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Se fosse stato progettato da Papi, il Titanic non sarebbe mai affondato.

Se avesse seguito i consigli di Papi e non avesse voluto fare di testa propria, l’Uomo di Similaun non sarebbe uscito di casa con quel tempaccio, quel giorno.

Se Marconi non si fosse trovato un pomeriggio in un bar con Papi che gli parlava di televisioni, non avrebbe mai inventato la radio.

Leonardo Da Vinci era solo un creativo pagato per concretizzare le mirabolanti intuizioni di Papi.

Baggio sbagliò il rigore ai mondiali americani perchè volle fare di testa sua e non seguì i consigli di Papi. Come Gullitt, Van Basten, Sacchi, Ancelotti, Zaccheroni, Kakà, Maldini, Schevchenko, ecc. ecc. ecc….

Se Papi avesse messo una parola buona con Pilato, Gesù si sarebbe salvato.

Se Papi avesse creato il mondo avrebbe lavorato anche di domenica, Lui.

Brutti atei comunisti che non siete altro. Il “Papi worshipping” è la religione del futuro. Altro che Tom Cruise e Scientology. I credenti sono già tra noi a milionate. Fate una prova. Usate una delle precedenti affermazioni durante la conversazione con un papiminkia. Al novantanove per cento lui o lei risponderà annuendo vigorosamente come se aveste recitato i vecchi e logori comandamenti.

Vista l’aria che tira, scommetto che un giorno queste affermazioni diventeranno:
1) Notizie nella scaletta del TG1;
2) Capitoli della nuova storia del mondo riscritta dopo aver finalmente eliminato i testi scolastici comunisti.
3) Fatti e prove assolutamente vere ed incontrovertibili della natura divina di Papi.

Nel mondo reale, quello non raccontato dalla mezzobusta di fiducia, oggi Papi è stato a Washington e Barack gli ha detto: “Scusa coso, come ti chiami, ci avanzano tre alqaediani da un’unità locale in dismissione a Guantanamo. Li mettiamo nel tuo garage, ok?”


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Prima legge della relatività cattolica: “Divorziati e risposati non possono accostarsi al sacramento dell’Eucaristia”.
(Papiro carpito nella sala d’attesa del medico di base e religiosamente conservato a futura memoria dei posteri)

Paolo Attivissimo, fa qualcosa! Berlusconi è diventato come Thierry Meyssan , crede nella teoria del complotto. Nella puntata paranoidea di stasera di “Porta a Porta” (in attesa che prossimamente anche Veronica Lario possa raccontare la sua verità dalle stesse poltrone, vero Vespone?, guardi che ci contiamo), papi vuota il sacco e fa come quegli imputati nei film americani che decidono di difendersi da soli perchè sono degli sboroni dalla parlantina fatale.
Tanto può contare su una RAI pagata da noi che all’occorrenza si mette giù a pecorina e alla quale la concorrenza ed il potere politico (in questo caso impersonati dallo stesso individuo), possono fare ciò che vogliono: primo, secondo e terzo canale anche contemporaneamente.

Che si sappia. Tutti i convinti assertori della par condicio, gli amanti del contraddittorio, i difensori a spada tratta del bipartizanismo stasera non c’erano e se c’erano dormivano.
Sul TG1 sventola bandiera bulgara. Servizio di apertura sull’affaire Berlusconi-Lario con tutto il tempo riservato a lui, a Poverosilvio in modalità aspide, a sputare veleno contro la moglie sobillata ed ingannata dal complotto della Sinistra. Contraddittorio della moglie ed eventualmente della Sinistra tirata in ballo: non pervenuti.

Un fatto che fino a ieri i nanofili lamentavano dovesse rimanere privato e sul quale si rilasciavano scarni commenti di un paio di righe, viene usato oggi come un maglio a fini politici, millantando una presunta colpa della Sinistra se una dolce signora si è rotta i cosiddetti di sentirsi umiliata dal comportamento da fauno ingrifato del marito, per giunta titolare di una carica pubblica che richiederebbe sobrietà anche alle Isole Andamane.
Se gli itagliani non avessero perso completamente il senso dell’umorismo si sarebbe potuto sottotitolare il servizio del TG1 alla pagina 777 di televideo con la dicitura: “la tragedia di un uomo ridicolo.”

Si sono fatti sentire i cattolici oggi, con un commento dell’Avvenire piuttosto severo e una nota serale del cardinale Bagnasco, la CEI in persona. Non siamo certamente alla scomunica, però fa piacere sentire un certo sommovimento sussultorio ed ondulatorio dalle parti di Via della Conciliazione.
Dato che Papi guida il partito autocertificatosi più adatto alla difesa della Famigghia e della moralità cattolica, una sacra tirata d’orecchi mi pare doverosa.

A chi mi accuserà di moralismo e bacchettoneria di ritorno, rispondo che è solo questione di giustizia.
Se a conviventi, separati, divorziati, risposati, omosessuali eccetera, è negata per principio la comunione anche se si tratta di persone degnissime e dalla specchiata moralità, perchè il più chiacchierato degli italiani e adesso in procinto di diventare divorziato al quadrato, deve prendere la comunione come un bimbetto innocente di otto anni?
Mi piacerebbe proprio sentire la sua giustificazione, in merito. Esiste forse un Lodo Ostia del quale non siamo a conoscenza?

P.S. Ho letto della storia delle foto taroccate di Papi alla festicciola di Piertopa. Anche per me sono ritoccate e credo di sapere come è saltato fuori l’alone mistico da Camera Kirlian attorno alle figure scontornate. A me succede quando abbasso la qualità di compressione dell’immagine: lo scontorno non è più sfumato e preciso ma “si vede”. Ottimizzando per il web è facile perdere in precisione di scontorno.
In ogni caso, brinda anche tu con Papi!


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Non tutte le televisioni ed i telegiornali hanno la fortuna di appartenere a qualcuno che non sia Silvio Berlusconi. Sky è di Rupert Murdoch ed ha un target medio-alto borghese, quindi può permettersi di raccontare e mostrare in audio e video le contestazioni che rimedia ogni tanto in giro il nostro Piccolo Peron, gatto mammone dalle sette Evite.
Per il TG1 invece, visto il timore reverenziale che ha nei confronti del Piccolo Peron, è d’obbligo il tono epico da cinegiornale di regime qualunque cosa il PP faccia: lavoro o svago. Lui è così buono e misericordioso che ridà le dentiere alle signore anziane. Non siamo ancora alla guarigione del cieco ma siamo fiduciosi.

http://www.youtube.com/v/xZz4-VuamW4&hl=it&fs=1

Navigano a vista con lo slinguazzatore automatico e non lo fanno perchè sono stipendiati da Berlusconi come quelli di Italia1, il che sarebbe logico e comprensibile, lo fanno spontaneamente, per eccesso di zelo e perchè Berlusconi è il Premier, quindi ha ragione per forza e non bisogna contraddirlo se no ci fa to-to sul culetto.

L’inviato al seguito del Piccolo Peron botulinizzato in visita a Napoli al Teatro San Carlo, ci ha tenuto molto a precisare ieri che “all’uscita il Premier è stato applaudito da un centinaio di persone e contestato da alcuni”.
Naturalmente se poi uno va ad ascoltare il sonoro dell’episodio, si scopre che erano più fischi e “buuu” che applausi.
Si faceva prima a dire “all’uscita ha subito qualche contestazione” ma siccome sanno che lui non sopporta di non essere adorato in ginocchio, si mette mano al Photoshop autocensorio senza che nessuno ce lo dica. Spontaneamente ed opportunamente si ammutolisce la sonora fischiata rimediata dal Peronetto mettendoci una pezza con un po’ di tronfia retorica di regime.

Questa è la realtà virtuale televisiva, nella realtà fattuale chi contesta il Piccolo Peron anche solo portando due dita alla bocca è matto o cattivo e viene addirittura identificato dalla polizia, come riportano senza vergogna e come se fosse una cosa da nulla, le agenzie:
“Tre persone sono state identificate dalla polizia al termine del concerto della Berliner Philharmoniker diretto dal maestro Riccardo Muti al Teatro San Carlo di Napoli. Gli agenti hanno provveduto al riconoscimento dopo che il premier Silvio Berlusconi ha lasciato il Massimo partenopeo tra applausi e fischi”.

Ecco qual’era la notizia vera di oggi.
L’Italia è stata definita da Freedom House, un paese “parzialmente libero” in termini di libertà d’espressione. Forse perchè in Italia è vietato fischiare il ducetto e chi lo fa viene identificato dalla polizia e i telegiornali quando il Piccolo Peron fa la passerella e qualche sano di mente lo fischia i giornalisti si cagano addosso. Temo che sarebbe molto difficile far capire una cosa del genere ad un americano.

Naturalmente la notizia del declassamento del nostro paese a repubblica delle banane il TG1 non l’ha data.
Era impegnato a lustrare ed oliare l’applausometro da preparare per le prossime uscite del Duce.


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Questa sera si cena a base di bufale. Bufale vere, con le corna, produttrici di gustose mozzarelle, che sarebbero bombate mediante l’utilizzo di ormoni e bufale mediatiche, ben più dannose.

Andiamo con ordine perchè c’è un po’ di confusione con i termini medici sui giornali. Vestitami da Pieroangela, faccio un po’ di chiarezza tra somatropina, somatotropina e una nuova variante mediatica: la somarotropina.

La sigla hGH si riferisce all’ormone della crescita somatotropina, prodotto normalmente dal nostro organismo nella ghiandola pituitaria (ipofisi). L’h significa “human”.
L’Ormone Sintetico della Crescita (HGH) è chiamato somatropina ed è in uso dal 1985, quando iniziò a sostituire quello estratto dalle ipofisi di cadaveri (hGH) a causa del rischio di trasmissione del prione ritenuto responsabile della malattia di Creutzfeld-Jacob, la variante umana della encefalite spongiforme bovina, comunemente chiamata “malattia della mucca pazza”. L’ormone sintetico viene anche chiamato ormone della crescita ricombinante, o rhGH.

Questo per quanto riguarda la versione umana dell’ormone della crescita, quella che utilizzano palestrati, pelati in vena di qualunque pazzia pur di farsi ricrescere la chioma e, a scopo terapeutico, persone che ne sono deficitarie. Compresi alcuni tipi di nani, quelli chiamati “ipofisari”.
Un uso sconsiderato di hGH, magari per dimagrire secondo i dettami di diete alla Mengele da 500 calorie al giorno più una o due pere di hGH alla settimana, (don’t try it at home!), può provocare vari disturbi anche gravi come ipoglicemia, sindrome del tunnel carpale, dolori alle articolazioni e , in soggetti predisposti, l’acromegalia, ovvero una crescita anomala delle estremità: fronte, mento, mani e piedi.

Tornando alle nostre bufale campane, in quel caso si tratterebbe della somministrazione di bST, somatropina bovina sintetica, iniettata alle povere bestie per incrementarne la produzione lattea. Si tratta di un prodotto largamente utilizzato negli Stati Uniti, commercializzato con il nome Posilac dalla MONSANTO (oplà, ecco la multinazionale del demonio!). La controversia sull’uso di ormoni per l’allevamento del bestiame riguarda principalmente alcuni paesi europei che nutrono dubbi sulla loro sicurezza riguardo alle ripercussioni sulla catena alimentare.

Mozzarelle, nani, ormoni, bufale. Il nano e le mozzarelle, la bufala del nano protagonista al G20. Veramente commovente questa sera la Susanna Petruni, (dimenticate le Bond-girls, ora vanno le Silvio-girls, ben più letali di quelle di 007) ) al seguito di uno dei più ignorati leader mondiali, che si è inventata un servizio celebrativo delle gesta inesistenti di Berlusconi al G20, sulla base di un unica immagine, quella di Silvio che appare dietro ad Obama, in un quasi Paolini mode.
Come quelli che si fanno fotografare ai matrimoni agguantando la sposa, per rubare la scena, Silvio si è attaccato alle costole di Obama e gli spettatori del TG1, grazie alla CastaSusanna, hanno creduto che i leaders del mondo non abbiano fatto altro in questi giorni che pendere dalle labbra di Mr. Berlusconi e prendere ordini.

Si, è vero, hanno poi mostrato, con un coraggio da Saviano, il filmato dove Elisabetta stizzita si è lamentata del casino che faceva il nano in libera uscita (“Mister Obaaaamaaaa!!!!”) ma, alla fine, l’impressione è stata: “Come osa quella stronza di regina riprendere il Nostro Silvio?”
Sono sfumature, dettagli, ma servono per rivoltare la frittata di una figura di merda rimediata di fronte ad una regina e ad un manipolo di presidenti e parare il culo al padrone. Davvero, se Belpietro riuscirà a fare di peggio di così, sarà da medaglia al valore.

Con una tal profusione di bufale, fossi nei NAS andrei a fare una visitina nella redazione del TG1. Temo qualcuno faccia uso di somarotropina.


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Per gli italiani che volessero raggiungere un ulteriore livello di sprofondamento nel sottosuolo della vergogna, e ormai credo che stiamo già arrivando al mantello terrestre, ebbene sappiano che l’Argentina ha richiamato il nostro ambasciatore per le dichiarazioni fatte dal presidente del consiglio durante la campagna elettorale in Sardegna.
Quali dichiarazioni? Chi ha ascoltato il TG1 di stasera avrà pensato che i nostri cugini sudamericani siano ammattiti o indipietriti.
Infatti l’apparentemente innocuo Sassoli ha letto la seguente velina da Minculpop:

“L’Argentina ha convocato l’ambasciatore italiano per chiarimenti su presunte frasi del presidente del consiglio sui desaparecidos. Secondo il quotidiano di Buenos Aires “Il Clarin”, che cita l’Unita’, Berlusconi avrebbe detto:”Erano belle giornate, li facevano scendere dall’aereo” riferendosi ai “voli della morte”.
Da Berlusconi, ha spiegato l’ambasciatore italiano, netta presa di distanza dalla dittatura argentina. Fonti del governo aggiungono: il premier voleva sottolineare l’efferratezza del crimine per spiegare la gravita’ dell’insulto quando lo paragonano ai dittatori“.

No, la realtà è leggermente diversa e questa non è informazione. E’, nella migliore delle ipotesi, disinformacija di stampo putiniano. Vomitevole e sicuramente vergognosa.
Come dimostra il video, colui che ci disonoriamo di avere come presdelcons ha avuto il coraggio di fare una battuta pseudocalcistica sui voli della morte che fecero sparire decine di migliaia di oppositori politici in Argentina.
Esattamente questa:

“… come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone. Poi aprivano lo sportello, via il pallone, dice:”C’è una bella giornata fuori ,andate fuori un po’ a giocare. ” Che fa ridere, ma è drammatico...

Va bene che basta non parlare male della Shoah e per i restanti genocidi vi sono il rutto libero e lo sfintere rilassato ma giustamente il Clarin, in questo articolo, parla di “frase infame” e ricorda, guarda un po’, che sia Massera (quello che giocava a tennis con il cardinale Laghi), che Berlusconi erano affiliati alla P2. Strane associazioni, incomprensibili per i nostri pennivenduti.

Davvero, non so se sia peggio Berlusconi e la sua coprolalia, chi gli para il culo sul servizio pubblico o chi lo difenderà dicendo che noi comunistelli non capiamo l’ironia del premier. You can kiss my ass.

Por todos los amigos argentinos: este hijos de puta madre chingada no representan el pueblo italiano asì como el general Massera no representaba el pueblo argentino.

Trittico musicale disintossicante:
Adios nonino – Astor Piazzolla
Ginastera danzas argentinas – Martha Argerich
Adios muchachos – Carlos Gardel


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“Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?” (W. Shakespeare)

Il sistema di pappalti pubblici di questo scriteriato paese è di nuovo sotto inchiesta. Sarebbe stata individuata, come scrivono i magistrati:
una commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia”. Tutti “convergenti – scrivono i pm – a soddisfare le più diversificate pretese dell’imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti”.

Secondo il solito trito copione di questa ennesima fiera del pappamento, c’è un imprenditore, Romeo, che vuole aggiudicarsi i pappalti e per farlo si intorta le Giuliette politiche, il che può voler dire anche chiedere che, in una giunta di centrosinistra come quella di Napoli, la Giulietta di centrodestra non rompa le palle. E’ il trionfo della volontà della casta. Questa volta Montecchi e Capuleti fanno affari insieme e si spartiscono il bottino. Che Giulietta e Romeo trombino pure, se ciò porta guadagni per tutti.

Sono coinvolti, dicevo, politici di entrambi gli schieramenti eppure, con un rovescio lungo linea degno del miglior Federer, il TG1 è riuscito a far si che sembrasse un problema solo del centrosinistra. Questo nonostante si sia parlato ampiamente del famoso sodalizio telefonico di Bocchino, un nome che rimane facilmente impresso nella memoria e il cui portatore ci onoriamo si ascoltare tutte le sere mentre conciona sulle bellezze del governo e le orripilanze dell’opposizione. Non risultando altri Bocchini in Parlamento, per quanto ne so, dev’essere proprio lui, la madre di tutti i Bocchini.

Oltre alla sparizione del Bocchino sotto il tappeto, sfruttando il solito vecchio trucco dell’effetto recenza, al noto Gasparri è stata data l’ultima parola in coda a tutti i servizi sull’argomento e lui, senza nemmeno un perizoma che coprisse le vergogne, ha ridotto lo scandalo ad un problema di etica e moralità della sinistra. Sono loro che hanno un problema di etica. Noi no, noi. Passiamo alla guida su come cucinare il pesce le prossime feste.

Appena un secondo prima, Berlusconi aveva invocato l’utilizzo a fine di indagine delle intercettazioni solo per reati gravissimi. Immagino pensasse ad esempio al sezionamento e successiva bollitura di inermi vecchiette per farne sapone da bucato.
Per robette veniali come corruzione, pappamenti, pappalti e affini invece no, non ce n’è bisogno. In fondo cosa volete che siano?


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Dunque, vediamo. Nel corso della nostra fulgida civiltà abbiamo bruciato eretici, streghe vere o presunte e si sono date alle fiamme croci con neri di contorno a cura del KKK. Durante le guerre, il nostro momento migliore, quando tiriamo fuori il meglio di noi, si fa “terra bruciata”.
Il signore raffigurato qui sopra* diede personalmente l’ordine di bruciare gli africani che si opponevano al grande impero italiano.
Siccome il progresso ci rende sempre più efficienti, oggi i più sboroni di noi occidentali utilizzano un super napalm arricchito di fosforo che riesce a bruciare i corpi ma non gli abiti, che rimangono intatti. Mi sembra giusto, visto che bruciare le stoffe, oggi come oggi, è diventato un reato peggiore che bruciare gli esseri umani.

Se non avete ancora capito il messaggio che proviene dai media, scandalizzati per un grembiulino che brucia in una manifestazione, eccone la traduzione: si possono bruciare iraqeni a Falluja ma non le bandiere degli “stati amici”. Che c’entra il grembiule? E’ di stoffa, come le bandiere, quindi è uno stato amico.

Il grembiule era vuoto, non conteneva un alunno. Eppure la notizia è stata data con grande risalto al solito TG-mercatone-1 dove sono tanto sensibili per queste cose. Quando non riescono ad oscurare completamente le manifestazioni di protesta le arricchiscono con il fosforo, con particolari fiammeggianti.

In Kenia, e accade adesso, nel 2008, bruciano vive donne vere, di ciccia, accusandole di essere streghe ma a Riotta che je frega? A lui fa strano il grembiule, perchè dentro ci immagina la Gelmini che si contorce tra le fiamme e deve ricacciare la fantasia nell’inconscio.

Finalino

Dei fascisti al seguito della nazionale di calcio piena di calciatori fascisti fanno casino in Bulgaria (perchè la pensano ancora un covo di comunisti) e il rappresentante del Viminale non ci trova niente di strano. “Inneggiavano all’Italia” (in realtà al Duce ma fa niente).
I bulgari non hanno gradito. Avevamo infatti sentito fischiare l’inno italiano ma, dato che i telecronisti bulgari (nel senso di quelli RAI) non avevano detto nulla dei disordini tra forze dell’ordine bulgare (nel senso proprio di bulgare) e camerati, non riuscivamo a spiegarcelo. Che ce l’avessero con noi ancora per la storia della “pista bulgara”?
Invece ci fischiavano in quanto rappresentati sugli spalti da un bel manipolo di facinorosi fascistoni.
Mano male che la cosa ha provocato la riprovazione di Ignazio Benito Maria che ha affermato, sempre al TG1: “Il reato più grave è bruciare la bandiera di uno stato amico”.
Non c’azzecca con i disordini di ieri ma giusto per ribadire il concetto.

(Grazie a Don Zauker per l’immagine e a Fernando di Leo per il titolo.)


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In fondo qual’è la colpa dei piloti sciagurati che non accettano il progetto di spartizione dei poveri resti di Alitalia da parte di un manipolo di detentori di plurimi conflitti d’interesse che vogliono soltanto arraffarne qualcuno in più rischiando poco o niente?
Sono dei pazzi perchè osano avere un’opinione propria e diversa da quella che tutti dovremmo avere in questa occasione, secondo il messaggio neanche tanto subliminale che proviene dai media.
Oh cazzo, non vorranno mica far fallire un progetto di Berlusconi, l’infallibile? Come è possibile che qualcuno voglia mettergli i bastoni tra le ali, a Lui?

Dispiace dover ancora una volta parlare del TG1 ma non se ne può proprio fare a meno.
La malattia della quale soffre il nostro paese, l’omologazione verso il pensiero unico, manifesta dei sintomi e i più evidenti, quelli esantematici, le bolle e le pustole, provengono dal mondo dell’informazione-kapò.

Sono settimane che giornalisti capaci, quando si tratta del LORO contratto, di scioperi da sei-sette giorni per volta, non riescono a farsi una ragione di come si possa essere contrari ad un progetto del governo Berlusconi.
Non gliene frega una cippa se il piano è buono o cattivo, e difatti se ne guardano bene dall’illustrarne i contenuti, l’importante è che lo si ingoi senza discutere. Sono talmente abituati ormai a dire si a tutto ciò che viene dall’alto che la possibilità che qualcuno possa dire “no”, la facoltà di ribellarsi, li manda in loop. Sono giorni che il tremendo conflitto che li rode si manifesta in video e in voce.

Prima la famosa esultanza dei piloti, che tanto li ha impressionati, definita prima bizzarra e poi addirittura agghiacciante, neanche si trattasse di uno snuff di Miike.
Ieri sera la farsa comica in un atto con la comandantessa e l’assistente di volo biondocrinita intervistate in studio. Accuratamente selezionate, come le veline, dalla parte che critica i colleghi che hanno esultato. Anzi, la pilotina ha detto che quando ha sentito le grida di giubilo ha avuto un trip da Nazareno ed ha esclamato “Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”. Purtroppo non in aramaico, sarebbe stato ancora più bello.
L’altra “volina” ha ribadito che, si, bisogna dire di si al progetto di Berlusconi perchè non c’è alternativa. Grazie, stragrazie, ma che belle e brave pilote, queste si che sanno come si sta al mondo.
Stasera ancora, tipo martello pneumatico, il racconto degli scontri tra le fazioni. I lavoratori cominciano ad essere divisi, che bello, i buoni vinceranno e i cattivi (pilotacci cattivi, comunistacci residui e altra plebaglia) saranno sconfitti. Noi tifiamo CAI, tié!

Chissà perchè, in un flash mi è venuto in mente che i lacchè erano quelli che avevano l’onore di sverginare le ghigliottine salendovi un minuto prima dei loro padroni.
Adesso mi vado a sedere sulla riva del fiume e aspetto il prossimo sciopero dei giornalisti e il bollettino letto da un rappresentante sindacale autorizzato dal comitato di redazione che definirà “inaccettabili” le proposte dell’azienda e che annuncerà il prosieguo dello sciopero, fintanto che non saranno accolte le richieste della parte sindacale.


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Pur essendo tutte e tre perfettamente plausibili, solo una delle affermazioni che seguono è assolutamente falsa. Quale?

Angelino Alfano, il nostro Angelinho Pernambucano guardasigilli, ha detto che nel suo progetto di riforma della giustizia, i PM non saranno mai sottoposti ai voleri dell’esecutivo.

Dopo la legge contro clienti e prostitute, Mara Carfagna ha allo studio un decreto legge per rendere fuorilegge i rapporti sessuali orali su tutto il territorio nazionale, come già è previsto dalle leggi di alcuni stati degli USA.

Il TG1, nell’edizione delle 20,00 di ieri sera, ha definito “agghiaccianti” le manifestazioni di giubilo dei dipendenti Alitalia alla notizia del ritiro della CAI dal tavolo delle trattative.


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Ragionandoci bene su, Nano l’Africano ha fatto un affare. 5 miliardi di dollari non sono 5 miliardi di euro, pensateci. Al cambio di oggi sono solo € 3.407.734.930,5000 e glieli dà spalmati su 25 anni come i debiti delle società di calcio. Con la svalutazione saranno ancora meno.
In più il Colonnello si è accontentato di una vecchia Venere rotta e senza braccia quando poteva chiedere Ronaldinho, Kakà, Shevchenko e tutto il parco veline di Raiset.

L’autostrada gliela fanno si, ma senza gli autogrill e le aree di servizio. I guardrail sono a parte e per l’asfaltatura c’è un bonus solo per i primi 200 kilometri. E’ tutto scritto piccolo piccolo in calce al contratto.
Sono solo voci di corridoio ma pare che che Silvio d’Arabia sia riuscito a rifilare ai libici dei decoder digitali terrestri rimasti a Paolo e uno stock di poltrone motorizzate rimaste sul gozzo a Mastrota).
In ogni caso non sarà Sciupone II l’Africano (il I era il suo amico Emilio Fede) a pagare ma una moltitudine di C.F. e P.IVA comunemente chiamati Italiani.

Encomiabile la copertura del TG1 dello storico accordo Italia-Libia con la rievocazione dell’antico contenzioso. Non una volta è stata nominata la parola fascismo.
E’ vero che la colonizzazione del paese africano era cominciata molto prima di Benito da Predappio ma le atrocità maggiori, quelle per le quali saremo costretti a stringere ancora di più la cinghia per risarcire gli ex-coloniali, furono fatte dai fascisti come Graziani, il quale ebbe a dire:
“Spesso mi sono esaminato la coscienza in relazione alle accuse di crudeltà, atrocità, violenze che mi sono state attribuite. Non ho mai dormito tanto tranquillamente quanto le sere in cui questo esame mi è accaduto di fare. So dalla Storia di tutte le epoche che nulla di nuovo si costruisce se non si distrugge in tutto o in parte un passato che non regge più al presente”.

A questo proposito, visto che è stato clamorosamente sdoganato dal TG1 che ne ha mostrato ieri sera alcune sequenze, nonostante sia un film tutt’ora censurato e mai uscito in Italia, consiglierei la visione del film “Il leone del deserto”.
Prendo da Wikipedia:

“Le autorità italiane hanno vietato la proiezione del film nel 1982 perché, nelle parole del primo ministro Giulio Andreotti, “danneggia l’onore dell’esercito”. Pare che il veto sia stato posto dall’allora sottosegretario agli Affari Esteri Raffaele Costa, oggi esponente di rilievo di Forza italia e presidente della provincia di Cuneo dal 2004. Vi fu un procedimento contro il film per “vilipendio delle Forze Armate“. La pellicola non fu mai distribuita nel Paese, dove resta tuttora introvabile”. Successivamente, dopo il 1988, il film è stato proiettato illegalmente in vari film festival, senza interferenze da parte del governo. Il film è reperibile in Internet”.

Questi sono le magie di Berluscudinì: far sparire il fascismo dietro ad una tenda e far riapparire al suo posto un film proibito nel telegiornale di maggior ascolto.
Che mente, che portento! Sperando che la fine dell’Italia non incominci da Giarabub.

http://www.youtube.com/v/sCXj4M8vbQs&hl=it&fs=1


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