Rialzati, Mara!

Posted Luglio 5, 2008 by
Categories: bettino craxi, centrodestra, evita peron, filippo facci, mara carfagna, marco travaglio, moana pozzi, politica interna, pompini, rai, silvio berlusconi

Filippo Facci, nel ruolo del cattivo, ha invitato una delle ministre dalle labbra chiacchierate a dimettersi perchè, effettivamente, una carriera politica fulminea come la sua non si era mai vista prima e quindi ci deve essere del vero nel gossip che sta ammorbando la politica di quest’estate. Un colpo basso, in grado di abbattere altro che le esili membra della ragazza.

Come un riflesso pavloviano, al suono del campanello riformista, è subito arrivata salivando la solidarietà bipartisan alla ministra, compresa quella delle cagnette alle quali Bocca di Rosa non aveva sottratto l’osso. Povera Mara, scrivono le opinioniste in vena di sorellanza ad un tanto al chilo, non è giusto prendersela con lei. Non è giusto prendersela sempre con le donne. Se però giri attorno al mio uomo ti cavo gli occhi con il cucchiaio.

Anche Travaglio si impietosisce, offre cavallerescamente il braccio alla pulzella affinchè si rialzi e dice che, tutto sommato, ci sono berluscones in alte cariche che fanno al presdelcons servizi ben più umili di quelli orali.

Giusto, non siamo mica gli americani che dobbiamo scandalizzarci per le corna (quando non sono le nostre).
Ciò che fa rizzare i peletti sulle braccia a chi ha ancora un minimo senso dello Stato non è che il vecchio satiro abbia delle amanti e nemmeno che utilizzi le caramelle che ormai usano anche i baldi giovanotti per durare più dei canonici tre minuti, come le uova alla coque.
No, il punto non è questo.

La cosa grave da appurare è se lui abbia appoggiato una sua favorita a noi, facendocela assumere con uno stipendio favoloso superiore di molto al nostro di modesti lavoratori e con l’impegno a mantenerla anche quando le grazie che l’avrebbero, secondo le malelingue, tanto aiutata in carriera saranno sfiorite e necessiterà, oltre che di protesi dentaria, di pensione di vecchiaia.
Non è un sospetto infondato. Fateci caso, le strappone da sistemare per far contenti i vecchi bavosi dell’una e dell’altra sponda politica a chi le ha fatte assumere? Alla RAI, servizio pubblico fino a prova contraria. Stipendiate anche con il canone annuale da 100,00 euro e rotti che paghiamo con sacrificio ogni anno (noi fessi che lo paghiamo).

Ecco, a me dà fastidio solo ed unicamente questo. Che uno che ha i fantastiliardi e dozzine di aziende con migliaia di posizioni disponibili per assumere amici, parenti, conoscenti e amanti, non crei nuovi posti di lavoro a Mediaset ma abbia il coraggio di farsi mantenere i vizietti a spese degli italiani. In pratica, in azienda no perchè i figli si offenderebbero, al governo si, tanto gli italiani sono coglioni.
Chi lo ha votato non si rende conto di questo paradosso offensivo, non lo vede proprio. Si accontenta di sbavare dietro alle donne del capo, di guardare ma non toccare e di contribuire al loro costoso mantenimento. Una sorta di adozione a distanza.
Dice che siamo invidiosi perchè le loro politcanti con il risucchio sono belle ed intelligenti. Le altre, quelle del centrosinistra no, s’intende. Le loro sono talmente intelligenti che hanno bisogno di far vedere le poppe anche alle sei di mattina, nel caso sembrassero improvvisamente cretine quando aprono bocca.

Un’altra cosa che mi dà fastidio è che la fatalona di destra, quando appende il reggicalze al chiodo perchè ha raggiunto lo scopo e si è sistemata, assume quell’aria da verginella che fa ohi ohi che male.
Fateci caso. Si evitaperonizzano con il tailleurino monacale e fanno intendere che per loro la politica è uno sforzo immane, una missione. Deperiscono, si distruggono la tiroide e diventano esoftalmiche.
Non solo ma, come tutte le redente, si mettono a fare la predica agli altri. A quello sfacciato del gay con le chiappe di fuori e le paillettes, per esempio. Cominciano a menarla con il valore della famiglia. Ritornano vergini con tanto di imene intonso. Pure sì come angeli.
Qualcuno mi spieghi perchè una che suona il pianoforte, danza sulle punte, legge libri impegnati e si è laureata non potrebbe anche essere brava a fare rutti, a pulire i cessi o ad esercitare le arti bolognesi. Non c’è scritto da nessuna parte che una cosa debba escludere l’altra. A meno che non si voglia prendere qualcuno per il culo.
E’ la solita ipocrisia dei bacchettoni, che ne fanno di tutti i colori ma poi corrono a slinguazzare le sante mani in cerca di perdono, che viene loro concesso a caro prezzo, a suon di bigliettoni.

Stia tranquilla la ministra. Cercheranno di farla cadere ma lei si rialzerà, più intelligente di prima. A noi non rimarrà tra un pò che rimpiangere gli anni ‘80 di Craxi , delle pagelle di Moana e delle cattive ragazze che non avevano paura di esserlo.


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Ne uccide più la spada che la penna

Posted Luglio 3, 2008 by
Categories: figa, gossip, kill bill, politica interna, pompini, porno, quentin tarantino, satira, silvio berlusconi, veronica berlusconi, vignette

Che farà la sposa? Per un semplice complimento da Supertelepappone-mao a due bonazze, tra le quali “quella là”, ricordate, prese carta e penna e urlò il suo disgusto per il vecchio satiro a mezzo stampa. Lui fece il pentito pucci-pucci-cippalippa ma lei partì per un lungo viaggio, speriamo ben accompagnata.

Ora le cose stanno diventando ancora più pesanti, oh se lo stanno diventando, con Novella 2000 che è improvvisamente diventato un giornale serio rispetto al resto della stampa che discetta giornalmente di cosucce come pompini e che non riesce più ad attizzare le lettrici sotto extensions nemmeno con l’erezione di Fini, della quale,”diciamolo”, non frega niente a nessuno.

Ragazzi, tutto ciò è spregevolmente sadico e anticristiano ma chi se ne fotte.
Sembra che anche i sanpietrini per strada sappiano chi è la Lewinski de noantri, eppure si respira un’aria da partenza di gran premio, con i motori che rombano sulla pista, aspettando il semaforo verde e la staccata di frizione, il via alla grande corsa allo sputtanamento integrale e al disvelamento della svergognata che, tra parentesi e sempre secondo i giornali seri, parrebbe essere una nostra stipendiata, mia e vostra, da € 15.269,72 circa al mese.
Una nota candidata belga promise 40.000 pompini da praticare agli elettori se fosse stata eletta. Altre realtà.

Hanno ragione, il gossip ammorba il clima politico quando riguarda loro. Chissà se da nonni racconteremo ai nostri nipotini davanti al caminetto la favola del nano che scivolò sulla banana e finì inghiottito da Gola Profonda. E’ estate, tempo di stelle cadenti e desideri da esprimere. Filippo, facci sognare.

Ma torniamo alla mia simpatia, alla Sposa. Che farà se scoppia il barabum?
Io mi sbaglierò ma la sua vendetta sarà tremenda, come solo le spose per troppo tempo tranquille e silenziose sanno vendicarsi. Il suo silenzio, per l’appunto, terrorizza il fedifrago, dicono, e ne ha ben donde. Dove non poterono le toghe rosse potrebbero i matrimonialisti, che stanno già affilando le parcelle.
Segnalata tempo fa in Thailandia, la Sposa potrebbe benissimo essere in questo momento a scuola da Pai Mei, ad imparare non solo ad uscire dalle gabbie dorate spaccandole con le nocche ma impratichendosi nel colpo mortale denominato “l’esplosione del governo con cinque colpi di gnocca”.


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Monnezzilla contro Megaloman

Posted Luglio 2, 2008 by
Categories: campania, inquinamento, monnezza, napoli, silvio berlusconi, trash

Amici napoletani e non, fatevi un nodo al fazzoletto e segnatevi questa data: 31 luglio 2008.
Lui ha ridetto che entro e non oltre la fine di luglio la monnezza sparirà da Napoli. Proprio così.

L’11 giugno scorso aveva detto: “Il termovalorizzatore di Acerra sarà completamente in funzione ad aprile” e nelle strade della Campania “entro luglio non ci saranno più rifiuti”.
Dev’essere proprio vero anche se, da quella malfidata che sono, temo intendesse il prossimo aprile ed il luglio di chissà quale anno. Detto in quei termini potrà sempre giustificarsi: “mi avete frainteso, intendevo luglio 2042″.
Sono malfidata, lo ripeto, e invece Lui ce la farà di sicuro. Fiamma di monnezzopoli!

(Guarda Monnezzilla in tutto il suo mostruoso splendore: versione 1 e versione 2)


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Consegne straordinarie

Posted Luglio 1, 2008 by
Categories: 9/11, CIA, USA, extraordinary rendition, guantanamo, guerra, terrorismo, tortura

Uomini spediti come pacchi postali in giro per il mondo e da una prigione segreta all’altra, con una preferenza per i paesi dove la tortura viene applicata sistematicamente senza tanti problemi. Ad esempio i paesi arabi “amici”, disposti a fare il lavoro sporco per conto terzi ma non solo, anche paesi europei volonterosi fiancheggiatori, disposti a mettere a disposizione uomini, mezzi e servizi per coprire il rapimento di presunti terroristi e la loro deportazione verso destinazione ignota.

Il più recente esempio di blackout del diritto internazionale ed il più praticato in totale spregio della legalità, si chiama extraordinary rendition, consegna straordinaria, una delle armi improprie adottate dal governo degli Stati Uniti contro il cosiddetto “terrorismo internazionale”, dopo l’11 settembre.

La cosa tragica è che nel mucchio degli uomini-pacco cadono troppo spesso innocenti, come Mohamed. Colpevoli di essere di origine mediorientale o forniti di passaporto-canaglia; destinati a sparire quando va bene per mesi e quando va male per anni. Senza un processo, senza l’assistenza di un legale. Torturati per mesi con modalità disumane. Se liberati, rovinati per sempre nel fisico e nello spirito.
Quando si dice emergenza democratica in Italia e di sabati passati con gli avvocati.
A proposito di Italia, il caso Abu Omar, che ha messo a soqquadro i nostri servizi segreti e inguaiato una mappata di giornalisti e spioni vari grazie all’opera dei magistrati inquirenti, rappresenta il nostro personale momento di vergogna nazionale, oltretutto squisitamente bipartisan. Quando la Mamma chiama, non importa di che colore è il governo, l’importante è che prenda il topo. O il capro espiatorio.

Gli uomini che sono rinchiusi da sette anni a Guantanamo, la maggioranza dei quali ancora in attesa di un processo che non sia una farsa, furono catturati grazie alle rendition.
Alcuni di loro sono riusciti a far conoscere la loro storia alla stampa grazie alla perseveranza dei loro famigliari, disperati di non poter far nulla contro il Grande Moloch che deve giustificare, con atti brutali ed eclatanti, la famigerata guerra al terrorismo.
Se abbiamo saputo dei retroscena delle rendition lo dobbiamo però anche a quella parte di opinione pubblica americana formata da politici, giornalisti, militari e società civile che giustamente si indigna di fronte a questa licenza di torturare ed uccidere pretesa dalla CIA e praticata in tutto il mondo. Con i capobastone della Casa Bianca, Bush e Condoleezza in testa, pronti a fare giurin giuretto che ” loro i prigionieri non li hanno mai torturati”.

La trama di “Rendition”, un bel film di Gavin Hood interpretato da Jake Gyllenhaal e Reese Witherspoon che ho visto di recente, si basa su una di queste storie. Negli extra del dvd vi è un documentario che racconta alcune delle storie vere di vittime delle deportazioni.

Di extraordinary rendition si è occupato anche, in commisisone europea Claudio Fava, qui intervistato da Pietro Ricca.


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Naufragar m’è dolce in questo mare di monnezza

Posted Giugno 30, 2008 by
Categories: crimini di guerra italiani, economia, inquinamento, naufragio, politica interna, silvio berlusconi, tg1

Dicono che siamo un paese che sta naufragando. Anzi, che è già naufragato ma non se n’è ancora accorto.

Sono due giorni che al TG1 ci mostrano le immagini dell’isola di plastica nel Pacifico, con le spiagge che si riempiono di spazzatura planetaria e gli animali che muoiono perchè ingoiano piccoli frammenti dell’infernale materia che non si disintegra. Secondo me non può essere un caso.

Siamo già alla deriva e forse cercano di farcelo capire preparandoci con sottili metafore, mentre tentiamo di restare a galla tra cose innominabili che ci galleggiano attorno. Eppure non mancano gli indizi di consapevolezza: siamo circondati da cumuli di monnezza, le zoccole sono in libera uscita e fanno tremare i palazzi correndo con i loro tacchi a spillo e abbiamo addirittura un presdelcons interamente di plastica, indistruttibile.

Siamo abbandonati, cast away e non abbiamo trovato di meglio, per alleviare la solitudine e la miseria morale, che consolarci appunto con un vecchio pallone gonfiato che abbiamo chiamato Silvio Wilson.
Sarà dura ritornare alla civiltà, se mai verranno a salvarci.


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Se scoppia la polemica

Posted Giugno 28, 2008 by
Categories: linguaggio, monty python, mr. creosote, parolacce, satira

Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell’[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Ci vediamo all’osteria, al numero venti

Posted Giugno 27, 2008 by
Categories: abel ferrara, castrazione, cinema, figa, freaks, hannibal lecter, linda lovelace, pedofilia, quentin tarantino, vagina dentata, vendetta

Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (”mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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La casta con il pelo sullo stomaco

Posted Giugno 26, 2008 by
Categories: casta, conflitto di interessi, letitia casta, politica interna, silvio berlusconi

Domandina facile facile per chi si è fatto abbindolare dal venditore di aspirapolveri con il parrucchino di lusso e le gorge aggiustate a suon di milioni con il botulino: non riuscite proprio a sentire che vi sta prendendo per il culo per la duecentosessantamilionesima volta?

Sapete che c’è una crisi economica della madonna, che la gente non arriva a fine mese, che i petrolieri sanguisughe tra un pò ci costringeranno a far andare le macchine direttamente con il nostro sangue gruppo O RH+ e non avete niente da dire di fronte ad un signore che per prima cosa, appena riagguantato il potere, pensa a sconvolgere il sistema della giustizia per il suo proprio strafottutissimo tornaconto personale?
Minchia, sono decenni che persegue solo il suo interesse e voi ancora credete che vi farà ricchi per proprietà transitiva solo perchè guardate le sue televisioni?

Non vi fa vomitare questo campione della casta che vuole l’impunità assoluta per arricchirsi ancora di più, alla faccia vostra? Dicono che sarà per una sola legislatura ma sarà per sempre. E , diventati intoccabili, lui e i suoi scagnozzi, sarà più dolce per loro finire l’opera di farvelo uscire dalla bocca.

Sarà il caldo, il pensiero della sofferenza che dev’essere indossare un bikini di pelo in un clima come questo ma, pensando al pelo sullo stomaco che dimostra di avere chi avete votato mi verrebbe voglia di prendere una bacchetta magica e far sparire la casta intera dalla faccia della terra. Ad eccezione di Laetitia, s’intende.

P.S. Se siete riusciti a seguire il ragionamento fino in fondo senza farvi distrarre e mi scriverete nei commenti che sono peggio i comunisti e che Prodi ha rovinato l’Italia, mi sa che siete pure gay.


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La balla della Magliana

Posted Giugno 25, 2008 by
Categories: P2, banda della magliana, camorra, criminalità, criminologia, emanuela orlandi, mafia, marcinkus, massoneria, misteri d'italia, vaticano

Diffidate dei supertestimoni estivi. Specialmente di quelli che riaprono vecchi casi irrisolti ribadendo cose note e stranote e non aggiungendo alcunchè di nuovo ma facendo risuonare le grancasse dei media.

Si fa presto a trovare del marcio, o del Marcinkus, in quell’epoca a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta quando l’Italia era in balìa di una simpatica congrega di massoni coperti, banditi della Magliana, servizietti più o meno segreti, camorra, mafia, affaristi senza rete e gerarchi vaticani votati più al dio denaro che a quello con il triangolo in testa. Tutti assieme appassionatamente per costruire l’Italia del futuro, ovvero codesta odierna cloaca.
Non c’è bisogno di supertestimoni e pupe del gangster in vena di nostalgie, basta riandare con la memoria alla storia di quell’epoca e stare attenti a non lasciarsi sopraffare dagli effluvi che emanano dai sepolcri dissigillati.

La signora che ci ha deliziato l’altra sera su tg, giornali e “Chi la visto?” con le nuove sconvolgenti rivelazioni sul caso di Emanuela Orlandi, non convince. Non perchè ha rivelato che a casa Andreotti c’erano mobili antichi e non soluzioni Ikea e neanche quando ha pasticciato con le date, sbarellando di dieci anni abbondanti tra il sequestro di Emanuela e la scomparsa di un bambino, figlio di un “infame” della banda della Magliana. Finito anche lui nella stessa betoniera.
La ex-pupa non convince perchè i suoi racconti saranno pure veri ma sono ricoperti da un pesante strato di millantato credito. A me ha colpito quando ha raccontato che il suo amante le diede cento milioni da spendere in shopping “e guai a te se torni a casa con sole centomila lire”. Sarà vero ma puzza di falso lontano un miglio. Le confabulazioni hanno un odore inconfondibile.

Tirare in ballo Marcinkus per il caso Orlandi è troppo facile. Come dare la colpa a Joker di un delitto avvenuto a Gotham City.
Pensate veramente che un alto prelato con il vizio delle ragazzine andrebbe a pasturare a cento metri da casa, in piena media borghesia, con l’abbondanza di disperate senza famiglia che abbondano nei bassifondi? Le ragazze scomparvero perchè molto probabilmente qualcuno volle mandare un messaggio oltretevere. Colpire al cuore lo stato vaticano mirando ad uno dei suoi cittadini con una tecnica mafiosa vecchia come il mondo: la lupara bianca, la sparizione nel nulla.

Perchè allora questa uscita della testimone a venticinque anni di distanza?
Come hanno scritto i giornali romani, nell’auto che una mesata fa ha investito e ucciso due fidanzati a Via Nomentana, c’era la figlia della signora Minardi. Aveva appena avuto un litigio con il suo uomo e da lì poi era scaturita la folle corsa che aveva causato il tragico incidente. Chissà, andare a sbattere vecchi tappeti polverosi su fatti recenti potrebbe essere una tattica. In cambio di un’alleggerimento della posizione di mia figlia io mi faccio tornare la memoria.
Se però voi foste a conoscenza della verità sui misteri d’Italia, e che misteri, li raccontereste ad un PM qualsiasi? E offrendovi in pasto alla stampa ed al massimo di pubblicità, senza timore di finire in uno dei piloni dell’alta velocità a causa delle cose rivelate? Poco credibile.

La cosa veramente sorprendente di questa faccenda a cavallo tra passato e presente, rimane il fatto che Enrico De Pedis, il boss della Magliana amante della Minardi, sia stato sepolto in territorio vaticano nella basilica di Sant’Apollinare, con un privilegio non certo consentito normalmente ad un bandito. Un’anomalia pura che sa di ricompensa per chissà quali favori.
Oggi ho visto intervistare il responsabile della basilica (Opus Dei) che è sbiancato e ha cominciato a balbettare quando gli hanno chiesto se avrebbe avuto niente in contrario a riaprire la tomba di De Pedis. Cosa della quale si comincia a parlare insistentemente da parte degli inquirenti.

Già, anch’io ho avuto questo pensiero. Ci sono documenti che devono assolutamente sparire. Nascondiamoli dentro una tomba. O ancor meglio dentro un cadavere.
C’è materiale per due o tre libri di Dan Brown. La fantasia non manca. Quello di cui si avrebbe bisogno piuttosto è chiarezza e la verità sulla fine di due ragazze, uscite di casa un pomeriggio e … puf!, sparite nel nulla.


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Il lodo Leporello

Posted Giugno 24, 2008 by
Categories: don giovanni, musica, papa ratzinger, psichiatria, psicologia, silvio berlusconi, wolfgang amadeus mozart

Don Giovanni sfida apertamente il fantasma della sua vittima di duello, il Commendatore, invitandolo a cena. Il Commendatore si presenta effettivamente nel bel mezzo di un banchetto e invita Giovanni a pentirsi dei suoi peccati ma egli persevera nel prendersi gioco del vecchio rifiutando qualunque atto di contrizione.
Don Giovanni è l’emblema dell’uomo che vive in perenne stato di menzogna (inganna sistematicamente le donne che seduce), di sfida all’ordine costituito (disgrega legami matrimoniali e si avvale dello jus primae noctis) e di dispregio della legge e dell’autorità.
Siccome agisce solo per il proprio piacere non è un rivoluzionario ma solo un egocentrico. narcisista. Mozart e Da Ponte riservano a Don Giovanni una giusta punizione, che giunge al termine di un fenomenale duetto tra Uomo e Dio, Vita e Morte, Padre e Figlio. Il Commendatore trascina Giovanni con sè all’Inferno, sotto gli occhi atterriti del servo Leporello.
“La pseudologia fantastica passa, grazie alla spiegazione psicodinamica, dall’essere considerata un semplice peccato, ad un fenomeno complesso che ritroviamo in situazioni al limite con la normalità.
Rispetto ad una possibile diagnosi differenziale tra forme strettamente psicogene e stati a spiccata componente organica, Jaspers individua che nelle prime una contraddizione troppo grande con le condizioni reali tronca improvvisamente la realtà fantastica cosa che non si verifica nelle situazioni in cui prevale l’aspetto organico.
Bleuler fa notare che a differenza dei confabulanti e degli allucinati della memoria, i malati con pseudologia fantastica per periodi di varia durata possono anche non accorgersi di vivere in un mondo di sogni e la domanda “è reale o non è reale?” non emerge affatto nel fluire del pensiero. Al contrario, alcuni soggetti sono così persuasi della realtà della loro costruzione fantastica e dotati di un grande talento nell’interpretare conseguentemente una parte che diventano capaci di ingannare facilmente altre persone col rischio di diventare abili truffatori.
In queste situazioni appare chiaro che la costruzione fantastica, la menzogna a se stessi, rappresenta il mezzo per ottenere ciò che si desidera senza ritardi o interferenze ma, affinchè il desiderio sia totalmente appagato, lo stato di coscienza deve essere alterato al punto che non esista più la consapevolezza”. (fonte)

Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale.


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