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Non fanno che ripetercelo, i tamburi di latta delle news. LA CRISI. Verranno tempi cupi, da veri lupi e non di quelli romanisti. Eh, caro lei, la CRISI.
Poi, un momento dopo e senza rendersi conto della schizofrenia della cosa, raccontano dei 20 km di coda in autostrada per andare in montagna, fanno vedere le piste piene di sciatori (lo sci è sempre costato una smadonnata), si preoccupano che non manchino gli spumanti da 20 euro la bottiglia sulla tavola di Natale e poi, ah già, la CRISI, ce ne stavamo dimenticando.
GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. “ohm!”

La CRISI c’è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c’è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall’ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l’unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l’angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l’anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest’anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il “sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate”.
L’hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo “complata dai cinesi”.
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: “Autentiche borse di Vuitton false”.


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Che farà la sposa? Per un semplice complimento da Supertelepappone-mao a due bonazze, tra le quali “quella là”, ricordate, prese carta e penna e urlò il suo disgusto per il vecchio satiro a mezzo stampa. Lui fece il pentito pucci-pucci-cippalippa ma lei partì per un lungo viaggio, speriamo ben accompagnata.

Ora le cose stanno diventando ancora più pesanti, oh se lo stanno diventando, con Novella 2000 che è improvvisamente diventato un giornale serio rispetto al resto della stampa che discetta giornalmente di cosucce come pompini e che non riesce più ad attizzare le lettrici sotto extensions nemmeno con l’erezione di Fini, della quale,”diciamolo”, non frega niente a nessuno.

Ragazzi, tutto ciò è spregevolmente sadico e anticristiano ma chi se ne fotte.
Sembra che anche i sanpietrini per strada sappiano chi è la Lewinski de noantri, eppure si respira un’aria da partenza di gran premio, con i motori che rombano sulla pista, aspettando il semaforo verde e la staccata di frizione, il via alla grande corsa allo sputtanamento integrale e al disvelamento della svergognata che, tra parentesi e sempre secondo i giornali seri, parrebbe essere una nostra stipendiata, mia e vostra, da € 15.269,72 circa al mese.
Una nota candidata belga promise 40.000 pompini da praticare agli elettori se fosse stata eletta. Altre realtà.

Hanno ragione, il gossip ammorba il clima politico quando riguarda loro. Chissà se da nonni racconteremo ai nostri nipotini davanti al caminetto la favola del nano che scivolò sulla banana e finì inghiottito da Gola Profonda. E’ estate, tempo di stelle cadenti e desideri da esprimere. Filippo, facci sognare.

Ma torniamo alla mia simpatia, alla Sposa. Che farà se scoppia il barabum?
Io mi sbaglierò ma la sua vendetta sarà tremenda, come solo le spose per troppo tempo tranquille e silenziose sanno vendicarsi. Il suo silenzio, per l’appunto, terrorizza il fedifrago, dicono, e ne ha ben donde. Dove non poterono le toghe rosse potrebbero i matrimonialisti, che stanno già affilando le parcelle.
Segnalata tempo fa in Thailandia, la Sposa potrebbe benissimo essere in questo momento a scuola da Pai Mei, ad imparare non solo ad uscire dalle gabbie dorate spaccandole con le nocche ma impratichendosi nel colpo mortale denominato “l’esplosione del governo con cinque colpi di gnocca”.


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