cosa sia un sacrificio umano. Troppo sangue, troppo compiacimento? Come se di tale compiacimento sadico non vedessimo i frutti ogni giorno appena un carnefice e una vittima si trovano nella stessa stanza.
Il film è un buon test, anche se un po’ sadico, forse. Se, rimanendo sconvolti da quel martirio, riusciamo ancora a provare pietà per chi soffre, è torturato e muore solo, se ci ricordiamo improvvisamente del messaggio originario del cristianesimo dell’empatia, tutto ciò è un buon segno, vuol dire semplicemente che siamo ancora vivi.


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Siamo talmente distratti e sovrapensiero, nella vita di tutti i giorni, che le parole, le proposizioni logiche e i discorsi che arrivano a noi dai media, ci scorrono addosso come l’acqua della doccia.
Le notizie che ci vengono date, spesso vere e proprie fallacie, appaiono tali solo se ci soffermiamo ad analizzarle logicamente. Ad una prima passata veloce, qualunque proposizione può passare per vera.

La logica insegna che dire “gli italiani” è come dire “tutti gli italiani, nessuno escluso” ed è diverso da dire “alcuni italiani”. Cosa dicono i politici, parlando del consenso nei propri confronti? “Gli italiani voteranno per noi”. E’ solo un banalissimo esempio di uso distorto del linguaggio.

Siccome amo smascherare la propaganda e ho il vizio di analizzare la struttura della comunicazione, travestendomi da Noam Chomsky, farò un noiosissimo discorso sul linguaggio che si potrebbe sintetizzare con la seguente domanda:

Secondo voi, è normale che in un paese del Primo Mondo, appartenente al G8, industrializzato, patria di vagonate di scienziati e premi Nobel, in uno stato in teoria laico, i telegiornali possano fare, di fronte a milioni di telespettatori, affermazioni come queste:

“Questa sera Bruno Vespa si collegherà in diretta da Lourdes per il 150° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria.” (TG1, 11 febbraio 2008) ?

Cosa c’è di strano? In questi termini, la proposizione afferma che non vi è alcun dubbio che un’entità di nome Vergine Maria apparve veramente in quel di Lourdes l’ 11 settembre* (ahia) del 1858 e non fu che la prima di tante apparizioni, date per certe e dimostrate. Bastava aggiungere un “presunta” prima di apparizione e il beneficio del dubbio sarebbe stato preservato.
Da agnostica, rimango nel dubbio dell’esistenza della divinità, non potendone confermare l’esistenza ma nemmeno negandola a priori come fanno gli atei.
Quella di cui sopra mi sembra un’affermazione sorprendente, che mi ricorda l’incipit del mio testo di storia di prima media, che diceva più o meno: “In sette giorni Dio creò il mondo, quindi ebbe inizio la storia dell’uomo”. Alla faccia di Darwin e di tutto il cucuzzaro scientifico.

* Su OKNOtizie un solerte amico mi fa notare che le apparizioni avvennero a partire dall’11 febbraio e non dall’11 settembre. Colpa del TG2, questa volta, che nel servizio commemorativo (notare il titolo: “150 anni fa appariva la Madonna”) ha detto proprio 11 settembre, cliccare qui per ascoltare con le proprie orecchie. Vatti a fidare del telegiornale!


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