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B. sembra uno di quei vecchi che vendono la casa, firmano il contratto e prendono i soldi, poi ci ripensano e si barricano in soggiorno dicendo che non se ne vogliono andare perché quella è casa loro. Chiami i carabinieri ma il vecchio dà di matto e li prende ad ombrellate e alla fine, per disperazione, ti tocca inserire nel contratto una clausola per lasciargli uno scantinato dove abitare fino alla fine dei suoi giorni, sperando che schiatti il prima possibile.
P.S. E’ uscito il nuovo volume di rotoballe patinate a cura della presidenza del consiglio. Come romanzo di fantapolitica da leggere sotto l’ombrellone o al cesso è gradevole.
Ecco due vecchiacci che, approfittando del loro potere, dopo averle attirate con il miraggio di una particina in TV e relativo quarto d’ora di notorietà e blandite con qualche ninnolo da quattro soldi ma molto luccicante al posto delle caramelle, palpeggiano, grufolano sui loro seni, toccano e si fanno toccare da giovanissime sconosciute, da ragazzine che potrebbero esser loro nipoti due volte. Sono certa che si offenderebbero ad essere chiamati pedofili ma perché allora si rivolgono  loro  chiamandole “le mie bambine” come fanno quelli dei charter per la Thailandia? 
No so ma, leggendo le testimonianze ai giudici di Ambra e Chiara, le due ragazze appena diciottenni presenti ai bunga bunga eleganti e raffinati dei Compagni di Frequenze, ed appena pubblicate dai giornali, non sembra di leggere nulla di nuovo. 
E’ un filmaccio visto mille volte. Sono scene che è toccato recitare un milione di volte a milioni di donne, a quell’età o disgraziatamente prima, da bambine. Per ottenere un lavoro, per evitare guai peggiori o perché il maiale frequentava casa. Prima la toccatina e poi il premio in denaro. Fai la brava e non dire niente a nessuno. “Che poi zio ti porta al mare”, come canta Carmen Consoli.
Viene da vomitare ma allo stesso tempo fa piacere sapere che c’è ancora chi, in quei frangenti, è capace di  dire no. In un mondo che si dice abitato da ragazzine rotte a tutte le esperienze e pronte a tutto per una ricarica di cellulare, è un sollievo sentire che c’è ancora qualcuna che “quando l’ho visto di persona non me la sono sentita”, ed altre che si sono sentite umiliate ed offese dal bacio della statuetta cazzuta, stupido rito da vecchi impotenti, dalla barzelletta sconcia due volte perché non fa ridere e dal dover partecipare ai giochetti lesbo che piacciono tanto ai contemplativi, organizzati dalle ben più scafate ruffiane di professione, alle quali può toccare in premio non il gingillo acquistato in stock ma il ben più ambito posto in politica. Per quello il copione prevede che ci si debba togliere il reggipetto e le mutande e strofinare il culo in faccia al flaccido.
Ti dirò, potrebbe anche essere una soddisfazione, se si avesse la prontezza di scoreggiare al momento opportuno un bello stufato di fagioli.
Bellini, loro. Due vecchiacci aggrappati ad un potere che non vogliono più mollare mentre ci vorrebbero forze giovani e fresche per rinnovare il paese, altro che il federalismo, ovvero la moltiplicazione delle tasse e dei balzelli.
Cari Filistei, avete ‘sti due bei Sansoni che vi trascineranno nell’abisso con loro pur di non crepare da soli. Contenti voi.

“Andrò avanti per il bene del Paese”.

Tra le righe: “e per il mio interesse personale che è ciò di cui mi frega soprattutto”.
Presidente ma… essere sincero una volta, una volta sola nella vita, no?

“Sono commosso e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà”.

Non mi stupisco. La città dell’amore, di Giulietta. Da noi, sa, non avrebbe avuto lo stesso calore, quel bel calore veneto. Siamo romagnolacci magnaprit e ancora troppo bastardi rossi dentro. In questi giorni di dolore, ogni volta che appariva sullo schermo tv, lo vuole proprio sapere? erano sghinazzate, battutacce, risolini.
La cosa più gentile che ho sentito a commento delle sue immagini di convalescente incerottato proveniva da un tavolo di ristorante accanto al mio, da una tavolata nemmeno di black bloc e punkabbestia ma di signori dall’aspetto inequivocabilmente partita IVA giacca&cravatta. Guardi, mi fa male perfino ripeterlo ma hanno detto, rivolgendosi proprio a lei: “T’é da murì!” (non oso tradurre). Lo so che la farà lacrimare più della tronculare frontale ma un altro commensale ha ribattuto: “Col cazzo che lo rivoto!” No, mi sa che non erano proprio comunisti.

“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.

Dunque. Gesu Cristo, che dell’amore ne fece una bandiera, finì male. Non parlo del gran finale con la Resurrezione ma del sottofinale, sulla croce.
La storia d’amore del Titanic non è finita molto bene. I sopracitati Giulietta e Romeo hanno avuto un doppio funerale.
Anche con gli ayatollah, vede? Il Signore t’ha fatto morire quello buono, quello che si opponeva alla dittatura. Ma dico, non potevi far schiattare quello fetente?
Quindi, non faccia il Federico Moccia della politica e non finga di essere buono. Continui a stare dal lato oscuro della forza, che è più vantaggioso. Finchè la Forza la sostiene, è ovvio.

Ah, l’invidia. Ma davvero pensa che chi la odia lo faccia per invidia? Ci sono ottantenni con meno rughe di lei e che trombano ancora senza aiuti. Secondo me è lei che dovrebbe invidiare loro. E poi lo sa che i soldi vanno e vengono e con tanti soldi ci si fa anche tanti nemici? Quei vecchietti di nemici come i suoi non ne hanno.

“Sotto l’albero di Natale, regalate una tessera del Pdl”.

Voleva dire una tessera di Mediaset Premium ma si è trattenuto.
Ah, vecchio bottegaio!

A proposito di denti. Stamattina sul blog dell’amico Tafanus ho letto questa chicca, tratta da un vecchio giornale del 2002: “Dentiere a 800mila anziani”.
Leggetevi l’articolo ma, in soldoni, nel maggio del 2002 il nostro amato nano si spremette l’idea di munire, nel giro di due anni, 800 mila vecchietti sdentati di una nuova gioiosa macchina per masticare. Aggratis, è ovvio, con qualche clausola scritta in piccolo: solo a chi ha rimasto meno di cinque denti in bocca ed è in condizioni di estrema povertà, il famoso reddito capestro non superiore ai 6.713 euro o a 11.271 se coniugati. Compresi coloro che dichiarano 11mila euro ma poi girano in Hummer.

Da gran bastarda quale sono, ho subito controllato se questa iniziativa fosse poi andata a buon fine.

A novembre 2002 i primi problemi:

“Procede con una certa lentezza il progetto delle cosiddette «dentiere di Stato», personalmente voluto dal premier e destinato agli anziani ultrasessantacinquenni con la pensione minima. Fu annunciato con particolare enfasi molti mesi fa ma la sperimentazione non è ancora partita. Lazio e Piemonte dovrebbero essere le prime regioni a distribuire le dentiere. Successivamente sarà scelta anche una regione del Sud, per evitare discriminazioni. «Molti i nodi da sciogliere», leggiamo su «Il Secolo», quotidiano di An, partito di governo: «Non risulta ancora chiaro come i dentisti saranno remunerati per il loro lavoro, visto che nella legge finanziaria non è stato inserito un capitolo ad hoc». Già: un problema non da poco, perché, sia pur animati da spirito solidale, gli operatori del dente giustamente vogliono farsi pagare. La fase operativa dovrebbe comunque essere avviata a gennaio, dopo una serie di vertici tra i cosiddetti esperti.”

Poi accadde un vero e proprio evento misteroso. Delle dentiere non se ne parlò più fino a maggio 2003, quando ricomparirono in prossimità di un turno elettorale. Ripresentate come una novità ma diminuite di numero. Non più 800mila ma, più realisticamente, 6mila:

“Dentiere gratis a favore di anziani indigenti con più di 65 anni di età. L’ iniziativa è stata presentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La cifra stanziata è di 20 miliardi di vecchie lire. Il progetto, ha spiegato il premier, partirà nel Lazio che sarà la regione pilota di questa sperimentazione: circa 6 mila, si stima, le persone che dovrebbero beneficiarne. Unici requisiti richiesti: avere una situazione gravemente compromessa (non più di 5 denti), nessuna protesi e un reddito non superiore ai 6.713 euro o a 11.271 se coniugati. Le prime visite, già lunedì prossimo”.

Ma è la stessa fuffa dell’anno prima. Promessa elettorale e basta? Circonvenzione di sdentato? Che brutta parola, però gli assomiglia tanto.

A luglio 2004 cominciamo a saperne di più sull’esito dell’iniziativa “Un sorriso per gli anziani”, che è fallimentare. Intanto non si trattava di una dentiera nuova gratis ma di un bonus di mille euro da utilizzare per l’acquisto di una protesi. Quindi, chi doveva campare con 6mila euro all’anno avrebbe dovuto sganciarne 3-4mila da aggiungere a quelli del bonus del nano.

“Ne avevano promesse settemila. Invece ne sono arrivate molte meno della metà. […]
La regione prescelta per la sperimentazione, che sarebbe durata poco più di un anno (da maggio del 2003 fino al 30 giugno del 2004), è proprio il Lazio.
Gli anziani potevano rivolgersi sia a studi dentistici convenzionati che ad ambulatori odontoiatrici pubblici. Tra questi anche il policlinico di Tor Vergata, il Gemelli, l’ Umberto I, il Fatebenefratelli, l’ Eastman e il San Filippo Neri. Ma l’ iniziativa non è mai decollata.

Delle sette mila dentiere messe a disposizione per gli anziani di tutta la regione, ne sono state richieste poco più della metà (in tutto 3.775, di cui quasi ottocento non sono state accordate) e distribuite solo 1.886, di cui 1.035 nella città di Roma”.
Nel 2005 la “sperimentazione” coinvolgeva, secondo Sirchia, “tremila anziani”.
Nel gennaio 2006 arrivano le prime notizie giudiziarie relative alla “Truffa delle dentiere gratuite”.
Quattrocento mila euro spariti nel nulla per protesi mai installate: la Procura ha aperto un’ inchiesta su una maxi truffa commessa ai danni del ministero della Salute che nel 2003 aveva stanziato dieci milioni di euro per finanziare il primo programma di odontoiatria sociale a favore degli anziani. […]
Il progetto era stato poi affidato all’ Agenzia di sanità pubblica allora presieduta da Domenico Gramazio. […]
L’ indagine, coordinata dal pm Giorgio Orano, non coinvolge politici ma punterebbe su presunte irregolarità nella Clinica Odontoiatrica dell’ Umberto I. […] decine di interventi fatti risultare come già effettuati ma in realtà mai eseguiti e regolarmente pagati: 200 mila euro ad arcata. Gli inquirenti avrebbero appurato che l’ elenco degli anziani destinatari delle protesi gratuite sarebbe stato falsificato. In pratica molti dei vecchietti indicati non esisterebbero o non hanno mai ricevuto alcuna dentiera. Per il momento la presunta truffa sfiora i 400 mila euro. Ma gli inquirenti vogliono capire se le protesi siano state rivendute”.
Mi piacerebbe sapere come è finita la storia. Se è finita come la “Pensione Minima a Mille Euro”, con gli aumenti concessi arbitrariamente e poi da restituire a cura degli eredi, come ho raccontato qui. Se è finita come la “Social Card”: 520mila card assegnate delle quali 190 mila risultarono senza copertura, cioè senza dindini dentro. Insomma se è stata la solita presa in giro. Tra l’altro, se vi ricordate, la storia delle dentiere è stata sventolata anche in faccia ai poveri terremotati dell’Aquila.

Veda Cavaliere, non è che la odiamo. E’ che a chi ci prende per il culo a volte ci scappa di rompergli i denti.

“Recitar! Mentre preso dal delirio
non so piu quel che dico
e quel che faccio!”
(“Pagliacci”, R. Leoncavallo)

Esame a quiz per il superamento dell’esame di Psichiatria Senile. Valido per il nuovo corso di laurea ultrarapida in sei esami e mezza tesi in Psichiatria, per risparmiare e contenere i costi dell’istruzione universitaria. Numero di iscritti, almeno 60.000, se no non conviene.

“Tenuto presente che siamo prossimi al mese di novembre, tipicamente a rischio acting-out per il paziente psichiatrico e che trattasi di soggetti anziani, indicare la causa più probabile della sintomatologia delirante presentata nei seguenti casi clinici”.

Caso 1. Il paziente SB vuole la polizia nelle scuole ma anche no.
a) soffre del disturbo di scissione schizo-divisionista di Walter-Veltrony;
b) soffre di amnesia anterograda (è incapace di formare nuovi ricordi), sintomo post-ischemico o degenerativo demenziale;
c) è solo un bugiardo.

Caso 2. Il paziente FC manifesta il desiderio di nuocere agli studenti e vorrebbe sentire il suono delle sirene delle ambulanze la mattina presto.
a) si è confuso, voleva dire “l’odore del napalm”, delirio cinematografico;
b) è il solito messaggio in codice;
c) si consiglia il trattamento sanitario obbligatorio.


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“Recitar! Mentre preso dal delirio
non so piu quel che dico
e quel che faccio!”
(“Pagliacci”, R. Leoncavallo)

Esame a quiz per il superamento dell’esame di Psichiatria Senile. Valido per il nuovo corso di laurea ultrarapida in sei esami e mezza tesi in Psichiatria, per risparmiare e contenere i costi dell’istruzione universitaria. Numero di iscritti, almeno 60.000, se no non conviene.

“Tenuto presente che siamo prossimi al mese di novembre, tipicamente a rischio acting-out per il paziente psichiatrico e che trattasi di soggetti anziani, indicare la causa più probabile della sintomatologia delirante presentata nei seguenti casi clinici”.

Caso 1. Il paziente SB vuole la polizia nelle scuole ma anche no.
a) soffre del disturbo di scissione schizo-divisionista di Walter-Veltrony;
b) soffre di amnesia anterograda (è incapace di formare nuovi ricordi), sintomo post-ischemico o degenerativo demenziale;
c) è solo un bugiardo.

Caso 2. Il paziente FC manifesta il desiderio di nuocere agli studenti e vorrebbe sentire il suono delle sirene delle ambulanze la mattina presto.
a) si è confuso, voleva dire “l’odore del napalm”, delirio cinematografico;
b) è il solito messaggio in codice;
c) si consiglia il trattamento sanitario obbligatorio.


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“Recitar! Mentre preso dal delirio
non so piu quel che dico
e quel che faccio!”
(“Pagliacci”, R. Leoncavallo)

Esame a quiz per il superamento dell’esame di Psichiatria Senile. Valido per il nuovo corso di laurea ultrarapida in sei esami e mezza tesi in Psichiatria, per risparmiare e contenere i costi dell’istruzione universitaria. Numero di iscritti, almeno 60.000, se no non conviene.

“Tenuto presente che siamo prossimi al mese di novembre, tipicamente a rischio acting-out per il paziente psichiatrico e che trattasi di soggetti anziani, indicare la causa più probabile della sintomatologia delirante presentata nei seguenti casi clinici”.

Caso 1. Il paziente SB vuole la polizia nelle scuole ma anche no.
a) soffre del disturbo di scissione schizo-divisionista di Walter-Veltrony;
b) soffre di amnesia anterograda (è incapace di formare nuovi ricordi), sintomo post-ischemico o degenerativo demenziale;
c) è solo un bugiardo.

Caso 2. Il paziente FC manifesta il desiderio di nuocere agli studenti e vorrebbe sentire il suono delle sirene delle ambulanze la mattina presto.
a) si è confuso, voleva dire “l’odore del napalm”, delirio cinematografico;
b) è il solito messaggio in codice;
c) si consiglia il trattamento sanitario obbligatorio.


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Un paio di notiziole della serie “a Natale siamo tutti più buoni”.
Berlusconi ha voluto presenziare sabato scorso a Milano, in piazzale Lagosta, alla manifestazione del Partito dei Pensionati, culminata con la distribuzione di pacchi di pasta ai presenti.
Mica pasta da 20 centesimi di euro alla confezione da 500 gr. come si trova negli hard discount ma pasta firmata, doc, come dire: dove c’è Berlusconi, c’è casa. Un solo pacco a testa, però, se no ingrassano. Tanto, basta il pensiero.

Dopo il Silvio panettiere e quello che in gioventù andava in giro a raccattare i cartoni per farne palle (?), eccolo in versione battaglia del grano duro, per “dar da mangiare agli affamati”, soprattutto a quei pensionati, suppongo, che prese per il culo con la promessa dell’aumento a 500 euro delle pensioni minime, un suo cavallo di battaglia delle elezioni del 2001.
Ricordate per quanto tempo insistette nel mentire che lui le pensioni le aveva aumentate proprio a tutti? Ci vollero cinque anni buoni per fargli ammettere che si, le aveva aumentate ma solo a quelli che ne avevano diritto ed erano solo una minoranza.
E ci voleva tanto?! I nostri babbi e le nostre mamme se n’erano accorti subito che l’aumento era una balla con il controcazzo. Anzi una palla di cartapesta, costruita non da un leader ma da un carro di Viareggio vivente, che non prova la minima vergogna come strafantastiliardario ad andare a parlare a dei vecchi di “far fatica ad arrivare alla fine del mese”. Lui, dice, ha vissuto la miseria “nera”. Bene, è venuto il tempo di raccontare magari come da un giorno all’altro ha fatto tutti questi dané.
Se ne avete uno sotto mano, prendete un antiemetico (contro il vomito) e leggete la cronaca dell’uscita del povero ricco in mezzo ai poveri veri scritta da una delle gazzette di famiglia.

Si sa che i pensionati sono un poco rincoglioniti e di poca memoria. Se fossero stati ben svegli, ricordandosi della palla dei 500 euro, avrebbero dovuto tirargliela in testa, la pasta, alla pasta d’uomo.


Altra notizia che apre il cuore alla bontà natalizia. Milano, galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono, con i bottegoni del lusso tutti luccicosi per il Natale.
Come scrive il Corriere della Serva, ieri c’è stato lo choc. Si è scoperto che in alcuni sottotetti dei palazzi della Galleria si nascondevano abusivi, barboni e immigrati clandestini in quelle che il comico inviato del TG5 ha simpaticamente definito “abitazioni”, solo perchè ci arrivava la luce elettrica. Magari se fa domanda possono vedere di assegnargliene uno di quei favolosi appartamenti.

Immediata la reazione del “barbùn-buster” Sgarbi che, sceso come un falco pellegrino a compiere un sopralluogo sul posto, invoca la cessione ai privati della galleria (che evidentemente appartiene ancora in parte ai milanesi come cittadinanza). Si sa, una guardatina, una rapida botta di conti e si fiuta l’affare del loft, con la scusa del farci la galleria d’arte che non frega a nessuno.

“Per intanto, Sgarbi sogna di trasformare le mansarde abitate dai barboni in un museo d’arte contemporanea: «Voglio lasciare tutto così com’è. I calzini. La puzza. Per far vedere quanto in basso è scesa Milano»”.

Rapido ed infallibile, il vicepodestà De Corato ha promesso di murare i sottotetti (per fortuna senza i barboni dentro) affinchè gli scarafaggi non debbano mai più annidarsi nelle vicinanze dove passeggiano i signori che hanno le migliaia di euro da buttare via per la scarpa di Prada, lo straccetto firmato e la coperta in visone da 100.000 euro.

Per carità, bisogna rispettare la legalità e lottare contro l’abusivismo che magari nasconde le immonde speculazioni dei subaffitti a peso d’oro.
Però mi sia consentito appunto di notare come il tono usato nei confronti di esseri umani che per bisogno avevano trovato un rifugio in quelle soffitte merdose è scritto sul corrierone e detto al TG5 con il tono di chi sta parlando di un’invasione di scarafaggi.
Oddìo marchesa, sul persiano Bukara sta passeggiando l’immondo insetto! Si chiami subito la disinfestazione.

La premiata ditta De Corato & Sgarbi ha ben disinfestato e si gloria di aver buttato in mezzo ad una strada dei senzatetto, con il freddo che fa in questi giorni e in prossimità del Santo Natale.
Questo dopo che la stessa amministrazione comunale della sciura petroliera aveva organizzato una mensa per ricchi nel cortile di Palazzo Marino il 7 dicembre per gli infreddoliti ed annoiati spettatori della Scala del dopospettacolo, a spese non si sa di chi ma probabilmente dei milanesi, compresi i pensionati al dente.

Fellini, da quel genio che era, lo aveva previsto negli anni 80. Se i poveri pensionati chiederanno pane, a causa delle pensioni da fame, cosa daranno loro questi compassionevoli conservatori mentre pasteggiano a soupe lyonnaise e cappella di porcino? Rigatoni!


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Un paio di notiziole della serie “a Natale siamo tutti più buoni”.
Berlusconi ha voluto presenziare sabato scorso a Milano, in piazzale Lagosta, alla manifestazione del Partito dei Pensionati, culminata con la distribuzione di pacchi di pasta ai presenti.
Mica pasta da 20 centesimi di euro alla confezione da 500 gr. come si trova negli hard discount ma pasta firmata, doc, come dire: dove c’è Berlusconi, c’è casa. Un solo pacco a testa, però, se no ingrassano. Tanto, basta il pensiero.

Dopo il Silvio panettiere e quello che in gioventù andava in giro a raccattare i cartoni per farne palle (?), eccolo in versione battaglia del grano duro, per “dar da mangiare agli affamati”, soprattutto a quei pensionati, suppongo, che prese per il culo con la promessa dell’aumento a 500 euro delle pensioni minime, un suo cavallo di battaglia delle elezioni del 2001.
Ricordate per quanto tempo insistette nel mentire che lui le pensioni le aveva aumentate proprio a tutti? Ci vollero cinque anni buoni per fargli ammettere che si, le aveva aumentate ma solo a quelli che ne avevano diritto ed erano solo una minoranza.
E ci voleva tanto?! I nostri babbi e le nostre mamme se n’erano accorti subito che l’aumento era una balla con il controcazzo. Anzi una palla di cartapesta, costruita non da un leader ma da un carro di Viareggio vivente, che non prova la minima vergogna come strafantastiliardario ad andare a parlare a dei vecchi di “far fatica ad arrivare alla fine del mese”. Lui, dice, ha vissuto la miseria “nera”. Bene, è venuto il tempo di raccontare magari come da un giorno all’altro ha fatto tutti questi dané.
Se ne avete uno sotto mano, prendete un antiemetico (contro il vomito) e leggete la cronaca dell’uscita del povero ricco in mezzo ai poveri veri scritta da una delle gazzette di famiglia.

Si sa che i pensionati sono un poco rincoglioniti e di poca memoria. Se fossero stati ben svegli, ricordandosi della palla dei 500 euro, avrebbero dovuto tirargliela in testa, la pasta, alla pasta d’uomo.


Altra notizia che apre il cuore alla bontà natalizia. Milano, galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono, con i bottegoni del lusso tutti luccicosi per il Natale.
Come scrive il Corriere della Serva, ieri c’è stato lo choc. Si è scoperto che in alcuni sottotetti dei palazzi della Galleria si nascondevano abusivi, barboni e immigrati clandestini in quelle che il comico inviato del TG5 ha simpaticamente definito “abitazioni”, solo perchè ci arrivava la luce elettrica. Magari se fa domanda possono vedere di assegnargliene uno di quei favolosi appartamenti.

Immediata la reazione del “barbùn-buster” Sgarbi che, sceso come un falco pellegrino a compiere un sopralluogo sul posto, invoca la cessione ai privati della galleria (che evidentemente appartiene ancora in parte ai milanesi come cittadinanza). Si sa, una guardatina, una rapida botta di conti e si fiuta l’affare del loft, con la scusa del farci la galleria d’arte che non frega a nessuno.

“Per intanto, Sgarbi sogna di trasformare le mansarde abitate dai barboni in un museo d’arte contemporanea: «Voglio lasciare tutto così com’è. I calzini. La puzza. Per far vedere quanto in basso è scesa Milano»”.

Rapido ed infallibile, il vicepodestà De Corato ha promesso di murare i sottotetti (per fortuna senza i barboni dentro) affinchè gli scarafaggi non debbano mai più annidarsi nelle vicinanze dove passeggiano i signori che hanno le migliaia di euro da buttare via per la scarpa di Prada, lo straccetto firmato e la coperta in visone da 100.000 euro.

Per carità, bisogna rispettare la legalità e lottare contro l’abusivismo che magari nasconde le immonde speculazioni dei subaffitti a peso d’oro.
Però mi sia consentito appunto di notare come il tono usato nei confronti di esseri umani che per bisogno avevano trovato un rifugio in quelle soffitte merdose è scritto sul corrierone e detto al TG5 con il tono di chi sta parlando di un’invasione di scarafaggi.
Oddìo marchesa, sul persiano Bukara sta passeggiando l’immondo insetto! Si chiami subito la disinfestazione.

La premiata ditta De Corato & Sgarbi ha ben disinfestato e si gloria di aver buttato in mezzo ad una strada dei senzatetto, con il freddo che fa in questi giorni e in prossimità del Santo Natale.
Questo dopo che la stessa amministrazione comunale della sciura petroliera aveva organizzato una mensa per ricchi nel cortile di Palazzo Marino il 7 dicembre per gli infreddoliti ed annoiati spettatori della Scala del dopospettacolo, a spese non si sa di chi ma probabilmente dei milanesi, compresi i pensionati al dente.

Fellini, da quel genio che era, lo aveva previsto negli anni 80. Se i poveri pensionati chiederanno pane, a causa delle pensioni da fame, cosa daranno loro questi compassionevoli conservatori mentre pasteggiano a soupe lyonnaise e cappella di porcino? Rigatoni!

http://www.youtube.com/v/Ym3sdmHnsJ4&rel=1


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