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Vedete, non è per il fatto che mentono alle loro mogli, magari infettandole perchè pagando quelle cifre d’alto bordo non usano di certo il guanto.
Non è perchè spendono fortune per farsi massacrare le chiappe a svergate e usano pompette magiche e misteriose iniezioni per tentare di rianimare il pisello in morte erettile.
Non è neppure perchè se sono di sinistra vanno a trans e se sono di destra sono dei gran chiavatori di femmine. Femminucce froce i primi e veri masculi i secondi.
Tra parentesi, come tutte le papiminkiate questa è una credenza fasulla che però si installa come un trojan nel tenero e gelatinoso cervellino di papiminkia.
C’è un piccolo dettaglio. Pare che anche al rigoroso puttaniere tipico di doppie x, femmine genetiche insomma, piaccia da morire il secondo canale. Quindi, anche se il culo è geneticamente femmineo, sempre di sodomia si tratta, cari i miei veri uomini di ‘sta minchia tanta.

Non è insomma perchè siamo governati da dei clienti compulsivi ed il maggiore di essi, il più grande cliente degli ultimi 150 anni, ci fa le battutine parlando di giornali che “sputtanano” il paese, che viene da pensare che forse se al governo vi fossero più donne ce ne sarebbero meno di questi troiai.

E’ perchè questi politisex-addicted non sanno proprio tenere l’ordigno a freno. Ne sono schiavi, si fanno portare al guinzaglio da LUI.
Tuttavia, a scanso di equivoci, non è una questione solamente di sesso e morale o peggio di moralismo.
Comincia a venire il dubbio che per andare a sfogare la sex addiction, i nostri politiclienti trascurino i loro doveri di governanti.

Ormai non si può più stare tranquilli.
Chi ci dice che in una remota dacia una qualche miracolosa pozione rimasta dai tempi di RasPUTIN non stesse facendo il miracolo e per questo il Papik abbia ritardato il rientro in patria dando, da buon italiano, la colpa al maltempo?
Non viene il dubbio che la figura di merda con i sovrani di Giordania fosse dovuta ad un’improvvisa crisi d’astinenza? Qualcosa tipo: ho finalmente un appuntamento con quel gran figone. Non sono mica hashemita da rinunciarvi.

Non si salva nessuno. Ci sono manipoli di investigatori deviati, di spioni, di coronaboys che setacciano i bordelli e i territori di battuta di tutta Italia alla ricerca del politico della parte avversa da colpire ed affondare. Sempre tenendo presente che bisogna rispettare la leggenda metropolitana del “trans de sinistra”, naturalmente.
E’ in atto una guerra, non c’è dubbio. Combattuta a colpi di escort e trans, soubrette, calendariste e ragazze immagine.
Chiunque in questo clima di caccia al cliente da ricattare starebbe in campana. Invece i politici, sembrano andarsele a cercare.
Sembrano senza speranza. In futuro, perchè governino in serenità, si dovrà forse provvedere alla loro castrazione chimica?

Ricordate quando Bill Clinton disse, riferendosi a Monica: “Non ho mai avuto rapporti con quella donna?” mentre quella aveva raccolto campioni organici peggio del RIS di Parma e tutte le lavanderie d’America conoscevano il DNA presidenziale? Ci fece una figura di merda che è passata alla storia e vedrete che ritornerà buona anche per la campagna elettorale della cornuta, pardon, di Hillary.

Ecco qual è il problema dei politici progressisti e di sinistra che si fanno cogliere in situazioni imbarazzanti a sfondo sessuale. Non hanno la battuta pronta, si impappinano, pasticciano e alla fine rendono vero il detto veneto: “xe peso el tacon del buso!” (traduco sempre per i sotto-padani, “è peggio il rattoppo del buco”.)
Potrebbero sfoderare la più fenomenale faccia come il culo come fanno i loro avversari che sono bravissimi nel negare anche la luce del sole, oppure potrebbero sdrammatizzare, essere sinceri, fare una battuta, dire: ”conosco il nome del bastardo che mi ha mandato la zoccoletta”, e invece piagnucolano come bambini trovati con le mani della nutella. Forse è vero, sono un pò coglioni.

La riprova l’abbiamo avuta con il caso Sircana, che si è arricchito in maniera imbarazzante di dettagli nelle ultime ore.
A leggere l’intervista rilasciata a Repubblica dal Silvio triste pare proprio che un’anticchia di vero ci fosse nel puttanaio mediatico scatenato dei giorni scorsi contro di lui.
Il fatto rappresentato è solo squalliduccio e non costituisce reato, “una piccola e stupida deviazione di percorso, in una sera di mezza estate” come la descrive lui stesso con toni quasi shakespeariani, ma le foto c’erano veramente e noi che siamo stati indotti a pensare al complotto ora ci sentiamo dei pirla e siamo leggermente incazzati.

C’eravamo cascati proprio bene. Siccome certi giornali non disdegnano a volte lo sciacallaggio politico abbiamo creduto che le foto con il trans non esistessero, che fossero una montatura del perfido Belpietro d’accordo con la task force di “pronto intervento mignottoni” di Lele Mora.
Quel paraculo del fotografo è stato pure al gioco e ha smentito tutto parlando di burla.
Ci siamo indignati per come un pover’uomo, per il solo fatto di aver l’agnello morto addosso, fosse stato attaccato indegnamente sul piano personale dalla stampa intestata ai famigliari del capo dell’opposizione. Gad Lerner ha beccato e ha evocato lo spirito di Montanelli, che però prudentemente non si è poi manifestato.
Diciamo la verità, abbiamo creduto al vecchio enunciato che “quelli di sinistra sono più seri degli altri” e sicuramente non vanno a troie e invece il bravo Sircana il suo puttan tour l’aveva veramente fatto, pur limitandosi alla fase di abbordaggio. Oppure, se passava di lì per caso e trattasi di sfiga cosmica, perché non dirlo subito, porca paletta?
Come Clinton, anche il governo ha negato ciò che era meglio ammettere subito, soprattutto tenendo presente con chi si ha a che fare in questi casi.

La montatura c’è, non c’è dubbio, Sircana è caduto come un pollo nel trappolone ma la cosa è molto più sottile di quanto non immaginiamo.
Cosa volevano dimostrare i signori che hanno montato lo scandalo? Che Sircana ha gli stessi gusti di Lapo? Uhm, no, non è interessante. Che i politici hanno dei vizietti? No, troppo banale, siamo italiani, non americani fino a questo punto. E poi nelle foto non si vede nulla, andiamo, mica come Hugh Grant che fu sorpreso in piena action in macchina.

Il punto non è il fatto in sé. Coloro che hanno istruito i fotografi e gli altri che hanno intinto la penna nel cianuro volevano dimostrare che i politici di centrosinistra mentono, e difatti Sircana ha dato l’impressione di aver mentito. Il governo ha fatto quadrato attorno al suo portavoce che mente e ha fatto anche il decreto ad hoc e di conseguenza anche il premier passa per bugiardo. Figura di merda storica numero due. In qualunque paese civile a questo punto per salvare la faccia del governo il portavoce si dimetterebbe. Lui invece continua a fare la vittima, pasticcia e sbrodola ancora di più.

Non sarebbe possibile avere una classe dirigente un po’ più scafata nel gestire certe emergenze? Da una parte c’è gente specializzata che recluta giovani vergini dai bianchi manti, rotte di dietro e sane davanti; che le chiama stagiste, veline, modelle e le manda in missione per conto degli oppositori politici sotto i tavoli dei malcapitati.
Dall’altra ci sono i polli, che beccano e che poi si fanno venire la cagarella dal dispiacere.

O ci si compra i giornali, nel senso di possederli oppure ci si fa un po’ più furbi del Bill con il saxofone.
State tranquilli che una foto che ritrae Berlusconi con un trans non la vedrete mai.

*Titolo ispirato a “Sartana nella valle degli avvoltoi”, uno dei film della memorabile serie con Gianni Garko.


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Un giornalismo che è andato a puttane da anni, fatto da giornalisti che sempre più spesso si vendono senza vergogna, tanto che la parola embedded ha assonanza con il letto, si ritrova in questi giorni a grufolare con mucho gusto nei liquami tossici provenienti dal mondo dello spettacolo e dal paparazzume di contorno.

Il giudice castigavip Henry John Woodcock adocchia Lele Mora e i suoi jellabah e parte un inchiesta che conduce ad un gruppo di magliari, capitanato dal papacazzaro Corona, che si era attrezzato per ricattare i vips che sapevano che i paparazzi sapevano che loro sapevano che li avrebbero beccati all’uscita del locale X.
Si scopre perfino che certe signorine non escono con i vips solo per la loro bella (o brutta) faccia ma per la capienza del portafoglio. Grazie, pensavamo fosse tutto amore.
La cosa diventa francamente comica quando nell’inchiesta compare Riccardo Schicchi, che viene accusato di frequentare e manipolare signorine scostumate. “O mio babbuino caro” sono anni che tratta articoli attinenti con la figa e ci si meraviglia adesso?
No, questa inchiesta non appassiona, negli anni 60 si sarebbe definito uno scandalo da “balletti rosa”. Da sbadigli.
Berlusconi sborsa una ventina di migliaia di euro per salvaguardare la reputazione della figlia, beccata in versione Britney Spears? Poco male, e poi bisogna pensare che per lui sono come per me 20 euro sulla bancarella dei cinesi. Niente interesse, elettroencefalogramma piatto.

Poi lo sgubb, del “Giornale” di Belpietro, dove i due inviati a Puttanopoli raccontano di una telefonata intercettata tra Corona e il fotografo Scarfone e di sedicenti foto che ritrarrebbero il portavoce di Prodi, Silvio Sircana, mentre abborda un trans. Con un tono allusivo, che dice e non dice, che ha fatto incazzare Gad Lerner e impazzire i sismografi presso la tomba di Montanelli, “il Giornale” di fatto sputtana il malcapitato Sircana con un’operazione che qualcuno giudica propagandisticamente perfetta.
Scenetta di stamattina. Chiacchiere tra vicine di negozio. “Oh, hai sentito che hanno beccato il vice di Prodi con i trans?”
C’è stata la smentita, la notizia era falsa nel senso che il fotografo Scarfone-a-mamma-soja ha detto che era solo uno scherzo (del cazzo, dico io) a Corona ma ora la gente è convinta che il Silvio serio abbia gli stessi gusti di Lapo. Mission accomplished.

A parte che Sircana è più triste di un’operazione di polizia mortuaria e che per lui sarebbe più adatta la Transilvania dei transessuali, il problema è che non è stato solo “il Giornale” ad aver aderito allo sputtanamento. Lo stesso giorno “il Corriere della Sera” pubblica l’intercettazione galeotta e altri giornali rilanciano la notizia facendo nomi e cognomi. Chi è senza peccato scagli la prima penna.
Così, per rivoltare la frittata, adesso il vero scandalo non è più la bufala del Giornale e degli altri giornaletti ma la reazione ad essa. L’essersi ribellati ad una notizia risultata falsa fa gridare all’abominio gli stessi giornali che hanno sguazzato nel torbido.

In compenso un’apposita legge (eh si, in un certo senso…ad personam) proibirà la diffusione a mezzo stampa di informazioni relative alla vita sessuale dei cittadini.
Anche in questa faccenda vedo un’americanizzazione dell’Italia. Se c’era un paese che se ne sbatteva la cippa di dove lo infilavano i politici era l’Italia. Si sapeva benissimo delle amanti, degli amanti, dei vizietti privati ma a noi ha sempre dato più fastidio che rubassero. Ora dobbiamo anche noi scandalizzarci per queste puttanate, è proprio il caso di dirlo, vere o false che siano.

Una domanda a Feltri. Questo titolo di “Libero” mi incuriosisce, vuol dire che per il sesso orale non c’è problema?

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