You are currently browsing the category archive for the ‘renzo bossi’ category.

Tra le pieghe delle notizie di ieri è sfuggito sicuramente ai più un retroscena inquietante della nostra politica estera. Secondo il ministro Bossi, suo figlio, il Trota, ha partecipato agli incontri tra B. e Hillary Clinton dove si parlava di missioni internazionali e della nostra partecipazione ad esse.  Qualcuno ha scritto che The Trout era il traduttore ufficiale dell’incontro ma sinceramente questa è talmente grossa che credo se la siano inventata gli articolisti per farci ridere.
Ad ogni modo, il commento dell’Umberto sull’ennesima vittima italiana della guerra in Afghanistan, morta ieri in un’imboscata, è stato che non bisogna più mandare i nostri soldati in missione all’estero perché: 1) costano troppo e, 2) ogni tanto muoiono.
Non vorrei che, suggestionato dalle visioni cinematografiche e da play-station del giovane virgulto, il grande stratega di Varese non stia pensando di sostituire i nostri soldati in ciccia e ossa, non potendo mandarli a morire per 800 euro al mese o precettandoli, visto che la destra ha voluto un esercito professionale, con soldatini supertecnologici e transformers che, a fronte di un investimento iniziale, almeno non hanno la sfiga di morire. Soprattutto speriamo che il motivo della presenza del Trota all’incontro non sia stato per offrire quel tipo di suggerimento a Hillary Clinton. Forse, più semplicemente, volendo sincerarsi di ciò che B. avrebbe detto agli americani, Bossi ha fatto fare al figlio un salto di specie: da trota a cimice vivente. 
Tra i tanti record negativi e le assurdità che caratterizzano il nostro paese, c’è anche quella di avere al governo nazionale, e sottolineo nazionale, un partito che predica la Secessione dal territorio patrio, addirittura minacciando di far ricorso ai fucili. In qualunque altro paese europeo e credo perfino nel Burkina Faso, una cosa simile sarebbe bollata come eversione terroristica e i responsabili del delirio separatista associati alle patrie galere o a qualche casa famiglia per disturbati mentali.

Da noi invece no. I secessionisti di Al Qassoeula governano. Siedono come pascià a Roma e vi banchettano abbondantemente, guadagnando gli oltre 30 milioncini di lire al mese che la Ladrona elargisce generosamente alla mandria di governanti in transumanza dalle praterie nordiche.
Governano ma soprattuto Ci governano, anche noi che Dio Grande e Misericordioso ti ringrazio per questo, non siamo nati padani e non abbiamo alcuna intenzione di diventarlo.
Questi gioppini non hanno capito che chi dovrebbe imbracciare i fucili per liberarsi dalla loro influenza maligna siamo noi che ci siamo sempre orgogliosamente chiamati ITALIANI dalle Alpi a Lampedusa e che non abbiamo nulla a che fare con le loro cassoeule e le stronzate del Diopo’. Il buon vecchio Metternich, che ben li conosceva, avrebbe anche oggi una bella definizione per la Padania: “un’espressione geografica”. Anzi no, nemmeno geografica ma virtuale, un delirio lisergico da funghi allucinogeni andati a male.

Si sentono oppressi, poverini. Hanno le fabbriche piene di marocchini che fanno il lavoro sporco al posto loro ma vorrebbero ammazzarli tutti perchè gli danno fastidio e vorrebbero guadagnare più di noi italiani terroni solo perchè loro sono padani. Invece di far pagare le tasse a chi non le paga, per esempio ad alcuni loro bottegai che hanno studiato in Transilvania dal Conte Dracula, vogliono l’aumento di stipendio, così i bottegai alzeranno ancora di più i prezzi e si creerà un loop senza fine di inflazione.

Facciamo così. Piantamola lì e diamogliela questa cappero di libertà. Via dai coglioni italiani. Foeura di bal. Leviamogli però tutte le basi militari italiane, comprese quelle ammeregane della NATO. Via Aviano e compagnia bella. Se i nostri soldatini marchigiani o del frusinate gli fanno ribrezzo glieli togliamo volentieri.
Se vogliono difendersi dalle orde islamiche ed irpine e non vogliono spendere, o rimediano con i loro fuciletti a tappo e le ronde armate di fionde, oppure mettono mano al portafoglio e sganciano i loro adorati schei per una bella dotazione bellica da paese serio e non da reame da operetta.
Qualche bel carrarmato (cosa vuoi che costino mai una trentina di M1 Abrams?), una quindicina di cacciabombardieri F15/E e Stealth (vogliamo metterci anche qualche drone?), una cinquantina di elicotteri MH53 Pave Low ed Apache. Giusto per difendere Ponte di Legno e la gloriosa Ponteranica, terra di tante glorie padane alle quali dedicare le targhe in piazza: Brighella, Gioppino, Vittorio Feltri.

Vediamo se, toltagli la copertura delle forze armate italiane, visto che vogliono fare da soli, gli resterà tanto da ridere, con tutti i terroristi islamici che girano.
A proposito. Avete visto come i loro leaders, così orgogliosi delle loro radici nordico-celtiche, con appena un turbante ed una kefiah addosso assumono subito un aspetto inequivocabilmente mediorientale?
L’apparenza inganna. W l’Italia.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Lo dico sempre. Non bisognerebbe mai chiudere le scuole d’estate. E’ in questo periodo che i soggetti meno dotati, quelli che la scuola custodisce pietosamente a mo’ di stalla si ritrovano senza un cazzo da fare e finiscono per far danni. Non che durante l’inverno si impegnino ma almeno assumono la posizione ultimo banco in coma vigile e sono capaci di tenerla per quattro ore dando l’impressione perfino di stare seguendo la lezione. E almeno non li hai a ciondolare tutto il giorno esattamente in mezzo ai due coglioni.
Fuori dal corral e senza uno scopo, i diversamente cavalli (ovvero i somari) , per la disperazione si ingegnano nei passatempi tipici della loro generazione, tra i quali il computer.

Ecco, che Renzo “die forelle” fosse anche un nerd non lo avremmo mai detto. Eravamo fermi alla sua passione per il calcio giocato da nazioni in cerca di libertà come la provincia di Brescia, al fatto che si definisce imprenditore ed alla recente nomina a controllore della trasparenza nelle fiere lombarde nell’ambito dell’Expo. Una specie di somaro di Troia inviato alla corte di Re Priamo-Formigoni. Grazie a papi Umberto, ça va sans dire.

Eppure questo infaticabile “son of” che finalmente, al quarto tentativo, ha superato l’asticella della maturità, pare aver scoperto un suo insospettato talento, per serendipità, la sera che per sbaglio riuscì ad accendere il computer. Mesi e mesi di indefesso lavoro su codici e linguaggi, purtroppo non ancora espressi in uno dei deliziosi accenti padani ed ecco il capolavoro. Un gioco, “Rimbalza il clandestino”, dove chi riesce a ricacciare in acque infestate da squali il maggior numero di odiosi extracomunitari che minacciano la gloriosa razza padana, vince. Hehehe…

Volevo giocarci per rendermi conto di persona ma, oplà, Facebook stasera mi rimanda questo messaggio: “L’applicazione Rimbalza il clandestino! non è al momento disponibile a causa di un problema con il programmatore esterno. Stiamo investigando nella situazione e ci scusiamo per l’inconvenienza.”
No, non cominciate a dire che babbino ha preso Renzino per un orecchio e gli ha rifilato quattro sganassoni a tarantella. Sarebbe troppo e mi farebbe ricredere un cicinìn su Bossi, almeno come padre. E’ più probabile che il Gran Faccialibraio abbia inserito la modalità “non voglio noie nel mio locale”.

Che altro si può dire di questo prototipico esemplare della futura classe dirigente del nostro paese che non abbia già detto Betty Moore in questo definitivo ritratto della trota Renzo, la cui lettura è da far seguire da un minuto di religioso silenzio?
Forse si potrebbe aggiungere che potrebbe essere un testimonial perfetto per una campagna a favore della vasectomia. Troppo crudele?

Del resto anche altri celebri “son of” che si apprestano a contare qualcosa e sempre di più nel nostro futuro non sono messi meglio. Chissà perchè mi viene in mente Lapo Elkann e la sua parlantina logodepistica. Anche qui un ringraziamento alle Malvestite per il perfido montaggio video, mentre qui c’è la versione originale extended director’s cut. (Non meno esilarante).

UPDATE – Macchè sganassoni. Sentite come l’Umberto difende a spadone tratto come il guerriero celtico il figlioletto nemmeno tanto prodigo, denunciato per istigazione al razzismo a causa del giochino in flash. (Ecco il motivo della sparizione da Facebook del gioco.)
“Papà, mi attaccano ma lo fanno contro di te”. Furba la trota, ha subito inserito il chiagni e fotti mode come da manuale. Una modalità poco celtica e molto marocchina ma in situazioni di emergenza saltano tutte le regole.
Al grido d’aiuto del cucciolo che vuole a sua volta denunciare chi l’ha denunciato (per leso nepotismo, chissà), risponde lo squillo di papà: “La giustizia è piccola (?) vedrai che li assolveranno”.
E alla stampa che gli chiede conto della birbonata del piccolo: “Lui non c’era, era [in Gallia, nda] ad EuroDisney con il fratellino”. Lui non c’era, e se c’era dormiva. Anche se pareva sveglio.

Ah, questa sarebbe la nuova classe dirigente.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

Blog Stats

  • 84,417 hits

Categorie