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Che cazzo sta facendo Veltroni? Sta spolverando amorevolmente tutti i maanche della sua collezione, riposti con cura e con il centrino all’uncinetto sotto, sugli scaffali?
Sta cercando di conciliare l’orrida Binetti e il suo cilicio teodem con il concetto di Opposizione, cosa più difficile del risolvere un’equazione di quarto grado, e per questo gli ci vuole tempo?

Questo nanogovernicchio ne fa una al giorno: contro i poveri e derelitti, contro i principi ippocratici dei medici, contro la laicità, contro la fottuta libertà individuale di poter crepare in pace senza la suora che ti sfrucuglia il catetere su per il sederino dicendoti che se anche hai la ragade anale è per il tuo bene e devi gioire nel Signore.

Tutte le sere Valter, la Finocchiara e gli altri ectoplasmi della sinistra ci fanno sapere che sono tanto dispiaciuti di ciò che accade all’Italia ma poi non fanno un cazzo. Altro che fermi come semafori, questi sono cadaveri e niente affatto eccellenti.

Compito di un’opposizione viva e scalciante, in qualunque paese civile, in questi casi in cui si attenta alla Costituzione, non al regolamento del condominio, è di mobilitare le forze della società civile che si oppongono allo scempio, in senso assolutamente trasversale, a destra come a sinistra.
Il suo dovere è di stringersi attorno all’unica figura istituzionale non ancora affetta da nanismo di ritorno, il Presidente della Repubblica e aiutarlo concretamente. E’ di andare a spiegare agli italiani e anche a quegli sciagurati, si, proprio sciagurati, che hanno votato Berlusconi, a che razza di personaggio hanno affidato la loro sorte, per vedere se per caso si sono pentiti della scelta.

L’opposizione di Veltroni invece non sente, non vede, non prova nemmeno dolore se la pungi con un ago da materassaio. Le hanno strappato elettori e consensi senza anestesia e non ha battuto ciglio. E’ un’opposizione in Stato Vegetativo Permanente.
Se, in questo paese, per avere un’opposizione vera, che non faccia sconti e non sia connivente e reggisacco con il governo, è necessario che quest’opposizione simulacro, contenitore vuoto e senza vita muoia, ebbene, staccatele pure la spina.
Speriamo un giorno di poter ridere di questo. Sapete, dunque, c’era un’opposizione in coma…


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Che cazzo sta facendo Veltroni? Sta spolverando amorevolmente tutti i maanche della sua collezione, riposti con cura e con il centrino all’uncinetto sotto, sugli scaffali?
Sta cercando di conciliare l’orrida Binetti e il suo cilicio teodem con il concetto di Opposizione, cosa più difficile del risolvere un’equazione di quarto grado, e per questo gli ci vuole tempo?

Questo nanogovernicchio ne fa una al giorno: contro i poveri e derelitti, contro i principi ippocratici dei medici, contro la laicità, contro la fottuta libertà individuale di poter crepare in pace senza la suora che ti sfrucuglia il catetere su per il sederino dicendoti che se anche hai la ragade anale è per il tuo bene e devi gioire nel Signore.

Tutte le sere Valter, la Finocchiara e gli altri ectoplasmi della sinistra ci fanno sapere che sono tanto dispiaciuti di ciò che accade all’Italia ma poi non fanno un cazzo. Altro che fermi come semafori, questi sono cadaveri e niente affatto eccellenti.

Compito di un’opposizione viva e scalciante, in qualunque paese civile, in questi casi in cui si attenta alla Costituzione, non al regolamento del condominio, è di mobilitare le forze della società civile che si oppongono allo scempio, in senso assolutamente trasversale, a destra come a sinistra.
Il suo dovere è di stringersi attorno all’unica figura istituzionale non ancora affetta da nanismo di ritorno, il Presidente della Repubblica e aiutarlo concretamente. E’ di andare a spiegare agli italiani e anche a quegli sciagurati, si, proprio sciagurati, che hanno votato Berlusconi, a che razza di personaggio hanno affidato la loro sorte, per vedere se per caso si sono pentiti della scelta.

L’opposizione di Veltroni invece non sente, non vede, non prova nemmeno dolore se la pungi con un ago da materassaio. Le hanno strappato elettori e consensi senza anestesia e non ha battuto ciglio. E’ un’opposizione in Stato Vegetativo Permanente.
Se, in questo paese, per avere un’opposizione vera, che non faccia sconti e non sia connivente e reggisacco con il governo, è necessario che quest’opposizione simulacro, contenitore vuoto e senza vita muoia, ebbene, staccatele pure la spina.
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E non ho davvero bisogno di aggiungere altro.

***
Tanto per farvi leggere ancora un po’… una nuova rubrica
Un anno fa su questo blog: “Rigatoni!”

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Si, è proprio come in quel filmetto con Morgan Freeman. Jim Carrey incontra Dio, un Dio abbronzato ma pur sempre un Dio, che per una settimana gli cede i suoi soprannaturali poteri.
Voglio far finta, per una settimana, di avere i poteri di Berlusconi, che in Italia è come dire Dio. Un Dio minore nel senso dell’altezza ma pur sempre un Dio.

Lunedì lo dedicherò prima di tutto alla cura della mia immagine. Obiettivo: cercare di accaparrarmi tutti i megafoni della propaganda per gridare al mondo quanto sono bello e buono e gli altri brutti e cattivi.
Fatto. Non è stato difficile, era già quasi tutto mio, a parte qualche programma con i conduttori di sinistra. Ho pianto tutto il giorno dicendo che mi prendono per il culo e gli italiani ci sono cascati. Non sopportano che mi si odi.

Martedì – Mi dedico corpo a corpo alle mie spensierate alleanze internazionali.
Come sono simpatico. Sono amico di tutti: dei Russi, degli Americani, con le tedesche ci so fare meglio dei bagnini di Riccione. Gli italiani sono convinti che sia un grande statista internazionale. I miei colleghi stranieri no, devo lavorare ancora molto su questo. Chissà perchè gli stranieri sembrano conoscermi meglio degli italiani. Dev’essere a causa di quello che mangiano.

Mercoledì – Ho lavorato tutto il giorno alla risoluzione del problema dei rifiuti e sono stanchissimo. Alla fine ho trovato che il modo più semplice era pulire il centro e lasciare sporca la periferia, tanto i redattori locali mi manderanno delle immagini di Napoli centro pulita e sembrerà diventato tutto lustro con una sola passata, come negli spot dei detersivi. Il Cillit Bang mi fa una pippa. E poi io arrivo presto, finisco presto e di solito non pulisco l’interland.

Giovedì – Ho provato una nuova formula ma Forza Italia mi si è sciolta in dieci minuti. Eppure non mi sembrava di aver messo troppo acido.

Venerdì – E’ qualche giorno che non consulto i sondaggi, non ce la faccio più. L’ultimo è entusiasmante, mi dà amato dal 120% degli italiani. Li ho simpaticamente redarguiti. “Ragazzi, va bene esagerare, ma così è troppo!”

Sabato – Quel Di Pietro mi fa impazzire. Con Veltroni è stato facile, con D’Alema ci si può sempre aggiustare ma con Tonino non c’è niente da fare, mi inquina più delle puttane per strada, anche quello che ho ripulito con tanta fatica mercoledì. Con lui i miei superpoteri scemano. E’ la mia criptonite. Piangerò ancora un po’. Gli italiani non sopportano che i giudici mi indaghino.

Domenica – Mi tocca lavorare anche di domenica. Devo scegliere i candidati per le elezioni regionali. Sono indeciso tra Naomi Campbell e Claudia Schiffer. Una è abbronzata, l’altra tedesca, perfette. E poi le ho scelte perchè sono intelligenti.

P.S.
Se vi chiedete perchè ho messo Viggo Mortensen in questo post vi rispondo che è a causa del solito motivo: meglio un bellone che un nano. E poi lo troverei un candidato ideale per un partito democratico serio. Non perchè ha di queste idee:

«Il nazismo in Germania, la dittature dei generali in Brasile e Argentina, gli otto anni di Bush in America, e Berlusconi in Italia: sono tutte facce della stessa medaglia, il potere senza freni, che per sopravvivere divide et impera, sfruttando paura e paranoia del popolo».

Naturalmente l’ho scelto perchè è bello.


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Voglio far finta, per una settimana, di avere i poteri di Berlusconi, che in Italia è come dire Dio. Un Dio minore nel senso dell’altezza ma pur sempre un Dio.

Lunedì lo dedicherò prima di tutto alla cura della mia immagine. Obiettivo: cercare di accaparrarmi tutti i megafoni della propaganda per gridare al mondo quanto sono bello e buono e gli altri brutti e cattivi.
Fatto. Non è stato difficile, era già quasi tutto mio, a parte qualche programma con i conduttori di sinistra. Ho pianto tutto il giorno dicendo che mi prendono per il culo e gli italiani ci sono cascati. Non sopportano che mi si odi.

Martedì – Mi dedico corpo a corpo alle mie spensierate alleanze internazionali.
Come sono simpatico. Sono amico di tutti: dei Russi, degli Americani, con le tedesche ci so fare meglio dei bagnini di Riccione. Gli italiani sono convinti che sia un grande statista internazionale. I miei colleghi stranieri no, devo lavorare ancora molto su questo. Chissà perchè gli stranieri sembrano conoscermi meglio degli italiani. Dev’essere a causa di quello che mangiano.

Mercoledì – Ho lavorato tutto il giorno alla risoluzione del problema dei rifiuti e sono stanchissimo. Alla fine ho trovato che il modo più semplice era pulire il centro e lasciare sporca la periferia, tanto i redattori locali mi manderanno delle immagini di Napoli centro pulita e sembrerà diventato tutto lustro con una sola passata, come negli spot dei detersivi. Il Cillit Bang mi fa una pippa. E poi io arrivo presto, finisco presto e di solito non pulisco l’interland.

Giovedì – Ho provato una nuova formula ma Forza Italia mi si è sciolta in dieci minuti. Eppure non mi sembrava di aver messo troppo acido.

Venerdì – E’ qualche giorno che non consulto i sondaggi, non ce la faccio più. L’ultimo è entusiasmante, mi dà amato dal 120% degli italiani. Li ho simpaticamente redarguiti. “Ragazzi, va bene esagerare, ma così è troppo!”

Sabato – Quel Di Pietro mi fa impazzire. Con Veltroni è stato facile, con D’Alema ci si può sempre aggiustare ma con Tonino non c’è niente da fare, mi inquina più delle puttane per strada, anche quello che ho ripulito con tanta fatica mercoledì. Con lui i miei superpoteri scemano. E’ la mia criptonite. Piangerò ancora un po’. Gli italiani non sopportano che i giudici mi indaghino.

Domenica – Mi tocca lavorare anche di domenica. Devo scegliere i candidati per le elezioni regionali. Sono indeciso tra Naomi Campbell e Claudia Schiffer. Una è abbronzata, l’altra tedesca, perfette. E poi le ho scelte perchè sono intelligenti.

P.S.
Se vi chiedete perchè ho messo Viggo Mortensen in questo post vi rispondo che è a causa del solito motivo: meglio un bellone che un nano. E poi lo troverei un candidato ideale per un partito democratico serio. Non perchè ha di queste idee:

«Il nazismo in Germania, la dittature dei generali in Brasile e Argentina, gli otto anni di Bush in America, e Berlusconi in Italia: sono tutte facce della stessa medaglia, il potere senza freni, che per sopravvivere divide et impera, sfruttando paura e paranoia del popolo».

Naturalmente l’ho scelto perchè è bello.


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Sinceramente stupisce lo stupore stupefatto di Veltroni di fronte al blitz che ha consegnato la Commissione di Vigilanza Rai ad una “persona grata” al presdelcons. Cosa credeva? Che Villari, dopo aver assaggiato il profumo della poltrona, ottenuta per puro miracolo, si dimettesse subbito?
Non crederà mica che in Italia valgano robette sorpassate come l’onore e la disciplina di partito? Se volevano il centralismo democratico non dovevano ammazzare il PCI a sbadilate.
Non crederà mica, il candido Uolter, che l’elezione di questo senatore sia avvenuta per puro caso e non per piacere a Dio Silvio onnipotente al suono di “là ci darem la mano” e “vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core.”

Il Divo Giulio diceva: “a pensar male si fa peccato ma ci si prende”. Cerchiamo di scacciare il terribile sospetto dalla testa ma non c’è niente da fare. Tornano alla mente immondi commerci a base di carne umana. Cosce, tette e culi un tanto al chilo per ingraziarsi qualcuno della parte avversa.
Non è questo il caso, ne siamo certi, per carità. Con Villari è stato qualcosa di puramente spirituale. Un amore a prima vista. Si sono piaciuti.
Però noi siamo malvagi, non ci facciamo sviare dalla solita excusatio non petita del nano che sicuramente vuol dire il contrario di ciò che afferma. Se lui dice che non c’entra nella silurata del candidato ufficiale PD a favore di quello ufficioso scelto da Berlusconi, lui c’entra, eccome.
E’ una formula matematica. Se qualcuno o qualcosa a Berlusconi piace, vuol dire che è funzionale ai suoi interessi.

Il masterplan è semplice, anche un bimbetto dell’asilo lo comprenderebbe.
La RAI per Berlusconi è un impiccio. Toglie pubblicità a Mediaset, ha rimasto qua e là delle spiacevoli incrostazioni non berlusconiane che rompono l’armonia del culto della personalità del piccolo dittatore, è un servizio pubblico quindi inutile nella logica del “perchè quella cosa non mi appartiene?” e comunque deve essere assoggettata al governo.

La commissione di vigilanza dovrebbe essere presieduta da una persona scelta dall’opposizione, fosse anche Belzebù in persona. Alla maggioranza di governo non dovrebbe importare una sega chi è o chi non è. Non sono fatti loro, punto e basta.
Invece, siccome la RAI deve rientrare nel piano di rinascita democratica di conquista totale del mezzo propagandistico televisivo ci vuole una persona nostra che non metta i bastoni tra le ruote.
La colpa è del PD che non ha fatto nulla per impedire il monopolio berlusconiano sull’informazione, anzi lo ha amorevolmente allevato a pappe e Plasmon e mo’ sono cazzi.

Lasciamo pure che i telespettatori della lupa che formano l’elettorato di destra si scandalizzino di Santoro, della Dandini e del TG3 con le giornaliste Morticie Addams che remano contro il meraviglioso governo delle brunette e delle soubrette e sognino una televisione come nemmeno Benito avrebbe osato sognare. Un grande, immenso TG4 a reti unificate che glorifichi il nano uno e trino.
Se qualcuno gliela consegnerà su un piatto d’argento sarà grazie alla stupidità del centrosinistra.
Vedi, si insulta Gasparri e poi si scopre che almeno una volta ci aveva preso.


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Sinceramente stupisce lo stupore stupefatto di Veltroni di fronte al blitz che ha consegnato la Commissione di Vigilanza Rai ad una “persona grata” al presdelcons. Cosa credeva? Che Villari, dopo aver assaggiato il profumo della poltrona, ottenuta per puro miracolo, si dimettesse subbito?
Non crederà mica che in Italia valgano robette sorpassate come l’onore e la disciplina di partito? Se volevano il centralismo democratico non dovevano ammazzare il PCI a sbadilate.
Non crederà mica, il candido Uolter, che l’elezione di questo senatore sia avvenuta per puro caso e non per piacere a Dio Silvio onnipotente al suono di “là ci darem la mano” e “vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core.”

Il Divo Giulio diceva: “a pensar male si fa peccato ma ci si prende”. Cerchiamo di scacciare il terribile sospetto dalla testa ma non c’è niente da fare. Tornano alla mente immondi commerci a base di carne umana. Cosce, tette e culi un tanto al chilo per ingraziarsi qualcuno della parte avversa.
Non è questo il caso, ne siamo certi, per carità. Con Villari è stato qualcosa di puramente spirituale. Un amore a prima vista. Si sono piaciuti.
Però noi siamo malvagi, non ci facciamo sviare dalla solita excusatio non petita del nano che sicuramente vuol dire il contrario di ciò che afferma. Se lui dice che non c’entra nella silurata del candidato ufficiale PD a favore di quello ufficioso scelto da Berlusconi, lui c’entra, eccome.
E’ una formula matematica. Se qualcuno o qualcosa a Berlusconi piace, vuol dire che è funzionale ai suoi interessi.

Il masterplan è semplice, anche un bimbetto dell’asilo lo comprenderebbe.
La RAI per Berlusconi è un impiccio. Toglie pubblicità a Mediaset, ha rimasto qua e là delle spiacevoli incrostazioni non berlusconiane che rompono l’armonia del culto della personalità del piccolo dittatore, è un servizio pubblico quindi inutile nella logica del “perchè quella cosa non mi appartiene?” e comunque deve essere assoggettata al governo.

La commissione di vigilanza dovrebbe essere presieduta da una persona scelta dall’opposizione, fosse anche Belzebù in persona. Alla maggioranza di governo non dovrebbe importare una sega chi è o chi non è. Non sono fatti loro, punto e basta.
Invece, siccome la RAI deve rientrare nel piano di rinascita democratica di conquista totale del mezzo propagandistico televisivo ci vuole una persona nostra che non metta i bastoni tra le ruote.
La colpa è del PD che non ha fatto nulla per impedire il monopolio berlusconiano sull’informazione, anzi lo ha amorevolmente allevato a pappe e Plasmon e mo’ sono cazzi.

Lasciamo pure che i telespettatori della lupa che formano l’elettorato di destra si scandalizzino di Santoro, della Dandini e del TG3 con le giornaliste Morticie Addams che remano contro il meraviglioso governo delle brunette e delle soubrette e sognino una televisione come nemmeno Benito avrebbe osato sognare. Un grande, immenso TG4 a reti unificate che glorifichi il nano uno e trino.
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Veltroni è convinto «che il nuovo vento americano si diffonderà dappertutto e anche in Italia». Con Obama vincitore, Veltroni porterebbe a casa un successo politico e personale. «Dopo la manifestazione, aspettiamo il trionfo di Obama per consolidare il cammino del partito», diceva sotto il palco del Circo Massimo il veltroniano Giorgio Tonini.

Della serie: brillare di luce riflessa sepoffà. Perchè satelliti si nasce, e lui lo nacque, modestamente.


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Veltroni è convinto «che il nuovo vento americano si diffonderà dappertutto e anche in Italia». Con Obama vincitore, Veltroni porterebbe a casa un successo politico e personale. «Dopo la manifestazione, aspettiamo il trionfo di Obama per consolidare il cammino del partito», diceva sotto il palco del Circo Massimo il veltroniano Giorgio Tonini.

Della serie: brillare di luce riflessa sepoffà. Perchè satelliti si nasce, e lui lo nacque, modestamente.


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