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L’Italia, nella persona del nostro fantomatico BigJimme gli esteri, non parteciperà ad una certa conferenza ONU a Ginevra contro il razzismo, denominata Durban II e seguito della prima tenutasi a Durban in Sud Africa nel 2001, “se non ne verrà modificata la dichiarazione d’intenti, contenente frasi antisemite.”
La notizia è stata data così dai TG, senza specificare nel merito e soprattutto senza citare le famigerate frasi. Nemmeno i giornali si sono preoccupati di riportare le frasi incriminate affinchè possiamo farcene un’idea. Per la serie: se ci dicono che la tal cosa è male ci dobbiamo sentire oltraggiati sulla fiducia, per procura, perchè ce lo dicono loro. Informare, spiegare e raccontare le cose come stanno e citare le parole esatte potrebbe innescare nei telespettatori pericolose reazioni neuroniche chiamate pensiero e facoltà di giudizio e la cosa è inaccettabile di questi tempi di falsa democrazia.

Riassumo i fatti concreti perchè poi si andrà sul kafkiano.
Dal 20 al 25 aprile si dovrebbe tenere, dicevo, una conferenza ONU contro il razzismo, la cosiddetta Durban II. Un tema importantissimo che coinvolge numerosi paesi del mondo. Però, siccome tra i paesi sotto osservazione per i diritti umani e considerati colpevoli di crimini contro l’umanità a causa dei recenti avvenimenti di Gaza c’è anche il monellaccio viziato Israele, già citato un paio di volte nella precedente relazione finale del Durban I in maniera assolutamente innocua come si può giudicare leggendo il testo che segue, ecco che le mamme e i babbi biologici e putativi del pargolo al quale si danno tutte vinte minacciano di disertare la prossima conferenza. BigJimme arriva a qualche lunghezza dopo gli Stati Uniti, i primi a scattare sugli attenti, e ad altri paesi, terrorizzati di dover partecipare a qualcosa che potrebbe dispiacere Israele, perchè è di ciò che si tratta. Altro che antisemitismo.

Prima di tutto, cosa diceva il testo rilasciato dalla conferenza sudafricana del 2001 a proposito dell’Innominabile? Ecco il testo, originale e da me tradotto in italiano.

63. Siamo preoccupati per la condizione del popolo Palestinese sotto occupazione straniera. Riconosciamo il diritto inalienabile del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione di uno stato indipendente e riconosciamo il diritto alla sicurezza per tutti i paesi della regione, incluso Israele, ed invitiamo tutti gli stati a supportare il processo di pace affinchè venga portato a conclusione.
“We are concerned about the plight of the Palestinian people under foreign occupation. We recognize the inalienable right of the Palestinian people to self-determination and to the establishment of an independent State and we recognize the right to security for all States in the region, including Israel, and call upon all States to support the peace process and bring it to an early conclusion”.

151. Riguardo la situazione in Medio Oriente, auspichiamo la fine della violenza e la rapida riapertura dei negoziati di pace, il rispetto dei diritti umani e delle leggi umanitarie, il rispetto per il principio di autodeterminazione e la fine di ogni sofferenza, permettendo inoltre ad Israele ed ai palestinesi di riprendere il processo di pace, di svilupparsi e prosperare in sicurezza e libertà.
As for the situation in the Middle East, calls for the end of violence and the swift resumption of negotiations, respect for international human rights and humanitarian law, respect for the principle of self-determination and the end of all suffering, thus allowing Israel and the Palestinians to resume the peace process, and to develop and prosper in security and freedom;

Frasi antisemite? Ma davvero, e dove? Chiedere che due popoli cessino finalmente le ostilità e che uno non venga più soggiogato dall’altro è antisemitismo o semplice richiamo alla buona volontà?

Questo è il passato. Venendo alla prossima conferenza di Ginevra ed alle sue eventuali future dichiarazioni programmatiche, i media hanno iniziato una vera e propria offensiva stile precrimine, inventandosi intenti discriminatori contro Israele ed obbrobri antisemiti che semplicemente non esistono perchè non vi sono ancora documenti ufficiali, tranne quelli che certi giornali come Haaretz dicono di aver letto e spulciato in anteprima. Oppure perchè Tzipi Livni li ha letti e suo cuggino l’ha detto ad Haaretz. Un vero e proprio processo kafkiano alle intenzioni.

Il dispiego di forze mediatico è impressionante. Provate a cercare su Google tracce del fantomatico documento antisemita, giusto per soddisfare la curiosità di leggerlo: verrete sommersi da una marea di articoli “contro” il documento ma non troverete traccia del medesimo. Pagine e pagine dedicate ad una grande illusione ottica. Un prestigio di altissima raffinatezza.

Una pagliuzza nell’occhio dell’ONU che proviene da un’enorme coda di paglia, per tutto ciò che è stato fatto, in assoluta impunità, da Israele a Gaza alla fine dell’anno scorso.

Veniamo alla trave.
Il nuovo governo israeliano che sarà formato da destra ed estrema destra, per essere sicuri di fare la faccia abbastanza feroce con i palestinesi ma soprattutto con gli americani, avrà come ministro degli esteri tal Avigdor Lieberman. Un tizio inquisito per aver assalito e minacciato un ragazzino di una colonia e per corruzione ma soprattutto uno che ha sempre predicato il separatismo tra arabi ed israeliani, che ha fatto fantasie erotiche su bombardamenti atomici a Gaza e che una volta disse che gli sarebbe piaciuto far spronfondare i prigionieri palestinesi nel Mar Morto.
Il Borghezio della Terra Santa ora viene dipinto come convertito al moderatismo ma se il giornale Haaretz lo paragona a Jorg Haider, considerandolo ben peggiore del defunto leader della Carinzia non c’è sicuramente da stare tranquilli. Haider, scrive Haaretz, non si sognò mai di chiedere l’espulsione di cittadini che risiedevano da decenni in Austria. Lieberman invece voleva cacciare gli arabi israeliani togliendo loro la cittadinanza.
Ci diranno che è un moderato, una mammoletta, ma è uno che ha sempre predicato la volontà di fare di Israele uno stato etnicamente uniforme. Se non fosse ebreo lo si potrebbe tranquillamente definire razzista.

Code di paglia, travi colossali che spariscono al cospetto di invisibili pagliuzze. E chi non diserta Ginevra antisemita è.


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L’Italia, nella persona del nostro fantomatico BigJimme gli esteri, non parteciperà ad una certa conferenza ONU a Ginevra contro il razzismo, denominata Durban II e seguito della prima tenutasi a Durban in Sud Africa nel 2001, “se non ne verrà modificata la dichiarazione d’intenti, contenente frasi antisemite.”
La notizia è stata data così dai TG, senza specificare nel merito e soprattutto senza citare le famigerate frasi. Nemmeno i giornali si sono preoccupati di riportare le frasi incriminate affinchè possiamo farcene un’idea. Per la serie: se ci dicono che la tal cosa è male ci dobbiamo sentire oltraggiati sulla fiducia, per procura, perchè ce lo dicono loro. Informare, spiegare e raccontare le cose come stanno e citare le parole esatte potrebbe innescare nei telespettatori pericolose reazioni neuroniche chiamate pensiero e facoltà di giudizio e la cosa è inaccettabile di questi tempi di falsa democrazia.

Riassumo i fatti concreti perchè poi si andrà sul kafkiano.
Dal 20 al 25 aprile si dovrebbe tenere, dicevo, una conferenza ONU contro il razzismo, la cosiddetta Durban II. Un tema importantissimo che coinvolge numerosi paesi del mondo. Però, siccome tra i paesi sotto osservazione per i diritti umani e considerati colpevoli di crimini contro l’umanità a causa dei recenti avvenimenti di Gaza c’è anche il monellaccio viziato Israele, già citato un paio di volte nella precedente relazione finale del Durban I in maniera assolutamente innocua come si può giudicare leggendo il testo che segue, ecco che le mamme e i babbi biologici e putativi del pargolo al quale si danno tutte vinte minacciano di disertare la prossima conferenza. BigJimme arriva a qualche lunghezza dopo gli Stati Uniti, i primi a scattare sugli attenti, e ad altri paesi, terrorizzati di dover partecipare a qualcosa che potrebbe dispiacere Israele, perchè è di ciò che si tratta. Altro che antisemitismo.

Prima di tutto, cosa diceva il testo rilasciato dalla conferenza sudafricana del 2001 a proposito dell’Innominabile? Ecco il testo, originale e da me tradotto in italiano.

63. Siamo preoccupati per la condizione del popolo Palestinese sotto occupazione straniera. Riconosciamo il diritto inalienabile del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione di uno stato indipendente e riconosciamo il diritto alla sicurezza per tutti i paesi della regione, incluso Israele, ed invitiamo tutti gli stati a supportare il processo di pace affinchè venga portato a conclusione.
“We are concerned about the plight of the Palestinian people under foreign occupation. We recognize the inalienable right of the Palestinian people to self-determination and to the establishment of an independent State and we recognize the right to security for all States in the region, including Israel, and call upon all States to support the peace process and bring it to an early conclusion”.

151. Riguardo la situazione in Medio Oriente, auspichiamo la fine della violenza e la rapida riapertura dei negoziati di pace, il rispetto dei diritti umani e delle leggi umanitarie, il rispetto per il principio di autodeterminazione e la fine di ogni sofferenza, permettendo inoltre ad Israele ed ai palestinesi di riprendere il processo di pace, di svilupparsi e prosperare in sicurezza e libertà.
As for the situation in the Middle East, calls for the end of violence and the swift resumption of negotiations, respect for international human rights and humanitarian law, respect for the principle of self-determination and the end of all suffering, thus allowing Israel and the Palestinians to resume the peace process, and to develop and prosper in security and freedom;

Frasi antisemite? Ma davvero, e dove? Chiedere che due popoli cessino finalmente le ostilità e che uno non venga più soggiogato dall’altro è antisemitismo o semplice richiamo alla buona volontà?

Questo è il passato. Venendo alla prossima conferenza di Ginevra ed alle sue eventuali future dichiarazioni programmatiche, i media hanno iniziato una vera e propria offensiva stile precrimine, inventandosi intenti discriminatori contro Israele ed obbrobri antisemiti che semplicemente non esistono perchè non vi sono ancora documenti ufficiali, tranne quelli che certi giornali come Haaretz dicono di aver letto e spulciato in anteprima. Oppure perchè Tzipi Livni li ha letti e suo cuggino l’ha detto ad Haaretz. Un vero e proprio processo kafkiano alle intenzioni.

Il dispiego di forze mediatico è impressionante. Provate a cercare su Google tracce del fantomatico documento antisemita, giusto per soddisfare la curiosità di leggerlo: verrete sommersi da una marea di articoli “contro” il documento ma non troverete traccia del medesimo. Pagine e pagine dedicate ad una grande illusione ottica. Un prestigio di altissima raffinatezza.

Una pagliuzza nell’occhio dell’ONU che proviene da un’enorme coda di paglia, per tutto ciò che è stato fatto, in assoluta impunità, da Israele a Gaza alla fine dell’anno scorso.

Veniamo alla trave.
Il nuovo governo israeliano che sarà formato da destra ed estrema destra, per essere sicuri di fare la faccia abbastanza feroce con i palestinesi ma soprattutto con gli americani, avrà come ministro degli esteri tal Avigdor Lieberman. Un tizio inquisito per aver assalito e minacciato un ragazzino di una colonia e per corruzione ma soprattutto uno che ha sempre predicato il separatismo tra arabi ed israeliani, che ha fatto fantasie erotiche su bombardamenti atomici a Gaza e che una volta disse che gli sarebbe piaciuto far spronfondare i prigionieri palestinesi nel Mar Morto.
Il Borghezio della Terra Santa ora viene dipinto come convertito al moderatismo ma se il giornale Haaretz lo paragona a Jorg Haider, considerandolo ben peggiore del defunto leader della Carinzia non c’è sicuramente da stare tranquilli. Haider, scrive Haaretz, non si sognò mai di chiedere l’espulsione di cittadini che risiedevano da decenni in Austria. Lieberman invece voleva cacciare gli arabi israeliani togliendo loro la cittadinanza.
Ci diranno che è un moderato, una mammoletta, ma è uno che ha sempre predicato la volontà di fare di Israele uno stato etnicamente uniforme. Se non fosse ebreo lo si potrebbe tranquillamente definire razzista.

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“…Voi avete ragione, ma qui siamo italiani e dobbiamo anche orientare il pensiero degli italiani su questa cosa”. (Lucia Annunziata ad AnnoZero, via Robecchi)

“Israele per il momento si limita purtroppo a spazzare via le mele marce da sotto l’albero mentre dovrebbe tagliare l’albero stesso : nuclearizzi l’Iran, per cominciare, e quei vigliacchi di arabi si calmeranno tutti ; si fanno grandi perché sanno che rischiano poco o niente. Poi l’imbelle occidente se ne farà una ragione”. (Commento di un lettore a caso beccato sul Giornale).

“A Gaza non vi è alcuna emergenza umanitaria”. (Tzipi Livni)

Cara signora Annunziata, da donna a donna, di che si preoccupa? Non sente come sono già belli orientati gli italiani e anche le italiane? Mi potrebbe solo spiegare lei, che è maestra di giornalismo, cos’è questa mania delle bombe atomiche delle sciurette? Il tampax atomico sarebbe finalmente una gran bella botta, lo capisco, ma alla fine resterebbero troppi “frutti delle circostanze” da raccattare con il Mocio Vileda.

Non si preoccupi di riorientare noi povere balene che ancora ci facciamo impressionare dai bambini morti e ci disorientiamo ancor di più illudendoci che le donne, quando governano, possano essere meglio dei maschi o almeno cercare di evitare di essere delle assassine.
Orientarci? Meglio morire spiaggiate che ragionare come la terrorista figlia d’arte.


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“…Voi avete ragione, ma qui siamo italiani e dobbiamo anche orientare il pensiero degli italiani su questa cosa”. (Lucia Annunziata ad AnnoZero, via Robecchi)

“Israele per il momento si limita purtroppo a spazzare via le mele marce da sotto l’albero mentre dovrebbe tagliare l’albero stesso : nuclearizzi l’Iran, per cominciare, e quei vigliacchi di arabi si calmeranno tutti ; si fanno grandi perché sanno che rischiano poco o niente. Poi l’imbelle occidente se ne farà una ragione”. (Commento di un lettore a caso beccato sul Giornale).

“A Gaza non vi è alcuna emergenza umanitaria”. (Tzipi Livni)

Cara signora Annunziata, da donna a donna, di che si preoccupa? Non sente come sono già belli orientati gli italiani e anche le italiane? Mi potrebbe solo spiegare lei, che è maestra di giornalismo, cos’è questa mania delle bombe atomiche delle sciurette? Il tampax atomico sarebbe finalmente una gran bella botta, lo capisco, ma alla fine resterebbero troppi “frutti delle circostanze” da raccattare con il Mocio Vileda.

Non si preoccupi di riorientare noi povere balene che ancora ci facciamo impressionare dai bambini morti e ci disorientiamo ancor di più illudendoci che le donne, quando governano, possano essere meglio dei maschi o almeno cercare di evitare di essere delle assassine.
Orientarci? Meglio morire spiaggiate che ragionare come la terrorista figlia d’arte.


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La versione che hanno pubblicato alcuni giornali online italiani (due a caso, il Corriere della Sera e ilGiornale) non rende l’idea dell’atroce, quasi insostenibile drammaticità di questo video.
Come al solito, i fatti possono essere raccontati in maniera iperrealistica e rispettando l’unità di tempo e di luogo, lasciando la parola e l’urlo ai protagonisti ed alle loro percezioni ed emozioni, come qui, oppure se ne può fare un riassuntino, uguale a tutte le altre tragedie già viste e riviste, con il commentuccio didattico che non dice assolutamente niente. Magari togliendo anche la parte più importante del video: la voce del pianto di quest’uomo. Come suonare il Rach 3 su una tastiera finta, con il clac-clac-clac delle dita sui tasti muti.
Guardate entrambe le versioni del filmato e poi ditemi se è la stessa notizia che ha riportato il Los Angeles Times.

Abul Aish è un medico palestinese che lavora in un ospedale israeliano come ginecologo, aiutando i bimbi a nascere. Grazie proprio a questa vicinanza con la società israeliana, va e viene da Zimmo Gaza, dove vive, all’ospedale di Tel Hashomer, vicino a Tel Aviv.
Sua moglie è morta di cancro lasciandolo solo con otto figli. Collabora con una rete televisiva israeliana, la 10, per la quale racconta questa guerra, questi bombardamenti. A Shlomi, il giornalista che si vede nel video, aveva confidato più volte le sue paure per l’incolumità dei figli.

Venerdì sera, mentre stanno per intervistare Tzipi Livni, alla “10” ricevono la disperata telefonata di Abul. Un tank ha colpito la sua casa, tre delle sue figlie sono morte.
Per tre minuti, in diretta, va in onda, senza tagli e pubblicità, il suono più atroce che possa uscire dalla gola di un uomo: il pianto per i figli morti. L’abisso del dolore.
Shlomi è impietrito, cerca di farsi dire esattamente dove si trova Abul, per mandargli un ambulanza ma lui dice che non serve, le ragazze sono morte, riesce solo ad invocare disperatamente Allah. Ad un certo punto Schlomi dice: “Non posso riattaccare questa telefonata, vado via dallo studio, non posso riattaccare.”

Questo pianto, questa disperazione, ci sconvolgono (almeno coloro tra noi che riescono a rimanere umani), ma che effetto avranno su quelli che un brutto giorno si siedono ad un tavolo per decidere di mandare i loro soldati (loro no, non si sporcherebbero mai le mani di sangue) a tirare una cannonata su una casa con della gente dentro?
E’ vero, la disumanità, come dice Cloro, si diffonde peggio del virus Ebola, nonostante l’overloading di informazioni. Ci stanno allenando a disumanizzarci disumanizzando l’avversario.
Però ho visto Shlomi e la sua collega addolorati e, direi, incapaci di trovare una spiegazione a ciò che stava accadendo.
Anche questa reazione andava sottolineata, nel riportare la notizia per i lettori ruminanti italiani. E bisognava dire che i telespettatori israeliani sono rimasti sconvolti da questo filmato quando il pianto di Abul ha risuonato come una sirena d’allarme nelle loro case.
Altrimenti si può pensare che i popoli siano uguali ai sociopatici figli di puttana senza rimorso, senza emozioni e senza cuore, che li governano.


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Come al solito, i fatti possono essere raccontati in maniera iperrealistica e rispettando l’unità di tempo e di luogo, lasciando la parola e l’urlo ai protagonisti ed alle loro percezioni ed emozioni, come qui, oppure se ne può fare un riassuntino, uguale a tutte le altre tragedie già viste e riviste, con il commentuccio didattico che non dice assolutamente niente. Magari togliendo anche la parte più importante del video: la voce del pianto di quest’uomo. Come suonare il Rach 3 su una tastiera finta, con il clac-clac-clac delle dita sui tasti muti.
Guardate entrambe le versioni del filmato e poi ditemi se è la stessa notizia che ha riportato il Los Angeles Times.

Abul Aish è un medico palestinese che lavora in un ospedale israeliano come ginecologo, aiutando i bimbi a nascere. Grazie proprio a questa vicinanza con la società israeliana, va e viene da Zimmo Gaza, dove vive, all’ospedale di Tel Hashomer, vicino a Tel Aviv.
Sua moglie è morta di cancro lasciandolo solo con otto figli. Collabora con una rete televisiva israeliana, la 10, per la quale racconta questa guerra, questi bombardamenti. A Shlomi, il giornalista che si vede nel video, aveva confidato più volte le sue paure per l’incolumità dei figli.

Venerdì sera, mentre stanno per intervistare Tzipi Livni, alla “10” ricevono la disperata telefonata di Abul. Un tank ha colpito la sua casa, tre delle sue figlie sono morte.
Per tre minuti, in diretta, va in onda, senza tagli e pubblicità, il suono più atroce che possa uscire dalla gola di un uomo: il pianto per i figli morti. L’abisso del dolore.
Shlomi è impietrito, cerca di farsi dire esattamente dove si trova Abul, per mandargli un ambulanza ma lui dice che non serve, le ragazze sono morte, riesce solo ad invocare disperatamente Allah. Ad un certo punto Schlomi dice: “Non posso riattaccare questa telefonata, vado via dallo studio, non posso riattaccare.”

Questo pianto, questa disperazione, ci sconvolgono (almeno coloro tra noi che riescono a rimanere umani), ma che effetto avranno su quelli che un brutto giorno si siedono ad un tavolo per decidere di mandare i loro soldati (loro no, non si sporcherebbero mai le mani di sangue) a tirare una cannonata su una casa con della gente dentro?
E’ vero, la disumanità, come dice Cloro, si diffonde peggio del virus Ebola, nonostante l’overloading di informazioni. Ci stanno allenando a disumanizzarci disumanizzando l’avversario.
Però ho visto Shlomi e la sua collega addolorati e, direi, incapaci di trovare una spiegazione a ciò che stava accadendo.
Anche questa reazione andava sottolineata, nel riportare la notizia per i lettori ruminanti italiani. E bisognava dire che i telespettatori israeliani sono rimasti sconvolti da questo filmato quando il pianto di Abul ha risuonato come una sirena d’allarme nelle loro case.
Altrimenti si può pensare che i popoli siano uguali ai sociopatici figli di puttana senza rimorso, senza emozioni e senza cuore, che li governano.


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