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Questa settimana si contendono l’ambito riconoscimento prerivoluzionario, riservato alle mirabolanti imprese dei membri della Casta, due pezzi da novanta del governo di centrodestra: il ministro Fitto e Gianni Letta. Se siete indecisi si può sempre assegnare il premio ex-aequo. Votate numerosi.
Il ministro Fitto, in occasione di un suo recente viaggio privato in treno con famiglia appresso, si è visto offrire con fantozziano servilismo da Trenitalia, come documentato da una email interna aziendale: “Massima attenzione alla pulizia e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale”

Motivazione del premio: per averci ricordato che per noi amebe comuni italiane i treni rappresentano ben altra realtà. Carrozze lerce, puzzolenti o inaccessibili perché “fuori servizio”. Treni insufficienti per l’afflusso di passeggeri e carrozze strapiene. Vagoni in condizioni post-atomiche, guasti continui e disservizi da incuria e mancata manutenzione: acqua di condensa dei condizionatori a pioggia sui viaggiatori oppure niente condizionatore e temperature da forno crematorio. Cronici ritardi, tanto che quelli di dieci minuti o un quarto d’ora ormai vengono considerati fisiologici, non compaiono neppure nell’apposito spazio sul videoterminale degli arrivi in stazione.
Secondo nominato per la Brioscina d’Oro: il  sottosegretario Gianni Letta al cui zio, prefetto fascista decorato con aquila nazi, applicatore solerte delle Leggi Razziali, è stata intitolata, dai servili amministratori locali pidiellini, una piazza con busto nel comune di Aielli, in provincia dell’Aquila. Iniziativa pagata con soldi (20 mila euro)  provenienti dai fondi post terremoto. La cerimonia è avvenuta alla chetichella il 20 agosto scorso per presunti “motivi di ordine pubblico”. 
Motivazione: per aver permesso, grazie a cotanti natali, l’ennesima fiera manifestazione di Orgoglio Fascio e per lo sprezzo del pericolo dimostrato nel bypassare i temibili ottuagenari Anpi, pronti a rovinare questa bella festa di Casta.
Io non so proprio chi scegliere.
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Forse ho capito perché Gheddafi non cade. Perché è fatto come gli omini del Subbuteo.

14 luglio. Che bella data.

Io ci andrei piano a parlare di tagli, tagli e ancora tagli, sacrifici e lacrime e sangue da richiedere a chi non ha più una vena da bucare per svenarsi.
Ci andrei piano perchè anche questa ragazza qui sopra taglia che è una meraviglia. E quando sente certe notizie le viene una gran voglia di oliare gli ingranaggi fermi da qualche secolo e ricominciare ad esercitarsi.
Se Atene piange, Roma non ride ma non si deve sapere. Dietro alla stizza del nano nei confronti delle agenzie di rating credo ci sia, più che l’interrogativo se siano veramente credibili i loro conteggi, la paura che qualcuna di esse metta a nudo l’incompetenza economica del suo governo che, per tamponare la crisi, non risulta abbia ancora fatto nulla di importante e quindi, di rincalzo, esponga al pubblico ludibrio la sua ignavia come premier bravo solo a difendere i propri di interessi. Dopo le procure, ecco a voi le agenzie di rating politicizzate.
Intanto quelli rubano e si fanno gli appartamenti, la Lega è ormai un poltronificio e noi italiani confidiamo nello stellone e nel nostro proverbiale culo, come al solito.

Ad ogni modo la domanda del nano sull’attendibilità delle agenzie di rating può essere lo spunto per una serie di riflessioni che partono da chi è assolutamente incompetente in materia di macroeconomia ma ha conservato un po’ del vecchio sano intuito del contadino.

Per prima cosa una mera curiosità: chi cazzo sono, fisicamente, materialmente, quelli delle agenzie di rating che sono in grado di decidere delle sorti di interi popoli appena uno dei loro maledetti indici si sposta? Chi è che va a controllare in seguito quelle cifre? Perchè ci fidiamo ciecamente di loro e lasciamo che milioni di persone perdano il lavoro e la libertà (perchè perdere il lavoro è un attentato alla libertà personale) come fosse un qualcosa di ineluttabile?

Chi sono? Sono gli stessi speculatori che provocano disastri finanziari a catena tanto poi c’è chi dice che “non c’è altro modo possibile di gestire il libero mercato che questo, quindi rassegnatevi”?
Sono gli stessi che, mentre i popoli immiseriscono, fanno fare la spaccata alla famosa forbice tra ricchi e poveri, tanto loro stanno dalla parte dei ricchi sempre più ricchi?
Sono quegli economisti che insistono con l’assurda e maledetta “crescita”, facendo credere che il benessere possa essere un valore esponenziale, quando non lo è affatto perchè è legato alla disponibilità delle risorse energetiche limitate?
Sono gli economisti secondo i quali il lavoro garantito e fisso è un valore aggiunto solo all’interno della fottutissima casta cialtrona che rappresentano, quindi vale per i loro parenti, figli, baldracche, eunuchi, concubine ed altra fauna imperiale ma non per i lavoratori extracastali?
Sono i banchieri o peggio, i finanzieri, quelli che prendono il frutto del duro lavoro dell’economia del produrre cose concrete e lo bruciano in un lampo per i loro maledetti giochi d’azzardo borsistici basati sul virtuale e che poi dicono:” Oops, oggi abbiamo bruciato 10 miliardi di dollari, peccato. Ritenta e sarai più fortunato.”

Sono gli stessi che decidono che “C’è la crisi”, così imprenditori di varia paranza possono tranquillamente utilizzare l’alibi per, che ne so, delocalizzare all’estero, licenziare personale, portare i libri in tribunale senza che nessuno vada a controllare se queste azioni siano veramente motivate? Ma come, eppure ne vendevi a carrettate delle tue calze. “Si però c’è la crisi, vado in Serbia, che mi frega?”

A quel punto io avrei un’ideuzza. Come è stato dimostrato da tempo, non è il prodotto che conta ma il logo. Il vero valore di mercato oggi è il brand, il marchio, non la qualità del prodotto, anche perchè ormai tutto è Made in China. La differenza è che alcune fabbriche cinesi si sforzano di utilizzare materiali a norma per il prodotto d’alta fascia e con il logo, mentre con la merda di scarto producono il jeans da tre euro che ti tatua in maniera permanente le gambe di blu e che è riservato alla plebaglia extracastale.
Allora, se è il marchio che conta, se tu fino ad oggi hai utilizzato il marchio “OMSA” o “Golden Lady” producendo le calze in Italia, se vuoi andare a produrre in Serbia per risparmiare ed aumentare i profitti, io ti impongo di commercializzare questo prodotto con un marchio alternativo, “Calze Curva”, per esempio. Sai che successo tra le badanti dell’est?
Oppure paghi un dazio sulla merce che produci all’estero e che vuoi commercializzare in Italia e magari vendere alle stesse donne che hai lasciato in mezzo ad una strada assieme alle loro famiglie. Se vuoi utilizzare dei marchi Italiani rinomati e già consolidati sul mercato italiano da anni di marketing, devi produrre le calze in Italia. Lo so che è l’antica ferraglia del dazio ma vuoi vedere che il logo potrebbe diventare un’arma di difesa per gli interessi dei lavoratori, in questo caso?

Siccome questo capitalismo fallimentare v.1 è in cima ad una discesa con i freni rotti, l’alternativa, signori miei, invece di continuare a schierare i vostri sbirri in tenuta antisommossa contro chi diventerà sempre più incazzato, ad Atene come in altri paesi, perchè dovrà pagare un prezzo troppo lato per colpa di chi invece se la ride al sicuro di qualche conto cifrato alle Cayman, è cominciare a farci divertire a bowling con qualche testa di speculatore.
Saranno da qualche parte, dio svizzero, in qualche resort, beauty farm, casino d’alto bordo o ristorante a gozzovigliare, i bastardi. Se proprio il bowling non vi garba o vi sembra eccessivamente gore, mandateli a cogliere pomodori a cinque euro al giorno, a pulire culi di vecchi nelle R.S.A., a battere sull’Adriatica.
Tra un po’ non saranno più soltanto i vostri black bloc aviotrasportati per l’occazione in ogni piazza bollente per delegittimare la protesta popolare, a fare casino. Saranno i cari vecchi forconi.

Nel Settecento, in Francia, per molto meno fecero una rivoluzione e rotolarono le teste. Non erano mica distratti da Farmville.
Domandina facile facile, da sabato sera. Quest’anno gli stilisti, per le collezioni primavera-estate, si sono fatti suggestionare dall’ondata di stupri e propongono quindi scarpe perfette per fuggire dagli arrapati vampiri transilvanici sulle scale della metropolitana, sui sanpietrini romani* e gli sterrati di periferia?

Ingenua bambina, ma queste non sono scarpe per comuni mortalesse che tornano a casa di notte con la circolare. Sono calzature da urrrlo (con la erre ben arrotolata) per superultramaximegasuperfunky signore della ottima società, che mai si troverebbero a dover fuggire per i vicoli, in quanto sempre accessoriate di chaffeur. Oddìo, la Vuitton centrale, impugnata in un certo modo, potrebbe fungere anche da arma impropria e lo stiletto rosso conficcato in un occhio dell’aggressore sarebbe alquanto cool, secondo i dettami del sadofetish necrofilo.

Il vero problema, con queste scarpe, sarà quando si tratterà di fuggire dalle masse rivoluzionarie. Altro che Varennes, qui les nouveaux aristocrates arriverebbero al massimo al cancello della villa.

* A proposito di sanpietrini romani. Io sono riuscita, a Roma, ad avere un mal di piedi terribile, da “amputatemi, vi scongiuro”, con scarpe che respiravano comode comode con il plantare anatomico, tutta pelle sopra e morbida gomma sotto.
Qual’è il problema delle strade di Roma? E’ dovuto alla presenza del Vaticano? Si tratta di una forma di penitenza tipo cilicio, pensata per le estremità?

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Domandina facile facile, da sabato sera. Quest’anno gli stilisti, per le collezioni primavera-estate, si sono fatti suggestionare dall’ondata di stupri e propongono quindi scarpe perfette per fuggire dagli arrapati vampiri transilvanici sulle scale della metropolitana, sui sanpietrini romani* e gli sterrati di periferia?

Ingenua bambina, ma queste non sono scarpe per comuni mortalesse che tornano a casa di notte con la circolare. Sono calzature da urrrlo (con la erre ben arrotolata) per superultramaximegasuperfunky signore della ottima società, che mai si troverebbero a dover fuggire per i vicoli, in quanto sempre accessoriate di chaffeur. Oddìo, la Vuitton centrale, impugnata in un certo modo, potrebbe fungere anche da arma impropria e lo stiletto rosso conficcato in un occhio dell’aggressore sarebbe alquanto cool, secondo i dettami del sadofetish necrofilo.

Il vero problema, con queste scarpe, sarà quando si tratterà di fuggire dalle masse rivoluzionarie. Altro che Varennes, qui les nouveaux aristocrates arriverebbero al massimo al cancello della villa.

* A proposito di sanpietrini romani. Io sono riuscita, a Roma, ad avere un mal di piedi terribile, da “amputatemi, vi scongiuro”, con scarpe che respiravano comode comode con il plantare anatomico, tutta pelle sopra e morbida gomma sotto.
Qual’è il problema delle strade di Roma? E’ dovuto alla presenza del Vaticano? Si tratta di una forma di penitenza tipo cilicio, pensata per le estremità?

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Domandina facile facile, da sabato sera. Quest’anno gli stilisti, per le collezioni primavera-estate, si sono fatti suggestionare dall’ondata di stupri e propongono quindi scarpe perfette per fuggire dagli arrapati vampiri transilvanici sulle scale della metropolitana, sui sanpietrini romani* e gli sterrati di periferia?

Ingenua bambina, ma queste non sono scarpe per comuni mortalesse che tornano a casa di notte con la circolare. Sono calzature da urrrlo (con la erre ben arrotolata) per superultramaximegasuperfunky signore della ottima società, che mai si troverebbero a dover fuggire per i vicoli, in quanto sempre accessoriate di chaffeur. Oddìo, la Vuitton centrale, impugnata in un certo modo, potrebbe fungere anche da arma impropria e lo stiletto rosso conficcato in un occhio dell’aggressore sarebbe alquanto cool, secondo i dettami del sadofetish necrofilo.

Il vero problema, con queste scarpe, sarà quando si tratterà di fuggire dalle masse rivoluzionarie. Altro che Varennes, qui les nouveaux aristocrates arriverebbero al massimo al cancello della villa.

* A proposito di sanpietrini romani. Io sono riuscita, a Roma, ad avere un mal di piedi terribile, da “amputatemi, vi scongiuro”, con scarpe che respiravano comode comode con il plantare anatomico, tutta pelle sopra e morbida gomma sotto.
Qual’è il problema delle strade di Roma? E’ dovuto alla presenza del Vaticano? Si tratta di una forma di penitenza tipo cilicio, pensata per le estremità?

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L’ho sentita anch’io la notizia (per la verità l’ho letta su un giornale russo), secondo la quale Silvio Berlusconi avrebbe siglato un accordo con Vladimir Putin per un colossale, anzi titanico, investimento nella cantieristica navale, per la realizzazione di una flotta di navi da crociera extralusso, dotate di ogni comfort e svago.
Credevo fosse uno scherzo ma la badante della mia vicina mi ha confermato, traducendomi dal russo, che una delle navi, anzi la più grande e lussuosa, si chiamerà Titanic, e sarà varata nell’aprile del 2012, alla faccia della sfiga! La società italo-russa che gestirà la commessa avrà sede nei cantieri del porto di Vory v Zakone, sul Baltico.

Questa notizia, che ha sembra incredibile ma solo per chi non crede nella fenomenale inventiva del nostro presidente del consiglio, avrebbe un retroscena, per così dire esoterico, che viene svelato in un articolo comparso in rete su alcuni siti complottisti, articolo già misteriosamente scomparso e non più rintracciabile su Google.
Secondo quanto scrive l’esperto internazionale di occultismo prof. Marco Tagliaferri, la data del 2012 ha un significato esoterico per molte culture e, come è noto, per i Maya avrebbe rappresentato la data della fine del mondo. L’affondamento del Titanic, avvenuto esattamente un secolo prima, nel 1912, non fu altro che un avvertimento alla classe dominante del mondo. Se letta attentamente con occhio esoterico, la storia del Titanic conterrebbe le istruzioni per il salvataggio della classe dominante dalla furia delle masse proletarie che, in seguito alla crisi economica, è pronta a prendere le armi nel giro dei prossimi due anni.

Ecco quindi la necessità di costruire una flotta di navi atte ad ospitare gente abituata al lusso più estremo e a garantirne la sopravvivenza per lunghi mesi o addirittura anni, in mare aperto. Come farebbero le navi a non essere intercettate dai rivoluzionari? Qui arriva la clamorosa rivelazione di un ex agente della CIA, John K. Holmes. Chi di voi ricorda l’esperimento Philadelphia, ovvero il tentativo di rendere una nave invisibile, smaterializzarla e materializzarla a piacimento? L’esperimento, già fallito in precedenza sarebbe ora segretamente riuscito e sarebbe pronto ad essere applicato al progetto Rescue the Rich.

Sembra incredibile, è vero, ma se il dottor Scapagnini ha affermato che Berlusconi camperà fino a 120 anni aveva i suoi buoni motivi per dirlo.
Inutile dire che le liste dei passeggeri sono già compilate da tempo e l’unico terrore di chi è già prenotato in cuccetta iperlusso è di fallire e di vedersi così scavalcato dal rampante di turno, magari il suo vicino di villa.


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