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C’è solo da raccontare un brutto sogno, in questo 25 aprile, l’incubo nel quale siamo precipitati senza che nessuno venga per pietà a darci il calcio del risveglio.
Ecco i veri revisionisti, scatenati nel loro indomabile revanscismo. Il fascismo come malattia endemica del capitalismo, come suo cancro, per questo non riusciamo ad estirparlo. Manifesti sconci a Roma e la comunità ebraica tace, dimentica delle Fosse Ardeatine, del Ghetto di Roma, delle deportazioni. Anche loro stanno sognando, perduti nel sogno dell’utopia fallita, della terra promessa nella quale non vuole andare più nessuno, che però i fascisti gli permettono di continuare a sognare finché il sogno non si sgretolerà del tutto.
L’Italia non l’ha liberata la Resistenza ma gli alleati, dicono i revisionisti di cui nessuno ha paura e che nessuno addita al pubblico linciaggio. (In questo brutto sogno sono i blogger la minaccia, non i fascisti al governo.)
Certo, gli alleati, quelli che hanno scatenato le orde di stupratori e bombardato a tappeto i civili  ma che hanno permesso a loro, i fascisti, di continuare ad esistere anche dopo. In stand-by, in coma vigile, fintanto che non fosse arrivato l’uomo giusto per rianimarli e permettergli di vomitare ancora le loro teorie così consone al sistema da mantenere ad ogni costo.
Poveri partigiani che hanno liberato un popolo che voleva solo essere dominato da un dittatore e che tanto ha fatto per trovarsene un altro, peggiore del primo. Uno che oggi non ha niente da festeggiare, giustamente, essendo il campione del revanscismo.
Un 25 aprile che coincide con la Pasquetta. Il 1° maggio che sarà la grande celebrazione dell’orgoglio vaticano. Quest’anno la Chiesa ci scippa le uniche feste laiche del calendario. Anche questo è un segno che viviamo nel peggiore degli incubi.
Cercate segni dell’esistenza di Dio, per caso? 
Un santo è stato assassinato ma, nel giorno di Pasqua, anche se la nostra fede era fortissima, non è risorto. Non riesco ad immaginare una prova più evidente di questa della non esistenza di un Dio, se non profondamente malvagio. Un Dio che fa di tutto per far credere che non esiste.
Tra una settimana un santo lo faranno, in pompa magna, ma sarà Woytila, non Monsignor Romero. Quel Woytila che disse chiaramente a Romero che non doveva inimicarsi il governo fascista del Salvador che poi l’avrebbe massacrato sull’altare. Quel Woytila che, per coerenza, non volle inimicarsi il generale Pinochet e che ora sarà il primo megasanto dell’anticomunismo. Oltre che malvagio, il Dio del sogno nel quale siamo precipitati dev’essere un Dio fascista.
Proviamo a vederla così: B. non vuole farla franca, non vuole l’immunità, la cancellazione del peccato originale, l’improcedibilità e tutto il resto. Non vuole fare del male all’Italia. Il pover’uomo in realtà è prigioniero di una matrice maligna nella quale fu risucchiato parecchi anni addietro, mentre cercava di far andare la playstation per un nipotino. 
Ora è convinto di poter uscire dal videogame corrompendo degli hacker per ottenere full ammo e poter giocare in god mode, così da giungere sano e salvo all’ultimo livello, sconfiggendo i mostri.
Lui vive in un videogame e noi stiamo solo sognando che lui esista davvero e che sia il presidente del consiglio. Magari qualcuno ci darà un calcio alla sedia e ci sveglieremo, finalmente.

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