“Ad una di queste ragazze, Barbara Montereale, che ha accompagnato Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli, è stata bruciata l’auto nella notte. Probabilmente un avvertimento che viene dal passato burrascoso delle ragazze e non certo dalle vicende attuali. ”
(Pino Scaccia, TG1 del 25 giugno).

“Una ragazza senz’arte né parte, invitata a cena dal capo del governo, reclama di essere pagata perché «non lo faccio mica per la gloria». In qualunque paese un invito a cena dal capo del governo è motivo di orgoglio. Qui no, non più. Come se Cenerentola chiedesse di essere pagata dal Principe. Ma se il prestigio della carica cade tanto in basso, anche a causa dei comportamenti del capo del governo medesimo, è questo un fatto privato o un fatto pubblico?”
(Nando Dalla Chiesa, L’Unità 26 giugno 2009)
Dica la verità, Pino, il compito glielo ha corretto con la matita rossa e blu il direttore Minzolini. Non posso credere che quel “non certo dalle vicende attuali” sia farina del suo sacco.
Che succede? Non coglie anche lei la palese contraddizione logica tra quel “probabilmente” e il “di certo”? Facciamo così, il probabilmente è suo e il di certo è del direttore e lei lo ha fatto perchè tiene famiglia.

A parte le sottigliezze semantiche, che vuol dire “il passato burrascoso delle ragazze”? E’ per caso un modo elegante per dire che, siccome almeno una delle due andò a Palazzo Grazioli per vendersi, se lo sono cercato, l’avvertimento mafioso? Passato burrascoso è roba da anni cinquanta e starebbe bene assieme ad un bel “i figli della colpa” in un film di Matarazzo con Yvonne Sanson ed Amedeo Nazzari. Quelle belle storiacce dove la sventurata rimasta incinta ed abbandonata, per espiare la colpa, doveva farsi almeno un ventennio in convento, tre tumori maligni e morire comunque con il sorriso sulle labbra ed il perdono per tutti?
Questo, mioddìo, è moralismo, non richiedere che il capo di un governo si contenga.
“Non certo dalle vicende attuali”. E chi può dirlo? Io penso invece che qualcuno voglia spaventare le testimoni per impedire che vengano fuori altre magagne dell’illustre incontinente.
In ogni caso, una donna, secondo me, ha tutto il diritto di avere un passato, un presente ed un futuro burrascosi come cavolo le pare, allo stesso modo in cui li può avere un uomo, senza essere sottoposta a giudizi talebani. Cominciamo, in previsione delle prossime occasioni, a raccogliere pietre belle aguzze?

Anvedi come sbanda Nando. Anche lui sulla strada per Kabul, con uno stock di burqa per ricoprire tutte queste mignotte che non si sa da dove siano uscite e che pretendono, come i giornalisti per le loro prestazioni, addirittura di essere pagate.
Il suo ragionamento è ancora più moralista di quello del Pino, lo sa?

Sono vent’anni che la televisione italiana impone alla donna italiana a qualunque età (anche alle piccolissime, putroppo), di essere il più troia ed il meno intelligente possibile. In questo documentario impressionante, “Il corpo delle donne”, se ne ha una dimostrazione.
Si è, soltanto se si è giovani e belle. Di conseguenza disponibili. Lo so che “donna oggetto” è un termine trito più di un hamburger ma non me ne vengono in mente altri.

Noi donne, grazie a questa macelleria televisiva che mette in mostra culatelli, punte di petto, cosce e filetti, siamo percepite come oggetti che, siccome viviamo in un regime di mercato, non vedo perchè non dovrebbero avere anch’essi un prezzo. Ecco però che, stranamente, la puttana piace quando non chiede troppo perchè agli uomini il sesso piace economico. Forse è proprio l’eccesso di gnocca gratis sulla tv commerciale che ha viziato i nostri aspiranti sultani.
La prostituzione invece, e giustamente, si deve pagare.

L’altra sera su Sky ho visto un reportage sui gigolò, gli escort. Insomma i puttani.
Questi giovanotti hanno dichiarato alla ragazza che li intervistava che loro, per meno di 5000 euro non si tirano giù nemmeno la cerniera della patta. E’ risaputo che la tariffa del troio è decisamente superiore a quella della professionista femmina. Loro si vendono a caro prezzo (con le donne, quelli che vanno con gli uomini fanno meno i difficili e si adattano) e la fanno cadere dall’alto neanche fossero tutti dei dell’Olimpo (alcuni erano decisamente scarsini).

Noi donne, che in maggioranza la diamo via gratis, perfino per amore, siamo fin troppo generose ed economiche.
Lo ribadisco: 2000 euro per scopare con Berlusconi sono una miseria, quasi una vendita promozionale, un saldo di fine stagione, uno “svuoto tutto”.
Il ragionamento sorprendente di Nando è che Patrizia, per il fatto di essere stata invitata dal presdelcons, avrebbe dovuto sacrificarsi per niente ed anzi, essere orgogliosa di essersi sporcata il Versace con il fondotinta di papi.

“In qualunque paese un invito a cena dal capo del governo è motivo di orgoglio”. Si, quando sai che ti invitano non per scopi mercenari. In tal caso c’è giustamente il tariffario.
Dipende anche dal capo del governo. Guardi, per parlar chiaro, io ad Obama la darei gratis e gli farei pure una tessera omaggio a vita, ma vuole mettere la differenza?
Posso ricordarle, Nando, che andare con un vecchio coperto di fondotinta più di una geisha, con i tacchi, dalla virilità traballante (lo dice Feltri, il suo urologo), anche se è un capo di stato, non è il massimo della vita? Patrizia potrebbe essere la testimonial perfetta del Maalox. “Che stomaco!”

E poi, scusi, sembra quasi che una ragazza qualsiasi (bello il “senza arte né parte”) nasca con il dovere di cessione della passera a gratis al capo di stato perchè tale. E dovrebbe pure ringraziare dell’onore. Strano, credevo che lo jus primae noctis fosse robaccia old fashion da Don Rodrigo.

Se questa è la considerazione che hanno gli uomini italiani del sesso e delle donne nel 2009, andiamo bene.
Siamo ancora fermi al binomio Mia madre (la santa vergine) contro il resto del mondo (tutte puttane). Fintanto che la donna è da conquistare si sprecano le divine commedie e siamo tutte madonne beatrici. Una volta caduta la Bastiglia, crolla l’interesse e soprattutto il rispetto. Figuriamoci che rispetto si potrà avere delle benemerite che vanno perfino con i vecchi e che a volte ci lasciano la pelle perchè incappano nel violento e nell’assassino.
Chi affitta il proprio corpo non ha meno dignità di chi vende pentole e spesso è più onesta.
Non trovo nulla di male nel farsi pagare. Soprattutto quando a Cenerentola invece del Principe, càpita il Nonno Azzurro.


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Notizie tremende dall’Iran, raccontate dai nostri telegiornali.
Poliziotti che sparano sulla folla, che picchiano i manifestanti, che controllano addirittura gli ingressi degli ospedali per arrestare i feriti da arma da fuoco e da manganello. Che reprimono violentemente chi protesta pacificamente.
Meno male che quello è un paese canaglia e da noi queste macellerie non succedono di certo.

Forte la carica con i blindati a tutta velocità sui manifestanti, vero? Non è Teheran, è Genova 2001.

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Non c’è ancora una notizia certa“. “Sono solo chiacchiericci”.

Nei giorni scorsi, quando al TG1 non si è parlato di Berlusconi neanche per sbaglio, mentre i giornali di tutto il mondo ridacchiavano di un premier che intrattiene ragazze a gettone con più cerone in faccia di un attore del teatro kabuki, Minzolini ha parlato di cose serie. Per esempio del ritorno del viaggio in pullman. E per stare tranquilli ha fatto leggere il TG alla Susanna Petruni e ad Attilio Romita, due persone fidate. La guardia pretoriana, in pratica.
Stasera però (ad urne chiuse, così ormai non può più fare informazione) ha tirato fuori le unghie e ha finalmente nominato la “signora”, citando un’intervista di Berlusconi ad Alfonso Signorini su “Chi”(hai detto il duello Frost-Nixon!) nella quale lui, lo credereste? smentisce. “Non ho mai pagato una donna”, ha affermato. Pare che a quel punto si siano incrinati i vetri.

Nel giornalismo italiano nascono sempre nuove figure professionali: il giornalista tampone, il giornalista difensore; il giornalista immagine, quello deputato a far risaltare la meravigliosa aura del premier ogni volta che va in società. Esistono anche i giornalisti che si fermano per la notte. A differenza delle escort e basta, che se non vengono pagate il pattuito sull’unghia si incazzano come iene e vanno a portare i nastri in Procura, non tradiscono, perchè lo fanno per puro amore.
Spesso tutte queste componenti professionali si fondono nel giornalista maggiordomo.

Compìto, educato, ben vestito, inappuntabile, gran cerimoniere della difesa della reputazione del padrone ad ogni costo e comunque, anche di fronte all’evidenza. Soprattutto il giornalista maggiordomo non fa domande. Esegue gli ordini.
Come e meglio di un butler inglese, anche se non siamo ai livelli sublimi del Mr. Stevens di Anthony Hopkins in “Quel che resta del giorno”, quello che non prestava mai attenzione ai discorsi dei signori (in odore di filonazismo) perchè l’avrebbero “distratto dal suo lavoro”, egli soprintende sugli altri servitori e si adopera affinchè Sua Signoria non venga disturbato da fatti disdicevoli di ogni sorta.
Il che, nel romanzo di Ishiguro, vuol dire far sparire una tigre che era entrata in salotto, ma al TG1 può voler dire far evaporare qualche decina di ragazze immagine più una escort decisa a far valere le sue ragioni.

“Non ne abbiamo parlato perchè erano solo voci”.
Ossia, le ragazze hanno fotografato tutto neanche fossero state turisti giapponesi, immortalandosi perfino nel cesso reale; hanno registrato tutto, compresi gli strilli e i venti di culo, ci sono le foto su tutti i giornali del mondo ma non è certo che fossero a palazzo o in villa a fare che.
E poi, come suggeriscono neanche tanto velatamente gli esponenti del centrodestra interrogati sulla questione: “Se una è una puttana allora è sicuramente bugiarda.”
Chissà se è vero il contrario, e cioè se chi è bugiardo è sicuramente una puttana? Fossi in Sua Signoria mi sentirei tirato in ballo.

Giusto per ricordarci qual’è la nostra reputazione all’estero (mica ad Antigua, con tutto il rispetto, ma negli Stati Uniti) e cos’è un paese dove il giornalismo, la satira e la comicità non hanno paura di andare contro i potenti.
Jon Stewart parla della nostra puttanopoli (quella oscurata dall’agnostico San Tommaso Minzolini) e fa strame del presidente del consiglio italiano, infierendo anche su Topolanek e sul suo pisello che, secondo Stewart “forse stava indicando qualcosa di architettonicamente rilevante nella villa”.
Fate presto però a guardare il filmato. E’ già la seconda volta che lo posto, continuano a farlo sparire.

Prima e dopo i pasti prescrivo anche questo filmato satirico di Papi & Mara su “Cacciamo le puttane dalle strade!”.


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E voi dite che 1000 euro sono soldi facili e non se li sono guadagnati?

Per oltre un’ora guardano filmati di Berlusconi alla Casa Bianca, in campagna elettorale, al G8. [Patrizia D'Addario e le altre venti ragazze dell'harem, nda]
“Fu molto noioso. La proiezione si conclude con la canzone “Meno male che Silvio c’è”, cantata dalle ragazze, che agitano in alto le braccia insieme, come in una coreografia.

Oltrepassato ogni limite del torture porn. Questo a Takashi Miike fa una pippa.


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Giusto un altro spunto, un’ulteriore riflessione sul troiaio di questi giorni e sulle sue possibili radici internazionali, visto che non si scatena un inferno simile sulla stampa mondiale senza un qualche grado di coordinazione. Che l’attacco a Papi c’entri qualcosa con l’avventurismo berlusconiano in politica estera e con i recenti avvenimenti iraniani?

Lasciamo i poveri papiminkia nella pia illusione che il loro fucking president sia vittima solo dell’odio e dell’invidia della sinistra. Dato che la sinistra l’è morta e non rimangono che miseri ectoplasmi di un comunismo che non esiste più da decenni, questi fissati sono ormai come il bimbetto de “Il sesto senso”, vedono la gente morta.
Vagli a spiegare (come all’estero già sanno da un pezzo) che Papi agita furbescamente da sempre gli spettri del bolscevismo solo per difendere i suoi interessi, compresi quelli dalla vita in giù. Non lo capiscono e sono così contenti che vada a troie, così hanno la certezza che non è gay, l’unica cosa forse che non gli perdonerebbero (anche se non ne sono sicura).

“Almeno Berlusconi, casomai, è normale. Silvio, se riesci a trombare ancora, complimenti! Mi sembra anche giusto, non dovrai mica solo lavorare e dar retta a tutti sti minchioni!”

Consiglio la lettura degli altri commenti del sito W Berlusconi, soprattutto quelli scritti con il Bloc Maiusc.
L’house organ di riferimento del fan club papiminkia Libero, oggi titola “Siamo tutti Berlusconi“. Comprese le donne, i vecchi e i bambini. Complimenti. Un paese di puttanieri, proud to be.
Parli per sé il Vittorio, che ragiona come l’esercito dei vecchi italiani fruitori di passera a pagamento e dalla sessualità imprintata nel salottino di Madama Cesara.

Tornando alle origini internazionali del Papi under attack. Prima di tutto c’è un dato di fatto che all’estero è risaputo da decenni. Berlusconi è un personaggio impresentabile in un contesto che non sia l’osteria numero venti.
Le gaffes, le figuracce, l’inadeguatezza al ruolo che occupa. Una pena ogni volta che si presenta in società.
Non vorrei che qualche Mister M all’MI6 non avesse mandato giù il “Mister Obamaaaa!” di fronte ad un’allibita Elisabetta.
Albione la perfida che mesta per infangare il nano? Non solo. Sembra quasi una manovra a tenaglia di diversi potentati politico economici.

In parole povere, Papi potrebbe essere divenuto seriamente inviso agli interessi imperiali.
Ciò che sta emergendo in questi giorni è che Silvio Berlusconi non è adatto a fare il Presidente della Repubblica, oltretutto con poteri alla francese o ancor di più, chissà.
Noi che non lo votiamo lo sapevamo già ma si ha l’impressione che l’Impero abbia deciso che questo presidenzialismo priaspesco non s’ha da fare e allora, di concerto con i soliti congiurati da 25 luglio, ha scatenato i corpi speciali, nel senso delle escort microfonate e che nessuno ha evidentemente pensato di perquisire.
Cherchez la femme, un classico. Dietro ogni grande uomo c’è una donnina che lo fa cantare quando è prossimo all’orgasmo. Un Salon Kitty all’amatriciana, anzi allo zafferano, visto che l’utilizzatore finale è milanese.

Complotto internazionale? Perchè no? Con talpe e talponi interni? Al 100%. Genchi è uno che se ne intende.
Sono state perfino pubblicate su Google Earth foto di Villa Certosa, un luogo, ormai possiamo dirlo, inutilmente coperto da segreto di stato. Se vuole vendere la villa significa che pensa di non riuscire a bonificarla.
E poi, il fotografo che si è intrufolato nel sancta santorum delle (s)vestali del culto di Papi ha strani legami con i servizi. Coincidenze?

Quale sarebbe però, a parte il personaggio, il motivo vero dell’inimicizia imperiale, oltre le gaffes, la ricattabilità da parte della criminalità organizzata (che si sospetta sia dietro all’affare Noemi) e le amicizie pericolose con i figuri Putin e Gheddafi?

E’ un caso secondo voi che appena un mese fa il Governo abbia messo in grave difficoltà l’alleato americano con una improvvida annunciata visita a Teheran da Ahmadinejad di Frattini, poi precipitosamente annullata?

“La visita di Frattini nella Repubblica islamica non era stata presa bene negli ambienti diplomatici europei. Il Financial Times aveva sottolineato che Roma e’ il primo Paese a rompere il fronte europeo che dall’elezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza, e dall’inizio della crisi sul nucleare, ha affidato al responsabile della politica estera europea, Javier Solana, il compito di tenere ufficialmente le relazioni con il regime degli ayatollah.
Frattini, secondo il Financial Times, avrebbe voluto mantenere l’effetto “sorpresa”, annunciando la propria presenza a Teheran solo all’arrivo nella capitale iraniana. La visita non compare nell’”agenda” del ministro sul sito della Farnesina.
Negli ambienti diplomatici occidentali FT ha registrato sbigottimento per l’iniziativa di Frattini.
Il capo della Farnesina, inoltre, non avrebbe ricevuto “luce verde” da Washington e un gesto unilaterale dell’Italia avrebbe solo l’effetto di rafforzare Mahmoud Ahmadinejad a meno di un mese dalle elezioni presidenziali.
L’iniziativa iraniana -che arriva due giorni dopo l’incontro tra Barack Obama e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a Washington- e’ destinato a indebolire il fronte di coloro che, come il presidente americano, tentano di disinnescare la miccia di una prossima guerra tra Israele e Iran.” (AGI News)

Visti i successivi avvenimenti post elettorali a Teheran, la mezza rivoluzione che sta scoppiando, il ruolo che credo sia innegabile di una mano esterna nel gestire la protesta, non pensate che un’Italia che si mette in mezzo, prendendo iniziative proprie, rischiando di fare del casino e rovinare piani delicati non faccia tirar giù al Pentagono un bel rosario di madonne? “Tell the fucking spaghetti to do hiw own fucking business!!”

Visto però che gli italiani continuano ad esserne follemente innamorati, del loro presidente, e non ci sono scandali che tengano perchè a lui perdonano tutto, bisognerà metterli sotto tutela. Un bel TSO nazionale.
Alla fine questa squallida vicenda non farà che ribadire il nostro annoso problema di sovranità nazionale.


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Il tariffario della Rinomata Casa ormai è noto e sono tutte cifre a tre zeri.
1000 euro per fare le tappezzerie viventi alle feste e in villa, per sedersi sui presidenziali bidet ed alzare il tasso di estrogeni nell’aria fino ad un pericoloso 99%. Senza fare niente nè di bocca nè di completo, dicono loro. Cioè mille euro solo per esserci.

Proseguiamo. 2000 euro, non si sa se in più o compresi nell’ingaggio iniziale, in buoni spesa per chi andava a villeggiare in aereo di stato a Villa Certosa a fare la bella statuina e farsi palpare la tetta sotto la maglia dal sultano mentre si è posizionate sulle sue ginocchia. Inoltre, prima della partenza, un pò come alla fine delle gite che ti portano in pullman a vedere il Santuario di Padre Pio solo per venderti delle pentole, omaggio alle partecipanti di varia gioielleria. Comunque sempre roba di valore, più o meno diamantata. Alla fine della giornata, mentre se ne vanno via cantando “To-po-la-nek, to-po-la-nek!“, le Mary Jane ficarotta nello zaino si portano via una bella cifra, quasi un TFR.

2000 euro invece, per andare oltre e fare sul serio nel “lettone”. Immagino quindi compreso il caro vecchio dai e vai in tutte le varianti. Lo ha ammesso l’unica professionista finora autocertificatasi escort, che non è un vecchio modello della Ford ma un termine elegante per differenziare le signorine che fanno compagnia ai ricchi da quelle che la danno ai poveri per soldi.

In questo tariffario però c’è un parametro illogico , come direbbe il professor Cagnato.
2000 euro solo per fare presenza e 2000 euro per slogarsi la mascella su un vecchio di settant’anni? Non c’è proporzione. Se volessimo rimanere su quei parametri, se la giornata in piscina con strimpellata di Apicella e cocomerata finale vale 2000 euro, per quell’altra cosa, secondo me, non ne basterebbero 4000.
Quindi, qualcuna mente e secondo me non è la escort. Tutte le altre barano. Le migliaia di euro non si regalano per aver fatto sbirciare un capezzolo, a meno che non si sia solo dei contemplativi. Anche in questo caso però, qualche pas des deux lesbico dove bisogna sudare un pò, viene normalmente richiesto.

Intanto l’utilizzatore finale, il cliente di Mavalà, il termovalorizzatore vivente di spazzatura da lui stesso accumulata, sta diventando un mix tra la Norma Desmond di Viale del Tramonto, la diva ormai totalmente fuori di melone che crede di essere ancora sulla breccia e il Citizen Kane di Orson Welles, quello che nel finale muore pronunciando il soprannome del “bottoncino di rosa”, ovvero il clitoride, della sua amante.
Dispiace perfino accomunare siffatti miti cinematografici con un personaggio sempre più squallido ma è un modo per cercare di rendere la cosa meno penosa, di mascherare il tanfo che proviene da una reputazione ormai in avanzato stato di decomposizione.

E’ stato molto interessante seguire il TG1 stasera. Sarà stato il silenzio pre-elettorale ma è stato come vivere in un mondo finalmente senza Berlusconi. Non lo hanno nominato neanche di striscio, non esisteva più. Mancava solo il monoscopio e la musica classica in sostituzione.

Una domandina finale a chi, come me e milioni di altri italiani, guadagna tra i 1000-1500 euro e perfino meno, dovendo sgobbare un mese intero. Non fa appena appena un pò schifo questo frullo di costosa passera di prima scelta da utilizzare, alla faccia di chi, appunto, i soldi se li guadagna con fatica, compresa la moldava da 20 euro a botta sulla Via Emilia?

Dire che l’Italia sta andando a escort invece che a puttane, non ci consola di certo. Il concetto è il medesimo.


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Dieci ragazze per me, posson bastare. Dieci ragazze per me, voglio dimenticare. Capelli biondi da accarezzare e labbra rosse sulle quali morire, dieci ragazze così, che dicon solo di si.” (Lucio Battisti, 1969, il profeta.)

«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia biso­gno di pagare 2.000 euro una ragaz­za, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis. Eppoi, Berlusconi ha grande rispet­to per il mondo femminile e nessu­na attitudine a pagare una donna per avere rapporti con lui». (Avvocato Mavalà, 18 giugno 2009.)

Quattro frasi, quattro bugie. Nuovo record mondiale.

“Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare, come sempre, per il bene del Paese.” (Il cliente di Mavalà.)

Quando l’essere puttanieri diventa un lavoro usurante e stressante, non sto scherzando.
Anche se, per la verità, circondarsi di venti, trenta, quaranta ragazze convocate organizzando pullman Kässbohrer e promettendo di soddisfare i loro capriccetti con 2000 euro di buoni-spesa pro capite, secondo me non ha più niente a che vedere con il sesso. Soprattutto se ci riferiamo a signori che non hanno più vent’anni e con l’uccello che tira più sul pollo che sull’aquila reale.

L’accumulazione compulsiva di capitale sotto forma di gnocca in quantità industriale assomiglia piuttosto al collezionismo maniacale che affligge i cacciatori che impagliano le loro prede e le appendono in salotto come trofei.
Anche qui niente di romantico. Mostrare i trofei induce i maschi sottomessi a pensare che il dominante se le sia trombate tutte, le gnocche impagliate, ma ovviamente non è così, si tratta di un’illusione.
Le donne non sono altro che un pretesto per il vecchissimo gioco intermaschile del “io ce l’ho più grosso del tuo, gné gné”.
Da giovani si millantano più conquiste di Napoleone. Quando si comincia a far fatica a soddisfarne una, di donne, si rimedia con la quantità esposta in vetrina. Dieci, venti, trenta ragazze. Rigorosamente giovani ed inesperte, così non corri il rischio che ti ridano in faccia. E che ti chiamano Papi non per caso. In fondo il maschio vecchio regredisce ad uno stadio infantile dove si femminilizza e comincia a giocare con le bambole.

Ma è veramente piacevole per il collezionista questo obbligatorio dispiegamento di cacciagione in perizoma e tettine puntute ad uso e consumo dell’invidia dei sottomessi? In un vecchio film commedia anni 60 un ricco industriale dice al protagonista: “La vede questa barca? Io odio il mare, mi fa venire la nausea, eppure sono obbligato a toccare tutti i porti ogni estate. Se ne salto uno, ecco, tutti a dire: “Il Carugati è finito, ha tagliato le spese”.

Le donne come le monete di Paperone, quindi. Magari dopo tanta gnocca qualcuno comincia ad avere la nausea ma non ci si può tirare indietro. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sono gay.
La mentalità del tipico cliente di Mavalà è costruita sulla famosa barzelletta del campionato mondiale dei pornostar, che forse ricordate.
Ognuno dei concorrenti, tutti famosi divi del porno, viene condotto in una stanza dove sono sdraiate cento stupende ragazze. La gara consiste nel farsele tutte senza intoppi, tutte e cento in un’unica sessione.
Parte il primo concorrente: 1, 2, 3… 10, 11….28, 29, 30….40, 41…ahh, crolla. Secondo concorrente: 30…40…50…60…65, 66, 67….e crolla esausto. Terzo ed ultimo concorrente: parte spedito a velocità incredibile. In men che non si dice se ne fa 50, 60, 70, 80, 90. Alla 94a comincia a sudare, 95, 96…97….98….99, e cade morto. E il pubblico, spietato: ” ‘A frociooo!”

(Il film citato è “L’ombrellone” di Dino Risi, 1963.)

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Questo post inizia con una domanda.
Se voi foste il POTERE e doveste investire su un paese miliardi di dollari o semplicemente mantenere un buon terreno di coltura per i vostri affari (ragionate in termini macroeconomici, non si parla solo di vendere i tubi della Marcegaglia o gli stracci dei cinesi) oppure steste ridisegnando in senso globale alleanze, muovendo i vostri scacchi per piazzarli nelle aree dove risiedono le riserve energetiche; se steste lavorando a tutto ciò, domando, permettereste che una consultazione elettorale qualsiasi rovinasse i vostri piani? Vi ritirereste in buon ordine accettando il responso a voi contrario, derivante da un voto talvolta totalmente umorale ed irrazionale (basta vedere gli abruzzesi che continuano a votare Berlusconi)? Vi fidereste di elettori che al 90% votano alla cavolo di cane? Affidereste loro i vostri destini monetari e financo quelli del mondo? Io dico di no.

Mi sto convincendo sempre più che, tranne in qualche paese tutto sommato non determinante sullo scacchiere geopolitico, le elezioni che si sono svolte dal 2000 in poi nei paesi che contano ed in quelli strategici dal punto di vista energetico siano state tutte più o meno pesantemente truccate.

In linea generale, i regimi dittatoriali (quelli che ancora ricorrono alle elezioni) e quelli a deriva autoritaria brogliano per autoconfermarsi un consenso molto spesso inesistente. E’ fisiologico. Nessuna meraviglia dunque se in Corea del Nord, nell’ipotesi di elezioni, vincesse Kim Il Sung a manbassa.
La novità, sul fronte dei paesi che brogliano, e che rappresenta una tendenza inquietante negli ultimi anni, sono le irregolarità che compaiono delle consultazioni elettorali dei paesi democratici.

Sono stati praticamente dimostrati i brogli in Florida nelle elezioni presidenziali americane del 2000, quelli in Ohio nel 2004, con entrambe le consultazioni terminate a colpi di Corte Suprema, riconteggi ed incomprensibili ritardi nella comunicazione dei risultati. Oltre che nell’elezione di un Presidente dummy che, proprio a causa delle pastette elettorali in casa del fratello governatore della Florida, fino al 12 settembre 2001 era chiamato affettuosamente “Resident”, e percepito né più e né meno come un usurpatore.
Elezioni controverse si sono svolte negli ultimi anni in Messico e nelle Filippine.
Nella Russia di Putin, paese borderline tra democrazia e totalitarismo, dove il presidente karateka raccoglie percentuali sospette attorno al 64% dei consensi, sono stati documentati dall’OSCE nel 2007 pesanti brogli.

In Italia, nel 2006, nessuno può obiettivamente dire che tutto si sia svolto correttamente. Si sono registrate incomprensibili stranezze attorno alle schede bianche. Si è parlato di un ministro che avrebbe all’ultimo momento impedito il broglio andando contro la propria parte politica, di un’opposizione che gridava al “qui ci fregano le elezioni”. Il grafico qui sopra, dal punto di vista statistico, è quasi una pistola fumante.
Come negli USA all’indomani dei misteri della Florida e dell’Ohio, chi ha perso le elezioni o le ha vinte per il rotto della cuffia ha rinunciato a rivalersi sui presunti brogliatori e questo sarebbe spunto per infinite discussioni sul fatto se le elezioni non siano ormai un gigantesco gioco delle parti recitato da attori che interpretano dei ruoli a loro assegnati.

Il caso italiano del 2006 supporterebbe la tesi secondo la quale il broglio perfetto, nei paesi non apertamente dittatoriali o addirittura considerati democratici, si compie quando c’è incertezza del risultato perchè vi è una sostanziale parità tra i due schieramenti. Parità che naturalmente è solo percepita e va costruita propagandisticamente prima del voto, non è reale. Infatti, una suddivisione dell’elettorato in due parti quasi uguali è un’eventualità assai poco probabile. Il mio insegnante di statistica ammoniva di non credere a quei sondaggi che suddividono il campione nelle percentuali 48-52%.
E’ evidente che truccare percentuali attorno al 50% è decisamente più facile che attribuire un plebiscito a chi è palesemente sfavorito dalle previsioni di voto. Basta agire sulle cosiddette forchette. Parliamo di previsioni attendibili, ovviamente, non di sondaggi che vanno dove il cliente vuole e della costruzione propagandistica dell’incertezza.

Se la mia teoria venisse dimostrata e fosse vero che nessun elettore del nuovo millennio può più permettersi di disturbare i Manovratori, qualcuno potrebbe obiettare che allora anche le ultime elezioni che hanno visto il trionfo di Barack Obama dovrebbero essere state truccate.
Non lo sappiamo ma quando un candidato è in nettissimo vantaggio delle previsioni di voto, i brogli a suo danno non possono avvenire a meno di svelare apertamente il loro carattere di truffa.
Mi spiego. Il broglio, nel paese democratico, non si deve vedere, si deve appena appena percepire. L’indecisione, il bipartitismo, la suddivisione dell’elettorato in Guelfi e Ghibellini rendono il broglio perfettamente mimetizzato e tale da non suscitare scandalo se non in alcuni inguaribili malfidati.
Avere fatto vincere McCain, in sostanza, sarebbe stata veramente una cosa troppo sporca, da sangue che corre nelle strade.
In quel caso meglio lavorare per ingraziarsi il vincitore e cercare, se ci è potenzialmente ostile, di limitare il danno.

E l’Iran? A mio avviso i brogli governativi ci sono stati ma si è anche lavorato per sabotare dall’interno il regime di Ahmadinejad con una delle ormai solite “rivoluzioni colorate” che piacciono tanto ai Manovratori. Quando i paesi si vestono all’improvviso tutti di arancione o di verde e adottano il medesimo slogan, quando un’opposizione viene fuori dal nulla e si muove coordinata come una testuggine romana, c’è un’organizzazione sotto che spesso viene dal di fuori, non è roba autoctona.
Ho l’impressione che un sincero movimento di opposizione spontanea al regime di Teheran sia stato cinicamente manipolato dall’esterno al fine di dimostrare ancora una volta la perfidia del regime di Ahmadinejad, che deve essere mantenuto a scopo strumentale. Se Ahmadinejad cade, cade anche la necessità della Guerra al Terrorismo. In certi luoghi strategici è meglio tenerci un dittatore che un democratico o riformista. Mossadeq insegna.
Ad ogni modo è stato bello sentire le vergini croniste scandalizzarsi per i pestaggi della polizia iraniana sui manifestanti e per le irruzioni nelle scuole dove dormivano gli studenti. Oplà, non ci ricorda qualcosa?

Tornando all’argomento elezioni. Domenica prossima si rivota anche da noi, per i referenda. Un comitato promotore che crede, per un curioso fenomeno allucinatorio, di vivere in un paese normale e non in una manifestazione teratologica del potere mediatico e del conflitto di interessi, ha indetto una consultazione referendaria (rivolta a quei famosi elettori che votano alla belin di cane) per modificare la legge porcata di Calderoli. Con il risultato che, se la legge venisse modificata, Berlusconi avrebbe ancora più potere di oggi e il suo partito diventerebbe forse l’unico partito.
A meno di non pensare al famoso giuoco delle parti di chi sta lavorando per il re di Prussia, questo comitato mi pare investito del ruolo che in Gallura era quello di s’accabadora, la donna vestita di nero che entrava nella stanza del morente e gli assestava il colpo di grazia spezzandogli il collo o colpendolo con un mazzuolo.

Siccome non voglio partecipare alla definitiva eutanasia di questa democrazia moribonda io domenica e lunedì non andrò a votare, sperando che come me facciano a milioni. Scelgo l’astensione, almeno il mio voto non potrà certo cambiare giacchetta in corso d’opera.
Il referendum è una cosa bellissima ma non quando c’è s’accabadora* in giro.

*Il fatto che Mariotto Segni sia sardo è puramente casuale.

Update – Ho appena trovato questa segnalazione sul blog di Cinzia Sasso di un recente miracolo elettorale a Praga. La serva serve, diceva Totò. E anche il Topolanek.


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Se fosse stato progettato da Papi, il Titanic non sarebbe mai affondato.

Se avesse seguito i consigli di Papi e non avesse voluto fare di testa propria, l’Uomo di Similaun non sarebbe uscito di casa con quel tempaccio, quel giorno.

Se Marconi non si fosse trovato un pomeriggio in un bar con Papi che gli parlava di televisioni, non avrebbe mai inventato la radio.

Leonardo Da Vinci era solo un creativo pagato per concretizzare le mirabolanti intuizioni di Papi.

Baggio sbagliò il rigore ai mondiali americani perchè volle fare di testa sua e non seguì i consigli di Papi. Come Gullitt, Van Basten, Sacchi, Ancelotti, Zaccheroni, Kakà, Maldini, Schevchenko, ecc. ecc. ecc….

Se Papi avesse messo una parola buona con Pilato, Gesù si sarebbe salvato.

Se Papi avesse creato il mondo avrebbe lavorato anche di domenica, Lui.

Brutti atei comunisti che non siete altro. Il “Papi worshipping” è la religione del futuro. Altro che Tom Cruise e Scientology. I credenti sono già tra noi a milionate. Fate una prova. Usate una delle precedenti affermazioni durante la conversazione con un papiminkia. Al novantanove per cento lui o lei risponderà annuendo vigorosamente come se aveste recitato i vecchi e logori comandamenti.

Vista l’aria che tira, scommetto che un giorno queste affermazioni diventeranno:
1) Notizie nella scaletta del TG1;
2) Capitoli della nuova storia del mondo riscritta dopo aver finalmente eliminato i testi scolastici comunisti.
3) Fatti e prove assolutamente vere ed incontrovertibili della natura divina di Papi.

Nel mondo reale, quello non raccontato dalla mezzobusta di fiducia, oggi Papi è stato a Washington e Barack gli ha detto: “Scusa coso, come ti chiami, ci avanzano tre alqaediani da un’unità locale in dismissione a Guantanamo. Li mettiamo nel tuo garage, ok?”


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Ho scoperto per puro caso, fatemi usare la parola dotta: per serendipità, una cosa curiosa e direi clamorosa. Vi invito cortesemente a leggere prima il post e poi a visionare il filmato, che è un brano tratto dal capolavoro di Elio Petri “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, una delle interpretazioni più memorabili di quel gigantesco attore che fu Gianmaria Volontè. Il film, lo ricorderete, è una metafora sulla intangibilità del potere e su un esponente di questo potere, posto sul versante dell’apparato repressivo, che lancia la sfida ultima alla sua insospettabilità, uccidendo la sua amante e dimostrando che, pur seminando di prove a suo carico il percorso di indagine, lui resterà alla fine impunito.

Ora, che c’entra questo film degli anni settanta, pur per certi versi ancora di inquietante attualità, con le ronde e i nazisti della Val Brembana che si apprestano a diventare i volonterosi mazzolatori del duce di gamba corta?
C’entra perchè l’ispiratore della Guardia Nazionale Italiana nonché del Partito Nazionalista Italiano, Gaetano Saya, sul suo blog ha pubblicato un curioso proclama ripreso in un articolo di Peacereporter sulle ronde nere che ho trovato seguendo un backlink al mio post di ieri.
Curioso perchè, alle mie orecchie cinefile e che non perdonano, hanno ricordato il celebre monologo dell’insediamento del “dottore” all’ufficio politico nel film di Petri.
Mi sembrava strano ma, potere della rete,sono andata su YouTube e ho controllato.
Il brano copiato, perchè non si può che parlare di copiatura, è il seguente (potete far partire il filmato):

“Voi tutti sapete che fino ad ieri mi sono occupato di terroristi e con un certo successo. Non è senza significato che sia stato destinato proprio io in questo momento alla direzione di un partito storico, l’ultimo rimasto. ciò è stato deciso poichè il CAOS si sta impadronendo della Nazione.
Oggi tra i reati comuni e i reati politici sempre più si assottigliano le distinzioni che tendono addirittura a scomparire, questo scrivetelo bene nella memoria: ”sotto ogni SOVVERSIVO può nascondersi un CRIMINALE, sotto ogni CRIMINALE può nascondersi un SOVVERSIVO”. Nella Nazione che ci è stata affidata in custodia, sovversivi e criminali hanno già steso i loro fili invisibili che spetta a noi RECIDERE. Che differenza passa tra una banda di stranieri che assaltano e rapinano un’abitazione e la SOVVERSIONE ISTITUZIONALIZZATA LEGALIZZATA ORGANIZZATA? Nessuna!
Le due azioni tendono allo stesso obiettivo, sia pure con mezzi diversi e cioè al rovesciamento dell’attuale ORDINE SOCIALE. Migliaia di prostitute straniere schedate e non espulse. Migliaia di zingari che commettono furti nella totale impunità. Milioni di clandestini che si aggirano impunemente nelle città. Migliaia di stranieri che spacciano, rubano , stuprano, uccidono. Un aumento dell’80% di scioperi e di occupazione di uffici pubblici e privati. Centinaia di assalti armati contro la proprietà privata commessi da stranieri. attentati contro la proprietà dello Stato. Gruppi di giovani SOVVERSIVI che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari.
Deputati e Senatori della Repubblica che istigano allʼINSURREZIONE ARMATA CONTRO I POTERI DELLO STATO, un Ministro dell’Interno dichiaratamente secessionista.
Un numero indescrivibile di riviste e programmi televisivi politici che invitano alla rivolta. Giullari e saltimbanchi che oltragiano e vilipendono i Ministri e il Governo.

Ma non è tutto. Ora ascoltate il sonoro del filmato e ditemi se il finale del proclama di Saya non è proprio copiato parola per parola:

“L’uso della libertà che tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni.
Noi siamo a guardia della Legge che vogliamo IMMUTABILE SCOLPITA NEL TEMPO. Il popolo è minorenne, la Nazione malata; ad altri aspetta il compito di curare e di educare.
A NOI IL DOVERE DI REPRIMERE, LA REPRESSIONE E’ IL NOSTRO CREDO.
REPRESSIONE E CIVILTA’.”

Stupefacente, no? Soprattutto perchè coloro che scrissero queste parole, Ugo Pirro ed Elio Petri erano due comunisti.

Ci sarebbe da sorridere a pensare che i neofascisti (anzi, peggio, questi sono proprio neonazisti) hanno bisogno di ispirarsi alle loro rappresentazioni intellettuali e satiriche, oltretutto di sinistra, per crearsi un’identità se non che, visitando il sito del Partito Nazionalista Italiano, il cui simbolo è un sole nero (una svastica en travesti) e il cui motto è Nobiscum Deus (una latinizzazione del Gott Mitt Uns?) si viene colti da un sincero sconforto. Seguito subito dopo da un qualcosa che non è proprio nausea ma vomito a getto.

I cosiddetti moderati, i liberali, i cattolici, si rendono conto che Berlusconi si appoggia a gente che fa apologia di nazismo? Che cazzo aspettano gli amici ebrei a preoccuparsi seriamente di questa onda di piena di liquame nero di ritorno? L’Europa che dice?
Il nazismo cominciò dalla legalizzazione del razzismo. La Lega Nord è la cosa più vicina ad un partito razzista che si conosca in italia. Il sole svastichizzato del PNI va a braccetto con il simbolo della Lega ed insieme benedicono le ronde di camicie brune addestrate dai personaggi collusi con il vecchio fascismo e con il neofascismo atlantico dei gladiatori.
Come ha scritto Moni Ovadia: “Se foste esseri umani, esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo”.
Io, non so voi ma, mi vergogno.


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