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In qualunque paese che non sia retto da una dittatura e che non sia governato da un’ideologia al tramonto e quindi insicura di sè, la satira dovrebbe sempre essere libera di esprimersi e cioè di sbeffeggiare coloro che ricoprono posizioni di potere, anche nel loro piccolo o medio.
Invece, nei giorni scorsi, si è parlato fin troppo e con toni da tragicommedia greca, di una vignetta di Vauro, pubblicata sul Manifesto, sulla giornalista Fiamma Nirenstein, raffigurata come un Prometeo moderno indeciso tra l’ebraismo, il fascismo e Berlusconi. Forse indecisa anche tra Israele e Italia, visto che si candida con tutto il cucuzzaro (anche fascista) della libertà per un posto nel parlamento italiano ma a quanto pare solo per difendere Israele e gli Stati Uniti

“Mi risulta che quella parte sia l’unica che ha difeso Israele e l’alleanza italiana con gli USA di fronte a un’ondata pazzesca di antisemitismo e antiamericanismo di sinistra.” Dice orgogliosa sul suo sito.

Siccome non è fine ricordare l’antisemitismo che ancora alligna bello vegeto a destra, perchè la serva serve e pecunia non olet, meglio riservare la propria riserva di veleno contro la sinistra. Da ex comunista è un fenomeno fisiologico, comunque.

Orbene, Vauro è un toscanaccio e come tale dotato di una certa cattiveria che si esalta, come in tutti i toscani, me compresa, grazie alle mie origini materne, nel sarcasmo al vetriolo. I toscani sono coloro che all’indomani del ritrovamento dei corpi sbudellati delle vittime del Mostro di Firenze coniarono il soprannome “Cicci il mostro di Scandicci” per riderci sopra. La Fiammina, che ha radici toscane anche lei, dovrebbe saperlo bene, visto che oltretutto ammira tanto un’altra toscanaccia dalla boccaccia sputacattiverie come l’Oriana, rest in peace.

Se Vauro avesse fatto una vignetta su un’araba in burka disegnandola con le gambe storte, la Fiamma che s’infiamma scommettiamo che non avrebbe avuto da ridire, visto che, diciamolo, gli arabi e soprattutto i palestinesi le stanno parecchio sui coglioni?
Inoltre non risulta che esista e sia continuamente stigmatizzato un antisemitismo che prenda di mira gli arabi, pure essi semiti. Cioè gli arabi li puoi offendere come ti pare, nessuno ti ricorderà olocausti o ti farà venire sensi di colpa.

Il giornale danese che ha pubblicato le vignette contro l’Islam è molto vicino ai neocon americani, a loro volta molto vicini alla Fiamma ma ricordate cosa si disse? Che non si potevano censurare perchè ohibò, era censura, era minacciata la libertà di stampa. Con la differenza che lì si offendeva il Profeta, qui si fa dell’ironia su una signora molto estremista nelle sue posizioni sioniste e che quindi un pochino se le va a cercare. Come quello che andava nel Bronx a urlare “sporchi negri”.

A proposito di negri. La vignetta all’inizio del post è stata pubblicata sul giornale israeliano Maariv e raffigura un Barack Obama intento a dipingere di nero la Casa Bianca. La didascalia della vignetta diceva: “La casa è ancora bianca ma non per molto”.
Il sionista progressista Richard Silverstein, che ha definito razzista la vignetta, dice in un articolo a commento:

Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche.

Incredibile, secondo la Fiamma sarebbero i discorsi di un antisemita, roba da “Der Sturmer”.
Invece è IsraelNews. Silverstein fa parte di quegli ebrei ed israeliani che riescono a vedere anche il razzismo che c’è tra loro e che vengono definiti senza tanti complimenti dai siti tipo InformazioneCorretta, degli infami, dei traditori, dei self-hating jews.
Accomunati, nell’odio estremista sionista, agli arabi, raffigurati su Masada2000, il sito del movimento del rabbino razzista Meir Kahane, il Kach, per fortuna fuorilegge in Israele, avvolti nella pancetta di maiale.
Oppure dileggiati come Rachel Corrie, la pacifista americana (ma di sinistra e filopalestinese, quindi in quel caso si può essere antiamericani), finita sotto un caterpillar israeliano mentre presidiava un’abitazione palestinese, alla quale è stato dedicato un sito apposito, con tanto di foto dove gli viene fatta indossare una maglietta con la C di Caterpillar. Non metto il link a Masada2000 perchè è un sito di merda come tutti i siti razzisti.

Ecco, mi piacerebbe sapere se è peggio la vignetta del toscanaccio Vauro su un’accesa sionista o l’offesa ad una ragazza morta comunque per un ideale, della quale non si deve ricordare l’anniversario della morte, 16 marzo 2003, perchè, secondo il sito http://www.rachelgolem.com/corrie.htm dei suoi detrattori post-mortem sionisti, “tanto, lei e i suoi compagni sono irrilevanti.”


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In qualunque paese che non sia retto da una dittatura e che non sia governato da un’ideologia al tramonto e quindi insicura di sè, la satira dovrebbe sempre essere libera di esprimersi e cioè di sbeffeggiare coloro che ricoprono posizioni di potere, anche nel loro piccolo o medio.
Invece, nei giorni scorsi, si è parlato fin troppo e con toni da tragicommedia greca, di una vignetta di Vauro, pubblicata sul Manifesto, sulla giornalista Fiamma Nirenstein, raffigurata come un Prometeo moderno indeciso tra l’ebraismo, il fascismo e Berlusconi. Forse indecisa anche tra Israele e Italia, visto che si candida con tutto il cucuzzaro (anche fascista) della libertà per un posto nel parlamento italiano ma a quanto pare solo per difendere Israele e gli Stati Uniti

“Mi risulta che quella parte sia l’unica che ha difeso Israele e l’alleanza italiana con gli USA di fronte a un’ondata pazzesca di antisemitismo e antiamericanismo di sinistra.” Dice orgogliosa sul suo sito.

Siccome non è fine ricordare l’antisemitismo che ancora alligna bello vegeto a destra, perchè la serva serve e pecunia non olet, meglio riservare la propria riserva di veleno contro la sinistra. Da ex comunista è un fenomeno fisiologico, comunque.

Orbene, Vauro è un toscanaccio e come tale dotato di una certa cattiveria che si esalta, come in tutti i toscani, me compresa, grazie alle mie origini materne, nel sarcasmo al vetriolo. I toscani sono coloro che all’indomani del ritrovamento dei corpi sbudellati delle vittime del Mostro di Firenze coniarono il soprannome “Cicci il mostro di Scandicci” per riderci sopra. La Fiammina, che ha radici toscane anche lei, dovrebbe saperlo bene, visto che oltretutto ammira tanto un’altra toscanaccia dalla boccaccia sputacattiverie come l’Oriana, rest in peace.

Se Vauro avesse fatto una vignetta su un’araba in burka disegnandola con le gambe storte, la Fiamma che s’infiamma scommettiamo che non avrebbe avuto da ridire, visto che, diciamolo, gli arabi e soprattutto i palestinesi le stanno parecchio sui coglioni?
Inoltre non risulta che esista e sia continuamente stigmatizzato un antisemitismo che prenda di mira gli arabi, pure essi semiti. Cioè gli arabi li puoi offendere come ti pare, nessuno ti ricorderà olocausti o ti farà venire sensi di colpa.

Il giornale danese che ha pubblicato le vignette contro l’Islam è molto vicino ai neocon americani, a loro volta molto vicini alla Fiamma ma ricordate cosa si disse? Che non si potevano censurare perchè ohibò, era censura, era minacciata la libertà di stampa. Con la differenza che lì si offendeva il Profeta, qui si fa dell’ironia su una signora molto estremista nelle sue posizioni sioniste e che quindi un pochino se le va a cercare. Come quello che andava nel Bronx a urlare “sporchi negri”.

A proposito di negri. La vignetta all’inizio del post è stata pubblicata sul giornale israeliano Maariv e raffigura un Barack Obama intento a dipingere di nero la Casa Bianca. La didascalia della vignetta diceva: “La casa è ancora bianca ma non per molto”.
Il sionista progressista Richard Silverstein, che ha definito razzista la vignetta, dice in un articolo a commento:

Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche.

Incredibile, secondo la Fiamma sarebbero i discorsi di un antisemita, roba da “Der Sturmer”.
Invece è IsraelNews. Silverstein fa parte di quegli ebrei ed israeliani che riescono a vedere anche il razzismo che c’è tra loro e che vengono definiti senza tanti complimenti dai siti tipo InformazioneCorretta, degli infami, dei traditori, dei self-hating jews.
Accomunati, nell’odio estremista sionista, agli arabi, raffigurati su Masada2000, il sito del movimento del rabbino razzista Meir Kahane, il Kach, per fortuna fuorilegge in Israele, avvolti nella pancetta di maiale.
Oppure dileggiati come Rachel Corrie, la pacifista americana (ma di sinistra e filopalestinese, quindi in quel caso si può essere antiamericani), finita sotto un caterpillar israeliano mentre presidiava un’abitazione palestinese, alla quale è stato dedicato un sito apposito, con tanto di foto dove gli viene fatta indossare una maglietta con la C di Caterpillar. Non metto il link a Masada2000 perchè è un sito di merda come tutti i siti razzisti.

Ecco, mi piacerebbe sapere se è peggio la vignetta del toscanaccio Vauro su un’accesa sionista o l’offesa ad una ragazza morta comunque per un ideale, della quale non si deve ricordare l’anniversario della morte, 16 marzo 2003, perchè, secondo il sito http://www.rachelgolem.com/corrie.htm dei suoi detrattori post-mortem sionisti, “tanto, lei e i suoi compagni sono irrilevanti.”


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Questa sera, per sopraggiunti limiti di stanchezza e al fine di non dover celebrare le premature esequie di una papera, avendo inoltre Lameducche già dato ieri in termini di stronzate settimanali, lascio la parola alla vera Satira e mi compiaccio di regalarvi una delle copertine-civetta più memorabili di tutti i tempi del glorioso Vernacoliere.
Proprio in questi giorni si celebrano i 25 anni di vita di questo mensile satirico, una vera zingarata illustrata; sboccato, irriverente, anticlericale, toscanaccio fino al midollo, creato negli altrimenti superficiali anni ’80 (1982 per la precisione) da Mario Cardinali, qui intervistato dal Tirreno in occasione dell’anniversario.

Noi della generazione che ha amato”Cuore” e ne sente tanto la mancanza, che viviamo nel vuoto pneumatico creato da un Potere che aborrisce e quando può censura la Satira, non possiamo che volere bene a questo fogliaccio. Auguri Vernacoliere, da una affezionata portatrice sana di topa.


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Questa sera, per sopraggiunti limiti di stanchezza e al fine di non dover celebrare le premature esequie di una papera, avendo inoltre Lameducche già dato ieri in termini di stronzate settimanali, lascio la parola alla vera Satira e mi compiaccio di regalarvi una delle copertine-civetta più memorabili di tutti i tempi del glorioso Vernacoliere.
Proprio in questi giorni si celebrano i 25 anni di vita di questo mensile satirico, una vera zingarata illustrata; sboccato, irriverente, anticlericale, toscanaccio fino al midollo, creato negli altrimenti superficiali anni ’80 (1982 per la precisione) da Mario Cardinali, qui intervistato dal Tirreno in occasione dell’anniversario.

Noi della generazione che ha amato”Cuore” e ne sente tanto la mancanza, che viviamo nel vuoto pneumatico creato da un Potere che aborrisce e quando può censura la Satira, non possiamo che volere bene a questo fogliaccio. Auguri Vernacoliere, da una affezionata portatrice sana di topa.

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