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Così apprendiamo che il cavaliere dimezzo ha un guru di riferimento. Meno male, stavamo in pensiero. Temevamo che fosse tutta farina del suo sacco.
Mi delude un pò pensare che per diventare il leader che è, una sorta di presidente-scavolini più amato dagli italiani, non abbia sfruttato solo ed unicamente i suoi talenti innati ma abbia dovuto studiare per diventarlo e oltrettutto leggendo i testi di ontopsicologia del Meneghetti. Me cojoni! Complimenti. Quello mica è un guru così, è un gurone. Basta leggerne la sterminata biografia. Seguendo i dettami della sua ontopsicologia, e siccome non bastano i telegiornali, Berlusconi farà realizzare una videoenciclopedia che riscriverà la storia. Il novello Diderot è un vj di bell’aspetto, tal Andrea Pezzi, noto ai canali satellitari oltre il 600.

Confesso la mia ignoranza. Da psicologa non conoscevo gli ontocolleghi. Credevo di aver toccato il fondo con Fagioli e il vecchio porcone Wilhelm Reich e che ci fosse qualcuno ancora più scoppiato di David Icke al mondo invece c’era ancora del barile da raschiare. Credevo che i bei tempi delle Madame Blavatsy e dei Rasputin al servizio dei bassi imperi fossero finiti nella soffitta dove abbiamo ammucchiato le innumerevoli cazzate del Novecento ideologico. Invece siamo ancora lì allo sciamanesimo di ritorno, alle protodittature che non si affidano alla scienza ma alla scemenza.

Molti anni fa, in occasione della mia tesi, lessi un testo affascinante di Giorgio Galli, “Hitler e il nazismo magico”, sulle influenze dell’esoterismo sul nazionalsocialismo. Alla fine si rimaneva con l’impressione che i caporioni nazisti fossero dei gran superstiziosi, pronti a scalare montagne per inseguire sogni tibetani, a recitare mantra ai dei del Walhalla a non uscire di casa senza farsi fare l’oroscopo. Altro che cultura esoterica. Non so se fossero ancora più pericolosi proprio per quel motivo, per la tendenza alla ciarlataneria.

Perchè il Potere ha bisogno di guru e santoni dagli occhi grandi? Per abbindolarci meglio?

Vi lascio con un pezzo memorabile degli anni 70, “Rasputin” dei Boney M, che svela qual’era in realtà il segreto del successo del monaco amico delle dame della corte zarista. Altro che Padre Fedele, quello si che era proprio un “santone”.

http://www.youtube.com/v/kvDMlk3kSYg&hl=it&fs=1


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Così apprendiamo che il cavaliere dimezzo ha un guru di riferimento. Meno male, stavamo in pensiero. Temevamo che fosse tutta farina del suo sacco.
Mi delude un pò pensare che per diventare il leader che è, una sorta di presidente-scavolini più amato dagli italiani, non abbia sfruttato solo ed unicamente i suoi talenti innati ma abbia dovuto studiare per diventarlo e oltrettutto leggendo i testi di ontopsicologia del Meneghetti. Me cojoni! Complimenti. Quello mica è un guru così, è un gurone. Basta leggerne la sterminata biografia. Seguendo i dettami della sua ontopsicologia, e siccome non bastano i telegiornali, Berlusconi farà realizzare una videoenciclopedia che riscriverà la storia. Il novello Diderot è un vj di bell’aspetto, tal Andrea Pezzi, noto ai canali satellitari oltre il 600.

Confesso la mia ignoranza. Da psicologa non conoscevo gli ontocolleghi. Credevo di aver toccato il fondo con Fagioli e il vecchio porcone Wilhelm Reich e che ci fosse qualcuno ancora più scoppiato di David Icke al mondo invece c’era ancora del barile da raschiare. Credevo che i bei tempi delle Madame Blavatsy e dei Rasputin al servizio dei bassi imperi fossero finiti nella soffitta dove abbiamo ammucchiato le innumerevoli cazzate del Novecento ideologico. Invece siamo ancora lì allo sciamanesimo di ritorno, alle protodittature che non si affidano alla scienza ma alla scemenza.

Molti anni fa, in occasione della mia tesi, lessi un testo affascinante di Giorgio Galli, “Hitler e il nazismo magico”, sulle influenze dell’esoterismo sul nazionalsocialismo. Alla fine si rimaneva con l’impressione che i caporioni nazisti fossero dei gran superstiziosi, pronti a scalare montagne per inseguire sogni tibetani, a recitare mantra ai dei del Walhalla a non uscire di casa senza farsi fare l’oroscopo. Altro che cultura esoterica. Non so se fossero ancora più pericolosi proprio per quel motivo, per la tendenza alla ciarlataneria.

Perchè il Potere ha bisogno di guru e santoni dagli occhi grandi? Per abbindolarci meglio?

Vi lascio con un pezzo memorabile degli anni 70, “Rasputin” dei Boney M, che svela qual’era in realtà il segreto del successo del monaco amico delle dame della corte zarista. Altro che Padre Fedele, quello si che era proprio un “santone”.


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Così apprendiamo che il cavaliere dimezzo ha un guru di riferimento. Meno male, stavamo in pensiero. Temevamo che fosse tutta farina del suo sacco.
Mi delude un pò pensare che per diventare il leader che è, una sorta di presidente-scavolini più amato dagli italiani, non abbia sfruttato solo ed unicamente i suoi talenti innati ma abbia dovuto studiare per diventarlo e oltrettutto leggendo i testi di ontopsicologia del Meneghetti. Me cojoni! Complimenti. Quello mica è un guru così, è un gurone. Basta leggerne la sterminata biografia. Seguendo i dettami della sua ontopsicologia, e siccome non bastano i telegiornali, Berlusconi farà realizzare una videoenciclopedia che riscriverà la storia. Il novello Diderot è un vj di bell’aspetto, tal Andrea Pezzi, noto ai canali satellitari oltre il 600.

Confesso la mia ignoranza. Da psicologa non conoscevo gli ontocolleghi. Credevo di aver toccato il fondo con Fagioli e il vecchio porcone Wilhelm Reich e che ci fosse qualcuno ancora più scoppiato di David Icke al mondo invece c’era ancora del barile da raschiare. Credevo che i bei tempi delle Madame Blavatsy e dei Rasputin al servizio dei bassi imperi fossero finiti nella soffitta dove abbiamo ammucchiato le innumerevoli cazzate del Novecento ideologico. Invece siamo ancora lì allo sciamanesimo di ritorno, alle protodittature che non si affidano alla scienza ma alla scemenza.

Molti anni fa, in occasione della mia tesi, lessi un testo affascinante di Giorgio Galli, “Hitler e il nazismo magico”, sulle influenze dell’esoterismo sul nazionalsocialismo. Alla fine si rimaneva con l’impressione che i caporioni nazisti fossero dei gran superstiziosi, pronti a scalare montagne per inseguire sogni tibetani, a recitare mantra ai dei del Walhalla a non uscire di casa senza farsi fare l’oroscopo. Altro che cultura esoterica. Non so se fossero ancora più pericolosi proprio per quel motivo, per la tendenza alla ciarlataneria.

Perchè il Potere ha bisogno di guru e santoni dagli occhi grandi? Per abbindolarci meglio?

Vi lascio con un pezzo memorabile degli anni 70, “Rasputin” dei Boney M, che svela qual’era in realtà il segreto del successo del monaco amico delle dame della corte zarista. Altro che Padre Fedele, quello si che era proprio un “santone”.


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