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Dite che è un problema parlare di Sanremo senza averlo visto? Pensate che si debba procedere, in questi casi, come un gorilla nella nebbia solo con l’aiuto degli occhi di gatto, andando per tentativi? No, perchè Sanremo è talmente ripetitivo e nei secoli fedele a se stesso che si può benissimo parlarne senza averne seguito neppure un nanosecondo della sigla iniziale o degli ultimi fatali minuti con la proclamazione del famigerato vincitore.
Indovinare come è andata, visto lo schema fisso, è più facile che portare via il ciuccio ad un poppante. Come la cartomante che ti dice: “In questo periodo hai avuto delle preoccupazioni” e tu fai “si, si, è vero, ma comme fa?”
Sicuramente è successo questo e quello, hanno partecipato tizio, caio e sempronio and the winner is… con il solito corollario di polemiche. Tutto falso come l’ottone.

E’ dai tempi di Claudio Villa in calzoni corti che gli italiani si appassionano ad una colossale combine, dove chi vince è stato designato con mesi d’anticipo dalle case discografiche. In pratica, l’utile idiota viene selezionato come un topo di laboratorio, vestito come un deficiente e lanciato sul mercato sottostante. Il talento non c’entra. Altrimenti in questi anni avrebbero sempre vinto Mia Martini e Antonella Ruggiero.
Però, misteri del cosmo, gli italiani continuano a guardarlo in tv ed a torturarsi le orecchie per un’intera settimana, rovinandosi anche quell’ultimo residuo di gusto per la bella musica che è rimasto loro nel DNA. Tanto varrebbe tagliarsele di netto.

Ha vinto quindi l’ennesima puttanella canora della Domina De Filippi, il marito di Costanzo, che si spera non farà alle ragazzine bimbominkia i danni che ha fatto Marco Carta, altrimenti SuperBertolaso avrà un’altra emergenza da affrontare al più presto.
Al secondo posto il Principe dei Sottaceti, quello che parla come un Lapo Elkann un po’ meno fatto ma di poco, assieme a Pupo, quello dei pacchi, autore dell’immortale melodia.
C’è stato, mi dicono, un po’ di rumore con gli orchestrali che hanno stracciato gli spartiti durante la serata finale. Visto il livello della mòsica vomitata dagli strumenti non mi pare un delitto ma anzi, un’opera meritoria.

La Clerici è stata sicuramente sublime nella sua abbondanza felliniana. Finalmente, vivaddio, una donnona come se ne vedono tante in giro, altro che le top(e) masticacoca. Una bella taglia forte come siamo noi signore alle quali piace mangiare e non farsi mancare nulla della vita e che pure ci consola perchè, guardandola, ci fa sentire tutte magrissime. Un’immagine magari non in tono con la crisi economica ma chissenefrega. Basta portare un po’ di desperate workers (operai della Fiat) sul palco e il pupo Bersani ad interpretare “quello dell’opposizione” e la coscienza è a posto.
Gli ospiti. Dopo il principe, la regina. Mancavano solo il fante di cuori e il due di picche. Un messaggio subliminale per Pupo, noto giocatore?
Dita Von Teese è deliziosa come al solito ma se potesse cambiare il numero della coppa di champagne gliene saremmo grati, visto che ormai ci esce da tutti i buchi. Che ne so, usi un pokkale da birra, magari di quelli fatti a stivale.

Dicevamo del principe. Si, è più vacuo dell’Azzurro di Shrek ma la trovata della giacca tricolore, disciamolo, è stata grande, così originale, mioddio. Perchè dargli del coglione? Lui è un personaggio dello spettacolo. Casomai Bersani, arridaje, che cazzo ci faceva li? Non a caso si è preso anche lui la fischiata.

Dite che quest’anno abbiamo superato i confini del trash? Voglio spingermi oltre fino a preconizzare l’edizione del prossimo anno ed i suoi conduttori. Io vedo, nella sfera di cristallo, come unica possibilità, nient’altro che un bel trio formato da Antonella Clerici, Azzurro di Shrek e Brüno.
No? Dite che Brüno sarebbe troppo raffinato per la televisione italiana? Si, forse avete ragione. La vita tenta di imitare l’arte ma riesce sempre a fare di peggio.

Compiti per le vacanze.
La frase seguente contiene solo una mezza verità. Scoprire quale.

”Il presidente del Consiglio non ha scheletri nell’armadio. Non è ricattabile e non si lascia ricattare.”

Soluzione: .ә!ɔ!uәɟ әqɯoʇ ә||әu ouos !ɹʇә|әɥɔs !|ƃ

P.S. Ma si, era solo un pretesto per ricordare un bel filmaccio anni 70, visto a quei tempi un pomeriggio (!!) su una tv locale e incredibilmente senza censure.
Ah, leggete questo, è fenomenale.


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Questo non è un governo, è un mondo-governo. E’ a livello di quei filmacci finto documentaristici senza vergogna degli anni sessanta-settanta che giocavano ambiguamente sul dubbio “è ammazzatina vera o non è vera?” e che poi hanno ispirato il filone cannibalesco dove si impalavano le indigene, si sparava ai porcellini e si scannavano le tartarughe.
In piena orgia mondo, negli ultimi tempi il governo ha emanato alcune cosette interessanti, mai osate prima d’ora.

Mondo Sky – In questo orripilante capolavoro del cinema verità, censurato in più di 80 paesi, vedrete un abbonato di Sky ricevere la notizia dell’aumento del 10% del suo abbonamento a causa dell‘incremento dal 10 al 20% dell’imponibile IVA deciso dal governo ai danni della paytv. In una delle scene più impressionanti vedrete l’abbonato autoimpalarsi sul pennone che regge la parabola satellitare. Con la partecipazione straordinaria di Luca Barbareschi nei panni dell’amministratore condominiale che pietosamente gli spara il colpo di grazia.

Sandropophagus – Non crederete ai vostri occhi, rimarrete paralizzati dall’orrore! Un ex dirigente di McDonald’s Italia che, nascosto in un Museo fiorentino, costringe i visitatori a cibarsi di immondi reperti archeologici e poi ne fa polpette che dà da mangiare ad ignari turisti americani. Rimarrete disgustati dagli abissi di necrofagia ideati dalla mente perversa del mostro degli Uffizi e del suo creatore, Sandropophagus. Piccolo cameo di Luca Barbareschi, nel ruolo di un turista americano che, fuori di testa, si mette a sparare al Porcellino.

Mondo Bondi“Viviamo insieme / questa irripetibile esperienza / con passione politica / autentica / con animo casto / e con la sorpresa dell’amicizia. Ci mancheranno / quando verrà il tempo nuovo / e ci rispecchieremo finalmente / l’uno nell’altro… La mia fede / è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede / è nelle parole che cerco.” (Poesia di Sandro Bondi, dedicata al vice Fabrizio Cicchitto nel giorno del suo compleanno)

Non fatevi suggestionare dall’inizio bucolico-arcadico e dalla musica di Riz Ortolani che scorre sui poetici titoli di testa. Il casto vate di Fivizzano ritorna novello Virgilio a guidarvi negli abissi del vizio e della perversione più estremi. Vedrete lo scatenato censore contro la trombata vera e non ipocritamente simulata, irrompere sui set porno brandendo un paio di commercialisti accuminati e, sul rogo alimentato da una strega (si dice) bruciata veramente, dare alle fiamme la filmografia completa di John Holmes, Vanessa del Rio e “Ultimo Tango a Parigi”.
In questo capolavoro maledetto, Luca Barbareschi interpreta il frate domenicano che passa al vate il tubo di napalm nel fiammeggiante finale.

Voi direte: “stai scherzando”. No, la mazzata ai clienti Sky, il manager delle polpette ai Beni Culturali e la pornotax sulle scopate autentiche in 35 mm. sono orrori veri. Altro che sangue finto.

Scene tagliate: il testo integrale e senza censura del decreto sulla pornotax:

Art. 31.
IVA servizi televisivi

3. L’addizionale di cui all’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi e dei compensi alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto. Nel citato comma il terzo periodo è così sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.»


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Questa notte è ricomparso uno dei miei greatest hits onirici ricorrenti, il più angoscioso e de paura, quello che ogni volta riesce a svegliarmi con il cuore in gola e a rendermi difficile in seguito il riaddormentamento.

Ogni tanto sogno che dalle finestre, di notte, osservo dei dischi volanti svolazzare con intenti per nulla amichevoli attorno alla mia casa. Questa notte, in aggiunta, il sogno è cominciato con la visione, sempre fuori dalla finestra, di due specie di funghi atomici fatti di una polvere nerissima che piano piano ha oscurato il cielo. Poi sono arrivati i dischi e il sogno è proseguito secondo il solito copione.

Voi direte, sei psicologa, ti fai prendere in giro da uno stupido sogno? Dato che l’incubo si svolge nella mia casa d’infanzia, a Genova, devo presumere che si tratti del riemergere di antiche angoscie di aggressione. Tuttavia, l’ambientazione ricca di archetipi tipicamente anni 60 lo rende, a mio parere, piuttosto interessante anche come indicatore del potere dell’inconscio collettivo.

Ogni sogno è fatto di contenuti inconsci personali (angoscie, fobie, ricordi), di residuati delle elaborazioni cognitive della giornata o giornate precedenti, di una bella mappata di contenuti mitici, simbolici e archetipici provenienti dalla nostra ricchissima Neuropedia e forse di qualche elemento di premonizione.

Oggi, guarda caso, è il 22 novembre, anniversario dell’assassinio di JFK a Dallas. Quando hanno eletto Obama si sono rievocati gli anni sessanta, di JFK appunto, della guerra fredda e della minaccia atomica; l’altra sera ho rivisto Taken, serie piuttosto intrigante sugli UFO e i rapimenti alieni, ma i funghi atomici che c’entrano?

L’effetto spiacevole del sogno è durato tutta la mattina, almeno fino a quando non ho letto della richiesta da parte di un presidente emerito della Corte Costituzionale di un decreto legge del governo che impedisca il distacco del sondino di Eluana. L’incubo di una vita vegetativa imposta per legge. Anzi no, da un ukase del nano.

Poi ho letto il resoconto dell’intervista alla Carfagna fatta dalla Birignaoardi ieri sera, quella del “Dio, Patria e Famiglia”, del comunista che lei riuscirebbe a redimere, di lei che ha solo un po’ meno esperienza politica di Obama (esticazzi!) e di Boldi che la fa ridere più di Moretti. (non avevamo dubbi).
Questi intellettuali di destra. Affidatela ad un Ruggero Deodato e la signorina riuscirà a rinverdire i fasti horror del miglior Luca Barbareschi di “Cannibal Holocaust“.

La realtà ha cominciato ad apparirmi peggiore di qualsiasi incubo e la definitiva conferma l’ho avuta poco prima di cena, quando il maledetto pollice opponibile ha premuto distrattamente il tasto del canale RaisatExtra, quello che fa la raccolta differenziata delle trasmissioni RAI , dove ho visto per la prima volta quest’anno un brandello di una puntata dell’Isola dei Famosi.
Come l’orecchio mozzato che dà origine all’incubo lynchiano di “Velluto Blu“, è stato l’inizio di un viaggio nell’orrore che mi ha lasciato incapace di decidere se fosse più insopportabile il tono di voce della Ventura, che riesce a far sembrare i pescivendoli dei crooners alla Frank Sinatra, la sua mano sul fianco stile Carrà oppure il baraccone di personaggi freaks radunati da questa nipote sguaiata di Barnum. Roba da dare le dimissioni da italiana con decorrenza immediata.
E’ inquietante pensare a cosa va in onda in televisione mentre tu la usi ignara come schermo per i DVD.

Poi infine, questa sera al TG1, ho visto rievocare Sandro Curzi da un Vittorio Feltri straordinariamente rassomigliante al Dottor Stranamore, con gli stessi occhiali e la postura un po’ di traverso alla “Mein Fuhrer! Io cammino!” e il cerchio si è chiuso. Ecco cosa c’entravano i funghi. Guardare il filmato del TG e poi il finale del film di Kubrick, per credere.


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Questa notte è ricomparso uno dei miei greatest hits onirici ricorrenti, il più angoscioso e de paura, quello che ogni volta riesce a svegliarmi con il cuore in gola e a rendermi difficile in seguito il riaddormentamento.

Ogni tanto sogno che dalle finestre, di notte, osservo dei dischi volanti svolazzare con intenti per nulla amichevoli attorno alla mia casa. Questa notte, in aggiunta, il sogno è cominciato con la visione, sempre fuori dalla finestra, di due specie di funghi atomici fatti di una polvere nerissima che piano piano ha oscurato il cielo. Poi sono arrivati i dischi e il sogno è proseguito secondo il solito copione.

Voi direte, sei psicologa, ti fai prendere in giro da uno stupido sogno? Dato che l’incubo si svolge nella mia casa d’infanzia, a Genova, devo presumere che si tratti del riemergere di antiche angoscie di aggressione. Tuttavia, l’ambientazione ricca di archetipi tipicamente anni 60 lo rende, a mio parere, piuttosto interessante anche come indicatore del potere dell’inconscio collettivo.

Ogni sogno è fatto di contenuti inconsci personali (angoscie, fobie, ricordi), di residuati delle elaborazioni cognitive della giornata o giornate precedenti, di una bella mappata di contenuti mitici, simbolici e archetipici provenienti dalla nostra ricchissima Neuropedia e forse di qualche elemento di premonizione.

Oggi, guarda caso, è il 22 novembre, anniversario dell’assassinio di JFK a Dallas. Quando hanno eletto Obama si sono rievocati gli anni sessanta, di JFK appunto, della guerra fredda e della minaccia atomica; l’altra sera ho rivisto Taken, serie piuttosto intrigante sugli UFO e i rapimenti alieni, ma i funghi atomici che c’entrano?

L’effetto spiacevole del sogno è durato tutta la mattina, almeno fino a quando non ho letto della richiesta da parte di un presidente emerito della Corte Costituzionale di un decreto legge del governo che impedisca il distacco del sondino di Eluana. L’incubo di una vita vegetativa imposta per legge. Anzi no, da un ukase del nano.

Poi ho letto il resoconto dell’intervista alla Carfagna fatta dalla Birignaoardi ieri sera, quella del “Dio, Patria e Famiglia”, del comunista che lei riuscirebbe a redimere, di lei che ha solo un po’ meno esperienza politica di Obama (esticazzi!) e di Boldi che la fa ridere più di Moretti. (non avevamo dubbi).
Questi intellettuali di destra. Affidatela ad un Ruggero Deodato e la signorina riuscirà a rinverdire i fasti horror del miglior Luca Barbareschi di “Cannibal Holocaust“.

La realtà ha cominciato ad apparirmi peggiore di qualsiasi incubo e la definitiva conferma l’ho avuta poco prima di cena, quando il maledetto pollice opponibile ha premuto distrattamente il tasto del canale RaisatExtra, quello che fa la raccolta differenziata delle trasmissioni RAI , dove ho visto per la prima volta quest’anno un brandello di una puntata dell’Isola dei Famosi.
Come l’orecchio mozzato che dà origine all’incubo lynchiano di “Velluto Blu“, è stato l’inizio di un viaggio nell’orrore che mi ha lasciato incapace di decidere se fosse più insopportabile il tono di voce della Ventura, che riesce a far sembrare i pescivendoli dei crooners alla Frank Sinatra, la sua mano sul fianco stile Carrà oppure il baraccone di personaggi freaks radunati da questa nipote sguaiata di Barnum. Roba da dare le dimissioni da italiana con decorrenza immediata.
E’ inquietante pensare a cosa va in onda in televisione mentre tu la usi ignara come schermo per i DVD.

Poi infine, questa sera al TG1, ho visto rievocare Sandro Curzi da un Vittorio Feltri straordinariamente rassomigliante al Dottor Stranamore, con gli stessi occhiali e la postura un po’ di traverso alla “Mein Fuhrer! Io cammino!” e il cerchio si è chiuso. Ecco cosa c’entravano i funghi. Guardare il filmato del TG e poi il finale del film di Kubrick, per credere.

http://www.youtube.com/v/iSZJbJ4Mfis&hl=it&fs=1

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Ogni tanto sogno che dalle finestre, di notte, osservo dei dischi volanti svolazzare con intenti per nulla amichevoli attorno alla mia casa. Questa notte, in aggiunta, il sogno è cominciato con la visione, sempre fuori dalla finestra, di due specie di funghi atomici fatti di una polvere nerissima che piano piano ha oscurato il cielo. Poi sono arrivati i dischi e il sogno è proseguito secondo il solito copione.

Voi direte, sei psicologa, ti fai prendere in giro da uno stupido sogno? Dato che l’incubo si svolge nella mia casa d’infanzia, a Genova, devo presumere che si tratti del riemergere di antiche angoscie di aggressione. Tuttavia, l’ambientazione ricca di archetipi tipicamente anni 60 lo rende, a mio parere, piuttosto interessante anche come indicatore del potere dell’inconscio collettivo.

Ogni sogno è fatto di contenuti inconsci personali (angoscie, fobie, ricordi), di residuati delle elaborazioni cognitive della giornata o giornate precedenti, di una bella mappata di contenuti mitici, simbolici e archetipici provenienti dalla nostra ricchissima Neuropedia e forse di qualche elemento di premonizione.

Oggi, guarda caso, è il 22 novembre, anniversario dell’assassinio di JFK a Dallas. Quando hanno eletto Obama si sono rievocati gli anni sessanta, di JFK appunto, della guerra fredda e della minaccia atomica; l’altra sera ho rivisto Taken, serie piuttosto intrigante sugli UFO e i rapimenti alieni, ma i funghi atomici che c’entrano?

L’effetto spiacevole del sogno è durato tutta la mattina, almeno fino a quando non ho letto della richiesta da parte di un presidente emerito della Corte Costituzionale di un decreto legge del governo che impedisca il distacco del sondino di Eluana. L’incubo di una vita vegetativa imposta per legge. Anzi no, da un ukase del nano.

Poi ho letto il resoconto dell’intervista alla Carfagna fatta dalla Birignaoardi ieri sera, quella del “Dio, Patria e Famiglia”, del comunista che lei riuscirebbe a redimere, di lei che ha solo un po’ meno esperienza politica di Obama (esticazzi!) e di Boldi che la fa ridere più di Moretti. (non avevamo dubbi).
Questi intellettuali di destra. Affidatela ad un Ruggero Deodato e la signorina riuscirà a rinverdire i fasti horror del miglior Luca Barbareschi di “Cannibal Holocaust“.

La realtà ha cominciato ad apparirmi peggiore di qualsiasi incubo e la definitiva conferma l’ho avuta poco prima di cena, quando il maledetto pollice opponibile ha premuto distrattamente il tasto del canale RaisatExtra, quello che fa la raccolta differenziata delle trasmissioni RAI , dove ho visto per la prima volta quest’anno un brandello di una puntata dell’Isola dei Famosi.
Come l’orecchio mozzato che dà origine all’incubo lynchiano di “Velluto Blu“, è stato l’inizio di un viaggio nell’orrore che mi ha lasciato incapace di decidere se fosse più insopportabile il tono di voce della Ventura, che riesce a far sembrare i pescivendoli dei crooners alla Frank Sinatra, la sua mano sul fianco stile Carrà oppure il baraccone di personaggi freaks radunati da questa nipote sguaiata di Barnum. Roba da dare le dimissioni da italiana con decorrenza immediata.
E’ inquietante pensare a cosa va in onda in televisione mentre tu la usi ignara come schermo per i DVD.

Poi infine, questa sera al TG1, ho visto rievocare Sandro Curzi da un Vittorio Feltri straordinariamente rassomigliante al Dottor Stranamore, con gli stessi occhiali e la postura un po’ di traverso alla “Mein Fuhrer! Io cammino!” e il cerchio si è chiuso. Ecco cosa c’entravano i funghi. Guardare il filmato del TG e poi il finale del film di Kubrick, per credere.



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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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Quando l’ho vista ieri sera per la prima volta in TV, con quella pettinatura demodé da ommioddio, ha cominciato a ronzarmi in testa, settori memoria a lungo termine ed imprinting televisivo, una fastidiosissima mosca cavallina che mi diceva: “ma dove l’hai già vista?”
Sarah Palin (peccato che porti lo stesso cognome di uno dei geni Pythons), il governatore dell’Alaska made in Idaho scelta da patatone McCain come vicepresidente repubblicano, si nota prima di tutto per la pettinatura che arriva dieci minuti prima di lei, dicevo. Era dai tempi dei B52’s e da quando ha chiuso bottega una parrucchiera della mia città che non si vedevano “conci” simili. O meglio, c’è Amy Winehouse, certamente, ma lei è una trasgressiva. Che ci fa la cazzuta serial mom Sarah con il soppalco pilifero?

Serial mom, si, la signora ammazzatutti. A parte i discorsi da parrucchiere sul look, Sarah fa venire in mente il personaggio di John Waters, la casalinga perfetta americana che uccide la vicina perchè ha osato mettere le scarpe bianche in settembre.
Per prima cosa è membro della NRA, la National Rifle Association, l’associazione di cazzoni della quale era stato presidente il compianto Ben Hur, quelli che vorrebbero gli M16 in mano ai bambini in nome della libertà di girare armati. E anche a Sarah, oh si, a lei piacciono a canna lunga e duri, full metal jacket. Perchè si sa, queste casalinghe forcaiole in tailleur sono in fondo delle maialone, potete giurarci.

In termini di ambientalismo c’è da mettersi le mani nel toupet. Considera le tesi sul riscaldamento globale inattendibili e il medesimo non dovuto all’azione dell’uomo; è a favore dello sfruttamento a manetta dei giacimenti di gas e petroliferi in Alaska (il marito lavora per la BP) , si è rifiutata di includere gli orsi polari nelle specie da preservare, si nutre di hamburger d’alce e durante il suo mandato ha fatto una legge che permetteva di cacciare i lupi sparandogli dagli elicotteri. Immagino che adori l’odore del napalm la mattina presto.

Poi le sue idee sul senso della vita. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come fa una ad essere allo stesso tempo contro l’aborto e a favore della pena di morte e che razza di coerenza è questa. Già, la coerenza.
Alla gente piacciono tanto questo soggetti perchè rassicurano la loro schizofrenia. Difendiamo la morale ma non il plantigrado, difendiamo la morula, ogni spermatozoo è sacro ma friggiamo il negro con mucho gusto e al massimo voltaggio.

Sarah riesce a far convivere in sé l’iniezione letale con l’antiabortismo e forse saprebbe fare ancor meglio di Tipper Gore (quella che censurava i testi delle canzoni) in fatto di difesa della morale e dei costumi prendendo gli zozzoni a colpi di cotonatura.
Disclaimer: Non c’è bisogno di far notare che Tipper è moglie di un candidato democratico (Al) e Sarah repubblicana. Il bigottismo è rigorosamente bipartisan.
La morona dal reggiseno corazzato difende la famiglia. Nel suo stato ha bandito i matrimoni gay (alla faccia di quei frocioni della California) ma, per la legge della coerenza, assicura che ha un casino di amici gay. Magari proprio tra i parrucchieri.

Sarah non è che l’ultimo esempio di donne politiche di destra che vogliono passare per dure, per quelle maggiormente affette da celodurismo clitorideo. Niente di nuovo anzi, un noiosissimo revival. In fondo anche la signora Thatcher, la lady di ferro, amava cotonarsi i capelli.

Finalmente ho avuto l’illuminazione su chi mi ricordava la vicepresidenta: Mariarosa, l’antagonista pasticciona e tanticchia stronza di Olivella, la brava mogliettina del Carosello Bertolli. Sputata.

Update – Geniale il Tafanus sulla celodurista: “… una sorta di OGM ottenuto incrociando la Poli Portone con la Binetti, poi con Mara Carfagna, con Simona Ventura e con Roberto Formigoni.”

http://www.youtube.com/v/nM06csR74cA&hl=it&fs=1

EXTRA, EXTRA! Oggi è un giorno di letizia. E’ tornato A.I.U.T.O.


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