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L’Egoarca è partito alla conquista dell’Europa con le sue Papidivisionen di passere corazzate per il Blitzkrieg più fallimentare di tutti i tempi. Non ho dubbi che la guerra finirà a puttane.
Dopo la sortita a base di kapò e turisti della democrazia al Parlamento di Strasburgo quella famosa volta, ora è convinto di riuscire a zittire, oltre ai suoi dipendenti ed ai numerosissimi wannabe lacchè, servitori, reggicoda e leccaculo che ha sparsi in tutta Italia, anche chi non dovrebbe essere sottoposto al suo potere perchè non cittadino italiano e non governato da lui.
Gli europei credevano di essere fortunati a non essere italiani ma evidentemente, per essere proprio al sicuro bisognerebbe allontanarsi ancora un poco dallo stivale, diciamo rifugiarsi in Papua Nuova Guinea.

In pieno delirio d’onnimpotenza, Iddu compensa le cilecche con le cannonate che spara in direzione Bruxelles credendo di poter comandare anche sul resto del continente come fosse un’immensa Segrate.
Anche allora, settant’anni fa, tra i paesi invasi vi fu il Belgio ma si ebbe l’accortezza di aspettare un po’ prima di aprire un secondo fronte orientale. Preludio, in quella ed in tutte le guerre dove si vuole strafare, alla Grande Inculata finale.

Qui invece è assalto frontale a raggiera. Il primo fronte, quello interno, vede le Papidivisionen all’assalto della Libertà d’Espressione, con le raffiche di denunce ai giornali che osano rendergli conto di qualche cosuccia da nulla come la frequentazione di minorenni (come disse per prima la sua signora).
A Repubblica Iddu non risponde perchè ratta-tata-ta-ta, le solite cose. Però se le domande gliene facesse un altro giornale risponderebbe volentieri.
Mi appello all’Eco del Chisone: non è che gli vorreste porre voi le famigerate domande, così potremmo finalmente sapere quando il fuhrer del Reich Mediolanum ha conosciuto il babbo di Noemi Letizia? No, eh? Inutile chiedere?
Nella putrescente RAI, ormai un bivacco dei suoi manipoli, si censura il trailer di un film inchiesta, “Videocracy”, che racconta la cancrena italiana (direbbe Gaber) fin dagli anni di Colpo Grosso. L’attacco alla pancia dello Stato a colpi di gnocca, culi e tette. Quando l’eterosessualità come arma diventa più letale dell’AIDS.
Il film che osa mostrare la realtà di questo grande laboratorio per la realizzazione del perfetto Shit Country non deve essere citato e mostrato perchè contrario al governo. Bene, siccome questo non è servizio pubblico, qui lo mostriamo e linkiamo, invitandovi a riprendere l’appello e moltiplicarlo sui vostri blog.

Lui denuncia e chiede danni. Milioni di euro. Per lui piccioli da infilare nei perizomi di qualche favorita.
Questo succede ad avere uno stuolo di avvocati che si nutrono di cavie vive e che hanno un’incontinenza della parcella per cui ogni occasione è buona per mettere su delle note spese, tirare avanti le cause ed aprirne sempre delle nuove. Il nostro problema, cari italiani, se non lo avete ancora capito, è che Iddu non è come noi che prima di affidarci a quelle simpatiche sanguisughe figli di puttana ci facciamo una botta di conti ed accendiamo le ipoteche per vederci meglio. Lui non ha problemi a pagare gli avvocati, ha soldi a palate.

Siccome l’Europa non è l’Italia però, per fortuna, al Pornoduce hanno mandato a dire un sonoro “Aaa chi???”, come avrebbe detto Totò. Però non basta. Frequentare altri egoarchi in egocentrismo acuto come Gheddafi non gli fa bene e se quello va a molestare Israele, tanto per sentirsi ancora giovane e monello, lui si chiede: e chi sono io, il figlio della serva? Qui ci vuole un continente intero al quale andare a suonare i campanelli di notte.

Prima o poi questa tortura finirà, se Dio, il tempo e il corso naturale della vita vorranno, ma noi facciamo il tifo affinchè qualcuno nel mondo ancora immune dal virus berlusconiano, si rompa le palle davvero e venga a liberarci anzitempo.
Io ho già il disco di “In The Mood” pronto.


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