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“Andrò avanti per il bene del Paese”.

Tra le righe: “e per il mio interesse personale che è ciò di cui mi frega soprattutto”.
Presidente ma… essere sincero una volta, una volta sola nella vita, no?

“Sono commosso e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà”.

Non mi stupisco. La città dell’amore, di Giulietta. Da noi, sa, non avrebbe avuto lo stesso calore, quel bel calore veneto. Siamo romagnolacci magnaprit e ancora troppo bastardi rossi dentro. In questi giorni di dolore, ogni volta che appariva sullo schermo tv, lo vuole proprio sapere? erano sghinazzate, battutacce, risolini.
La cosa più gentile che ho sentito a commento delle sue immagini di convalescente incerottato proveniva da un tavolo di ristorante accanto al mio, da una tavolata nemmeno di black bloc e punkabbestia ma di signori dall’aspetto inequivocabilmente partita IVA giacca&cravatta. Guardi, mi fa male perfino ripeterlo ma hanno detto, rivolgendosi proprio a lei: “T’é da murì!” (non oso tradurre). Lo so che la farà lacrimare più della tronculare frontale ma un altro commensale ha ribattuto: “Col cazzo che lo rivoto!” No, mi sa che non erano proprio comunisti.

“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.

Dunque. Gesu Cristo, che dell’amore ne fece una bandiera, finì male. Non parlo del gran finale con la Resurrezione ma del sottofinale, sulla croce.
La storia d’amore del Titanic non è finita molto bene. I sopracitati Giulietta e Romeo hanno avuto un doppio funerale.
Anche con gli ayatollah, vede? Il Signore t’ha fatto morire quello buono, quello che si opponeva alla dittatura. Ma dico, non potevi far schiattare quello fetente?
Quindi, non faccia il Federico Moccia della politica e non finga di essere buono. Continui a stare dal lato oscuro della forza, che è più vantaggioso. Finchè la Forza la sostiene, è ovvio.

Ah, l’invidia. Ma davvero pensa che chi la odia lo faccia per invidia? Ci sono ottantenni con meno rughe di lei e che trombano ancora senza aiuti. Secondo me è lei che dovrebbe invidiare loro. E poi lo sa che i soldi vanno e vengono e con tanti soldi ci si fa anche tanti nemici? Quei vecchietti di nemici come i suoi non ne hanno.

“Sotto l’albero di Natale, regalate una tessera del Pdl”.

Voleva dire una tessera di Mediaset Premium ma si è trattenuto.
Ah, vecchio bottegaio!

A proposito di denti. Stamattina sul blog dell’amico Tafanus ho letto questa chicca, tratta da un vecchio giornale del 2002: “Dentiere a 800mila anziani”.
Leggetevi l’articolo ma, in soldoni, nel maggio del 2002 il nostro amato nano si spremette l’idea di munire, nel giro di due anni, 800 mila vecchietti sdentati di una nuova gioiosa macchina per masticare. Aggratis, è ovvio, con qualche clausola scritta in piccolo: solo a chi ha rimasto meno di cinque denti in bocca ed è in condizioni di estrema povertà, il famoso reddito capestro non superiore ai 6.713 euro o a 11.271 se coniugati. Compresi coloro che dichiarano 11mila euro ma poi girano in Hummer.

Da gran bastarda quale sono, ho subito controllato se questa iniziativa fosse poi andata a buon fine.

A novembre 2002 i primi problemi:

“Procede con una certa lentezza il progetto delle cosiddette «dentiere di Stato», personalmente voluto dal premier e destinato agli anziani ultrasessantacinquenni con la pensione minima. Fu annunciato con particolare enfasi molti mesi fa ma la sperimentazione non è ancora partita. Lazio e Piemonte dovrebbero essere le prime regioni a distribuire le dentiere. Successivamente sarà scelta anche una regione del Sud, per evitare discriminazioni. «Molti i nodi da sciogliere», leggiamo su «Il Secolo», quotidiano di An, partito di governo: «Non risulta ancora chiaro come i dentisti saranno remunerati per il loro lavoro, visto che nella legge finanziaria non è stato inserito un capitolo ad hoc». Già: un problema non da poco, perché, sia pur animati da spirito solidale, gli operatori del dente giustamente vogliono farsi pagare. La fase operativa dovrebbe comunque essere avviata a gennaio, dopo una serie di vertici tra i cosiddetti esperti.”

Poi accadde un vero e proprio evento misteroso. Delle dentiere non se ne parlò più fino a maggio 2003, quando ricomparirono in prossimità di un turno elettorale. Ripresentate come una novità ma diminuite di numero. Non più 800mila ma, più realisticamente, 6mila:

“Dentiere gratis a favore di anziani indigenti con più di 65 anni di età. L’ iniziativa è stata presentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La cifra stanziata è di 20 miliardi di vecchie lire. Il progetto, ha spiegato il premier, partirà nel Lazio che sarà la regione pilota di questa sperimentazione: circa 6 mila, si stima, le persone che dovrebbero beneficiarne. Unici requisiti richiesti: avere una situazione gravemente compromessa (non più di 5 denti), nessuna protesi e un reddito non superiore ai 6.713 euro o a 11.271 se coniugati. Le prime visite, già lunedì prossimo”.

Ma è la stessa fuffa dell’anno prima. Promessa elettorale e basta? Circonvenzione di sdentato? Che brutta parola, però gli assomiglia tanto.

A luglio 2004 cominciamo a saperne di più sull’esito dell’iniziativa “Un sorriso per gli anziani”, che è fallimentare. Intanto non si trattava di una dentiera nuova gratis ma di un bonus di mille euro da utilizzare per l’acquisto di una protesi. Quindi, chi doveva campare con 6mila euro all’anno avrebbe dovuto sganciarne 3-4mila da aggiungere a quelli del bonus del nano.

“Ne avevano promesse settemila. Invece ne sono arrivate molte meno della metà. […]
La regione prescelta per la sperimentazione, che sarebbe durata poco più di un anno (da maggio del 2003 fino al 30 giugno del 2004), è proprio il Lazio.
Gli anziani potevano rivolgersi sia a studi dentistici convenzionati che ad ambulatori odontoiatrici pubblici. Tra questi anche il policlinico di Tor Vergata, il Gemelli, l’ Umberto I, il Fatebenefratelli, l’ Eastman e il San Filippo Neri. Ma l’ iniziativa non è mai decollata.

Delle sette mila dentiere messe a disposizione per gli anziani di tutta la regione, ne sono state richieste poco più della metà (in tutto 3.775, di cui quasi ottocento non sono state accordate) e distribuite solo 1.886, di cui 1.035 nella città di Roma”.
Nel 2005 la “sperimentazione” coinvolgeva, secondo Sirchia, “tremila anziani”.
Nel gennaio 2006 arrivano le prime notizie giudiziarie relative alla “Truffa delle dentiere gratuite”.
Quattrocento mila euro spariti nel nulla per protesi mai installate: la Procura ha aperto un’ inchiesta su una maxi truffa commessa ai danni del ministero della Salute che nel 2003 aveva stanziato dieci milioni di euro per finanziare il primo programma di odontoiatria sociale a favore degli anziani. […]
Il progetto era stato poi affidato all’ Agenzia di sanità pubblica allora presieduta da Domenico Gramazio. […]
L’ indagine, coordinata dal pm Giorgio Orano, non coinvolge politici ma punterebbe su presunte irregolarità nella Clinica Odontoiatrica dell’ Umberto I. […] decine di interventi fatti risultare come già effettuati ma in realtà mai eseguiti e regolarmente pagati: 200 mila euro ad arcata. Gli inquirenti avrebbero appurato che l’ elenco degli anziani destinatari delle protesi gratuite sarebbe stato falsificato. In pratica molti dei vecchietti indicati non esisterebbero o non hanno mai ricevuto alcuna dentiera. Per il momento la presunta truffa sfiora i 400 mila euro. Ma gli inquirenti vogliono capire se le protesi siano state rivendute”.
Mi piacerebbe sapere come è finita la storia. Se è finita come la “Pensione Minima a Mille Euro”, con gli aumenti concessi arbitrariamente e poi da restituire a cura degli eredi, come ho raccontato qui. Se è finita come la “Social Card”: 520mila card assegnate delle quali 190 mila risultarono senza copertura, cioè senza dindini dentro. Insomma se è stata la solita presa in giro. Tra l’altro, se vi ricordate, la storia delle dentiere è stata sventolata anche in faccia ai poveri terremotati dell’Aquila.

Veda Cavaliere, non è che la odiamo. E’ che a chi ci prende per il culo a volte ci scappa di rompergli i denti.

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