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Il padrone ha paura di agguati quindi indice la serrata. Evidentemente, pur avendo la maggioranza dei seggi, non si fida più neppure dei maggiordomi e delle fantesche, dei miracolati della libertà, degli scaldascranno e delle pornoministre. Come dargli torto? E poi c’è il fattore psicologico. Per una sorta di nemesi semantica, rischia di cadere per colpa di un Bocchino e di Casini. Meglio non sentirli nominare troppo. Sono cose che lo distraggono.
Da quando Hillary Clinton, con un umorismo che fa invidia ai comici del “Saturday Night Live”, lo ha definito “Il migliore amico degli Stati Uniti”, quindi politicamente un cane, i giornaletti di famiglia gridano allo scampato pericolo. Assange, tié! Non pensano che è sempre più sincero un diplomatico in privato di un ministro degli esteri in visita ufficiale e tentano di fare trangugiare la bugia pietosa agli italiani. I quali, dettaglio non trascurabile, a causa della paura del padrone delle frequenze di andare sotto in Parlamento, cosa che narcisisticamente gli sarebbe fatale, dovranno attendere il 13 Dicembre (S. Lucia) per risolvere i loro problemi. “Che il paese attenda, cribbio, io non posso rischiare di avere la prova provata di essere un fallito”, guaisce il miglior amico dell’impero.
Intanto l’Aquila è sotto l’acqua, Napoli sotto la monnezza,  Pompei, che aveva resistito quasi duemila anni, crolla sotto il peso della competenza di Bondi. Meno male che quest’ultimo, grazie alla serrata, potrà fingere ancora qualche giorno di fare il ministro della cultura. Se c’è qualche sciampista dell’est vogliosa di emulare Antonioni o Godard, ne approfitti. Siamo ai saldi di fine stagione. L’Outlet della Libertà.
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Continuo a pensare che sia più facile portare George W. Bush all’impeachment piuttosto che Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Non so ma la vedo dura e non è questione di Obama.
E’ vero che gli USA passano per il paese dove le donne comandano a bacchetta gli uomini ma per me è solo una leggenda. Forse le americane sono solo più spaccacazzo delle altre ed ecco perchè gli Stati Uniti abbondano di serial-killers alla Ted Bundy.
Là, come da noi e in tutto il mondo tranne poche enclaves, vale la legge che nei luoghi chiave è meglio ci restino gli uomini e in politica, dopo tutto, è meglio che lascino fare agli uomini. Per questo motivo non si è ancora vista una donna presidente(ssa).

In Italia siamo messi ancora peggio. Non so ma, dire “la presidentessa” evocherebbe oltretutto più il filone trash anni settanta che altro: “La presidentessa alla riunione di gabinetto”.
Ecco, siccome casualmente ritorna alla mente la grande Edwige Fenech, secondo me il motivo per il quale le donne non riescono a farsi eleggere è che quando si preparano ad interpretare il ruolo della presidentessa, per eccesso di femminilità, riescono solo a sembrare una preside.

Mi sono sempre chiesta perchè le candidate hanno quell’aria ingessata, da paletto nel culo, quell’immagine dura, cazzuta, come se dicessero: “sembriamo donne ma non lo siamo, sotto la gonna c’è di più, teniamo ‘na mazza tanta”.
Quando vedi candidate così, i loro antagonisti maschi, per reazione, ti sembrano più rassicuranti di una balia calda e popputa. E’ strano ma è così.

Gli elettori, comprese le donne che di solito non votano le donne perchè “quella stronza non la sopportano”, sarebbero sicuramente più attratti da una figura veramente femminile, veramente donna, magari rotonda e burrosa.
O quantomeno una superfemmina alla Charlize Theron, và.

Non riesco proprio, con tutta la buona volontà, ad associare il termine burroso con Hillary Clinton, una che ha sempre l’espressione di chi è entrata per sbaglio nel bagno degli uomini, ci ha trovato dentro John Holmes e ora sta crepando d’invidia.


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Continuo a pensare che sia più facile portare George W. Bush all’impeachment piuttosto che Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Non so ma la vedo dura e non è questione di Obama.
E’ vero che gli USA passano per il paese dove le donne comandano a bacchetta gli uomini ma per me è solo una leggenda. Forse le americane sono solo più spaccacazzo delle altre ed ecco perchè gli Stati Uniti abbondano di serial-killers alla Ted Bundy.
Là, come da noi e in tutto il mondo tranne poche enclaves, vale la legge che nei luoghi chiave è meglio ci restino gli uomini e in politica, dopo tutto, è meglio che lascino fare agli uomini. Per questo motivo non si è ancora vista una donna presidente(ssa).

In Italia siamo messi ancora peggio. Non so ma, dire “la presidentessa” evocherebbe oltretutto più il filone trash anni settanta che altro: “La presidentessa alla riunione di gabinetto”.
Ecco, siccome casualmente ritorna alla mente la grande Edwige Fenech, secondo me il motivo per il quale le donne non riescono a farsi eleggere è che quando si preparano ad interpretare il ruolo della presidentessa, per eccesso di femminilità, riescono solo a sembrare una preside.

Mi sono sempre chiesta perchè le candidate hanno quell’aria ingessata, da paletto nel culo, quell’immagine dura, cazzuta, come se dicessero: “sembriamo donne ma non lo siamo, sotto la gonna c’è di più, teniamo ‘na mazza tanta”.
Quando vedi candidate così, i loro antagonisti maschi, per reazione, ti sembrano più rassicuranti di una balia calda e popputa. E’ strano ma è così.

Gli elettori, comprese le donne che di solito non votano le donne perchè “quella stronza non la sopportano”, sarebbero sicuramente più attratti da una figura veramente femminile, veramente donna, magari rotonda e burrosa.
O quantomeno una superfemmina alla Charlize Theron, và.

Non riesco proprio, con tutta la buona volontà, ad associare il termine burroso con Hillary Clinton, una che ha sempre l’espressione di chi è entrata per sbaglio nel bagno degli uomini, ci ha trovato dentro John Holmes e ora sta crepando d’invidia.


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Macchè Hilary Clinton o Condoleezza Rice, donne cazzute e con il frustino in mano.
In quanto a charme e femminilità Rudolph Giuliani, qui in versione drag queen in uno sconcertante duetto con Donald Trump, mostra di fare sul serio.

Guardate che pezzo di gnocca. Se vincerà in novembre, per la prima volta un essere umano potrebbe trovarsi ad impersonare allo stesso tempo il Presidente e Marilyn, diventare l’amante di se stesso e cantarsi “Happy Birthday, mister president” da solo.

Dimenticheremo presto le scemenze di Bush. L’impero quest’anno farà il salto in avanti.
E che nessuno parli di elezioni truccate, per favore!

http://www.youtube.com/v/4IrE6FMpai8&rel=1


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Macchè Hilary Clinton o Condoleezza Rice, donne cazzute e con il frustino in mano.
In quanto a charme e femminilità Rudolph Giuliani, qui in versione drag queen in uno sconcertante duetto con Donald Trump, mostra di fare sul serio.

Guardate che pezzo di gnocca. Se vincerà in novembre, per la prima volta un essere umano potrebbe trovarsi ad impersonare allo stesso tempo il Presidente e Marilyn, diventare l’amante di se stesso e cantarsi “Happy Birthday, mister president” da solo.

Dimenticheremo presto le scemenze di Bush. L’impero quest’anno farà il salto in avanti.
E che nessuno parli di elezioni truccate, per favore!


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A costo di farmi crocifiggere da tutte le mie amiche lettrici, dico che l’automatismo di gioire perché una donna rischia di diventare presidentessa della repubblica non ce l’ho e anzi, la cosa mi provoca una fastidiosa orticaria.
Prendo ovviamente a pretesto l’ultimo caso recente, quello di Ségolène Royal vincitrice delle primarie per il Partito Socialista in Francia e prossima rivale di quel Sarkozy al cui confronto Jacques Chirac sembra un anarcoinsurrezionalista e lei una specie di Rosa Luxemburg.

Ogni volta che sento da più parti gridolini di goduria all’idea che la signora Royal diventi la padrona dell’Eliseo, al pari di quelli che già pregustano Hillary Clinton o Condoleezza Rice alla Casa Bianca e magari la Giovanna Melandri o la Santanchè in Italia, mi trovo a pensare come sia stucchevole e assolutamente falsa quest’idea che siccome un politico è donna governerà meglio degli uomini.

Se per “meglio” intendiamo più umanamente, con un occhio di riguardo ai poveri e con una sana ripugnanza della guerra mi sa che gli esempi passati non ci aiutano molto.
Quando governava Golda Meir in Israele hanno per caso taciuto le armi in Medio Oriente? La grande donna politica affermava, in una intervista al Sunday Times del 15 giugno 1969: “Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono.
Abbiamo dimenticato gli effetti nefasti sul welfare della politica ultraliberista della madre di tutte le domine, Margaret Thatcher, che pure piace ancora tanto dalle parti degli amanti del bondage ideologico? E la guerra delle Falklands, il braccio di ferro con i minatori, i tagli alle mense scolastiche, il famoso “togliere il latte ai bambini”?
Facciamo altri esempi. Indira Gandhi governò l’India più come una dea Kalì dal pugno di ferro che come una buona mamma affettuosa e, per limitare le nascite, iniziò una campagna di sterilizzazione coatta delle classi più povere.
Vado avanti? La signora Ceausescu fu altrettanto spietata del marito e così la vedova di Mao, Jiang Qing con la sua Banda dei Quattro. Le regine della storia hanno combattuto, eliminato nemici e affamato popoli. Esattamente come i loro colleghi maschi.
Se proprio vogliamo trovare un esempio di donna che si sfinì fino all’ultimo per aiutare i poveri del suo popolo dobbiamo citare Eva Peron, la quale tuttavia non disdegnava di maneggiare denaro proveniente da bottini nazisti.

Voglio essere ottimista e pensare che Hillary, Condoleezza e Ségolène saranno molto diverse ma ho paura che il problema non stia nel sesso del politico ma nella politica.

Inoltre trovo stucchevole definire femminismo la donna al potere perché se ogni grande uomo ha una grande donna alle spalle, ogni grande donna ha alle sue spalle una piccola donna che gli spupazza i figli, gli pulisce la casa, gli bada ai vecchi e gli fa insomma da serva.
Il potere di una donna, fino ad oggi, presuppone purtroppo la sottomissione di un’altra donna di status economico inferiore. Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Per giunta, guardando bene, si scopre che queste grandi donne sono quasi sempre o figlie, o mogli, o conviventi o amanti di qualche uomo importante, magari solo nel senso del conto in banca.

Domanda: il risultato di anni di emancipazione femminile consiste nel fatto che una classe di donne si è emancipata grazie a vincoli di sangue e letto e l’altra continua a sbattersi come prima e in più deve anche servire le signore emancipate? Quello che chiamiamo emancipazione non sarà semplice nepotismo e attaccamento al posto di comando, che deve essere occupato comunque da “uno di noi” e anche se è donna non importa?
Come leggevo ieri in un commento ad un post su Ségolène Royal su OneMoreBlog, che condivido in pieno, anche a me piacerebbe vedere una presidentessa, ma che fosse una vera donna, una che sa smacchiare un pantalone, sfeltrire il maglioncino, attaccare un bottone, cucinare l’impepata di cozze e badare ad una nidiata di marmocchi.
Una insomma che, magari dopo aver lavorato duramente per meno di mille euro al mese, si facesse un culo così anche in casa e conoscesse quindi la vita reale di milioni di donne. Poi magari la politica guasterebbe anche lei ma almeno io e le altre milionesse ci sentiremmo un po’ più rappresentate.

Tornando alla signora Royal e per buttarla in satira, leggo che è stata condannata in una causa giudiziaria perché non aveva retribuito alcune collaboratrici in una recente campagna elettorale. Ogni grande donna ha piccole donne alle sue spalle.
Leggo che si è distinta per aver censurato alcuni poster che mostravano chiappe reclamizzanti un tanga e che per ciò è chiamata “la nuova puritana”; che ha fatto una legge in difesa di un famoso formaggio e che vuole mandare a lavorare gli insegnanti anche il pomeriggio perché secondo lei non fanno una cippa tutto il giorno. Insomma, i francesi ne parlano come di una che ha tante idee, alcune però in contrasto tra loro.
E’ madre di quattro figli non essendo sposata con François Hollande, attuale primo segretario del Partito socialista, ma è contro i matrimoni gay.

Beh, male che vada manderà gli insegnanti omosessuali a mettere il reggiseno alle vacche che producono il formaggio chabichou. E se anche le vacche non sono sposate, pazienza.

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