You are currently browsing the category archive for the ‘valentino rossi’ category.

Nonostante il clima ancora caldo che si addice più alla caprese e al cocomero piuttosto che alle zuppe calde e belle toste, pare che nel settore informazione vada sempre più di moda, in questa estate calante, la ribollita.
La preparano in una versione scacciapensieri, smutandata e con una presa abbondante di peperoncino ma è ancora più pesante di quella di fagioli e cavolo nero.

Come tutti i piatti regionali risente delle piccole variazioni locali ma gli ingredienti di base sono i soliti.
Si comincia con il sondaggio, lo studio, la ricerca scientifica da fare a tocchetti. Meglio quelli che non hanno alcun valore scientifico, più a buon mercato. Oppure si riciclano vecchi rapporti, come quello sull’aumento dell’intolleranza in Europa, che un cuoco dell’Unità ha scoperto essere vecchio di oltre due mesi, quando ormai la broda era già in pentola. Era così andato a male che al TG1 hanno voluto scartarne un bel pezzo. Infatti hanno messo nella pignatta l’antisemitismo e l’anti-islamismo ma l’intolleranza contro i gay è sparita. Forse pensavano che nessuno se ne sarebbe accorto.

Non c’è ribollita senza cipolla e porri e allora si aggiungono le notizie lacrimogene: gli orsetti abbandonati, i panda depressi, il muflone muschiato in estinzione, i patimenti delle star, le sofferenze degli evasori fiscali, i dolori lancinanti del giovane Valentino e magari qualcosa che era nel freezer da un anno, come la triste storia della Natascha che vuole comperare la villa degli orrori per farci poi pagare il biglietto.
Una bella spruzzata di sangue fresco è indispensabile: delitti irrisolti, ville del mistero, tragedie naturali vanno sempre bene.
Se volete aggiungere i piselli vi consiglio la qualità Montezemolo, perché quelli Berlusconi di qualche anno fa sono troppo piccoli e si disfano nella pentola.

Si chiama ribollita appunto perché si fa con cose che andranno ripassate al forno. Anche notizie false e tendenziose su partiti un po’ stantii in ristrutturazione possono essere saltate in padella con un bel trito di rossa di Lecco, più piccante della rossa di Tropea e gettati nel calderone fumante. Tanto lo sappiamo, nell’informazione tutto fa brodo.

Nonostante il clima ancora caldo che si addice più alla caprese e al cocomero piuttosto che alle zuppe calde e belle toste, pare che nel settore informazione vada sempre più di moda, in questa estate calante, la ribollita.
La preparano in una versione scacciapensieri, smutandata e con una presa abbondante di peperoncino ma è ancora più pesante di quella di fagioli e cavolo nero.

Come tutti i piatti regionali risente delle piccole variazioni locali ma gli ingredienti di base sono i soliti.
Si comincia con il sondaggio, lo studio, la ricerca scientifica da fare a tocchetti. Meglio quelli che non hanno alcun valore scientifico, più a buon mercato. Oppure si riciclano vecchi rapporti, come quello sull’aumento dell’intolleranza in Europa, che un cuoco dell’Unità ha scoperto essere vecchio di oltre due mesi, quando ormai la broda era già in pentola. Era così andato a male che al TG1 hanno voluto scartarne un bel pezzo. Infatti hanno messo nella pignatta l’antisemitismo e l’anti-islamismo ma l’intolleranza contro i gay è sparita. Forse pensavano che nessuno se ne sarebbe accorto.

Non c’è ribollita senza cipolla e porri e allora si aggiungono le notizie lacrimogene: gli orsetti abbandonati, i panda depressi, il muflone muschiato in estinzione, i patimenti delle star, le sofferenze degli evasori fiscali, i dolori lancinanti del giovane Valentino e magari qualcosa che era nel freezer da un anno, come la triste storia della Natascha che vuole comperare la villa degli orrori per farci poi pagare il biglietto.
Una bella spruzzata di sangue fresco è indispensabile: delitti irrisolti, ville del mistero, tragedie naturali vanno sempre bene.
Se volete aggiungere i piselli vi consiglio la qualità Montezemolo, perché quelli Berlusconi di qualche anno fa sono troppo piccoli e si disfano nella pentola.

Si chiama ribollita appunto perché si fa con cose che andranno ripassate al forno. Anche notizie false e tendenziose su partiti un po’ stantii in ristrutturazione possono essere saltate in padella con un bel trito di rossa di Lecco, più piccante della rossa di Tropea e gettati nel calderone fumante. Tanto lo sappiamo, nell’informazione tutto fa brodo.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

http://www.youtube.com/v/o2objoRGMww

Senza la sanguinolenta regia di Mel Gibson ma con la Canalis nei panni della Maddalena ripudiata (che signore il Rossi, le ha praticamente dato della zoccola in mondovisione e l’ha rinnegata come Pietro), va in onda in prima serata “La Passione di Valentino”. Crocifisso per noi in remissione delle nostre tasse di bustepaghisti. Immolato sull’altare del Fisco e preso a pietrate come un’adultera. Costretto perfino ad andare al TG a difendersi a reti unificate, come un bottegaio di Voghera qualsiasi.

Oltre ad una Passione è anche una specie di discesa in campo ma questa volta è l’Inghilterra il paese che l’unto del Motore ama.
L’Eccehomo si difende a marmitta tratta e non ha nemmeno bisogno della calza sulla telecamera, ha il ricciolo ribelle che fa tanta simpatia. Non saranno i proclami di Bin Laden dai monti dell’Afghanistan, ma almeno in questo caso la cassetta è vera.
Il succo del discorso dello stigmatizzato è: che si mettano d’accordo Visco e James Bond se vogliono che paghi le tasse, a me chemmefrega.
Che saranno mai 112 milioni di euro poi, se li ho spesi tutti in bombette, impermeabili Burberry’s e ci faccio la spesa da Harrod’s. Guarda, ho pure le tazzette con il Dodi e la Diana, te le regalano con i punti.
Chi è più inglese di Valentino? Proviamo a fargli declinare qualche verbo irregolare? Ai em e londonir, ai liv in ze senter of ze siti, ze chet is on ze teibol. Boia d’un mond lèder.

Della galanteria riservata alla Canalis ho già detto. Forse dimentica che si chiama Elisabetta, come Sua Maestà. Il suo commercialista non deve averglielo ricordato. A proposito, conosco commercialisti molto più bravi del suo, se vuole gli faccio qualche nome. Magari quando passa dalla Romagna per andare a casa sua. Prende l’A14 a S. Lazzaro, esce a Paperopoli e prima di imboccare la deviazione per Londra gira per Tavullia nel Derbyshire, è facile.

Consoliamoci con l’immortale Totò e con lo splendido articolo di Gennaro Carotenuto sull’argomento: “Valentino Rossi, il messaggio alla nazione del “furbetto del motorino”.

http://www.youtube.com/v/gW8CNLTZrS8


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Senza la sanguinolenta regia di Mel Gibson ma con la Canalis nei panni della Maddalena ripudiata (che signore il Rossi, le ha praticamente dato della zoccola in mondovisione e l’ha rinnegata come Pietro), va in onda in prima serata “La Passione di Valentino”. Crocifisso per noi in remissione delle nostre tasse di bustepaghisti. Immolato sull’altare del Fisco e preso a pietrate come un’adultera. Costretto perfino ad andare al TG a difendersi a reti unificate, come un bottegaio di Voghera qualsiasi.

Oltre ad una Passione è anche una specie di discesa in campo ma questa volta è l’Inghilterra il paese che l’unto del Motore ama.
L’Eccehomo si difende a marmitta tratta e non ha nemmeno bisogno della calza sulla telecamera, ha il ricciolo ribelle che fa tanta simpatia. Non saranno i proclami di Bin Laden dai monti dell’Afghanistan, ma almeno in questo caso la cassetta è vera.
Il succo del discorso dello stigmatizzato è: che si mettano d’accordo Visco e James Bond se vogliono che paghi le tasse, a me chemmefrega.
Che saranno mai 112 milioni di euro poi, se li ho spesi tutti in bombette, impermeabili Burberry’s e ci faccio la spesa da Harrod’s. Guarda, ho pure le tazzette con il Dodi e la Diana, te le regalano con i punti.
Chi è più inglese di Valentino? Proviamo a fargli declinare qualche verbo irregolare? Ai em e londonir, ai liv in ze senter of ze siti, ze chet is on ze teibol. Boia d’un mond lèder.

Della galanteria riservata alla Canalis ho già detto. Forse dimentica che si chiama Elisabetta, come Sua Maestà. Il suo commercialista non deve averglielo ricordato. A proposito, conosco commercialisti molto più bravi del suo, se vuole gli faccio qualche nome. Magari quando passa dalla Romagna per andare a casa sua. Prende l’A14 a S. Lazzaro, esce a Paperopoli e prima di imboccare la deviazione per Londra gira per Tavullia nel Derbyshire, è facile.

Consoliamoci con l’immortale Totò e con lo splendido articolo di Gennaro Carotenuto sull’argomento: “Valentino Rossi, il messaggio alla nazione del “furbetto del motorino”.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Flickr Photos

Blog Stats

  • 84,425 hits

Categorie