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Per gli italiani che volessero raggiungere un ulteriore livello di sprofondamento nel sottosuolo della vergogna, e ormai credo che stiamo già arrivando al mantello terrestre, ebbene sappiano che l’Argentina ha richiamato il nostro ambasciatore per le dichiarazioni fatte dal presidente del consiglio durante la campagna elettorale in Sardegna.
Quali dichiarazioni? Chi ha ascoltato il TG1 di stasera avrà pensato che i nostri cugini sudamericani siano ammattiti o indipietriti.
Infatti l’apparentemente innocuo Sassoli ha letto la seguente velina da Minculpop:

“L’Argentina ha convocato l’ambasciatore italiano per chiarimenti su presunte frasi del presidente del consiglio sui desaparecidos. Secondo il quotidiano di Buenos Aires “Il Clarin”, che cita l’Unita’, Berlusconi avrebbe detto:”Erano belle giornate, li facevano scendere dall’aereo” riferendosi ai “voli della morte”.
Da Berlusconi, ha spiegato l’ambasciatore italiano, netta presa di distanza dalla dittatura argentina. Fonti del governo aggiungono: il premier voleva sottolineare l’efferratezza del crimine per spiegare la gravita’ dell’insulto quando lo paragonano ai dittatori“.

No, la realtà è leggermente diversa e questa non è informazione. E’, nella migliore delle ipotesi, disinformacija di stampo putiniano. Vomitevole e sicuramente vergognosa.
Come dimostra il video, colui che ci disonoriamo di avere come presdelcons ha avuto il coraggio di fare una battuta pseudocalcistica sui voli della morte che fecero sparire decine di migliaia di oppositori politici in Argentina.
Esattamente questa:

“… come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone. Poi aprivano lo sportello, via il pallone, dice:”C’è una bella giornata fuori ,andate fuori un po’ a giocare. ” Che fa ridere, ma è drammatico...

Va bene che basta non parlare male della Shoah e per i restanti genocidi vi sono il rutto libero e lo sfintere rilassato ma giustamente il Clarin, in questo articolo, parla di “frase infame” e ricorda, guarda un po’, che sia Massera (quello che giocava a tennis con il cardinale Laghi), che Berlusconi erano affiliati alla P2. Strane associazioni, incomprensibili per i nostri pennivenduti.

Davvero, non so se sia peggio Berlusconi e la sua coprolalia, chi gli para il culo sul servizio pubblico o chi lo difenderà dicendo che noi comunistelli non capiamo l’ironia del premier. You can kiss my ass.

Por todos los amigos argentinos: este hijos de puta madre chingada no representan el pueblo italiano asì como el general Massera no representaba el pueblo argentino.

Trittico musicale disintossicante:
Adios nonino – Astor Piazzolla
Ginastera danzas argentinas – Martha Argerich
Adios muchachos – Carlos Gardel


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Fa bene al cuore, fa sentire vivi, riuscire ad indignarsi ancora fino ad avere la bava alla bocca di fronte a certe affermazioni della nostra classe dirigente, financo calcistica quindi di retrovia ma tant’è.
Proprio nel giorno dell’anniversario del golpe in Cile, 11 settembre 1973, il presidente di ritorno della Federcalcio Tonino Matarrese auspica che vengano costruite celle all’interno degli stadi per rinchiudervi i tifosi facinorosi.

“Durante il golpe di Pinochet del 1973 l’Estadio Nacional di Santiago fu usato come campo di concentramento dove transitarono circa 40.000 prigionieri, tra il settembre ed il novembre di quell’anno. Il campo da gioco e la galleria furono utilizzati per tenere imprigionati gli uomini, mentre le donne furono relegate nella piscina, negli spogliatoi ed in altri edifici. Altri spogliatoi e i corridoi furono luoghi di tortura e di esecuzioni, mentre gli interrogatori venivano fatti nel velodromo”. (Wikipedia)

In quello stesso luogo ed in quei giorni, il musicista Victor Jara fu brutalmente torturato ed assassinato. Per questo motivo, dal 2003 lo stadio è intitolato a suo nome.

Capisco che di questi fatti ormai lontani non si parli più mentre si preferisce far notare giustamente come la primavera di Praga sia stata brutalmente soffocata dai carri armati sovietici per ristabilire uno status quo e se ne celebri il 40° anniversario con grande risonanza.
A Santiago, cinque anni dopo, successe esattamente la stessa cosa, l’impero soffocò un tentativo di cambiamento politico ma si sa che il relativismo è peccato e non bisogna indulgervi, altrimenti il gran sacerdote dalle scarpette rosse se ne ha per male.

La memoria delle atrocità cilene e poi di quelle salvadoregne, argentine, sudamericane in genere è desaparecida esattamente come le migliaia di oppositori del regime.
Però è curioso che sia scattata nella mente del grande capo dei pedatori questa clamorosa coincidenza. Forse è il clima fascisteggiante che si respira che fa fare certe gaffes?
Ma qualcun’altro l’avrà notata poi, la gaffe, o soltanto io?


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