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“Che cazzo sono ‘sti soldi. [500 euro, n.d.a.] Ne ho presi 100mila per andare al ballo di Vienna, questi sono spiccioli. Tu non sai chi sono io, ho messo in ginocchio l’Italia, l’ho messa in culo a Berlusconi, figuriamoci se non gliela metto in culo a questa checca senza coglioni. Io ti faccio passare i guai, stai attento”.

Strano, cara Ruby Rubaquorum, che tu dica così. Ci era parso che quella divenuta famosa solo perché fa i gnocchi col culo fossi tu.

(Proseguendo con la rassegna degli esponenti più rappresentativi della gang che sta opprimendo l’Italia: la Banda della Maiala.)

Il collegio di difesa del Silvio ha depositato in tribunale a Milano la lista dei testimoni convocati per il processo Ruby. Più che testimoni a discarico sembra la discarica dei testimoni.
A leggerne i nomi viene da (sor)ridere. Ce ne fosse uno, anzi mezzo, che non sia legato a Silvio Berlusconi da un qualche tipo di contratto e che non debba in qualche modo essergli grato per le proprie fortune. Aggiungerei anche: ce ne fosse uno sul quale potremmo giurare con mano sul braciere ardente che non si trovi sotto qualche tipo di ricatto, materiale o morale. 
Anche la stessa Ruby, che sembra sempre più appartenere alla famiglia dei Pinocchi, dopo che ha ricevuto se non cinque milioni di euro comunque una bella sommetta, cosa vuoi che dica? Che la faceva vestire con il grembiulino da asilo e giocavano a “dolce Remì, metti la mano qui”?
Tutti i ministri convocati in lista si possono ascrivere alla categoria dei miracolati dal tocco dell’Unto, a cominciare da Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna. Sicuramente fedele la prima, più derapante la seconda, indecisa se darla a Mezzaroma (o mezza Roma?) o se preferire il Bocchino traditore. Sulle due Marie pende comunque da anni la spada di Damocle delle famose intercettazioni, quindi c’è da credere che avvaloreranno sicuramente la tesi delle cene eleganti con la fidanzatina che fa la calzetta sul divano mentre Silvio guarda “Baarìa” in lingua originale con il pile e lo scaldino sulle ginocchia e con Dell’Utri che gli sussurra la traduzione simultanea in un orecchio. 
Altro giro, altri ministri. Franco Frattini, ovvero “ricordati che da giovane eri comunista ed io ti ho guarito, come Bondi“.
Giancarlo Galan, ex dirigente di Pubblitalia, appena sfornato ministro, caldo caldo, come un bombolone alle cinque di mattina, ha preso il posto proprio di Bondi. Un braccio rubato all’agricoltura per spedirlo ai Beni Culturali. 
Scendendo di livello troviamo altri nomi interessanti. Paolo Bonaiuti, che mangia solo se ne ha il permesso da Berlusconi in persona; Valentino Valentini, altro ex Pubblitalia, l’uomo di fiducia del nanocurie per gli affari in Russia con l’amico Putin ( gli americani sospettano trattarsi di affari più personali che istituzionali) e Maria Rosaria Rossi. Una che, frequentando così spesso i bunga bunga, credo proprio sia la fidanzatina in persona, in tette ed ossa.
Mariano Apicella è un po’ il Lazzaro della situazione, un caso umano assai triste. Un cantante che canta e suona nelle feste private eleganti del nano e non sa, ahimè, di essere già trapassato. Pare che se riuscirà a vendere 10 CD, potrà finalmente cessare di vagare tra Arcore e Villa Certosa e riposare in pace. 
La convocazione di Belen è un trucco. Sul più bello sono sicura che le salterà fuori Fabrizio Corona dal wonderbra e allora ci divertiremo. 
Aida Yespica, il giornalista Carlo Rossella e Barbara D’Urso sembrano più che altro dei tappabuchi in mancanza di nomi più importanti. Sono tutti comunque legati a doppia mandata a Silvio.

Mi meraviglia piuttosto una clamorosa dimenticanza. E il direttore di “CHI”?? A meno che ad Alfonso non sia stata riservata la parte della fata non invitata, che piomba in piena udienza e pietrifica la Boccassini con un incantesimo.
Il vero coup de théâtre però è la convocazione di Elisabetta Canalis e George Clooney. Voglio proprio vedere se un divo americano avrà il coraggio di andare in tribunale a recitare la parte del difensore di Silvio. Più che Clooney ci sarebbe voluto almeno un De Niro. Se riesce ad essere credibile, questa volta l’Oscar non glielo toglie nessuno.
Certo, ad essere perfidi e pensando alla Macchina del Fango con il motore sempre acceso, si potrebbe pensare che alla coppia più farlocca del mondo puoi far dire ciò che vuoi, perfino in tribunale. Io dico che è meglio essere gay che far finta di guardare le belle ragazze.
Insomma, se questi sono i nomi, se questo è il massimo che sono riusciti a trovare: miracolati, ricattabili su più fronti, dipendenti, uscieri, fantesche e giardinieri, questo è il primo caso al mondo in cui perfino la testimonianza della moglie, di solito non ammessa in tribunale per ovvi motivi di evidente imparzialità, sembrerebbe più attendibile di queste. 
Io, fossi la Boccassini, a questo punto farei saltare tutte le regole (tanto loro se ne fregano abitualmente, delle regole) e citerei proprio Veronica. 
E brava la Rubacazzi! Dal palco dell’Opera di Vienna, ha dichiarato che quella lì che partecipava al Gran Ballo delle Debuttanti si che era bella gente ed elegante, mica come gli italiani. Grazie, eh?
Ecco dimostrato che non si è mica puttane perché la si dà via per soldi ma per una sorta di forma mentis e perché lo si nasce. Irrimediabilmente.
Perché si dà il caso che sia stato proprio grazie alla coglionaggine degli italiani ricchi, alla loro perversione per le fichette minorenni pur che siano e basta che respirino ed in specie dell’indegno presidente del consiglio incapricciatosi dei suoi labbroni pagati a peso d’oro che la Rubacazzivecchi si sia trovata per miracolo a Vienna trattata in guanti bianchi e come una regina solo per aver pagato pegno con l’ennesimo miliardario in avanzato stato di decomposizione. Ma una bottarella di vomito non le viene mai, a ‘sta necrofila? 
Ha perfino il coraggio di dare la colpa ai media del suo immeritato successo, l’immatura stronzetta,  invece di ringraziarli se non altro per i lauti guadagni che ha modo di incassare a mo’ di manna dal cielo, per puro miracolo. 
Di che si lamenta? Sembra così contenta di fare il monumento vivente al colonialismo pedofilo, di farsi portare in giro come un trofeo e pagare così tanto solo perché è quella che ha inguaiato Berlusconi.
Vista l’età media dei suoi boyfriend, questi potrebbero schiattare da un momento all’altro, magari durante. Capisco quindi che la gerontofila abbia fretta di bruciare le tappe e capitalizzare il più possibile prima di finire nel dimenticatoio dove finiscono tutte le meteore da quattro soldi, oltretutto precocemente sfiorita, dato che ciucciare roba vecchia non fa bene per niente alla pelle. Però potrebbe risparmiarci l’ingratitudine verso l’Italia che l’ha resa fenomeno e titolare di un sostanzioso conto in banca. 
E non parlate di povera minorenne e parte lesa. Ho l’impressione che questa, per un abito firmato e una comparsata nell’alta società da Cenerentola cafona, pigierebbe il bottone della guerra nucleare.

“Il Giornale” e “Chi”, da bravi house organ, pubblicano le foto scattate dalle sbarbine invitate a Villa Certosa, la residenza sarda del premier. Scatti asettici ed insignificanti di salotti dall’arredamento pacchiano ma sicuramente costosissimo, bagni superaccessoriati, camere da letto appena rifatte dalla donna delle pulizie, sale da pranzo dall’austerità quasi conventuale, insulsi panorami ritagliati dalla finestra e loro, le sfinzie, la Noemi e la di lei amica del cuore, in posa da foto ricordo della gita scolastica ad Assisi.

Sono foto che non dimostrano assolutamente nulla ma che, secondo Sallusti  e il Signorino Alfonso dovrebbero convincere, senza ombra di dubbio, gli italiani turbati dal Rubygate che nella baia di Marinella, come ad Arcore e Palazzo Grazioli, non accade mai nulla di sconveniente tra il premier e una quarantina in media di ragazze che passano giornate intere a casa sua.
Nessuna immagine hard, nessun missile Topolanek come quello fotografato ai tempi dello scoop di Zappadu nella nostrana Baia dei Porci.
I signori dimenticano che anche i film porno iniziano sempre con un bel salotto, un giardino, una camera da letto in perfetto ordine e i protagonisti rigorosamente vestiti che magari festeggiano il Capodanno. Basta lasciar passare questi noiosi minuti di preparazione e si scatena l’inferno. Insomma, partono i missili.

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