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Sono interessanti i dati di un sondaggio pubblicato oggi su Repubblica e realizzato da Demos & Pi su “Gli italiani e l’informazione” che riassumerò in breve.
Premesso che la ricerca è stata effettuata su un campione di 1337 persone maggiori di 15 anni, emerge ancora una volta il ruolo fondamentale, ai fini informativi, della maledetta televisione.

Vediamo prima di tutto quanta gente guarda la tv. Spulciando le tabelle pubblicate emerge che il 46% del campione rappresentativo della popolazione italiana sta davanti alla tv dalle due alle quattro ore al giorno. Il 17,8% trascorre più di quattro ore attaccato allo schermo in modalità geco, ed il 27,3% di costoro vota Berlusconi. Forse per riconoscenza per tante ore di divertimento spappolaneuroni che gli offre gratis.
Gli elettori della Lega sono meno teledipendenti (15,2% con più di quattro ore al giorno) dei pidiellini. Troppo moderna, la diavoleria. I druidi non avevano la tv.
Chi la guarda di meno, tra gli stakhanovisti del tubo catodico o dell’LCD, sono gli elettori dell’Italia dei Valori.
Un fortunato 1,7% di italiani intervistati dichiara di non guardare la tv.

Rispetto alla rilevazione precedente del 2007, per quanto riguarda le fonti di informazione quotidiana del campione, in generale aumenta la fiducia nella tv satellitare, digitale terrestre e per Internet. In crescita anche i giornali quotidiani mentre calano radio e televisione analogica (RAISET, La7).
Ho sempre l’impressione che queste ricerche di mercato diano risultati un po’ schizofrenici. Infatti, se tra i TG ai quali gli ipnotizzati dalla tv danno maggiore fiducia calano il TG1 e il TG5 ma aumentano Studio Aperto (ahimé), il TG de La7, SkyTG24 e soprattutto RAINews24, con un clamoroso +13,4%, il programma di informazione del quale gli italiani pare si fidino di più è “Report” della Gabanelli.

Una bella domanda del sondaggio riguardava il grado di indipendenza politica dei mezzi di informazione. In generale gli italiani indicano come fonte maggiormente obiettiva Internet. Scorporando i dati per appartenenza politica, la fiducia ad Internet viene data a maggioranza dagli elettori dei partiti d’opposizione e dei partiti minori, mentre gli elettori di centrodestra (PDL e Lega) credono alla televisione. Addirittura più i leghisti dei papiboys, con un bel 37,5%.

Sul conflitto di interessi di Berlusconi e se esso condizioni la libertà di informazione e l’andamento della politica, il numero di coloro che percepiscono il problema è, in generale, in aumento. Più che lo stato della libertà di espressione, comunque, preoccupa il condizionamento della politica.
Gli elettori dell’opposizione e coloro che meno guardano la tv sono coloro che maggiormente si preoccupano del conflitto di interessi. Gli elettori del PDL e i teledipendenti hard sono coloro che meno sentono il problema. Forse, ammettendone l’esistenza, temono che gli possa venire meno la dose.

In definitiva, si dimostra per l’ennesima volta che non è vero che “le televisioni non contano”. Contano, eccome se contano. Conta soprattutto uniformare la poltiglia da far trangugiare ai telespettatori che stanno lì davanti come uccellini di nido aspettando qualsiasi cosa purchè si possa ingoiare. E se è merda non se ne accorgono nemmeno. Anzi dicono, come Mina in quella famosa canzoncina: “Ma che bontà!”
Ecco perchè ci si sbatte tanto per piazzare le persone nostre in RAI, per mettere i papiboys e le papigirls a leggere il telegiornale delle 20, perchè i tg stanno assomigliando sempre di più a contenitori di vuoto spinto farciti di nulla. E perchè infine la tv non serve più per informare ma per disinformare, per tenere assieme il proprio elettorato, pour épater le papiminkia’, manipolarlo e mantenerlo dipendente dalla dose quotidiana di propaganda. E serve anche, ultimamente, per mazzolare gli avversari.

Alcune considerazioni finali.
In generale, secondo i dati del sondaggio, gli italiani sembrano guardare meno la tv per affidarsi invece ad Internet ed ai mezzi di informazione più innovativi. Si accorgono del cambiamento in senso peggiorativo dell’obiettività dei telegiornali, leggono i giornali quotidiani ed apprezzano il giornalismo di inchiesta à la Gabanelli. Sembra quasi un’altra Italia, un paese più maturo di quanto appaia a sentire il suo peronetto di riferimento.
Solo il 17,8% del campione intervistato risulta teledipendente a livelli da comunità di recupero, appartenente alla specie “l’ha detto la televisione” ed è infine a maggioranza berlusconiano.
Non sarà, come sospettavo giorni fa, che il papipeople rappresenti proprio una minoranza gonfiata dagli steroidi televisivi nel tentativo di emergere da una maggioranza kommunista?
Ci mancava solo di essere un paese dopato.

Sono al 72 per cento di gradimento. Per cinque anni governeremo noi perchè ci ha dato mandato il Paese, con una grande maggioranza, e tutti i sondaggi ci danno una maggioranza ancora più forte per tutte le cose che abbiamo fatto in soli cinque mesi”. (Silvio Berlusconi, un anno fa)

E allora diamoli, i numeri, che sono sempre sinceri, a differenza dei nani. E’ ora di finirla con questa storia del “mandato da parte degli elettori”, che con troppa disinvoltura diventa “mandato da parte degli italiani”.
Come è noto, dire “gli italiani” significa, in logica, “tutti” gli italiani, nessuno escluso. Parlare di percentuali, di maggioranze e relative minoranze significa già escludere la totalità dell’insieme. Quindi è facile cogliere la fallacia del ragionamento.
“Gli italiani sono con me” è, logicamente, una sciocchezza. Il nostro dovrebbe dire, più correttamente; “il 46% di essi, come espresso dalle elezioni” è dalla mia parte. Una cifra lontanissima dal 72% che gli piace tanto e che tiene sempre in bocca come la gomma. Una cifra inoltre statisticamente assai poco probabile, come tutte le cifre che si avvicinano pericolosamente al concetto di plebiscito. Inoltre, il problema con le percentuali è che a fianco di ogni 46% c’è un 54%.

Riguardiamo i conti relativi alle ultime elezioni politiche del 2008 per tentare di capire quanti italiani possono essere matematicamente assegnati all’insieme dei berlusconidi, andando dagli ultras papiminkia ai semplici simpatizzanti.

Possiamo calcolare come certi solo coloro che vergarono sulla scheda elettorale il loro amore per il papi.
Ricordando che i residenti in Italia al 1° gennaio 2008 erano 59 milioni 619mila 290, tra i quali bisogna annoverare gli stranieri e coloro che defunsero prima di poter votare in aprile, concentriamoci sugli aventi diritto al voto: 47 milioni 126mila 326 italiani.
Prendo in esame solo le percentuali dei votanti per la Camera perchè formate su un campione di popolazione più vasto di quello per il Senato (43.133.946).

Dai 47 milioni di aventi diritto al voto bisogna però escludere coloro che non votarono o si espressero in maniera nulla. I voti validi quindi si riducono a 36 milioni 452mila 305, sui quali si calcolarono le percentuali finali per l’assegnazione della vittoria alle elezioni.
La coalizione di centrodestra (sempre parlando della Camera) ottenne 17 milioni 63mila 874 voti, con una percentuale del 46,81% sul totale dei voti validi. Il centrosinistra ottenne 13 milioni 686mila 673 voti, pari al 37,54 per cento dei voti validi.

In pratica, volendo contare uno ad uno i simpatizzanti di papi, dobbiamo dire che sono quei 17 milioni e rotti.
Facendo come fa lui, e cioè generalizzando sull’intera popolazione italiana, andrebbe a finire che la percentuale dei suoi simpatizzanti sarebbe un risibile 28,62%.
Se ha poco senso calcolare la percentuale sulla popolazione generale, lo ha anche sul totale degli aventi diritto al voto, visto che comprende anche coloro che non votarono o annullarono la scheda e dei quali non è dato conoscere con certezza l’orientamento politico, ma facciamolo lo stesso. E’ il 36,20%.
Se vogliamo possiamo aggiungere a questa cifra, che comprende solo i maggiorenni, una quota di minorenni che potrebbero aver sviluppato per Papi un’adorazione pari a quella delle bimbominkia per Marco Carta o Robert Pattinson e, potendolo, lo voterebbero riempiendo la scheda di cuoricini glitterosi.
Calcolando su una popolazione di minorenni dai 12 ai 17 anni di 3.462.029 individui, arriviamo grosso modo a quel 38% di gradimento su scala nazionale indicato dai sondaggisti seri di Harris Interactive, che potrebbe essere effettivamente l’indice della percentuale di berluscones presenti sul suolo italico.
Non so se sia corretta l’operazione ma, allo stesso modo di prima: 100 – 38 fa 62. Il 62 per cento non lo gradisce o gli è indifferente.
38% è quasi la metà esatta di 72%, il che fa sospettare che il nostro abbia il vizio di raddoppiarsi i consensi, pour épater le bourgeois, ovvero far colpo sulle signore – anzi le signorine perchè lui le signore le odia.

Guardando il grafico, però (e giuro che i colori li ha scelti di sua iniziativa Office) una cosa salta agli occhi.
Oddìo, il 62% NON è con lui. Lì dentro ci sono, tra gli altri, le toghe rosse, i suoi persecutori millenari, Di Pietro, Travaglio, i grilli parlanti, la stampa demoplutomassopipponica, i kommunisti, De Benedetti, sua moglie, Michelle Obama, Rosy Bindi, Cacciari, Vauro e Santoro.
A vederla così, la torta fa impressione. Che questa volta abbia ragione lui? Un poer nano circondato da komunisti?

Termino con il Bollettino dei Perseguitati.
Piove sul bagnato: poer nano non ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Strano. Un premio intitolato ad una cosa che ha per simbolo un uccello non glielo hanno assegnato? Gli hanno preferito un gigione* abbronzato.
Ah, a proposito, mentre veniva eletto il futuro Presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace, ricordate cosa stava facendo il nostro presdelcons? Festeggiava.

*Parola del “Giornale”.

Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

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Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

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Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

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Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

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Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Ovunque vada è sempre un evento e lascia un tale segno che in Finlandia, ad esempio, ancora non si ricordano delle sue visite.
L’ultimo exploit a Sharm El Sheik. Minchia, con l’Egitto non si erano mai firmati accordi simili, tanto che uno si chiede: dov’è la fregatura?
Una roba mai vista, una conquista che nemmeno Colombo con le caravelle.
Per il gas ed il petrolio bastava forse non tirare giù Mattei con l’aeroplano e gli accordi vantaggiosissimi per l’Eni li avremmo già avuti quarant’anni fa.

C’è da stare tranquilli quando costui va per il mondo a far tutto lui. Si è visto con Gheddafi. Promesse, promesse, accordo storico ma con il leggerissimo problema dei barconi.
Mr. Faciloneria ha comunque la ricetta giusta per i migranti. Avete bisogno dell’asilo politico? Ghe pensi mi; andate nell’apposito ufficio a Tripoli, chiedete alla signorina (che sicuramente è una gran gnocca e ve la dà pure) e fate domanda. I più fortunati si aggiudicheranno anche una tessera gratuita Mediaset Premium con decoder e parabola. Peccato che, strada facendo, i disgraziati vengano intercettati dai poliziotti e trafficanti libici che ne fanno scempio in appositi lager. Ma tutto questo Alice fa finta di non saperlo.

In attesa che del nostro ci giungano altre cartoline da altri paesi conquistati a colpi di efficienza brianzola, facciamo il solito lavoro di ripulitura delle balle spaziali raccontate da iddu e i suoi giornaletti cartacei e televisivi.

Sono il più popolare del mondo“, farneticava nei giorni scorsi. ”I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, i sondaggi che conosco io dicono che Obama e’ al 59%: soltanto Lula (il presidente del Brasile) arriva al 64%. Quindi il mio e’ un record assoluto”.

Facciamo chiarezza grazie alla conoscenza dell’inglese e a Visti da lontano. Il sondaggio commissionato ad Harris Interactive (non di proprietà di Berlusconi) sulla popolarità dei leader mondiali ed il loro livello di gradimento presso i cittadini d’Europa e degli Stati Uniti, vede al primo posto Barack Obama con l’80% di gradimento.
Lui, il millantatore di credito, è solo al 17% (oplà!). In Europa è il leader meno popolare, la più amata è Angela Merkel. In Italia il recordman è al 38% ma solo, dicono quei comunistacci di Harris, grazie al controllo sui mezzi di informazione.
Ciapa ciapa e porta a cà.

Chissà quali sono i sondaggi che ha lui e che lui conosce. Poi non dobbiamo dare ragione a sua moglie che dice che quest’uomo non sta bene.

Grazie a Galatea per avermi ricordato quel gioiello di “Il favoloso mondo di Amélie”.


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L’ultimo exploit a Sharm El Sheik. Minchia, con l’Egitto non si erano mai firmati accordi simili, tanto che uno si chiede: dov’è la fregatura?
Una roba mai vista, una conquista che nemmeno Colombo con le caravelle.
Per il gas ed il petrolio bastava forse non tirare giù Mattei con l’aeroplano e gli accordi vantaggiosissimi per l’Eni li avremmo già avuti quarant’anni fa.

C’è da stare tranquilli quando costui va per il mondo a far tutto lui. Si è visto con Gheddafi. Promesse, promesse, accordo storico ma con il leggerissimo problema dei barconi.
Mr. Faciloneria ha comunque la ricetta giusta per i migranti. Avete bisogno dell’asilo politico? Ghe pensi mi; andate nell’apposito ufficio a Tripoli, chiedete alla signorina (che sicuramente è una gran gnocca e ve la dà pure) e fate domanda. I più fortunati si aggiudicheranno anche una tessera gratuita Mediaset Premium con decoder e parabola. Peccato che, strada facendo, i disgraziati vengano intercettati dai poliziotti e trafficanti libici che ne fanno scempio in appositi lager. Ma tutto questo Alice fa finta di non saperlo.

In attesa che del nostro ci giungano altre cartoline da altri paesi conquistati a colpi di efficienza brianzola, facciamo il solito lavoro di ripulitura delle balle spaziali raccontate da iddu e i suoi giornaletti cartacei e televisivi.

Sono il più popolare del mondo“, farneticava nei giorni scorsi. ”I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, i sondaggi che conosco io dicono che Obama e’ al 59%: soltanto Lula (il presidente del Brasile) arriva al 64%. Quindi il mio e’ un record assoluto”.

Facciamo chiarezza grazie alla conoscenza dell’inglese e a Visti da lontano. Il sondaggio commissionato ad Harris Interactive (non di proprietà di Berlusconi) sulla popolarità dei leader mondiali ed il loro livello di gradimento presso i cittadini d’Europa e degli Stati Uniti, vede al primo posto Barack Obama con l’80% di gradimento.
Lui, il millantatore di credito, è solo al 17% (oplà!). In Europa è il leader meno popolare, la più amata è Angela Merkel. In Italia il recordman è al 38% ma solo, dicono quei comunistacci di Harris, grazie al controllo sui mezzi di informazione.
Ciapa ciapa e porta a cà.

Chissà quali sono i sondaggi che ha lui e che lui conosce. Poi non dobbiamo dare ragione a sua moglie che dice che quest’uomo non sta bene.

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In attesa che del nostro ci giungano altre cartoline da altri paesi conquistati a colpi di efficienza brianzola, facciamo il solito lavoro di ripulitura delle balle spaziali raccontate da iddu e i suoi giornaletti cartacei e televisivi.

Sono il più popolare del mondo“, farneticava nei giorni scorsi. ”I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, i sondaggi che conosco io dicono che Obama e’ al 59%: soltanto Lula (il presidente del Brasile) arriva al 64%. Quindi il mio e’ un record assoluto”.

Facciamo chiarezza grazie alla conoscenza dell’inglese e a Visti da lontano. Il sondaggio commissionato ad Harris Interactive (non di proprietà di Berlusconi) sulla popolarità dei leader mondiali ed il loro livello di gradimento presso i cittadini d’Europa e degli Stati Uniti, vede al primo posto Barack Obama con l’80% di gradimento.
Lui, il millantatore di credito, è solo al 17% (oplà!). In Europa è il leader meno popolare, la più amata è Angela Merkel. In Italia il recordman è al 38% ma solo, dicono quei comunistacci di Harris, grazie al controllo sui mezzi di informazione.
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