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Per la serie “senti chi parla”, Francesco Storace accusa il presidente Napolitano di indegnità, faziosità e abusivismo di carica.
Già inquisito per spionaggio politico per fatti risalenti a quando era governatore del Lazio e per corruzione ai tempi del suo ruolo di Ministro della Sanità, nonchè noto come “Epurator” per la sua appassionata difesa del pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, dopo essersi distinto nella campagna contro i libri di testo “marxisti” , il pugnace Storace si dedica ora ad un nuovo passatempo: la molestia aggravata e continuata ai danni degli anziani e una bella dose di ultraviolenza verbale molto carasciò.

Mercoledì scorso, spalleggiato da alcuni giovanitaliani del suo movimento l’Alex deLarge di Cassino se l’era presa con la senatrice Rita Levi Montalcini, accusata di essere la “stampella” del governo Prodi. “Mandiamole non pannoloni ma un bel paio di stampelle” era stata la frase più gentile rivolta dai suoi drughi ad una scienziata che, se avesse avuto a disposizione per i suoi esperimenti dei cervelli così non avrebbe mai potuto vincere il Nobel, per mancanza di neuroni.

Oggi, offeso perchè Napolitano non si è unito al coro di insulti ma ha preso le difese di una signora, nonchè senatrice della repubblica, il batrace in orbace ha rivolto la stessa sequela di insulti all’anziano presidente.

Impeccabile come al solito la copertura degli eventi fatta dal TG2, che ha fatto di tutto per non far capire che era stato Storace ad attaccare la Montalcini. Si sa che è l’aratro che traccia il solco ma è Mazza che lo difende.

Sull’Italia intanto incombe il silenzio assordante dei leader del centrodestra su questa indegna gazzarra ai danni di figure istituzionali. Nulla dal fine Fini, impegnato oggi nella marcetta su Roma e nemmeno una parola dal di-solito-galante-con-le-signore Berlusconi, non pervenuto.
Non un amen nemmeno dal compìto e pio Piercasino. Silenzio tombale segnalato nelle valli leghiste. Unica voce fuori dal coro, finora, Alemanno.
Evidentemente non hanno paura di essere considerati compagni di merende del verace Storace. Anzi, macchè compagni, camerati di merende.


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Per la serie “senti chi parla”, Francesco Storace accusa il presidente Napolitano di indegnità, faziosità e abusivismo di carica.
Già inquisito per spionaggio politico per fatti risalenti a quando era governatore del Lazio e per corruzione ai tempi del suo ruolo di Ministro della Sanità, nonchè noto come “Epurator” per la sua appassionata difesa del pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, dopo essersi distinto nella campagna contro i libri di testo “marxisti” , il pugnace Storace si dedica ora ad un nuovo passatempo: la molestia aggravata e continuata ai danni degli anziani e una bella dose di ultraviolenza verbale molto carasciò.

Mercoledì scorso, spalleggiato da alcuni giovanitaliani del suo movimento l’Alex deLarge di Cassino se l’era presa con la senatrice Rita Levi Montalcini, accusata di essere la “stampella” del governo Prodi. “Mandiamole non pannoloni ma un bel paio di stampelle” era stata la frase più gentile rivolta dai suoi drughi ad una scienziata che, se avesse avuto a disposizione per i suoi esperimenti dei cervelli così non avrebbe mai potuto vincere il Nobel, per mancanza di neuroni.

Oggi, offeso perchè Napolitano non si è unito al coro di insulti ma ha preso le difese di una signora, nonchè senatrice della repubblica, il batrace in orbace ha rivolto la stessa sequela di insulti all’anziano presidente.

Impeccabile come al solito la copertura degli eventi fatta dal TG2, che ha fatto di tutto per non far capire che era stato Storace ad attaccare la Montalcini. Si sa che è l’aratro che traccia il solco ma è Mazza che lo difende.

Sull’Italia intanto incombe il silenzio assordante dei leader del centrodestra su questa indegna gazzarra ai danni di figure istituzionali. Nulla dal fine Fini, impegnato oggi nella marcetta su Roma e nemmeno una parola dal di-solito-galante-con-le-signore Berlusconi, non pervenuto.
Non un amen nemmeno dal compìto e pio Piercasino. Silenzio tombale segnalato nelle valli leghiste. Unica voce fuori dal coro, finora, Alemanno.
Evidentemente non hanno paura di essere considerati compagni di merende del verace Storace. Anzi, macchè compagni, camerati di merende.

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