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Non esiste, semplicemente non esiste che si censuri una trasmissione televisiva di informazione solo perchè ha parlato di interessi mafiosi negli appalti delle costruzioni e si prenda ipocritamente a pretesto una vignetta per farlo.

Non esiste che il servizio pubblico radiotelevisivo di un paese che non sia la Corea del Nord o la Russia dei figli di Putin sia totalmente prono ai voleri di un governo, oltretutto guidato da qualcuno che lavora nel ramo “mezzi di informazione” e che li controlla quasi interamente nel settore privato.

Non esiste che, per eliminare il dissenso ad un governo mediocre retto solo da qualche tonnellata di fuffa, da una fenomenale propaganda mediatica e la complicità di un’opposizione all’80% infame e connivente, la dirigenza del servizio pubblico radiotelevisivo venga nominata dal governo, mettendo persone loro ai vertici della dirigenza che, alla bisogna, possano parlare di “riequilibri”.

Strano, quando vanno in onda i servizietti filogovernativi dai raccordi anulari delle trasmissioni di intrattenimento o dai vespasiani notturni nessuno dei direttori generali si sente in dovere di riequilibrare alcunchè. Nemmeno se si parla addirittura di miracoli fatti dai nani in bilocazione.
Questo ruolo di Activia viventi, di lactobacilli vulgaris, i volonterosi esecutori materiali degli ordini del governo se lo riservano solo per le trasmissioni che, guarda caso, raccontano dei fatti, delle cose spiacevoli da ricordare, come l’esistenza della criminalità organizzata, della mafia e del Sistema e le infiltrazioni di questi nel tessuto sano del paese. A quel punto invitano a riequilibrare.
Come se ad un congresso di oncologia qualcuno si lamentasse del fatto che non viene ascoltato il punto di vista del tumore.

E’ la naturale regolarità del regime del “tutto va ben madama la marchesa”, dove ogni cosa spiacevole che sfugge al controllo dell’ottimismo di patata del duce deve essere riequilibrata da un salutare cerchiobottismo e dalla famosa par condicio. Una cosa che, nel giornalismo, non esiste in nessuna parte del mondo, tranne nei paesi ricordati prima e forse nel Kazakistan di Borat.

Non esiste tutto questo ma purtroppo esiste. Accade in questo paese. Si sospende Vauro dalla TV quando i bimbi d’Italia dovrebbero studiare a scuola il Vernacoliere.

Cara Tiziana Ferrario, tu che ti ribellasti e fosti così coraggiosa da affermare che in Afghanistan non era vero che le donne erano state liberate dal burka nella gloriosa invasione occidentale del 2001, non ti sei un po’ vergognata stasera di leggere l’ukase della dirigenza della RAI che censurava “Annozero”, trasmissione del tuo collega Santoro perchè non abbastanza asservita al capocomico d’Italia?
No, io davvero preferirei farmi venire il gomito da seghista che farmi portavoce di certe bassezze di regime.


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Non esiste, semplicemente non esiste che si censuri una trasmissione televisiva di informazione solo perchè ha parlato di interessi mafiosi negli appalti delle costruzioni e si prenda ipocritamente a pretesto una vignetta per farlo.

Non esiste che il servizio pubblico radiotelevisivo di un paese che non sia la Corea del Nord o la Russia dei figli di Putin sia totalmente prono ai voleri di un governo, oltretutto guidato da qualcuno che lavora nel ramo “mezzi di informazione” e che li controlla quasi interamente nel settore privato.

Non esiste che, per eliminare il dissenso ad un governo mediocre retto solo da qualche tonnellata di fuffa, da una fenomenale propaganda mediatica e la complicità di un’opposizione all’80% infame e connivente, la dirigenza del servizio pubblico radiotelevisivo venga nominata dal governo, mettendo persone loro ai vertici della dirigenza che, alla bisogna, possano parlare di “riequilibri”.

Strano, quando vanno in onda i servizietti filogovernativi dai raccordi anulari delle trasmissioni di intrattenimento o dai vespasiani notturni nessuno dei direttori generali si sente in dovere di riequilibrare alcunchè. Nemmeno se si parla addirittura di miracoli fatti dai nani in bilocazione.
Questo ruolo di Activia viventi, di lactobacilli vulgaris, i volonterosi esecutori materiali degli ordini del governo se lo riservano solo per le trasmissioni che, guarda caso, raccontano dei fatti, delle cose spiacevoli da ricordare, come l’esistenza della criminalità organizzata, della mafia e del Sistema e le infiltrazioni di questi nel tessuto sano del paese. A quel punto invitano a riequilibrare.
Come se ad un congresso di oncologia qualcuno si lamentasse del fatto che non viene ascoltato il punto di vista del tumore.

E’ la naturale regolarità del regime del “tutto va ben madama la marchesa”, dove ogni cosa spiacevole che sfugge al controllo dell’ottimismo di patata del duce deve essere riequilibrata da un salutare cerchiobottismo e dalla famosa par condicio. Una cosa che, nel giornalismo, non esiste in nessuna parte del mondo, tranne nei paesi ricordati prima e forse nel Kazakistan di Borat.

Non esiste tutto questo ma purtroppo esiste. Accade in questo paese. Si sospende Vauro dalla TV quando i bimbi d’Italia dovrebbero studiare a scuola il Vernacoliere.

Cara Tiziana Ferrario, tu che ti ribellasti e fosti così coraggiosa da affermare che in Afghanistan non era vero che le donne erano state liberate dal burka nella gloriosa invasione occidentale del 2001, non ti sei un po’ vergognata stasera di leggere l’ukase della dirigenza della RAI che censurava “Annozero”, trasmissione del tuo collega Santoro perchè non abbastanza asservita al capocomico d’Italia?
No, io davvero preferirei farmi venire il gomito da seghista che farmi portavoce di certe bassezze di regime.


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