You are currently browsing the category archive for the ‘sandra mondaini’ category.

Il merito di Raimondo Vianello come artista è quello di aver contribuito a far conoscere in Italia l’umorismo nero, il sarcasmo, la capacità di ridere anche in situazioni tragiche senza paura di apparire crudeli. Una merce raramente apprezzata in un paese che preferisce ridere più comodamente in maniera volgare e scatologica. La sua comicità era più vicina a Marco Ferreri ed al suo cinema crudele che ai cinepanettoni.
Il meglio di sé e di questo black humor molto British, lo diede in coppia con Ugo Tognazzi nel celebre programma “Un, due, tre” degli anni 50. Facevano satira, perfino più audace di quella odierna, pensando a quei tempi di oscurantismo democristiano, e furono censurati. Era raffinato e colto. Per questo ci si domanda come cavolo fosse finito nel regno della Volgarità Berlusconiana.

Nel 1994 fu protagonista di un imbarazzante coming out televisivo con Antonella Elia dove dichiarò pubblicamente che avrebbe votato per Silvio Berlusconi.
Non fu l’unico a farlo in quel periodo, per la verità. Si prestarono allo spottone elettorale mascherato Iva Zanicchi ed altri stipendiati Fininvest come Mike Bongiorno, che però vendette il prodotto Silvio con lo stesso tono con il quale normalmente invitava a comperare il Rovagnati.
Non credo lo facessero per soldi extra ma per quella antica usanza servile borghese che ti fa sentire in obbligo di essere riconoscente in eterno al ricco che ti ha dato un lavoro. Come se lavorare fosse una regalìa e non un diritto. Sfruttando questo sentimento nei suoi maggiordomi e fantesche, Berlusconi risparmiò un bel pò in campagne pubblicitarie elettorali. Oggi si deve sforzare un po’ di più con le farfalline e i ministeri. I tempi cambiano.
Vianello aderì alla R.S.I. in gioventù. Beh, lo fecero in tanti, compresi illustri personaggi che poi passarono alla sinistra per opportunismo. Possiamo stare ore a discutere se è più grave aderire a Salò o a Segrate. Non è quello il punto, trattandosi oltretutto di persone che crebbero durante il fascismo e ne furono imprintate.
Il problema forse è la pericolosa attrazione di Raimondo verso la dittatura, compresa quella personale famigliare dell’uomo oppresso, perfino un tantino masochista e sottomesso ad una moglie troppo petulante e dispotica che lui recitava così bene nelle scenette con Sandra.
Rubare la scena al morto durante i funerali è una cosa ignobile ma succede più spesso di quanto si possa immaginare. Per le persone affette da ipertrofia dell’Ego è una tentazione irresistibile e qui il clima era propizio.
Muore Vianello e la preoccupazione dei media è “Oddìo Sandra!”.
Scusate, ma il morto è Vianello, sta all’obitorio, è finito, kaputt, poverino.
“Si, ma adesso Sandra?” “Dov’è Sandra? ” “E adesso che farà, Sandra?” “Pensiamo a Sandra”. Ma come, scusate di nuovo, è morto Raimondo, Ra-i-mon-do.
Raimondo è nella camera ardente. Sfilano le persone comuni, quelle che fanno la fila per andare a vedere il morto famoso. “Era tanto buono”. Un giorno diranno, sempre nella stessa cornice,”Ha fatto tanto del bene al nostro paese”. Le solite cose, niente di nuovo. La banalità del lutto che non ti colpisce di persona.
Raimondo è nella camera ardente. Sfila un generone vip grasso, bolso, accanto a dei Frankenstein ricuciti e tirati, ben nutriti dal latte vitaminizzato Fininvest ma con un aria di sfattume, di decadente che fa paura.
La Santanchè con le coscette da rana galvanica, la Parietti in canotto, la Ventura in stile Madonna pellegrina a lutto, la vedova Bongiorno, la sindachessa con il capello da moglie di Frankenstein.
Non manca la politica-spettacolo, come l’ormai prezzemolato La Russa che, nei ritagli di tempo tra una comparsata e l’altra, fa anche il ministro della difesa. Tanto non ha niente da difendere. Guerre non ce ne sono in giro, solo pacifiche missioni di pace dove al massimo ti capita la cacatina addosso della colomba bianca.
Tutti in nero d’ordinanza tranne Sandra, in uno spettacolare rosso-nero. Stendhal o Ronaldinho?
Sandra in carrozzella. Raimondo precipita in secondo piano con feretro, fiori e tutto. Ecco Sandra, arriva Sandra. Dai, Sandra, resisti!
(Ricordiamo che il morto è Raimondo)
Il volpone dai capelli disegnati coglie la palla al balzo. il vecchio uomo di spettacolo protagonista della giornata non è Raimondo, è Lui. Si avventa su Sandra, le sussurra qualcosa, la fa finalmente sorridere! Non avviene la guarigione miracolosa ma abbiamo sfiorato l’effetto “Mein Fuhrer!! Io… cammino!”

Ecco Raimondo cosa succede ad avere l’attrazione fatale per i dittatori. Sei morto e ti hanno rubato la scena al funerale.
E perfino parlando qui della tua morte si è parlato più di Berlusconi** che di te.

** Berlusconi che ride (ma che te ridi?) e si permette anche di fare la comunione ad personam nonostante sia severamente vietata ai divorziati (grazie a Claudio Messora che ha immortalato il momento, mostrato spudoratamente in TV dalle reti Mediaset) alla faccia di tante brave persone credenti che, essendo semplici cittadini e non unti del Signore, vengono privati del conforto della comunione perchè anch’essi divorziati, risposati, conviventi, gay e lesbiche.

***
“Vilipendio di cadavere” di Marco Travaglio

Annunci

Flickr Photos

Blog Stats

  • 85,876 hits

Categorie